INFERMIERISTICA IN RIABILITAZIONE 3 ANNO
RIABILITAZIONE
La riabilitazione è un processo di soluzione di problemi e di educazione nel corso del quale
si porta una persona disabile a raggiungere il migliore livello di vita possibile sul piano
fisico, funzionale, sociale ed emozionale.
Per la disabilità ci sono state due classificazione l’icdh e successivamente l’icf
ICDH:
Secondo la classificazione internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli
handicap (icidh) data dall' OMS importante è distinguere la menomazione (es. Mancanza di
un arto), la disabilita (es. Perdita della funzione) e l'handicap (es. Manifestazione della
menomazione e disabilità all'interno della società).
La sequenza non è per forza lineare.
Chi ha la menomazione non per forza deve avere la disabilità, però potrebbe avere
l'handicap.
Menomazione: è una qualsiasi perdita o anormalità di una struttura o di una funzione
sul piano anatomico, fisiologico e psicologico. Esteriorizzazione di uno stato patologico
Disabilita’: è una limitazione o perdita (per una menomazione) della capacità di
effettuare una attività nel modo o nei limiti considerati normali per un essere umano.
Oggettivazione della menomazione
Handicap: è una situazione di svantaggio sociale, per una menomazione e/o disabilità,
che limita o impedisce l’adempimento di un ruolo normale per un dato individuo in
funzione ad età, sesso e fattori culturali e sociali
ICF:
L' icf ovvero classificazione internazionale del funzionamento, della disabilita e della salute
è il nuovo strumento elaborato dal OMS nel 2001. Rappresenta la versione definitiva e
approvata a livello mondiale della icidh. Ha lo scopo di fornire un linguaggio standard e
unificato che serva da modello di riferimento per la descrizione delle componenti della
salute e degli stati ad essa correlati. Si basa sulle tre dimensioni biologica, individuale e
sociale.
Comprende:
Funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche e psicologiche
Strutture corporee: sono le parti strutturali o anatomiche del corpo
Menomazione: una perdita o una anormalità nella struttura del corpo o nella funzione
fisiologica (comprese le funzioni mentali).
Attività: è l’esecuzione di un compito o di una azione di un individuo;
Limitazione delle attività: sono le difficoltà che un individuo può incontrare
nell’eseguire delle attività (sostituisce il termine disabilità usato nell’icidh).
Partecipazione: coinvolgimento in una situazione di vita;
Restrizioni della partecipazione: sono i problemi che un individuo può sperimentare
nel coinvolgimento nelle situazioni di vita.. (sostituisce il termine handicap usato
nell’icidh)
Fattori ambientali: tutti gli aspetti del mondo esterno ed estrinseco che formano il
contesto della vita di un individuo (es. Ambiente fisico e sue caratteristiche,
atteggiamenti, valori, politiche, sistemi sociali e servizi etc). 1
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Fattori personali: sono fattori contestuali correlati all’individuo quali l’età, il sesso, la
classe sociale, le esperienze di vita, modelli di comportamento generali e stili
caratteriali che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi livello.
puo essere usato per:
Raccogliere dati statistici
Testare i risultati (stimando la qualità della vita delle persone e l’incidenza dei fattori
ambientali)
Progettare i bisogni, i trattamenti, programmando attività di orientamento ed
integrazione professionale
Individuare priorità sulle quali una politica socio-sanitaria deve concentrarsi
Progettare attività formative
Differenze e passaggi:
Dall’ icdh:
1. Menomazioni della capacità intellettiva
2. Altre menomazioni psicologiche
3. Menomazioni del linguaggio
4. Menomazioni auricolari
5. Menomazioni oculari
6. Menomazioni viscerali
7. Menomazioni scheletriche
8. Menomazioni deturpanti
9. Menomazioni generalizzate, sensoriali e di altro tipo
Si passa a icf:
1. Funzioni mentali
2. Funzioni sensoriali
3. Funzioni della voce e della parola
4. Funzioni del sistema cardiovascolare, ematologico, immunologico e respiratorio
Funzioni digestive, nutrizionali, metaboliche ed endocrinologiche
5. Funzioni genito – urinarie e riproduttive
6. Funzioni neuro – muscolo – scheletriche e correlati al movimento
7. Funzioni della pelle e strutture correlate
classificazione delle "conseguenze delle malattie" ma delle "componenti
Si passa dalla non
della salute”- valore positivo e non per incapacità
ICF Non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le persone perché fornisce
informazioni che descrivono il funzionamento umano e le sue restrizioni riesce a misurare
anche i piccolissimi progressi.
Nell Icidh le categorie non contengono tutte le disabilità, è difficile descrivere l’ anziano,
bambino e malato mentale.
Processo riabilitativo:
è una rete di servizi di carattere ospedaliero ed extraospedaliero per il recupero funzionale
e sociale. Ha 4 fasi
1. Fase della prevenzione del danno e conseguenti menomazioni secondarie nelle
patologie ad alto rischio di sviluppo di disabilità. È un intervento terapeutico
riabilitativo preventivo. Sono tutti gli interventi riabilitativi nei reparti per acuti come
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rianimazione, neurochirurgia, ortopedia, neurologia e geriatria, neonatologia e
pediatria, cardiochirurgia, cardiologia, chirurgia toracica e pneumologie
2. Fasi della riabilitazione intensiva: è caratterizzata da interventi valutativi e terapeutici
intensivi; l'intervento riabilitativo può positivamente influenzare i processi biologici
perché in questa fase la disabilità è maggiormente modificabile. È la fase del post
acuzie della malattia
3. Fase di completamento del processo di recupero e del progetto di riabilitazione non si
richiedono interventi intensivi, varia molto a seconda del tipo di menomazione e
disabilità coinvolta
4. Fase di mantenimento e/o di prevenzione del degrado del recupero motorio e
funzionale acquisito interventi sanitari associati generalmente con attività di
riabilitazione sociale
La prima fase è prettamente clinica e Tecnica e quindi si occupa della prevenzione del
danno (ospedaliera) ovvero bisogna evitare ulteriori complicanze e danni secondari.
All’ interno del processo riabilitativo, abbiamo il progetto riabilitativo individuale che è
composto a sua volta da programmi riabilitativi
Limitazione delle attività, partecipazione, restrizione della partecipazione, vengo inoltre
presi in considerazione i fattori ambientali e fattori personali.
Progetto riabilitativo:
• inizia dai bisogni del paziente che definisce le sue aspettative
• ha consapevolezza delle problematiche del paziente da parte di tutta l’equipe
riabilitativa
• definisce i tempi necessari, le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi finali
• Raggiunge Outcome globale: riabilitazione totale. Reintegrazione sociale (lavoro, scuola,
sport)
• È comunicato al paziente e ai suoi familiari
• È il riferimento per tutta l’equipe riabilitativa
• deve essere modificato quando necessario
Programma riabilitativo:
• Definisce le aree di intervento specifiche durante il periodo di presa in carico
• individua gli obiettivi immediati (da raggiungere nei primi giorni) e a breve termine
(dopo alcune settimane)
• definisce i tempi e le modalità di erogazione degli interventi e l’esito atteso
• individua gli operatori coinvolti e ne definisce il ruolo
• viene verificato e aggiornato periodicamente
Team riabilitativo:
Fisiatra, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, infermiere, famigliari, dietista,
assistente sociale, psicologo, assistente spirituale, paziente. 3
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Il team prende in carico la persona con la realizzazione di un progetto riabilitativo e lo
realizza mediante uno o più programmi riabilitativi
L’ infermiere di riabilitazione definizioni:
Profilo professionale dell’infermiere” art. 2 - l'assistenza infermieristica preventiva, curativa,
palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni
sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e
l'educazione sanitari.
Legge 10 agosto 2000 n° 251 “disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche,
tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica”
Gli operatori delle professioni sanitarie dell’area della riabilitazione svolgono con titolarità e
autonomia professionale, nei confronti dei singoli individui e della collettività, attività dirette
alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine
di espletare le competenze proprie previste dai relativi profili professionali
L’infermiere di riabilitazione:
Aiuta i pazienti con malattie croniche o con disabilità fisiche a potenziare le loro capacità
residue per raggiungere una vita indipendente, individua gli obiettivi da raggiungere, lavora
a questo obiettivo non solo con i pazienti ma anche con le loro famiglie, educa il paziente e i
famigliari (o chi assiste il paziente), collabora nella gestione della complessità medica del
paziente, collabora con altre figure sanitarie
L’azione infermieristica:
Può essere volta alla:
• Abilitazione: su persone giovani per abilitarle alle richieste dell’ambiente e della società
e ciò include l’apprendimento di capacità che consentono loro di vivere nella società
• Riabilitazione: rivolta a persone sia in giovane età sia in età avanzata che modificano le
loro capacità apprendendo nuovi modi di fare le cose.
• Riattivazione: rivolta a persone di qualsiasi età tesa a ripristinare le abilità funzionali
temporaneamente perse per un evento acuto.
La Riabilitazione associata ad attività di fisiokinesiterapia è invece svolta in tutte le 24
ruolo fondamentale dell’infermiere.
Riabilita e interviene:
• Mantenimento dell’igiene valutando lo stato di integrità della cute e delle capacità
motorie e relazionali, ricercando il recupero totale o parziale dell’autonomia
• Effettua e segue programmi per far raggiungere l’autonomia fisiologica, riabilitazione
vescicale o intestinale
• Prevenzione o cura delle lesioni da pressione
• Prevenzione della sindrome da immobilità, corretto posizionamento e precoce
mobilizzazione
• Controllo delle infezioni attraverso la corretta gestione dei cvc, dei cateteri vescicali e
delle stomie, aspirazione tracheobronchiale, esecuzione delle cure igieniche etc etc
• Garantire il confort e sicurezza ambientale
• Uso e conoscenza di dispositivi adattivo-compensatori delle disabilità, protesi, busti,
tutori etc 4
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• Organizzare il tempo e le attività per favorire e recuperare l’ orientamento spazio-
temporale
Modelli teorici infermieristici:
Virginia henderson: Definisce il nursing con il ruolo dell’infermiere nella
prevenzione, nella cura, nell’educazione e nella riabilitazione. Il rapporto con
l’assistito è di dipendenza-indipendenza, fino al graduale acquisto dell’autonomia. Da
importanza anche alla famiglia e sottoscrive che la riabilitazion è anche sociale e non
solo fisica
Nancy roper: L’uomo è un sistema aperto in interazione con l’ambiente alla ricerca
della autonomia nelle attività di vita quotidiane. Per lei la salute è essere autonomi.
Nella riabilitazione, l’infermiere si sostituisce li dove manca l’autonomia, concepisce
l’assistito nella sua globalità e lo stimola al recupero dell’autonomia
Dorothea orem: L’uomo può trovarsi in situazioni di bisogno, il bisogno è una
mancanza determinata da varie situazioni ( l’assenza di salute, la disabilità, alcune
particolari situazioni di vita). La risposta al bisogno è soggettiva (età, sesso, stato di
salute, risorse economiche, famiglia). l’incapacità a fronteggiare il bisogno in
autonomiabisogno specifico di aiuto. Per lei L’infermiere prevede tre sistemi:
1. Sistema totalmente compensatorio sostituisce totalmente il pz nell’auto cura di se
2. Sistema parzialmente compensatorio aiuta il pz a partecipare nella risposta al
bisogno
3. Sistema educativo e di sostegno orienta il malato a raggiungere l’indipendenza ma il
pz è in grado di compiere aspetti di autocura
Hildegard peplau: prevede la relazione come strumento di terapia e di cura. La
relazione con l’altro per la risoluzione dell’ansia, del panico, dell’aggressività etc etc
Strumenti informativi e operativi:
Cartella clinica, Linee guida, protocolli e procedure in costante aggiornamento secondo
l’ebn, Scale e indici di valutazione.
Scale e indici di valutazione:
sono strumenti in grado di misurare un fenomeno, misurano i cambiamenti nel tempo,
forniscono un linguaggio standardizzato, valutano scientificamente gli esiti immediati o a
distanza di una terapia o del percorso curativo, Valutano anche aspetti psicologici e
socialiindicatori di risultato per la qualità di vita
Obiettivi delle scale:
Danno una visione globale delle condizioni psico-fisiche e relazionali del pz considerando il
contesto culturale. Valutano con precisione la compromissione funzionale insorta con la
malattia. Rilevano cambiamenti clinicamente significativi in senso olistico. Questi verificano
e modificano il progetto riabilitativo. Definiscono il livello strutturale (i, ii, iii livello,
residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare)
Le scale devono:
Semplicità nella somministrazione
Comprensibilità
Affidabilità
Rapidità
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Attendibilità
Precisione di rilevazione del problema
Accuratezza nella trasmissione di informazioni
Rilevazione dei rischi
Monitoraggio nel tempo
Valutazione dell’efficacia dei trattamenti
Esempi di scale:
1. Indice di adl di katz (index of independence in activities daily living): Misura il grado di
dipendenza o indipendenza del soggetto nello svolgere attività di vita quotidiane,
usata in geriatria, osservazione per almeno due settimane del paziente ed è integrata
con altre scale per la valutazione del comportamento cognitivo, relazionale e sociale.
Misura il recupero attraverso 3 stadi:
Indipendenza nell’eliminazione e nella continenza
Capacità a vestirsi e ad andare in bagno
Indipendenza nel vestirsi e lavarsi
Osservando: continenza, Deambulazione, Capacità di vestirsi e svestirsi, Capacità di
utilizzare i servizi igienici, Capacità di alimentarsi , Capacità di servirsi di scale
2. Scala iadal (instrumental activities of daily living scale) : Misura la capacità di vivere in
autonomia presso il proprio domicilio. Ha 6 variabili:
Capacità di usare il telefono
Capacità di fare acquisti
Capacità di fare il bucato
Capacità di fare spostamenti e assumere farmaci
Capacità di maneggiare denaro
Permette di valutare se necessaria assistenza domiciliare o ricovero in struttura
3. Indice di barthel: Molto usato in riabilitazione, ha una buona sensibilità per descrivere,
valutare e monitorare le capacità funzionali di base del soggetto. Il punteggio
massimo 100. L’ intervallo di punteggio da assegnare da 0 a 15.
4. Scala fim (functional indipendence measure): Misura la disabilità, ciò che un paziente
è in grado di fare e il risultato dell’intervento riabilitativo. Ambiti funzionali presi in
esame:
Cura della persona
Controllo sfinterico
Mobilità
Locomozione
Capacità comunicative
Rapporti con gli altri
Punteggio da 1 a 5 autosufficienza e 6 e 7 autosufficienza
non
Monitoraggio dal momento della presa in carico fino alla dimissione e ai successivi follow-
up. Il punteggio è predittivo anche dei carichi di lavoro del personale
5. Scala di braden e norton: La Scala di Braden è una scala di valutazione del rischio di
insorgenza di LdP che tiene conto di 6 fattori:
percezione sensoriale (capacità di rispondere al disagio dettato dalla compressione);
umidità della cute (sudorazione, umidità legata ad eventuale incontinenza urinaria
e/o fecale); 6
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attività motoria (livello di attività fisica);
mobilità (capacità di controllo/modifica della posizione del corpo);
nutrizione (è fondamentale un adeguato apporto di calorie, proteine, vitamine e
minerali per contrastare l’insorgere di nuove lesioni);
frizione e scivolamento (la forza d’attrito che si crea con la superficie solida e/o con la
biancheria può accelerare l’insorgenza di LdP).
Ad ogni fattore vengono attribuite delle variabili, con un punteggio che va da 1 a 4 e da 1 a
3 per il fattore “frizione e scivolamento”.
6. La scala di Norton è stata la prima scala di valutazione del rischio di insorgenza
di lesioni da pressione ed è stata creata nel 1962, partendo dall’osservazione di 600
pazienti. È lo score più usato in In
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