FARMACI ANTINEOPLASTICI
FARMACI ANTINEOPLASTICI
Si ha una neoplasia quando c’è una
proliferazione incontrollata di cellule perché
sono andate incontro a una serie di mutazioni
(processo multifasico) sui geni che regolano
l’eliminazione delle cellule.
La cinetica di Gompertz spiega come le cellule
tumorali si vanno a riprodurre e quando sono in
grado di rilevarle. I tumori molto grandi o molto
piccoli crescono più lentamente, quelli intermedi
in modo esponenziale.
I tessuti in generale, a seconda della loro capacità di proliferazione sono classificati in:
● Tessuti proliferanti = si riformano costantemente, popolazioni cellulari rinnovantesi
(capelli, unghie, midollo osseo emopoietico)
● Tessuti stabili = non si replicano normalmente ma in determinate condizioni
possono diventare espandibili (ex. fegato/polmone)
● Tessuti non proliferanti = popolazioni cellulari statiche (neuroni, ossa)
La chemioterapia può essere antitumorale o antinfettiva.
La maggior parte dei farmaci usati per la terapia antitumorale è costituita da agenti
citotossici, ovvero tossici per la cellula. Questi farmaci vanno a danneggiare le cellule in
modo letale non avendo però una tossicità selettiva (almeno per le terapie storiche)
→ vanno a colpire sia le cellule tumorali, fin quando rispondono, che le cellule sane, dando
una serie di effetti collaterali.
Avendo una mancanza di selettività i farmaci usati in oncologia hanno un basso indice
terapeutico (indica quanto un farmaco è sicuro), in questo caso è basso perché danneggia
molto le cellule sane.
La terapia si somministra in cicli proprio per dare tempo alle cellule sane di riprendersi.
La sensibilità alla chemioterapia è
variabile: la maggior parte dei tumori solidi
ad elevata incidenza (polmone, colon…)
sono scarsamente sensibili a questi
trattamenti, al contrario di linfomi e
leucemie. Il carcinoma ovarico e mammario
sono mediamente responsivi, ma la
farmacoresistenza è frequente. 1
Ci sono più tipi di chemioterapia:
● Curativa, che porta spesso a guarigione
● Neoadiuvante, fatta prima della chirurgia, per le neoplasie in cui è possibile
intervenire (ci sono neoplasie encefaliche inoperabili vista la loro posizione). Si fa
anche nel carcinoma ovarico con lo scopo di ridurre la massa tumorale e per poi
operare.
● Chemioterapia adiuvante, nel post operatorio
● Chemioterapia palliativa, la neoplasia non è curabile quindi farò solo
somministrazione palliativa con antidolorifici accompagnando il paziente a fine vita.
Caratteristiche della terapia antitumorale
● Intensificazione → parto da un dosaggio basso per andarlo poi a incrementare
(dosaggio più appropriato alla malattia) compatibilmente con gli effetti collaterali del
farmaco
● Intermittenza → somministrazione a cicli (intervalli fino a 3-4 settimane) per far
riprendere le cellule sane, le tumorali sono infatti più lente a riprendersi solitamente)
● Polichemioterapia → uso più farmaci in concomitanza. Ho una maggior efficacia
antitumorale, i due farmaci hanno meccanismi diversi per andare ad attaccare le
cellule tumorali su più punti. C’è una ridotta tossicità perché se uso più farmaci
insieme posso usare dosaggi più bassi rispetto all’utilizzo in monoterapia. 2
Usando solo un farmaco dovrei usare dosaggi più elevati che indurrebbero più effetti
collaterali (midollo osseo, feto, massa tumorale, cuoio capelluto, gonadi). Usando
due farmaci la cellula è meno facilitata nel trovare un modo in cui il farmaco non
riesce ad agire → diminuzione chemioresistenza.
Ci sono più strategie terapeutiche:
→ farmaci ciclo specifici = efficaci nelle neoplasie proliferanti con quelle
ematologiche
→ farmaci non ciclo specifici =efficaci sia su neoplasie maligne a crescita lenta
(come tumori solidi) che sulle neoplasie maligne rapidamente proliferanti. 3
ANTIMETABOLITI
Gli