FARMACI IPERTENSIONE e MALARIA
IPERTENSIONE ARTERIOSA
La pressione arteriosa è la capacità del cuore di andare a pompare il sangue sulla
parete delle arterie che poi lo trasferiranno al resto dell'organismo.
Minima o diastolica = 80 corrisponde alla pressione nelle arterie quando il cuore si sta
rilassando e riempiendo di sangue
Massima o sistolica = 120, corrisponde alla pressione massima che il cuore sta esercitando
per pompare il sangue nelle arterie.
In base alla causa (eziologia) può essere.
● Primaria o essenziale, non conosco la causa che ha portato all’ipertensione,più
diffusa in assoluto.
● Secondaria, dipende da un’altra patologia, identificabile, quale diabete, assunzione
di farmaci, gravidanza.
● Resistente, condizione clinica caratterizzata da un persistente mancato
raggiungimento dei valori normali di pressione arteriosa. Anche con il trattamento
con i farmaci e il cambiamento dello stile di vita e una dieta corretta, senza abusi di
fumo e alcol, e la resistenza ad almeno 3 farmaci ipertensivi il paziente non riduce la
sua pressione arteriosa.
In base alla gravità invece può essere:
L’ipertensione sistolica isolata riguarda solo la fase di contrazione del cuore.
L’avere l’ipertensione può portare a una serie di conseguenze, come l’infarto del miocardio,
l’ictus, l'insufficienza renale, danno ai vasi sanguigni e problemi alla retina (danni all’occhio).
Ci sono dei sistemi di controllo
● Effetto fisiologico immediato
● Effetto a medio-lungo termine
Quelli immediati prevedono dei recettori a livello dei vasi sanguigni che captano la pressione
(barocettori). All’aumento di pressione vanno a stimolare il sistema nervoso autonomo a
inibire gli impulsi che arrivano al cuore e ai vasi sanguigni da parte del sistema nervoso
simpatico (riducendo impulsi di contrazione si riduce anche la pressione). 1
Sul medio lungo termine interviene il sistema
renina - angiotensina - aldosterone.
Il fegato normalmente produce
l'angiotensinogeno, quando la pressione
sanguigna è ridotta i barocettori lo captano e
fanno produrre la renina, che converte
l’angiotensinogeno in angiotensina 1.
Le cellule dei capillari presentano al loro interno
un’enzima che si chiama ACE, che va a sua volta
a convertire l’angiotensina 1 in angiotensina 2.
Questa ha una serie di effetti che portano tutte ad
un aumento della pressione arteriosa.
Ha un’azione vasocostrittiva su arteriole e
venule, e un’azione vasocostrittiva
preferenziale sulle arteriole efferenti del
glomerulo (aumenta filtrazione). Stimola anche la
secrezione di aldosterone provocando l’aumento
del riassorbimento renale di sodio e del volume
ematico, con conseguente aumento della
pressione arteriosa.
La sete è uno dei fattori che fa
diminuire l’uremia e di conseguenza la
pressione arteriosa. Infatti quando si
ha sete si ha una ritenzione di sodio.
Con la riduzione
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