Diagnostica di Laboratorio
ESAME EMOCROMOCITOMETRICO
Esame che ci aiuta nel valutare la cellularità dei corpuscoli presenti nel sangue, in ematologia (scienza che
studia la composizione del sangue e gli organi che lo producono), è il caposaldo. Test che valuta
quantitativamente e qualitativamente gli elementi presenti nel SANGUE PERIFERICO. Abbiamo bisogno di:
✓ Sangue in provetta con anticoagulante (EDTA il più usato). L’EDTA induce modifiche più tardi
rispetto agli altri. Le provette sono diverse a seconda se sono sottovuoto o meno. È importante
RISPETTARE I VOLUMI RICHIESTI DALLA PROVETTA.
Quando andiamo a fare un prelievo di sangue, per poter ridurre al minimo l’errore pre-analitico (tempo
che intercorre dal momento in cui il campione viene preso fino a quando non si mette nella provetta, in cui
si possono sviluppare delle alterazioni), dobbiamo fare in modo che i tempi siano il più breve possibile. In
primis perché tende a coagulare (in realtà, soprattutto nel gatto, anche la singola emostasi quando
facciamo la compressione, fa si che ci sia una aggregazione piastrinica, che sappiamo essere il primo
evento che andrà ad attivare la cascata di
coagulazione).
Per ridurre i tempi bisogna avere tutto pronto:
➢ PROVETTA
➢ SIRINGA (in base al volume da prelevare)
➢ AGO di CALIBRO ADEGUATO
➢ VENA DI CALIBRO ADEGUATO
o In genere la Safena non è molto
indicata perché tende a collassare, non
cede molto sangue
o Vena Cefalica (quasi gli stessi problemi) https://theory.labster.com/blood-tubes-it/
o Vena Giugulare (va bene per tutti!). È
una tecnica che evita che l’animale associ la puntura, il fastidio dell’ago perché non lo vede.
➢ BUONA PULIZIA DEL SITO
Dobbiamo avere le provette pronte, perché per esempio, nel caso dell’emocromocitometrico i laboratori
richiedono almeno 2 ml di sangue perché potrebbero avere la necessità di ripetere l’analisi più volte; con 1
ml si riescono a fare 3 ripetizioni al massimo. Può succedere che prepariamo la provetta da 2ml, facciamo il
prelievo e andiamo fuori vena e non riusciamo a prelevarne più di 1mL. Quando prepariamo le provette, è
meglio prepararci anche quella da 1ml, perché così cmq riusciamo a mandare quella in lab, sperando che
l’esame si riesca a fare.
Le prime provette a dover essere riempite sono quelle con ANTICOAGULANTE; nel caso ci sia la provetta
per l’analisi del plasma e profilo coagulativo, quindi per fare un profilo emostatico (per cui si usa come
anticoagulante il sodio citrato), deve essere riempita per prima ed immediatamente centrifugata e
separato il plasma. La provetta va agitata lentamente una volta messo il sangue. Poi possiamo riempire la
provetta con EDTA per l’emocromo, si agita. Per ultimo quella per il biochimico (priva di Anticoagulante).
Campione per emocromocitometrico oltre che la provetta in EDTA, prevede anche uno striscio a fresco per
fare una valutazione morfologica, quindi una valutazione qualitativa (che lo strumento non fa!). Lo
strumento conta le cellule, dice la dimensione, più o meno anche il contenuto (Hb se parliamo di g.rossi),
differenzia la sottopopolazioni dei g.bianchi (non tutti lo fanno). È importante perché oltre ad aggiungere
dati che lo strumento non ci dà, serve per confrontarci con quello che lo strumento ha letto perché
potrebbero esserci delle letture errate.
Tecnica striscio: prendiamo 2 vetrini. Su uno mettiamo una goccia di
sangue e l’altro lo avviciniamo alla goccia; il sangue aderisce per
capillarità e poi si striscia. Poi il materiale viene fissato. Si usano coloranti
che prevedono una fissazione all’aria, per esempio il Diff-Quick.
CAMPIONI DI SIERO O PLASMA
I campioni di siero/plasma per il biochimico/profilo coagulativo, si
prende il campione a secco e poi si mette a centrifugare per separare la
parte corpuscolata dal siero (questo è privo di fattori di coagulazione, in
particolare del Fibrinogeno!). Se parliamo di plasma, in esso rimangono https://healthy.thewom.it/esami-e-
analisi/striscio-di-sangue-periferico-in-
tutti i fattori di coagulazione. Nel siero, tutti questi fattori sono dentro al parole-semplici/
coagulo che si forma sotto. Se mettiamo a centrifugare un campione a
secco per ottenere il siero, una volta che ha centrifugato si separa IMMEDIATAMENTE il coagulo dal siero e
se proviamo a muovere la provetta delicatamente non succedono grandi cose. Se invece centrifughiamo un
campione in anticoagulante per ottenere il plasma, ci sarà la separazione, ma se agitiamo, si rimescola
tutto.
Per ottenere il siero si usano giri e minuti più alti (3000 giri per 10 min).
I globuli rossi, anche se nel coagulo, sono vivi, quindi consumano glucosio! Se non separiamo subito il siero
dalle cellule per poter fare il biochimico, ci dobbiamo aspettare che pian piano scenda la concentrazione di
→
glucosio (in genere 7mg/dl/h). rischio di alterazione glicemia, se un paziente è ipoglicemico rischiamo di
non saperlo!
Per il profilo coagulativo, il plasma va separato immediatamente perché nonostante ci sia il sodio citrato
2+
che è un anticoagulante che lega il Ca , la coagulazione può comunque avvenire; quindi non appena
prelevato, va centrifugato e immediatamente separato il plasma e poi messo a refrigerare.
Il siero lo mettiamo nelle Eppendorf tramite pipette di plastica. È fondamentale identificare SUBITO tutte le
provette.
Colorazione striscio di sangue periferico: se lo leggiamo noi, possiamo colorarlo. In medicina di urgenza, ci
sono determinati parametri “standard” da valutare SEMPRE (glicemia, PCV-PT, enzimi epatici, azotemia e
creatinina, pressione sanguigna, emogas analisi); dentro questo “pacchetto”, c’è anche la lettura dello
striscio ematico.
Per la lettura dello striscio si usano le colorazioni tipo Romanowsky:
1. Wright 4. Wright-Giemsa
2. May-Gumwald-Giemsa 5. Diff-Quik
3. Giemsa 6. Hemacolor
Sono tutte colorazioni con fissazione all’aria, non con alcol!
La lettura dello striscio ematico è fondamentale perché insieme all’ematocrito, ci dice quale è la condizione
ematologica del paziente; che sia o meno pura o una emergenza che determinare delle alterazioni allo
striscio che ci aiutano ad interpretare il quadro e a gestire il caso clinico.
Lo striscio va fatto a fresco, perché se spediamo il campione, questo arriva in laboratorio con diverse
alterazioni (i laboratori non fanno strisci su sangue del giorno dopo), quindi è possibile che ci siano degli
artefatti. Composizione cellulare del sangue periferico
G.bianchi o Leucociti:
➢ Ganulociti neutrofili, eosinofili, basofili
➢ Monociti
➢ Linfociti
Eritrociti
Trombociti
ERITROCITI 3
Da 5 a 20 milioni per mm (o µL). Sono le cellule con vita media maggiore, da 70 a 160gg. (nel cane 110-
120 gg, 60-80 gg nel gatto). Motivo per cui, ha senso fare trasfusione quando c’è bisogno. Sono anucleati,
ad eccezione di uccelli, rettili, pesci ed anfibi. Il nucleo lo perdono nel midollo prima di venir messi in
circolo. Nella maggior parte delle specie hanno una forma discoidale e uno schiacciamento al centro.
Questo schiacciamento fa si che nel centro si veda un pallore centrale legato alla presenza dell’emoglobina
ridotta in quel punto. Così nel cane, ma anche in gatto e cavallo, ma la biconcavità in essi è leggermente
ridotta. Nei camelidi sono ellissoidali.
Funzione: trasporto dell’O e della CO , oltre che
2 2
importante funzione tampone nel sangue.
La produzione parte da un RUBUBLASTO,
PRORUBROCITA, RUBROCITA [comparto proliferativo];
poi c’è il comparto di maturazione: METARUBROCITA,
espulsione del nucleo→messa in circolo di
POLICROMOTOFILO (RETICOLOCITA) ed ERITROCITI
MATURI.
Nelle specie in cui i g.rossi sono nucleati il
metarubrocita continuerà a dividersi finchè non
raggiunge le dimensioni adeguate per entrare in https://es.slideshare.net/juliocesarosoriobanos/hematopoyesis-
circolo. 43570174
LEUCOCITI
Schema di Arneth (nell’immagine). Tutti prodotti nel midollo osseo, tranne i linfociti.
Distribuzione dei globuli bianchi: sono presenti in migliaia (3
zeri di meno dei g.rossi!!). Un cane in condizioni fisiologiche 5-
6mln di g.rossi e 5-6mila G.bianchi.
Distribuzione: →
1) Pool proliferativo e maturativo nel midollo osseo
progenitori che proliferano, si dividono e poi
maturano. Una volta maturate, una parte rimane nel
midollo osseo a formare il POOL DI STOCCAGGIO, una
parte andrà in circolo, arriverà alla milza, altro punto
di stoccaggio e la restante parte rimarrà in circolo; https://www.gastroepato.it/monocitopoiesi.htm
2) Pool di stoccaggio: Midollo osseo e milza
3) Vasi sanguigni:
o Pool circolante
o Pool marginale, è attaccato alla parete endoteliale.
Mentre i g.rossi svolgono la loro funzione all’interno
del circolo e lì rimangono, i g.bianchi no, soprattutto i
neutrofili. Il loro ruolo lo svolgono fuori dal comparto
sanguigno, devono arrivare nei tessuti; quindi, non
ha senso che siano in circolo; motivo per cui l’emivita
è breve. https://www.microbiologiaitalia.it/immunologia/le
o Pool tissutale Dal pool circolante, i g.bianchi vanno in ucociti/
circolo, piano piano poi aderiscono alle pareti e da lì
escono per costituire il pool tissutale all’interno dei tessuti e delle cavità corporee.
Cane: Rapporto pool circolante/pool marginale=1/1
Gatto: Rapporto pool circolante/pool marginale=1/2
https://www.biopills.net/granulociti-polimorfonucleati/
Granulociti neutrofili EMIVITA: 6-7h nel sangue, mentre nei tessuti fino a 2-3 gg
fisiologicamente, se ci sono condizioni patologiche possono
durare anche pochissime ore.
Tranne che nel bovino, solo i G.bianchi che hanno la maggior
percentuale rispetto alle altre sottopopolazioni.
STRUTTURA: si chiamano segmentati o polimorfonucleati
perché hanno un nucleo segmentato (lobature), allungato e
intensamente colorato. Le lobature sono da 2 a 5. Il
citoplasma è tendenzialmente trasparente o può essere
https://www.atlanteistologia.unito.it/page- lievemente basofilo (lievemente rosato, in base alla specie)
1924fad.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavola che contiene dei granuli neutrofili (da qui il nome) che spesso
=Neutrofili sono invisibili.
FUNZIONE: fagocitosi. Prima linea di difesa per l’organismo, indipendentemente dall’attivazione del
sistema immunitario. Linea di difesa immediata, soprattutto parliamo di infezioni batteriche! Arrivano in
tutti i siti tissutali dove c’è da fagocitare qualcosa, da un batterio a piccoli materiali come i detriti cellulari
prodotti, per esempio, in un focolaio infiammatorio. Parliamo però, sempre, di PICCOLE DIMENSIONI.
Quando ci sono BATTERI, ci sono SEMPRE NEUTROFILI. Quindi se troviamo neutrofili in un sito tissutale,
probabilmente ci sarà una infezione batterica (anche se non è l’unica causa, la flogosi non è sempre
settica). È cmq una linea di difesa ASPECIFICA.
NB. Tutta l’attività avviene nei capillari.
Eosinofili EMIVITA: 6-10 h in circolo e nei tessuti possono permanere per diversi
giorni.
Percentuale bassa (3-5%)
STRUTTURA: sono allungate e da non segmentate a 2-3 lobi. Il
citoplasma è blu chiaro e ci sono granuli acidofili/eosinofili di diverse
forme (proiettile nel gatto, rotondeggianti nel cane, perle rifrangenti nel
cavallo)
FUNZIONE: attivazione di istamina nei processi allergici, attività
antiparassitaria. Ma hanno anche una attività fagocitica, anche se più
https://www.microbiologiaitalia.it/immunol specifica per i processi allergici e parassitari. Hanno anche un ruolo di
ogia/leucociti/ modulazione nei processi di infiammazione tissutale.
Basofili
L’emivita è di alcuni giorni.
Sono i meno rappresentati (da 0,5 a 2%). Nello striscio si fa fatica a vederli,
avendo una percentuale così bassa.
FUNZIONE: Al pari degli eosinofili intervengono nei processi allergici e
parassitari. Liberazione di mediatori chimici dell’infiammazione contro allergeni,
parassiti e varie sost.proteiche.
Sono simili agli eosinofili ma le granulazioni sono basofile. Il nucleo può essere o
meno lobato. https://www.biopills.net/granulociti-
polimorfonucleati/
Linfociti (o cellule mononucleate)
EMIVITA: di alcuni giorni o ci sono quelli della memoria che
vivono anni.
Sede di produzione:
• Linfonodi
• Milza
• BALT e GALT
• →
Timo elementi precursori nella vita embrionale e
neonatale
• →
Midollo elementi PRECURSORI soprattutto nella https://www.atlanteistologia.unito.it/page-
vita embrionale. Nella vita neonatale, la produzione è 197a678.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavola=Linf
affidata prevalentemente alle stazioni linfoidi ociti
(linfonodi, milza, balt e galt). Rimane una residua
potenzialità di produzione, ma minima. Nel caso di ipoplasia o aplasia midollare, ci aspettiamo di
vedere una carenza di neutrofili, basofili, poco gli eosinofili perchè già sono pochi, ma non di linfociti!
Valori medi % da 20 a 60. Sono i più rappresentati dopo i neutrofili, mentre nel BOVINO sono i più
rappresentati.
STRUTTURA: tondeggianti, costituite prevalentemente da nucleo che è tondeggiante e può presentare una
piccola incisura. Il citoplasma è generalmente scarso, ad eccezione dei ruminanti, in cui le cellule tendon ad
essere leggermente più grandi ed il citoplasma abbondante. Di colore lievemente basofilo.
FUNZIONE: principali cellule coinvolte nella risposta immunitaria.
Monociti https://www.atlanteistologia.unito.it/page-
200c3c7.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavola=
https://www.atlanteistologia.unito.it/page- Monociti%20bis
1993e3d.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavola=
Monociti
EMIVITA: in circolo 24-48h. Sono i precursori dei macrofagi. Escono dal circolo e si trasformano in
macrofagi. L’attività potenziale ce l’hanno anche in circolo, ma è
massima una volta arrivati ai tessuti bersaglio. La permanenza nei
tessuti sottoforma di MACROFAGI può durare da alcuni giorni a
qualche mese.
Dopo i linfociti, sono i più rappresentati. Hanno lo stesso tipo di
rappresentatività nel leucogramma.
STRUTTURA: grandezza simi agli altri g.bianchi solo che appaiono
più grandi allo striscio perché hanno una grande adesività al vetro.
Il nucleo è polimorfo, può essere reniforme o meno. Presentano
una cromatina meno addensata rispetto al neutrofilo. Citoplasma https://www.atlanteistologia.unito.it/page-
198eeeb.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavo
abbondante e tendenzialmente basofilo, bluastro e può la=Linfociti%20bis
contenere dei vacuoli. Può contenere anche dei materiali
fagocitati.
FUNZIONE:
1. Fagocitosi (arrivano non arrivano i neutrofili),
sono ni grado di fagocitare materiali più grandi e
per far ciò li troviamo anche sottoforma di cellule
multinucleate. Una volta avvenuta la fagocitosi,
degenerano e rimangono dei detriti che poi
vengono fagocitati dai macrofagi.
2. Interazione con i LINFOCITI perché sono APC. https://www.atlanteistologia.unito.it/page-
2015d0f.html?xsl=tavole&xml=connettivi.Sangue&tavola=Piast
rine
Trombociti (piastrine)
EMIVITA 3-5 giorni. Nelle specie domestiche in cu i g.rossi sono privi di nucleo, sono dei frammenti di
citoplasma del MEGACARIOCITA. Nelle specie con G.rossi nucleati seguono il percorso dell’immissione in
circolo di essi.
FUNZIONI: primi attori del processo coagulativo, appena c’è una lesione di un vaso piccola o grande che
sia, arrivano ed innescano il processo coagulativo. Intervengono anche nei processi infiammatori e nella
riparazione dei tessuti.
Sono presenti in centinaia di migliaia; un cane presenta 5mln di g.rossi, 6mila g.bianchi e 300mila
piastrine.
STRUTTURA: grandezza variabile a seconda della specie e del loro grado di attivazione (attivate sono più
grandi). Colore grigio-bluastro chiaro e presenti spesso in aggregato.
Conta delle cellule ematiche
Conta manuale: emocitometro (non si fa quasi più, ma può essere utile in determinate condizioni). Per la
conta cellulare si utilizzano gli emocitometri (emocitometro di Burker). Il campione di sangue (in questo
caso per la conta dei rossi) viene preso tramite una pipetta di Thoma che aspira una quantità nota di
sangue in EDTA, una quantità nota di soluzione fisiologica per diluire un po' il campione e portarlo a
concentrazioni note. Si mette un vetrino coprioggetto sopra la superficie ed il campione viene inserito nello
2
spazio compreso. Deve rimanere nello spazio di 0,1 mm . Sulle superfici di lettura troviamo dei reticoli
1mmx1mm e contiamo i g.rossi presenti o in 20 quadratini A o 10 B e C che sono un po' più grandi; poi
3
moltiplichiamo il numero per dei coefficienti noti e otteniamo il numero di g.rossi x mm o µL.
Per i bianchi si usa pipetta con volume inferiore, non si usa la fisiologica, ma una soluzi
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Esame emocromocitometrico
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Esame emocromocitometrico
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L'esame emocromocitometrico nelle anemie
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Esame emocromocitometrico, Fisiopatologia