FISIOLOGIA
Scienza che studia le funzioni degli organismi viven e tu o ciò che determina e regola la vita biologica.
La stru ura è fru o dell’evoluzione, si sviluppano sistemi vol a funzionare al migliore dei modi.
C’è una necessità di scambio tra una cellula e l’ambiente a orno a essa. l’organismo ha bisogno di regolare
degli scambi con l’ambiente esterno.
La cellula con l’ambiente cellulare.
Il liquido extracellulare con l’ambiente esterno.
L’organismo ha bisogno di assorbire i nutrien a raverso la funzione diges va, scambiare gas a raverso
l’apparato respiratorio e fare in modo che l’ossigeno arrivi a tu o il corpo a raverso l’apparato circolatorio.
Il sistema che perme e di scambiare sostanze con l’esterno è l’escretore.
Il sistema endocrino è in grade di produrre e rilasciare ormoni che vengono messi in circolo.
Il sistema tegumentario regola gli scambi che non devono avvenire.
OMEOSTASI E SISTEMI DI REGOLAZIONE
premessa
il primo evento che ha permesso l’origine della vita è la compar mentalizzazione di reazioni chimiche e
successivamente biochimiche, che avevano comportamento diverso all’interno rispe o che nell’ambiente
esterno. Ques compar men si ipo zza che siano cresciu portando alla formazione di altri compar men
ad azione enzima ca (ribozimi, enzimi a RNA).
simili. Vengono a formarsi quindi molecole autoreplican
All’interno della cellula si man ene un basso livello di entropia a discapito dell’ambiente esterno.
= condizione di stabilità interna che cara erizza gli organismi (in equilibrio dinamico), valori di
OMEOSTASI
riferimento sono i setpoint.
L’omeostasi viene garan ta da meccanismi di regolazione intrinseci del sistema che hanno bisogno di energia.
Importan sono i meccanismi ridondan , con sistemi di compensazione, c’è bisogno di altri meccanismi che
possano compensare la mancanza del meccanismo in esame.
L’uomo fa parte degli animali regolatori, ha una forte indipendenza dall’ambiente esterno.
Le reazioni che avvengono in maniera spontanea sono quelle che rilasciano energia libera di Gibbs e tendono
generalmente a un aumento di entropia del sistema. Per mantenere un’entropia bassa bisogna poter
prendere questa energia altrove e u lizzarla. In par colare noi organismi eterotro. prendiamo energia dai
nutrien . Le fon di energia più rapidi sono l’ATP, che libera energia a raverso la ro ura del legame fosfato,
e il potenziale ele rochimico.
L’omeostasi viene mantenuta con sistemi di autoregolazione, presen oltre che a livello cellulare, a livello
che percepisce le condizioni
molecolare e sistemico. Ques sistemi hanno bisogno di un sistema rece oriale
che elabori l’informazione e la confron con il setpoint, e un sistema
in cui si ci trova, un centro di controllo
e1e ore che agisca sulla variabile da controllare per portare alle condizioni necessarie. Il sistema più
semplice è quello a feedback, dove la variabile osservata è uguale a quella controllata se si è in omeostasi.
meccanismi inibitori omeosta ci autolimitan . Il sistema di integrazione sme e di
Feedback nega vo,
funzionare. meccanismi di ra1orzamento che si autoalimentano, innesca al superamento di una
Feedback posi vo,
certa soglia. Il meccanismo perme e che il sistema si arrivi sempre di più ampli.candosi.
Un esempio di feedback nega vo è la termoregolazione che richiede dei neuroni sensoriali, i termoce ori che
inviano segnali al cervello. Se la temperatura supera il setpoint o è inferiore, i centri inviano segnali agli
e1e ori (ghiandole sudoripare, circolo sanguigno, muscoli scheletrici). Modi.cando la temperatura
corporea.
Un altro importante esempio è il controllo della glicemia.
Un esempio di feedback posi vo è il parto, s molato dall’ossitocina che causa la contrazione dell’utero.
Un altro esempio è l’ovulazione, meccanismo che coinvolge l’ormone luteinizzante che s mola la produzione
di estrogeni, che successivamente s mola l’ipo.si a secernere ormone luteinizzante che arrivato al picco
s mola l’ovulazione.
I valori di riferimento posso subire variazioni, non sono .ssi. Possibili cambiamen sono dovu a :
Variazioni circadiane, stagionali (es. temperatura corporea)
Variazioni .siologiche o pato.siologiche (es. febbre)
Transizione di sviluppo
Ada amento a condizioni ambientali (es. condizione di esercizio .sico)
Cambiamen patogene ci, dovu a condizioni che alterno l’organismo a tal punto che si arrivi a
stabilire setpoint dannosi il meccanismo è in grado di rilevare una variabile che non è
MECCANISMI ANTICIPATORI (FEEDFORWARD),
quella su cui andrà ad agire. Può percepire quale sia la vera variabile su cui andrà ad agire e può innescare uno
s molo che an cipi l’evento.
MEMBRANA CELLULARE
Dis nguiamo d7e ambien , l’ambiente idro.lo (acqua e compos idrosolubili) e l’ambiente lipo.lo (lipidi,
grassi, molecole idrofobe).
Le membrane cellulari formano una barriera tra due compar men e quindi perme ono la composizione
diversa delle soluzioni presen . Possono formare vescicole che perme ono l’internalizzazione o la secrezione
di sostanze tramite endocitosi o esocitosi.
sostanze an.pa che, in par colare glicerofosfolipidi, forma da una molecola di glicerolo
FOSFOLIPIDI,
legate a due code idrofobe composte da acidi grassi. Possono essere saturi, legami singoli, o insaturi, legami
doppi e singoli. sostanza an.pa ca composto da un gruppo OH e una stru ura circolare composta da
COLESTEROLO,
carbonio e idrogeno quindi non polare. Viene assunta con gli alimen ma anche sinte zzata dal nostro
organismo. Precursore degli ormoni steroidei.
= compar mento molto piccolo con code all’interno e teste all’esterno
Micelle = doppio strato lipidico con code all’interno e teste all’esterno cosicché non ci sia più conta o con
Vescicole
l’ambiente esterno.
Cara eris ca fondamentale delle membrane è la ;uidità che può variare con temperatura e composizione. Il
colesterolo agisce da tampone di ;uidità, impedisce una rigidità eccessiva della membrana e un’eccessiva
;uidità della stessa.
La membrana è un ;uido bidimensionale, composta da una parte consistente di lipidi.
La componente proteica rappresenta una percentuale molto importante. Possono interagire con lo strato
lipidico in maniera diversa. Dis nguiamo proteine intrinseche (legate al doppio strato lipidico con residui non
polari lega covalentemente alla proteina o possono essere integrali) e estrinseche.
L’interazione fra proteine e membrane e spiegato dal modello a mosaico ;uido. Le proteine sono presen
all’interno della membrana come se fossero un mosaico, però sono in grado di muoversi.
Le proteine estrinseche sono legate alla membrana da legami deboli.
Le proteine estrinseche hanno almeno un segmento idrofobico.
Da un punto di vista stru urale si possono individuare diverse funzioni svolte dalle proteine di membrana,
interazione con il citoscheletro, con la matrice extracellulare.
Sono in grado di cambiare conformazione al variare delle condizioni intorno. Un’altra funzione è di
perme ere il passaggio di sostanze (proteine canale).
TRASPORTI DI MEMBRANA
La membrana fosfolipidica sarà permeabile a molecole lipo.le. Anche piccole molecole neutre sono in grado
di passare a raverso lo strato apolare (O e CO ).
2 2
Tu e le molecole polari o cariche ele ricamente non saranno in grado di passare la membrana, ci sarebbe un
aumento di entropia che rende l’entropia molto alta.
= processo spontaneo che non richiede energia, determinato da una di1erenza di
DIFFUSIONE SEMPLICE
energia libera di Gibbs nega va. Di1usione guidata dall’energia cine ca, dipende quindi dai mo molecolari e
dalla temperatura. Se si me e una goccia di soluto colorato all’interno di una soluzione questo tende a
di1ondere. se le par celle non sono distribuite uniformemente sui due la di una
Gradiente di concentrazione:
super.cie (hanno diverse concentrazioni)
Potenziale chimico:
forma di energia potenziale dovuta alla di1erenza di concentrazione
Unità di misura = lavoro necessario per spostare una mole di par celle contro gradiente a raverso la
uniformità=.
super.cie in condizioni di
Di,usione semplice:
il risultato dei mo casuali delle molecole a raverso la super.cie
ne o
non nullo delle par celle: lungo il gradiente di concentrazione.
Flusso ne o
non richiede ulteriore energia per il movimento delle par celle; guidata dall’energia
Spontanea:
potenziale del gradiente (potenziale chimico).
F = k*X. L’intensità del ;usso è proporzionale alla forza
Equazione di Teorell:
Se la concentrazione è maggiore in un compar mento il soluto di1onde da quello a concentrazione maggiore
a quello a concentrazione minore.
Il ;usso è dire amente proporzionale a di1erenza di concentrazione, temperatura e super.cie di scambio; è
inversamente proporzionale a distanza, dimensioni delle molecole e viscosità del solvente.
OSMOSI
Esiste una molecola che è presente in maniera più concentrata in un comparto a raverso la membrana che
può essere a raversata solo da acqua. Le soluzioni tenderanno ad essere in equilibrio essendo un processo
spontaneo. Se non può muoversi il soluto si muove il solvente. Questo determina una pressione opposta a
pressione idrosta ca generata dal meccanismo di osmosi.
quella che de.niamo pressione osmo ca,
PV = nRT
=MRT = numero di par celle di qualsiasi soluto presen nell’unità di soluzione
OSMOLARITA’
= si riferisce solo ai solu a cui la membrana è impermeabile e che quindi determinano osmosi.
TONICITA’
Rappresenta la reale pressione osmo ca esercitata da una soluzione.
Per quanto riguarda la necessita di un contributo per energia metabolica dis nguiamo traspor aCvi e
passivi. = spontaneo.
TRASPORTO PASSIVO a raverso il doppio strato fosfolipidico o canali passivi
Di1usione semplice
Di1usione regolata a raverso canali regola con apertura regolata
Di1usione facilitata a raverso proteine carrier uniporto
la relazione tra gradiente di concentrazione e ;usso è dire a, e de.nisce una di1usione SEMPLICE, ovvero che
non satura mai e va ad accrescere il ;usso, tanto più cresce il gradiente di concentrazione.
La di1usione FACILITATA è un metodo di trasporto che tende a saturare perché dipende anche da quan
elemen stanno in membrana a spostare l’elemento. Un esempi0o è il trasporto del glucosio (trasportatore
speci.co il GLUT). Il trasportatore perme e di trasportare glucosio da una zona, l’ambiente extracellulare
dove è più concentrato, a dentro, dove è meno concentrato. GLUT è un trasportatore importante a livello
delle cellule del pancreas, che rilevandone variazioni di glucosio nel sangue, rispondono rilasciando insulina.
I canali del GLUT avranno aCvità massima .no al raggiungimento di un valore oltre il quale il canale viene
de.nito saturo. perme ono la di1usione semplice di molecole per il doppio strato lipidico che sarebbe
Canali passivi:
impermeabile : hanno sistema di apertura
Canali regola
uniporto, sinporto, an porto
Carrier:
La di1usione facilitata non ha cine ca regolare.
I trasportatori sono speci.ci, hasnno la capacità di riconoscere degli elemen e solo ques elemenb
vengono trasporta . TuC i trasportatori sono cara erizza dal fenomeno della saturazione, hanno una
massima velocità di trasporto, che dipende dalla concentrazione, e quando si è raggiunta la massima velocità
si arriva alla saturazione.
= contro gradiente e con dispendio energe co.
TRASPORTO ATTIVO
la cui fonte di energia è l’idrolisi di ATP, pompe ATPasi. Cambiamento conformazionale che forza ioni
Primario
o piccole molecole che si legano speci.camente ai suoi si di legame a passare a raverso la membrana
contro il loro gradiente di concentrazione.
Le pompe ATPasiche possono essere di po P, se presen nelle membrane citoplasma che, di po F, se
presen nei mitocondri, cloroplas o membrane ba eriche, po V se presen nelle membrane degli organelli
Na/K ATPasi (o pompa Na/K)
pompa po P, di membrana plasma ca, intermedio fosforilato. Ogni ATP scisso in ADP e fosfato libera energia
che viene u lizzata per mobilitare all’esterno della cellula 3 ioni sodio e importare 2 ioni potassio verso
l’interno. Si genera un gradiente di concentrazione che ha e1e o ele rogenico dire o perché c’è una
+ +
di1erenza di carica. Quindi per ogni molecola di ATP consumata dalla pompa, 3 moli di Na escono e 2 di K
entrano. Il delta ele rogenico è -1. Questa pompa è essenziale per l’eccitabilità dei neuroni e del muscolo. Il
trasporto del sodio da un lato all’altro dell’epitelio crea un gradiente osmo co che perme e l’assorbimento
di acqua nell’intes no o nel rene.
Queste pompe presentano due subunità, una subunità alfa che ha 10 domini e sporge in prevalenza nel
citosol, e presenta si di legame per l’ATP e per i ca oni, una subunità beta che è più piccola e ha un solo
dominio transmembrana che sporge verso l’esterno con una porzione glicosilata importante per la
localizzazione della proteina.
Il legame del sodio con i propri si s mola la fosforilazione della pompa e quindi un cambiamento
conformazionale. Gli ioni sodio vengono poi rilascia all’esterno per rido a aJnità, ed è in questo momento
che entrano gli io potassio. Viene così perso il gruppo fosfato e la proteina torna alla sua conformazione
originaria. A questo punto gli ioni potassio vengono rilascia nel citosol.
Secondario la cui fonte di energia è il gradiente di concentrazione di un’altra sostanza. Sfru as il gradiente
generato dal trasportatore primario. Sfru ando il gradiente generato da un trasporto primario, il secondario
riesce a importare la molecola di interesse tramite l’energia che sta sfru ando.
+
Sfru ano il potenziale ele rochimico* di ioni come il Na per trasportare altre sostanze contro gradiente
(ioni, neurotrasmeCtori, metaboli , ecc.)
o scambiatori: sfru ano l’energia liberata dalla di1usione secondo
An por
gradiente di una sostanza a raverso la membrana, per trasportare una seconda sostanza contro
gradiente nella direzione opposta
Es.: an porto Na+ + + 2+
/H , an porto Na /Ca
il trasportatore sodio/calcio riesce a muovere contro gradiente il calcio sfru ando l’energia
generata dall’importazione del sodio secondo gradiente. La concentrazione di calcio deve essere
mantenuta bassa perché si tra a di uno ione che ha scarsa rilevanza in termini di contributo al
potenziale di membrana e ai segnali ele rici; però ha valenza per quanto riguarda la segnalazione
chimica, quindi la sua concentrazione deve sempre essere mantenuta molto bassa perché un suo
aumento vorrebbe dire instaurare un signalling cellulare.
: sfru ano l’energia liberata dalla di1usione secondo gradiente di
Simpor
una sostanza a raverso la membrana, per trasportare una seconda sostanza contro gradiente
nella stessa direzione.
Il trasporto vescicolare si basa sul processo di esocitosi ed endocitosi. L’esocitosi è cos tu va, se usata dalle
cellule per liverarsi da sostanze di scarto, non è innescata da alcun segnale e non perme e alla cellula di
liberarsi da elemen non degrada ; regolata, se si hanno delle vescicole che si fondono con la membrana ma
so o s moli speci.ci. Lo s molo più eJcace è un incremento della concentrazione di calcio libero all’interno
del citoplasma.
L’endocitosi è basata su processi di:
Fagocitosi , Internalizzazione di corpuscoli per la loro eliminazione: ba eri, funghi, parassi , cellule
morte, detri cellulari.
Pinocitosi
Endocitosi mediata da rece ore
TRASPORTO TRANS-EPITELIALE
Epiteli Un epitelio è composto da uno strato di cellule che dividono un o l’esterno del corpo dai
lume liquidi
inters ziali.
Le cellule sono cioè hanno di1eren trasportatori e altre componen sulla membrana
polarizzate
rivolta verso il lume (membrana e su quella rivolta verso l’inters zio (membrana
apicale)
basolaterale).
Le cellule epiteliali aderiscono stre amente fra loro e separano il lume dall’inters zio formando una
barriera che si oppone al passaggio delle sostanze grazie a di varia natura
giunzioni cellulari
Gli epiteli sono organizza a formare organi più complessi; es. epitelio intes nale, tubuli renali,
vescica, canalicoli biliari del fegato.
Vie di trasporto:
nello spazio tra una cellula e l’altra (solo passivo; impossibile con giunzioni stre e;
Paracellulare:
➢
poco seleCva, solo per dimensione e carica ele rica)
a raverso la membrana apicale e poi quella basolaterale della cell. epitaliale
Transcellulare:
➢
(seleCvo) trasporto vescicolare transepiteliale
Trans-citosi:
➢
COMUNICAZIONE CELLULARE E VIE DI TRASDUZIONE INTERCELLULARE DEL SEGNALE
Per trasduzione del segnale ci riferiamo al processo di conversione di un (primo
segnale extracellulare
in un altro segnale.
messaggero)
Spesso richiede una sequenza di nella cellula e1e uate da enzimi e collegate da
reazioni biochimiche
secondi messaggeri.
Tali processi avvengono in tempi da Alcuni fenomeni possono perdurare nel tempo
millisecondi a secondi.
per tempi rela vamente lunghi sempre riferendoci al fa o che si traC di processi chimici.
In mol casi un numero crescente di molecole viene coinvolto: segnalazione «a con meccanismi di
cascata»
(a volte con meccanismi feedback posi vi di «accensione esplosiva»).
ampli6cazione del segnale
Nei ba eri e nelle forme unicellulari la trasduzione del segnale regola le risposte della cellula all’ambiente
esterno.
Negli organismi pluricellular
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.