Teoria Statistica
Lorenzo Quaranta
VR455934
8 giugno 2023
1 Definizioni
• Sia Θ un insieme detto insieme di parametri. Un modello statistico è una famiglia di spazi di
probabilità A, ∈
(Ω, ) θ Θ
P θ
• {(Ω, A, ∈
Sia ) : θ Θ} modello statistico. Si dice campione una qualsiasi successione (X )
P
θ n n≥1
di v.al reali definite su Ω e tc rispetto ad ogni probabilità sono indipendenti ed identicamente
P
θ
distribuite.
Una sequenza (X ...X ) è detta campione di taglia n. Noi trattiamo soltanto i casi in cui le v.al
1 n
X sono discrete ( p(x, θ) densità) o assolutamente continue ( f (x, θ) densità )
n
• Chiamiamo statistica campionaria una qualunque successione di v.al reali della forma
n −→
Y = h (X ...X ) h : R R
n n 1 n n
Ogni Y è detta statistica campionaria basata su un campione di taglia n
n
• 1
−→ ∈ L
Sia h : Θ Una statistica campionaria (Y ) si dice stimatore corretto per h(θ) se Y
R. n n≥1 n
∀θ ∈
e Θ ∀n
(Y ) = h(θ)
E
θ n
dove è il valor medio rispetto a
E P
θ θ
• Consideriamo un modello statistico in cui gli elementi del campione hanno densità p(x, θ) che sia
una funzione derivabile di θ. Si dice informazione di Fisher la quantità
#
" 2
∂
log p(X , θ)
I(θ) = E 1
θ ∂θ
1.1 Teorema
Assumiamo che p(x, θ) sia derivabile in θ. Sia inoltre Y = h (X ...X ) uno stimatore corretto per
n n 1 n
h(θ) basato su un campione di taglia n, e assumiamo che h(θ) sia derivabile in θ Allora
′ 2
h (θ)
≥
V ar(Y ) V (θ) :=
n n nI(θ)
dove V (θ) è detta limite inferiore di Rao-Cramer.
n
1.1.1 Def
Uno stimatore corretto per cui V ar(Y ) = V (θ) è detto stimatore efficiente.
n n 1
DIM: # Teorema
Ci limitiamo a trattare il caso in cui le Y assumano valori in un sottoinsieme finito A di che non
R,
n
dipende da θ. ⇐⇒ ∈
p(x, θ) > 0 x A
Ricordiamo che per ipotesi Y = h (X ...X ) è tc (Y ) = h(θ)
E
n n 1 n θ n
h(θ) = h (X ...X )
E
θ n 1 n
X
= h (x ...x )p(x , θ)...p(x , θ) somma f inita
n 1 n 1 n
∈A
x ...x
1 n n p(x , θ)...p(x , θ)
∂ i n
X X
′ p(x , θ)
= =⇒ h (θ) = h (x ...x ) i
n 1 n ∂θ p(x , θ)
i
∈A i=1
x ...x
1 n n ∂
X X
= h (x ...x ) log p(x , θ)p(x , θ)...p(x , θ)
n 1 n i 1 n
∂θ
∈A i=1
x ...x
1 n n ∂
h i
X
= log p(X , θ)
h (X ...X )
E
θ n 1 n i
∂θ
i=1
Osserviamo che ∂
∂ i
h X
log p(X , θ) = log p(x, θ)p(x, θ)
E i
θ ∂θ ∂θ
x ∂ p(x, θ)
X ∂θ p(x, θ)
= p(x, θ)
x
∂ ∂
X
= p(x, θ) = 1
∂θ ∂θ
x
=0
da cui segue ) = 0.
E(V
n
Riassumendo, abbiamo dimostrato che
′
h (θ) = (Y , V ) = Cov (Y , V )
E
θ n n θ n n
′ 2 2 ≤ − ≤
=⇒ h (θ) = Cov (Y , V ) Cauchy Schwarz V ar (Y )V ar (V )
n n θ n θ n
θ ′ 2
h (θ)
≥
=⇒ V ar (Y )
θ n V ar (V )
θ n
Basta verificare che V ar (V ) = nI(θ)
θ n n ∂
X log p(X , θ) v.al i.i.d. v.al media 0
V ar (V ) = V ar
θ n θ i
∂θ
i=1
∂
= nV ar log p(X , θ)
θ 1
∂θ
" #
2
∂
= nE log p(X , θ)
1
θ ∂θ
= nI(θ) Q.E.D. 2
1.1.2 Oss
Nell’ipotesi in cui vale il Thm precedente si ha #
" 2
∂
−E p(X , θ)
I(θ) = 1
θ 2
∂θ
Infatti: ∂
2 p(x, θ)
∂
∂ ∂θ
log p(x, θ) =
2
∂θ ∂θ p(x, θ)
2 !
∂ ∂
p(x, θ) p(x, θ)
∂
2
∂θ ∂θ
= + p(x, θ) 2
p(x, θ) ∂θ p (x, θ)
2
2 !
∂ p(x, θ) ∂
2
∂θ −
= g(x, θ)
p(x, θ) ∂θ
2
! ! " #
∂
2 log p(X , θ) 2
∂
∂
1
2
∂θ −
log p(x, θ) = log p(X , θ)
=⇒ E
E θ 1
θ 2
∂θ p(X , θ) ∂θ
1
⇐⇒
= I(θ) 0 + I(θ)
dato che 2
∂ 2 2
p(x, θ) ∂ ∂
X X
2
∂θ p(x, θ) = p(x, θ) = 1=0 Q.E.D.
2 2
p(x, θ ∂θ ∂θ
x x
1.1.3 NOTA! {x
Il Thm con il limite inferiore di Rao-Cramer non vale se il supporto di p(x, θ), cioè : p(x, θ) > 0}
dipende da θ.
Sia Y una statistica campionaria che uso per stimare h(θ) ma che non sia necessariamente uno stimatore
n
corretto. La quantità che valuta ”la qualità” di Y come stimatore di h(θ) è
n
" #
2
−
e (θ) := Y h(θ) errore quadratico medio
E
n n
Si osservi che se Y è corretto, allora
n e (θ) = V ar (Y )
n θ n
E’ talvolta possibile trovare uno stimatore non corretto il cui errore quadratico medio sia minore di tutti
gli stimatori corretti.
1.1.4 Def
A, −→
Sia (Ω, ) un modello statistico, (X ) campione e h : Θ Consideriamo due statistiche
P R.
θ n n≥1
≥ ≤
campionarie (U )n 1 e (V ) , U = u (X ...X ) V = v (X ...X ) tc U V . Diciamo che
n n n≥1 n n 1 n n n 1 n n n
∈
[U , V ] è un intervallo di confidenza per h(θ) di un livello di confidenza γ (0, 1) se
n n ∀n ≥ ∀θ ≤ ≤ ≥
1 (U h(θ) V ) γ
P θ n n
3
2 Proprietà asintotiche
2.1 Def
Una statistica campionaria (Y ) si dice stimatore asintoticamente corretto per h(θ) se
n n≥1 lim (Y ) = h(θ)
E
θ n
n→+∞
Si dice asintoticamente efficiente se ′ 2
h (θ)
lim nV ar (Y ) =
θ n I(θ)
n→+∞
2.2 Def ≤
Due statistiche campionarie U , V , U V sono tali che [U , V ] è intervallo di confidenza asintotico
n n n n n n
∈
per h(θ) con livello di confidenza γ (0, 1) se ≤ ≤ ≥
lim (U h(θ) V ) γ
P
θ n n
n→+∞
2.3 Def
Una statistica campionaria (Y ) si dice stimatore consistente per h(θ) se
n n≥1
∀ε ∀θ |Y − ≥
> 0 lim h(θ)| ε = 0
P
θ n
n→+∞
2.4 Def
Una statistica campionaria (Y ) si dice stimatore asintoticamente normale per h(θ) se
n n≥1
∀θ ∃σ(θ) ∀x ∈
> 0 tc R !
√
−
Y h(θ)
n ≤
lim n x = Φ(x) F dR nella normale standard
P
θ σ(θ)
n→+∞
2
σ (θ) si dice varianza asintotica dello stimatore.
2.4.1 Oss
Se uno stimatore è asintoticamente normale allora è anche consistente.
La normalità asintotica permette di determinare un intervallo di confidenza asintotico, nell’ipotesi in
cui sup σ(θ) =: σ̄ < +∞
θ
≤ ∼ →
Ricordando che Φ(x) := x) z N (0, 1) è una funzione (0, 1) invertibile.
P(z R
−1
∈ −
Se α (0, 1), poniamo z := Φ (1 α). Notiamo che
α
−1 −
≤ − ≤ ) = 1 α
Φ(z ) = z ) = Φ Φ (1 α) per simmetria z α
P(z P(|z|
α α 2
Per la definizione di normalità asintotica √
−
Y h(θ)
n ≤ −
≤ n b = Φ(b) Φ(a)
lim a
P
θ σ(θ)
n→+∞
−z
Ponendo a = e z otteniamo
α α
2 2 √
−
Y
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