ANTICOAGULANTI, della FIBRINOLISI, e ANTIAGGREGANTI
Quando c’è un trauma del sistema vascolare avvengono interazioni che coinvolgono il
sistema dei vasi sanguigni, le piastrine e i fattori della coagulazione. Tutto questo servirà a
bloccare la perdita di sangue dal vaso danneggiato, anche definita emostasi.
Il primo step dell’emostasi vede il coinvolgimento delle piastrine che si
accumulano sulla superficie del vaso lesionata, facendo attivare una serie
di fattori della coagulazione locali che portano alla formazione del tappo
fibrinico e piastrinico. Quando ill vaso viene riparato i due tappi (bianco,
piastrinico, e rosso, fibrinico) devono essere degradati. Questi due devono
permanere solo per un determinato lasso di tempo perchè se permangono
di più rischiano di occludere il vaso portando a trombosi. Il trombo poi
potrebbe anche staccarsi e “andare in giro”, causando potenzialmente
embolia.
TROMBO → coagulo che aderisce alla parete dei vasi
EMBOLO → coagulo intravasale che circola libero nel sangue
Il sistema della coagulazione può essere attivato da molte sostanze diverse, alcune
rilasciate durante la distruzione dei tessuti (come ad esempio il collagene, proteina presente
nelle cellule, proteasi e da batteri/virus).
Si parla di cascata perché i fattori che la fanno partire si attivano tra di loro, uno dopo l’altro;
questa cascata termina però sempre al fattore 10, che viene convertito in 10A (forma
attivata). Il 10 attivato attiva la protrombina in trombina e questa attiva il fibrinogeno a fibrina.
Contemporaneamente le piastrine si sono aggregate e hanno formato il tappo piastrinico,
che, insieme al tappo piastrinico, forma il coagulo.
Tutti i farmaci della cascata sono sintetizzati nel fegato e per essere attivati necessitano tutti
della vitamina K. Senza questo si formano solo i precursori che restano inattivati.
La vitamina K è liposolubile, svolge un ruolo essenziale nei processi di coagulazione.
ANTICOAGULANTI
Agiscono sulla cascata della coagulazione e si dividono in:
● Farmaci diretti → inibitori trombina e fattore 10 (che si suddividono in eparine e
LMWH, irudine e nao (nuovi anticoagulanti orali)
● Farmaci indiretti → cumarinici e analoghi cumarinici
La differenza fra diretti e indiretti è che i primi vanno ad agire direttamente sui fattori della
coagulazione, gli indiretti invece vanno ad agire sulla vitamina K (fondamentale per
l'attivazione dei fattori).
DIRETTI
Inibitori della trombina e del fattore della coagulazione X
Eparine
Quella sodica è la più usata, si trova nel fegato, nel polmone, nei mastociti e nella mucosa
dell’intestino tenue. È formata da due unità saccaridiche (zuccheri) che possono ripetersi
nella catena da 8 a 15 volte. Ultimamente hanno ideato le eparine a basso peso molecolare
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(LMWH) e i derivati semisintetici che hanno a loro volta un basso peso molecolare (hanno
una cinetica e una gestione migliori, ex. fondaparinux).
Le eparine vanno a stimolare l’attività dell’antitrombina 3 → fattore fisiologico che inibisce
la trombina e il fattore 10 A. L’eparina rende molto più veloce, anche di 1000 volte, la
velocità normale di disattivazione della trombina.
Bloccando la coagulazione si rischia di avere emorragia (possono essere ridotte al minimo
con un controllo del dosaggio accurato. Si monitora controllando l’effetto sulla base de
tempo di tromboplastina parziale o ptt), reazioni allergiche, piastrinopenia (dà una reazio
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Farmaci antiaggreganti
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Farmaci antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, fibrinolitici e antiemorragici
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Farmaci del sangue
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farmaci per le dislipidemie