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Infermieristica generale e teoria del nursing

Programma

  • Evoluzione storica e culturale dell’assistenza infermieristica e degli infermieri (principi, luoghi, modi, malattia nella storia)
  • Teoria del nursing
  • Processo di nursing (metodo di lavoro per arrivare poi ad un’assistenza scientificamente corretta)

Le 4 funzioni dell'infermiere

  • Cura
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Palliazione

Il nursing è una combinazione unica di arte (abilità personale, capacità che si acquisiscono) e scienza (conoscenze scientifiche che aiutano nel nostro modo di agire), che verterà nel contesto delle relazioni interpersonali allo scopo di favorire il benessere, di prevenire la malattia e ripristinare lo stato di salute nei singoli individui, nelle famiglie e nelle comunità.

 Relazione tra una persona competente e ricca di conoscenze (per curare) e l’assistito. Tale relazione porta alla risoluzione di un problema (Relazione produttiva).

La risoluzione non per forza è tra malato e infermiere ma anche tra sano e infermiere. Il sano è l’assistito poiché se conduce uno stile di vita errato può andare incontro alla malattia. L’infermiere in questo caso è un educatore.

 Ripristinare lo stato di salute: processo di riabilitazione

 Palliazione in condizioni croniche di malattia: l’infermiere apprende l’attività di palliazione ovvero aiuta il paziente a superare la situazione di disagio tramite l’assistenza.

 Caregiver: persona strettamente legata ad un paziente che risulta una risorsa importante sia per quest’ultimo che per l’infermiere.

Concetto di salute

La salute è un concetto molto importante che rappresenta qualcosa di particolare. Perché è difficile distinguere chi è in salute e chi è malato.

 Salute (dal latino "salvus" = salvo, fortuna, benessere, prosperità, vita, salvezza, sicurezza). Prima non avevano concetti di malattia che veniva trasmessa da organismi e batteri, quindi veniva concepita come prosperità, ecc.

Oggi si fa riferimento a salute come assenza o superamento di una malattia.

Ognuno può interpretare la salute in modi diversi: avere un lavoro, sentirsi in pace con se stessi, fare molto sport, non conoscere malattie più serie del raffreddore, di un’influenza (a seconda del modus vivendi che abbiamo).

La salute oltre ad essere intrinsecamente soggettiva è fortemente legata a elementi culturali e valoriali, è qualcosa che può essere definita sia in senso positivo che negativo, ma anche qualcosa che riguarda più dimensioni dell’esperienza umana: la vita di relazione, come la vita spirituale e quella sociale, l’assenza di malattie.

Capacità di copying = meccanismo di difesa della persona per la sua condizione di vita, ossia dalla malattia. Molte persone individuano meccanismi per cui psicologicamente riescono a viverla in maniera più serena.

Capacità della persona di far fronte a una situazione di disagio mettendo in atto meccanismi di difesa appresi durante la loro vita in occasioni simili (la prima volta che un bimbo ha mal di pancia la vive come una situazione disperata, poi con l’esperienza capisce come far fronte a questa malattia).

Al concetto di salute ruotano molte variabili (multidimensionalità) e al contempo la relatività.

 OMS nel ’46: la salute è identificata in passato con l’assenza di malattia.

 Art 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la Salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Non è a carico dell’individuo ma della collettività. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. La persona deve dare sempre il consenso (eccetto col TSO).

Definizioni dell'OMS

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO):

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non si riduce alla sola assenza di malattia.”

“La malattia è uno stato di disadattamento fisico, psichico e sociale, caratterizzato dalla insufficienza o dalla mancanza di salute.”

Dopo alcuni anni si modificò la prima definizione e si aggiunsero concetti economici e sociali nell’ambito di salute.

Conferenze internazionali

La Conferenza internazionale sull’assistenza sanitaria primaria di Alma Ata (1978):

“È un diritto umano fondamentale. Un risultato la cui realizzazione richiede il contributo di molte forze, economiche e sociali, oltre a quello sanitario.”

Successivamente si inizia a ragionare sull’impatto ambientale per questo si sviluppò un concetto di bisogno e di ambiente (sia fisico che psicologico, contesto della città).

Conferenza Internazionale di Ottawa sulla promozione della salute (1986):

“Misura della capacità di un individuo o di un gruppo di realizzare le proprie aspirazioni e di soddisfare i propri bisogni e di adattarsi all’ambiente.”

Alessandro Seppilli fu un pioniere dell’educazione sanitaria in Italia (nel 1954) e a livello internazionale, collaborando con l’OMS.

La legge 833 del ’78 introduce le USL in Italia per la prima volta.

Seppilli identifica la salute come:

“Una condizione d’armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente sociale (1980).”

Dal 1946 si comincia a ragionare da un punto di vista olistico della salute.

Sulla salute girano concetti di psiche, socialità e soma (sistema immunitario, organismo) il tutto su una base di equilibrio ambientale.

Alcune scelte effettuate sia dalla comunità nel suo complesso che dal singolo individuo giocano un ruolo determinante sullo stato di salute.

Determinanti della salute

I determinanti della salute sono la lettura in positivo dei fattori di rischio o determinanti della malattia, sui quali la sanità pubblica gioca un ruolo conoscitivo e propositivo. I principali sono:

  • Popolazione (natalità, mortalità, speranza di vita, accollamento)
  • Nutrizione (disponibilità alimentari, acqua potabile, caratteristiche igieniche)
  • Condizioni ambientali (esposizione alla luce delle abitazioni, smaltimento rifiuti, approvvigionamento idrico, fognature, condizioni climatiche)
  • Stili di vita (residenza in città o campagna, consumo di alcol, di sigarette, eccessi calorici, ridotta attività fisica, entità dei contatti sociali)

La malattia e la salute non possono più essere pensate solo come da puramente della medicina. Sono invece il risultato di un sistema di rapporti sociali e interpersonali.

Storia: concetti di salute e malattia

Il tentativo di fornire una definizione esaustiva dei concetti di salute e di malattia risale al corso dei secoli e la storia dell’uomo e può essere rintracciato nell’opera di filosofi, scienziati, letterati, ecc.

Le prime elaborazioni teoriche riguardano il concetto di malattia.

Pensiero arcaico: entità esterna (concetto ontologico) di natura demoniaca, magica e divina (concetto sacrale). Il malato per propria colpa o per un disegno imperscrutabile viene colpito e punito dagli dei e per essere guarito deve rivolgersi ad una figura sacerdotale (tuttora largamente rappresentato in determinate strati della nostra società: fenomeno della paramedicina).

Pensiero presocratico: processo interno dell’organismo più che un’entità sostanziale. Secondo Ippocrate.

Poi si arriva al pensiero cristiano dove si sviluppa un pensiero caritatevole verso il prossimo, e si iniziano a formare le prime forme di aiuto verso gli altri (andavano sulle strade, raccoglievano persone con gravi problemi e li portavano nei monasteri o all’interno delle proprie case per favorire la loro salute e per accudirle).

Medioevo: apice del pensiero cristiano, la cura e l’assistenza vengono erogate dal clero sacerdotale.

Umanesimo: con lo sviluppo delle scienze naturali, della chimica e della fisica, i concetti di salute e malattia cambiano. L’applicazione del metodo scientifico elaborato da G. Galilei e da Cartesio a tali concetti li sottrae dai confini filosofici e religiosi.

Diventa rivoluzionario il periodo del 1600 e 1700 per la scoperta del microscopio per osservare a livello microscopico i microrganismi e si afferma una nuova concezione della malattia anatomica e meccanicistica.

Ottocento: alcuni studi contribuiscono a diffondere una concezione della malattia dapprima istologica e poi cellulare. Da questo punto si sviluppa un modello biomedico (incentrato sulla figura del medico) ossia la malattia deriva da una mancata funzionalità dell’organismo quindi l’ammalato ha una malattia soltanto fisica ed era soltanto il medico a decretare queste diagnosi concezione eziologica.

Novecento: vengono formulati nuovi modelli interpretativi della malattia, concezione molecolare e genetica (di natura ereditaria, studi genetici e sul DNA).

L’infermiere nasce in Inghilterra alla metà dell’800. In Italia arriva ai primi del 900 con le scuole di formazioni (dare sostegno ed aiuto anche a chi dovevano scontare delle pene).

 ANA: L’infermiere è interessato alle risposte umane, ossia alle reazioni di natura biologica, psicologica, sociale e spirituale a un evento o a uno stimolo, quale una malattia o un infortunio. Visione Olistica.

Noi siamo rimasti ancora alla visione biomedica addirittura fino agli anni ’90, pertanto la figura dell’infermiere è stata sempre vista come un ausilio del medico.

Il ruolo dell'infermiere secondo l'ANA

Secondo l’ANA l’infermiere:

  • Non si occupa solo della cura delle malattie ma sta anche vicino alla popolazione sana
  • Integra esperienza soggettiva del paziente con i dati oggettivi
  • Applica conoscenze scientifiche ai processi di diagnosi (sistema di approccio ai problemi della persona utilizzando un linguaggio omogeneo e scientifico per non dare opinioni diverse all’assistito) e trattamento
  • Stabilisce una relazione assistenziale che migliora lo stato di salute e favorisce il processo di guarigione

Salute secondo Aldo Giobbi (1974)

È lo stato fisico-psichico individuale. La professione infermieristica mette insieme il connubio di arte e scienza che porta ad una scienza pratica.

Ricordarsi: evoluzione della salute e malattia nel corso del tempo, come si evolve e come cambia la figura assistenziale del medico in visione del concetto di salute e malattia e i determinanti della salute.

Infermieristica generale e teoria del nursing Bellini

Legge 739/94 profilo dell’infermiere Ritenuto con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili, relativamente alle aree del personale sanitario.

Al comma 2 art.1 della legge 739/1994 l’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica relazionale, educativa (serve per trasmettere le conoscenze e a motivare l’assistito a mantenere la sua salute). Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria.

L’infermiere nel comma 3 art. 1:

  • Partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività
  • Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi
  • Pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico
  • Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche massima sicurezza, utilità ed efficienza (esempio progetto casa in cui le fondamenta siano sicure)
  • Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali quando il progetto è pronto si va a decidere chi va ad effettuarli (infermiere, OSS…)
  • Per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto
  • Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell’assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale

L’infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.

Oggi arriviamo ai bisogni dell’assistito tramite le diagnosi infermieristiche.

Processo di nursing

Processo di assistenza: L’infermiere deve prendersi carico dei bisogni dell’assistito capendo come approcciarsi metodo problem solving processo di nursing. Questo processo serve per dare un servizio efficace ed efficiente all’assistito.

Il problem solving è prettamente infermieristico e vi sono diverse fasi:

  • Il processo di nursing è una serie di fasi pianificate e di azioni volte a soddisfare i bisogni e a risolvere i problemi della persona.
  • È un procedimento logico e sistematico
  • Problem solving spontaneo si reagisce al problema in modo spontaneo, istintivo
  • Problem solving per tentativi ed errori non c’è nessuna annotazione
  • Problem solving per intuizione non si ricorre al ragionamento. L’intuizione può essere valida ma deve essere successivamente comprovata dai dati
  • Problem solving per esperienze pregresse ci si basa sulle esperienze vissute ma non comprovato, non è sistematizzato
  • Problem solving scientifico approccio scientifico ai problemi.

Fasi del processo di nursing

  1. Accertamento
  2. Diagnosi infermieristica
  3. Pianificazione dell’assistenza
  4. Attuazione dell’assistenza
  5. Valutazione dell’assistenza

La rappresentazione del processo di nursing è circolare. Convenzionalmente si fa partire come prima fase l’accertamento, procedendo abbiamo la diagnosi infermieristica, la pianificazione dell’assistenza, l’attuazione dell’assistenza ed infine la valutazione dell’assistenza per poi ritornare all’accertamento. La rappresentazione è ciclica perché il rapporto dell’infermiere deve continuare fino a che ci sia la necessità.

Accertamento: 1° fase del processo di nursing

L’accertamento è la prima fase perché l’infermiere deve rendersi conto della condizione dell’assistito, del perché l’utente va dall’infermiere e cerca il suo aiuto.

Nell’accertamento abbiamo:

  • Raccolta dati: devono essere aggiornati in maniera scientifica e corretta. Il dato è un’informazione e abbiamo bisogno di più informazioni (per essere esaustivi) che vanno raccolte in maniera asettica, ossia oggettiva.
  • Identificazione diagnosi infermieristica

I dati sono di due tipi:

  • Oggettivi: colorito della persona (cianotico per mancanza di ossigeno), poca inferenza dal paziente perché è rilevato direttamente dall’infermiere, segni, dato rilevato dall’operatore (di solito pochi).
  • Soggettivi: se ha una percentuale di elementi di filtraggio del dato molto bassa o quasi azzerata. Gli elementi di filtraggio sono i filtri dell’assistito (es: dolore del paziente), sintomi, sono dati soggettivi, dati che l’assistito percepisce. (di solito sono molti)

Dati soggettivi

Sono informazioni fornite dalla persona o dai familiari. Riguardano:

  • Abitudini di vita (se camminava o no in casa, se fumava, cosa mangiava)
  • Problemi passati (se ha avuto problemi di alimentazione)
  • Problemi presenti
  • Ambiente di vita (se vive in città, chi c’è in casa con lui/lei, in quale piano vive etc)
  • Conoscenze specifiche

Come raccogliere i dati

Osservazione, intervista, esame obiettivo.

 Osservazione dato oggettivo:

È un’attività complessa che si deve apprendere: occorre sapere cosa osservare, come osservare, e selezionare ciò che si è osservato.

 Intervista dato soggettivo:

È una forma di comunicazione strutturata. Per definire le domande è necessario chiedersi: a cosa servono le informazioni che vogliamo raccogliere? Deve essere programmata. È un dato soggettivo perché il paziente si basa sul suo dolore soggettivo ovvero si basa sulla sua ottica e sulla sua esperienza di dolore.

L’intervista esiste di due tipi:

  • Intervista a domande aperte: si fa parlare all’assistito attraverso input e feedback da parte dell’infermiere (il primo giorno sicuramente va utilizzata).
  • Intervista a domande chiuse: l’infermiere fa delle domande mirate/specifiche per approfondire l’area che ha delle problematiche, così che il paziente risponde solo sì o no o ponendo al paziente alcune opzioni per avere un’intervista molto più incentrata sul problema del paziente.

Esame obiettivo

L’infermiere usa capacità percettive e di giudizio per rilevare eventuali limitazioni e/o anomalie psichiche della persona. L’infermiere usa tecniche e strumenti per rilevare dati (auscultazione con il fonendoscopio, percussione, misurazione della temperatura, palpazione, sfigmomanometro).

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LGabri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica generale e teoria del nursing e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Bellini Giampaolo.
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