LEZIONE 1 – INTRODUZIONE ALLA FISIOLOGIA,
OMEOSTASI, CELLULA E MEMBRANA
Allora, iniziamo il corso di fisiologia chiarendo innanzitutto che cosa si intende per fisiologia.
La fisiologia è la scienza che studia il normale funzionamento di un organismo e delle parti
che lo compongono, quindi studia come funzionano le cellule, i tessuti, gli organi e i sistemi
quando l’organismo è in condizioni di normalità. Questo è importante perché la fisiologia non
studia la malattia, ma il funzionamento normale. La fisiologia è strettamente collegata
all’anatomia, che invece è la scienza che studia la forma e la struttura degli organismi. È
fondamentale capire che struttura e funzione sono strettamente correlate: una struttura ha
una certa forma perché deve svolgere una certa funzione, e la funzione dipende dalla
struttura.
Un concetto centrale della fisiologia è quello di omeostasi. L’omeostasi è la capacità degli
organismi animali di mantenere costanti, almeno entro certi limiti, molti parametri
chimico-fisici interni. Parliamo, ad esempio, della temperatura corporea, dei livelli di
ossigeno e di anidride carbonica, del pH del sangue, della concentrazione degli elettroliti
come sodio e potassio, della concentrazione dei nutrienti come il glucosio, dei prodotti di
scarto come la CO₂ e del volume dei liquidi corporei. Questo concetto è stato formalizzato da
Walter Cannon nel 1932.
Quando un organismo è in omeostasi significa che tutte queste variabili sono mantenute
entro un intervallo compatibile con la vita. Se c’è una variazione esterna, questa può
determinare una variazione interna. La variazione interna viene percepita come una perdita
di omeostasi e l’organismo tenta di compensare. Se la compensazione ha successo, si
ritorna allo stato di benessere; se la compensazione fallisce, si può andare incontro a una
malattia o a un disturbo.
I sistemi di controllo omeostatico funzionano secondo uno schema ben preciso. Ci sono
innanzitutto dei sensori, che captano i cambiamenti delle variabili rispetto al valore di
riferimento, che viene chiamato set point. Il segnale captato dai sensori viene inviato a un
centro di integrazione, che confronta il valore misurato con il set point ed elabora una
risposta. Il centro di integrazione invia poi un segnale di uscita agli effettori. Gli effettori sono
cellule, tessuti o organi che mettono in atto la risposta finale.
Il tipo di controllo omeostatico più comune è il feedback negativo. Nel feedback negativo la
risposta contrasta lo stimolo iniziale, riducendo la variazione della variabile regolata. Un
esempio classico è la regolazione della glicemia: se la glicemia aumenta, vengono attivati
meccanismi che la fanno diminuire; se la glicemia diminuisce, vengono attivati meccanismi
che la fanno aumentare. Esiste anche il feedback positivo, che è meno frequente. Nel
feedback positivo la risposta rinforza lo stimolo iniziale, portando la variabile ancora più
lontano dal valore di riferimento. Un esempio tipico di feedback positivo è il parto: la
distensione della cervice stimola il rilascio di ossitocina, che aumenta le contrazioni uterine,
che a loro volta aumentano la distensione della cervice, fino alla nascita del bambino. In
questo caso il processo si interrompe solo grazie a un evento esterno, cioè il parto.
Alla base di tutti i processi fisiologici c’è la cellula. La cellula è l’unità strutturale e funzionale
dell’organismo. Ogni cellula è delimitata dalla membrana plasmatica. La membrana cellulare
svolge diverse funzioni fondamentali: fornisce supporto strutturale alla cellula, permette la
comunicazione tra la cellula e l’ambiente esterno, isola fisicamente l’interno della cellula
dall’esterno e regola gli scambi di sostanze.
La membrana separa due compartimenti: il liquido intracellulare, che è il liquido contenuto
all’interno delle cellule, e il liquido extracellulare, che comprende il plasma e il liquido
interstiziale. Questi due compartimenti hanno composizioni ioniche diverse. Ad esempio, il
sodio è più concentrato nel liquido extracellulare, mentre il potassio è più concentrato nel
liquido intracellulare. Questa differenza di concentrazione è fondamentale per molte funzioni
cellulari.
La membrana regola gli scambi attraverso meccanismi di trasporto di membrana. Il trasporto
può essere passivo o attivo. Il trasporto passivo non richiede energia e avviene secondo
gradiente di concentrazione o elettrochimico. Ne fanno parte la diffusione semplice, la
diffusione facilitata e l’osmosi. La diffusione semplice riguarda molecole piccole, apolari o
lipofile, come l’ossigeno, l’anidride carbonica e gli ormoni steroidei. La diffusione facilitata
riguarda molecole più grandi o cariche, che necessitano di proteine di trasporto, ma non
richiede energia.
L’osmosi è il flusso di acqua attraverso una membrana semipermeabile secondo gradiente.
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