L’evoluzione dell’attività bancaria
Le banche rappresentano l’infrastruttura fondamentale dell’economia
reale in quanto raccolgono, trasferiscono, allocano capitali tra unità in
surplus e unità in deficit. Attraverso la propria operatività, le banche
combinano attività di credito rischiose, e sostanzialmente illiquide, con
passività meno rischiose e assai più liquide. Ne derivano due principali
rischi: rischio di liquidità e rischio di insolvenza. La banca è un’impresa
speciale regolata da norme volte a prevenire il suo stato di crisi, in
quanto, questo, potrebbe destabilizzare l’intera economia reale. Infatti, in
risposta ad importanti crisi, la regolamentazione bancaria si è man mano
evoluta:
-Grande depressione (crisi del 29): è aumentata la stabilità bancaria ed è
stata introdotta la regolamentazione amministrativa e contabile. “Banks
will die but banking will survive”, significa che anche se alcune banche
possono fallire, il sistema bancario continuerà a esistere.
-Deregolamentazione anni 80: le banche diventano imprese di mercato,
libere e private. Non soltanto si adotta l’idea secondo cui il mercato riesce
ad autoregolarsi ma si introduce anche il primo accordo sul capitale
(Basilea I).
-Crisi dei subprime 2008: L’eccessiva deregolamentazione ha condotto a
comportamenti rischiosi da parte delle banche, culminati in questa crisi
finanziaria. Principali conseguenze: salvataggi pubblici delle banche in
difficoltà; ritorno a una regolamentazione prudenziale più rigida;
maggiore attenzione su liquidità, leva finanziaria (quanto le banche si
indebitano rispetto al capitale), scadenze (delle attività e passività) e RWA
(Risk-Weighted Assets, usato per misurare il rischio degli attivi detenuti
da una banca e determinare quanta riserva di capitale essa debba
detenere).
Forward Looking (direzione futura desiderata): azione preventiva dei
governi.
Il bail-in* tende a risolvere i problemi di stabilità delle banche e la
capacità di assorbire perdite.
*si tratta di una procedura che consente di gestire una crisi finanziaria di
una banca facendo ricadere parte delle perdite sugli azionisti,
obbligazionisti e in alcuni casi anche sui correntisti.
La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito
costituiscono l’attività bancaria (riservata alle sole banche). Essa ha
carattere d’impresa. La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai
soggetti diversi dalle banche. Tuttavia, non costituisce raccolta del
risparmio né la ricezione di fondi connessa all’emissione di moneta
elettronica, né la ricezione di fondi da inserire in conti utilizzati
esclusivamente per la prestazione di servizi. Per “modello di
intermediazione” si intende il modo in cui la banca intermedia le risorse
finanziarie in suo possesso. Le modalità di intermediazione possono
essere diverse, abbiamo:
-l’intermediazione deposit funded, che rappresenta la forma tradizionale
di intermediazione delle banche effettuata attraverso la raccolta di
depositi dalla clientela e il loro impiego in finanziamenti e prestiti;
-l’intermediazione mobiliare, che rappresenta la prestazione, da parte
delle banche per conto della clientela, di servizi riferiti alle transazioni del
mercato mobiliare (comprare azioi, vendere obbligazioni, ecc);
-l’intermediazione market funded, con cui gli intermediari raccolgono
fondi direttamente dai mercati finanziari (piuttosto che dai depositi dei
clienti) per finanziare le lo
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