Sistema Renale
Il sistema renale è costituito da rene destro e
sinistro, due ureteri che trasportano l’urina
prodotta dai reni fino alla vescica (muscolo
liscio) e dall’uretra che espelle l’urina. Ciascun
rene è sormontato da una ghiandola surrenale che,
tuttavia, non fa parte di questo sistema bensì di
quello endocrino, in quanto secernenti sostanze
paracrine (i quali sono coinvolti nella regolazione
dell’attività dei reni). Il sangue arterioso arriva al
rene attraverso l’aorta addominale che si
biforca per dare origine ad arteria renale sinistra
e arteria renale destra; nel rene il sangue arterioso capillarizza per fornire ossigeno e
nutrimento alle cellule che lo costituiscono; in questo distretto si verifica la filtrazione del
sangue arterioso e si regola la composizione del plasma mantenendo costanti le sostanze
che lo compongono. Il sangue arterioso viene filtrato, diventa sangue venoso che deve
lasciare l’organo per cui è raccolto in venule renali che confluiscono nelle vene renali
destra e sinistra, le quali confluiscono nella vena cava inferiore che porterà il sangue
venoso nell’atrio destro.
L’interno del rene è formato dalla corticale del rene e una porzione interna chiamata
midollare del rene. La midollare è suddivisa in regioni dette piramidi, disposte in modo
tale che il vertice di ogni piramide converga nello spazio pelvico, in cui viene inizialmente
raccolta l’urina, che confluisce nella pelvi renale, il tratto iniziale dell’uretere.
L’aorta renale entra nel rene tramite l’arteria interlobare, di diametro più piccolo, e porta il
sangue nei diversi lobi. L’arteria interlobare dà
origine all’arteria arcuata (2), si hanno poi le
arterie interlobulari di diametro
ancora più ridotto (3). Dalle arterie interlobulari
prendono origine un certo numero di arteriole
afferenti (5) che capillarizzano; questi capillari
sono raggomitolati e sono definiti capillari
glomerulari dove circola sangue arterioso. Il
sangue viene poi raccolto nell’arteriola efferente.
L’arteriola interlobulare serve a irrorare la
corticale del rene, mentre la midollare del rene
viene irrorata dalle arteriole afferenti
juxtamidollari. L’arteriola efferente juxtamidollare
dà origine alla rete dei capillari glomerulari e penetra (8) nella midollare portando sangue
arterioso. La midollare si può dividere in midollare esterna e interna, una più vicina alla
corteccia e l’altra alla pelvi renale. Il sangue arterioso diventerà venoso dopo lo scambio di
gas e verrà raccolto dalle venule stellate (4). Queste portano il sangue nelle venule
interlobulari che confluiscono nella vena arcuata, la quale affluisce nella vena interlobare
e infine nella vena cava inferiore che giunge al cuore. Le arteriole efferenti che entrano
nella midollare per continuità portano il sangue venoso nelle venule della midollare (8a e
9), queste venule raccolgono il sangue per immetterlo in parte nella venula interlobulare e
un’altra parte nella vena arcuata. È evidente che tutto il rene è vascolarizzato; arteriola
afferente, capillari glomerulari, arteriola efferente sono i punti nodali della circolazione a
livello renale. Sia le arteriole afferenti che entrano nella midollare che le venule che
raccolgono sangue dalla midollare hanno un andamento rettilineo importante che dà
origine ai vasa recta.
I reni, oltre ad avere questo sistema
circolatorio così organizzato, hanno delle
unità di base dove vengono svolte le
funzioni renali, che vanno sotto il nome di
nefroni, un insieme di tubuli in cui
avvengono i processi funzionali renali.
Nel rene esistono due tipi di nefroni
distinti per la lunghezza dell’ansa di Henle
ma a livello strutturale sono uguali: il
nefrone corto (corticale) che ha
un’ansa non molto lunga e il nefrone
lungo (midollare) che ha un’ansa più
sviluppata che si approfonda fino alla
midollare interna. Un nefrone è costituito
da più parti funzionali:
1. Capsula di Bowman (B), formata da due membrane che circondano il glomerulo, al
cui interno si forma l’ultrafiltrato, presente in entrambi i tipi di nefroni.
2. Tubulo contorto prossimale (TCP), un tubulo con andamento convoluto che si dice
prossimale perché è, anatomicamente parlando, più vicino alla capsula, anch’esso
presente in entrambi i tipi.
3. Ansa di Henle (TSPA), con un andamento ad U, è più corta in un nefrone corticale
che in uno midollare. È divisa in due porzioni: parte discendente e parte ascendente,
ciascuna delle quali presenta una porzione con diametro maggiore detto tratto spesso,
e una parte con diametro ridotto detta tratto sottile.
4. Tubulo contorno distale (TCD), definito tale in quanto è sempre convoluto ma è più
distante dalla capsula di Bowmann.
5. Dotto collettore, un tubulo con un diametro un po’ più grande del precedente e riceve
la pre-urina che proviene da diversi nefroni. Il dotto collettore della porzione corticale
continua nel dotto della porzione midollare, che ha un diametro sempre più grande
perché raccoglie la pre-urina e si distingue il dotto collettore della midollare interna e
della midollare esterna.
Il liquido che scorre dalla capsula fino al dotto collettore, detto pre-urina, durante questo
percorso, subisce delle modifiche nella sua composizione. Queste modifiche avvengono
perché le cellule che formano l’epitelio dei tubuli renali sono cellule epiteliali che
permettono il passaggio delle sostanze che sono state filtrate e viceversa. Le cellule che
formano l’epitelio semplice del tubulo contorto prossimale sono cellule cubiche che
presentano numerosi
mitocondri e microvilli
nella porzione apicale. I
microvilli servono ad
aumentare la superficie
della membrana esposta
verso il lume del tubulo.
NB: gli epiteli hanno
porzione basolaterale
rivolta verso la midollare
del rene, zona dove
circola sangue e
porzione apicale che
sono distinte dalle
giunzioni. Nell’ansa di
Henle, nella porzione discendente si distingue un tratto spesso seguito da uno sottile (che
è la parte a U terminale del tratto discendente). La distinzione tra i tratti viene fatta per le
cellule che li costituiscono: il tratto spesso è formato da cellule cubiche con un numero
alto di mitocondri e con microvilli quasi assenti, il tratto sottile presenta invece cellule
appiattite, con pochi mitocondri e prive di microvilli (l’essere appiattite spiega lo spessore
ridotto). Le cellule del tratto ascendente sottile dell’ansa di Henle hanno caratteristiche
simili al tratto discendente sottile, quindi, cellule molto appiattite con pochi mitocondri. Le
cellule del tubulo contorto distale sono simili a quelle del tratto spesso. Le cellule del dotto
collettore sono distinte in cellule principali, più abbondanti cubiche e con pochi mitocondri
e senza microvilli, e cellule intercalate, con una forma meno definita rispetto alle principali e
dotate di estroflessioni più grandi dei microvilli.
L’apparato juxtaglomerulare è
presente solo nei nefroni midollari ad
ansa lunga, esso è localizzato in
prossimità del glomerulo dove la
parte iniziale del tubulo distale passa
vicino alla biforcazione delle arteriole
afferente ed efferente. L’apparato è
formato dalle cellule granulari delle
arteriole afferente ed efferente e
dalla macula densa del tubulo
distale. I nefroni midollari, in tutta la
loro lunghezza, sono raggiunti da
capillari che prendono origine dalle
venule midollari. I capillari venosi che
raggiungono l’ansa di Henle decorrono in modo perpendicolare rispetto all’ansa e sono
chiamati vasa recta. Quindi, un’arteriola efferente dà origine a due diversi tipi di letti
capillari: i capillari peritubulari, che si trovano attorno ai tubuli renali, e i vasa recta, che si
trovano attorno alle anse di Henle.
Principali funzioni del rene:
- Regolazione della composizione ionica del plasma;
- Regolazione del volume del plasma;
- Regolazione dell’osmolarità plasmatica (circa 300 Osm, analoga a quella del liquido
extracellulare e del sangue);
- Regolazione del pH;
- Rimozione dei prodotti di scarto (sia del metabolismo cellulare sia di sostanze introdotte
nell’organismo come i residui dei farmaci).
Le funzioni del rene sono possibili per i processi di scambio che avvengono nel nefrone; i processi di
scambio in questione:
1. Filtrazione glomerulare: processo fondato sulla legge di Starling dove si ha la
filtrazione del sangue arterioso soprattutto nella parte del plasma formando un
filtrato che si accumula momentaneamente nella capsula di Bowman.
2. Riassorbimento: è il passaggio di sostanze dalla pre-urina nel sangue.
3. Secrezione: è il passaggio di sostanze dal sangue alla pre-urina, passando per il liquido
interstiziale.
4. Escrezione: l’eliminazione dell’urina.
Filtrazione
La filtrazione è il processo che avviene a livello del glomerulo e della capsula di Bowman dove è
presente una membrana che determina la filtrazione del sangue con formazione di un filtrato,
anche detto ultrafiltrato o pre-urina, che ha una composizione pressoché analoga al sangue se
non per le cellule e le proteine. Ogni capillare glomerulare è circondato dai podociti, cellule dotate
di estroflessioni dette pedicelli che poggiano sulla membrana basale, lasciando però delle zone
vuote dette fenestrature. I capillari
glomerulari sono fenestrati anche perché le
cellule epiteliali che formano l’epitelio sono
piuttosto lasse e tra gli spazi tra una cellula e
l’altra sono presenti i pori. Nella membrana
plasmatica dei podociti sono presenti
proteine di membrana integrali con una
parziale carica negativa; l’azione di filtro è
quindi data sia dalla morfologia della
me