Estratto del documento

Economia: Scienze e tecnologie della ristorazione

Che cos'è l'economia?

La microeconomia è una componente dell'economia politica insieme alla macroeconomia. La microeconomia considera la teoria della domanda e dell'offerta e la teoria dei mercati; definisce la curva di domanda e la funzione di offerta, e i comportamenti e caratteristiche dei mercati.

Anche la macroeconomia parla di domanda e offerta, ma in questo caso di domanda e offerta aggregata. La domanda aggregata proviene da tutti i consumatori, tutte le imprese che fanno parte di una certa economia. Lo stesso vale per l'offerta aggregata, non si parla solo di offerta del settore della ristorazione, o di un singolo prodotto; ma è l'offerta di una determinata società, quindi quanto viene prodotto in quella determinata società [per esempio il prodotto interno lordo].

Quindi l'economia politica si distingue in microeconomia e macroeconomia. Nella scienza economica si trova anche l'economia aziendale, che considera il bilancio, l'organizzazione e il marketing → si parla di ciò che accade all'interno di un'impresa (azienda). Quando si parla di bilancio si parla di stato patrimoniale (patrimonio dell'azienda) e conto economico (flusso economico), i quali rappresentano il bilancio dell'azienda.

L'economia applicata, invece, studia ambienti specifici (economia agraria, economia industriale...), e si considera il sistema dell'ambito. Quindi i diversi ambiti vengono studiati nello specifico con tutte le caratteristiche che hanno come i movimenti dei prezzi, dall'economia applicata.

L'economia ha molto a che vedere con il denaro, ma si occupa anche di altri aspetti:

  • La produzione di beni e servizi → quanto produce un'economia nel suo complesso e in termini di singoli articoli, quanto produce ciascuna impresa o individuo, quali tecniche di produzione vengono utilizzate, quante persone si sono occupate.
  • Il consumo di beni e servizi → quanto spendono (e quanto risparmiano) le persone; qual è la quantità acquistata di un particolare bene; quali prodotti scelgono di comprare; in che misura il consumo è influenzato da prezzi, pubblicità, moda e altri fattori.

Il bisogno di studiare l'economia nasce dal fatto che esistono dei desideri che sono soddisfatti attraverso il consumo di beni e servizi. I desideri sono illimitati. Ogni persona ha dei bisogni, i quali possono essere ridotti in termini di numeri, ma i desideri sono illimitati, perché tutti desiderano di possedere qualcosa in più rispetto a ciò che già possiede. I desideri possono essere in parte soddisfatti dal consumo di beni. In parte, perché il consumo di beni è legato alla produzione dei beni: è limitata la possibilità di produzione, perché bisogna usare dei fattori di produzione (e servizi), che sono presenti in quantità limitate (capitale, materia prima, mano d'opera).

Il risultato di questa produzione limitata è il problema della scarsità, il quale nasce dall'eccesso di desideri del consumatore rispetto a quanto si può effettivamente produrre. È un problema che sta alla base di tutti gli altri problemi economici, e può avvenire in tutti gli stati, a prescindere dal livello di ricchezza.

L'economia studia il modo con cui gli individui effettuano le scelte in condizioni di scarsità e studia gli effetti che queste scelte hanno sulla società. Conoscendo il meccanismo che sta dietro alle scelte, si possono effettuare delle previsioni sul comportamento di chi produce e di chi domanda. Parlando di microeconomia si cerca di semplificare la realtà per arrivare a spiegare i fattori: se ne fissa uno e si studiano gli altri. Questo per arrivare a comprendere il meccanismo delle scelte.

Risorse e fattori di produzione

I mezzi per soddisfare i desideri e i bisogni delle persone sono limitati: in ogni dato momento, nel mondo si produce una quantità limitata di beni e servizi, perché il pianeta dispone di una quantità limitata di risorse. Le risorse, o fattori di produzione, si dividono in tre sottogruppi:

  • Risorse umane: lavoro. La forza lavoro è limitata per numero e competenze, e questo limita la produttività del lavoro.
  • Risorse naturali: terra e materie prime. La terra del pianeta e le materie prime sono limitate.
  • Risorse prodotte: capitale. Il capitale è composto da tutti i fattori di produzione che sono stati a loro volta prodotti. Il mondo ha una disponibilità limitata di stabilimenti, macchinari, mezzi di trasporto e altri beni strumentali, e la produttività del capitale è limitata dallo stato attuale della tecnologia.

Quindi il problema economico principale è dato dal fatto che i desideri e i bisogni umani sono virtualmente illimitati, mentre le risorse necessarie a soddisfarli sono limitate. Il problema della scarsità è alla base dello studio dell'economia che porta a studiare le scelte del produttore e del consumatore, che possono avere un impatto sulla società.

Secondo il principio della scarsità, il soggetto economico deve effettuare delle scelte. Quello che viene portato avanti in economia è un'analisi dei costi e dei benefici, che comporta delle perdite → l'individuo deve essere razionale. Quindi partendo dal meccanismo di scarsità, si sa che nei momenti in cui si decide di compiere determinate azioni, si fa una scelta che comporta la rinuncia a qualcos'altro. [La scarsità è l'eccedenza dei bisogni e dei desideri umani rispetto a ciò che può essere prodotto per soddisfarli; a causa della scarsità occorre scegliere tra varie alternative].

Nell'analisi che viene portata avanti dall'individuo economico si parte da un confronto dei costi e dei benefici della scelta: è un'analisi costo/beneficio (principio cardine) che viene eseguita supponendo che l'individuo sia razionale. Quindi, se l'individuo è razionale, la scelta viene effettuata quando il beneficio è maggiore del costo.

Con individuo razionale si intende il fatto che l'individuo intraprende un'azione solo quando il beneficio aggiuntivo che deriva da questa scelta supera i costi aggiuntivi legati alla stessa scelta; in questo caso l'individuo è razionale perché ha portato a termine una scelta considerando di avere più benefici che costi legati alla scelta. Quindi le scelte vengono portate a termine quando l'incremento di benefici ottenuti della scelta supera i costi che la scelta comporta.

Errori comuni nelle scelte economiche

Quando si fa un'analisi costi/benefici è comune fare degli errori.

  • Primo errore. Per esempio, scegliere se comprare un videogioco sotto casa a 25€, o andare a piedi in centro dove costa 10€ in meno, mettendoci 1 ora. Si avrebbe un beneficio di 10€, ma il costo è il viaggio. Quindi la domanda è: quanto vale la mia ora? La risposta è soggettiva. → le scelte, in un individuo razionale, vengono fatte quando il soggetto pensa di avere più benefici che costi. L'errore che viene fatto in questo processo decisionale è comune: misurare i costi e benefici in termini relativi invece che assoluti, cioè se si tratta di risparmiare 10€ su 25€ generalmente si fa, ma se sono 10€ su 1000€, non si ritiene conveniente.
  • Secondo errore. Ignorare costi ed opportunità. Il costo opportunità è il costo relativo alla migliore alternativa possibile a cui si rinuncia. Per esempio, un soggetto che deve decidere dove passare il capodanno, avendo un biglietto aereo gratuito e una disponibilità economica di 1350€. Se non utilizza per Parigi il biglietto, lo utilizza per andare a Palermo al matrimonio della sorella, per il quale spenderebbe 400€. Per decidere cosa fare, si considera il soggiorno a Parigi, il quale costa 1000€. Senza il biglietto omaggio, il costo supera il beneficio attribuito, perché spenderebbe 1500€, e quindi non andrebbe a Parigi. Utilizzando il biglietto per andare a Parigi, i costi a cui deve far fronte è il soggiorno+il costo opportunità del volo (per Palermo) e che quindi è di 1400€ → è comunque superiore alla sua disponibilità economica, e quindi deve rinunciare a Parigi. [Se il costo del viaggio per Palermo fosse stato di 200€ sarebbe stato sia a Parigi che a Palermo].
  • Terzo errore. È dato dal fatto che vengono ignorati i costi non recuperabili. I costi non recuperabili sono i costi che al momento in cui faccio una scelta o un'altra, i costi sono già stati sostenuti, quindi non rientra al momento in cui bisogna prendere una decisione. Per esempio, andando a mangiare ad un ristorante All You Can Eat a un prezzo fisso, il meccanismo della scelta se mangiare un piatto in più o no deve essere fatto in base al beneficio che si ha con l'incremento di costo. In questo caso, non si ha l'incremento di costo, quindi il meccanismo di scelta che porta i consumatori a prendere una portata in più anche quando non hanno più nessun desiderio di cibo, è che ritengono di ammortizzare la spesa iniziale.
  • Quarto errore. Non distinguere i valori medi ed i valori marginali. Costo medio si calcola considerando il costo totale che deriva dalla produzione o dall'acquisto di un numero di unità, diviso il numero delle unità → si ha in media quanto costa ogni pezzo o quant'è il beneficio medio di ogni pezzo. Il costo marginale si considera una variazione del costo, quindi è la variazione nel costo totale che è causata dallo svolgimento di un'unità in più [→ Incremento di costo].

Nel momento in cui si è di fronte ad un processo decisionale si deve valutare, nel confronto tra costi e benefici, quello che la decisione comporta rispetto ad un incremento di beneficio ed un incremento di costo. Non si deve confrontare costo totale e beneficio totale, ma l'incremento di beneficio che la scelta comporta rispetto all'incremento di costo.

Per esempio, una stazione aerospaziale europea deve decidere quanti satelliti devono essere lanciati. Nella scelta ci sono dei dati a conoscenza dell'agenzia spaziale: per ogni lancio si ha sempre un beneficio che è di 3 miliardi di €. Si sa anche che i primi 4 lanci hanno comportato un costo totale di 10 miliardi di €. Conviene o no effettuare un quinto lancio? Il problema è che non si sa il costo marginale → bisogna tenere conto l'incremento di costo quando si manderà in orbita il quinto satellite. I costi non hanno un andamento lineare, ma variano in base alla quantità di beni che vengono prodotti, quindi bisogna conoscere l'andamento dei costi.

L'incremento di beneficio è di 3 miliardi, l'incremento di costo se si lancia il quinto satellite è di 5 miliardi. L'incremento di costo è un incremento del costo totale che sostiene l'agenzia spaziale, quindi 10 miliardi è il costo che sostiene se lancia 4 razzi, se ne lancia uno in più c'è un incremento di 5 miliardi. Quindi il costo marginale del quinto satellite di 5 miliardi è superiore al beneficio marginale di 3 miliardi. Finché l'incremento di costo è minore di 3 miliardi conviene effettuare il lancio. Quindi si nota che già a partire dal quarto lancio l'analisi che tiene conto l'incremento di costo (e quindi il costo marginale) rispetto al beneficio marginale è maggiore, e quindi nemmeno il quarto satellite andava lanciato. → La scelta razionale comporta un incremento di costo superiore all'incremento di beneficio.

Lanci Costo medio Beneficio Incremento di costo
0 € 0,00 € 0,00 € 0,00
1 2 miliardi di € 3 miliardi di € 2 miliardi di €
2 4,24 miliardi di € 3 miliardi di € 2,25 miliardi di €
3 6,75 miliardi di € 3 miliardi di € 2,51 miliardi di €
4 10 miliardi di € 3 miliardi di € 3,25 miliardi di €
5 15 miliardi di € 3 miliardi di € 5 miliardi di €

Nella scelta di quanto produrre, l'ottimo si raggiunge quando il costo marginale eguaglia il ricavo marginale → quantità ottima da produrre. Quindi gli errori sono:

  • Misurare costi e benefici in proporzione anziché in termini monetari assoluti
  • Ignorare costi ed opportunità (costo della migliore alternativa possibile)
  • Non ignorare i costi non recuperabili
  • Non distinguere tra valori medi e valori marginali (per capire fino a che punto portare avanti un'attività)

Quando si effettua una scelta razionale, bisogna tenere in considerazione che non tutti costi e benefici hanno lo stesso peso, in particolare esistono alcuni costi e benefici che vanno sempre considerati: costo opportunità e i costi e benefici marginali. Viceversa, ci sono altri costi che non devono essere inseriti nella valutazione: costi non recuperabili (il cui ammontare non varia se si fa o no una scelta, perché sono pagamenti già avvenuti) e i costi e benefici medi.

La macroeconomia

La microeconomia e macroeconomia fanno parte dell'economia politica. Con macroeconomia si considera il funzionamento di un intero sistema economico, e le politiche che i governi mettono in atto per migliorare il sistema economico, in particolare per risolvere i problemi macroeconomici. Le società desiderano la crescita per poter soddisfare più desideri e bisogni, ma non sempre lo si fa sfruttando pienamente le risorse; questo può portare a momenti di disoccupazione, e i tentativi di stimolare la crescita e l'occupazione portano ad un aumento dell'inflazione: fenomeno chiamato ciclo economico, in cui la crescita si è alternata alla recessione.

La macroeconomia studia l'economia nel suo complesso, tenendo conto che questo comporta lo studio delle principali problematiche macroeconomiche:

  • Inflazione dei beni → se aumentano i prezzi generalizzati dei beni (se aumentano i prezzi, si contrae la domanda, e di conseguenza chi vende non riesce a vendere, e quindi si contrae la produzione). Per inflazione si intende un generale aumento dei prezzi in tutto il sistema economico. Se la domanda aggregata aumenta in misura sostanziale, è probabile che le imprese rispondano aumentando i prezzi, così da aumentare il profitto. Però, se le imprese attuano un aumento generalizzato dei prezzi, si genera inflazione.
  • Disavanzo della bilancia commerciale cioè quando un paese importa di più di quanto esporta → situazione di bilancio negativo, perché quando si importa si fa entrare merce e si fa uscire capitale. Se la domanda aggregata aumenta, è probabile che i consumatori acquistino più prodotti importati. Inoltre, se l'inflazione è elevata, i beni di produzione interna diventano meno competitivi rispetto a quelli importati, quindi i consumatori interni tenderanno ad acquistare beni di importazione, e i consumatori esteri acquisteranno meno prodotti esportati.
  • PIL (Prodotto Interno Lordo), porta a parlare di recessione cioè una diminuzione della crescita economica che porta alla quantità di produzione → si contrae la produzione nazionale. La recessione, quindi, è un periodo in cui la produzione nazionale si contrae. Questo è associato ad un basso livello di spesa nei consumi → se le persone spendono meno, i negozi si trovano ad avere merci invendute, quindi acquisteranno meno dai produttori che saranno costretti a ridurre la produzione e ad acquistare meno beni strumentali (macchinari).
  • Disoccupazione → è causata dai tagli alla produzione, perché se le imprese producono meno, avranno bisogno di meno produttori.

La macroeconomia studia la domanda aggregata e l'offerta aggregata e la loro interazione:

  • Domanda aggregata → ciò che all'interno di un'intera economia è la spesa totale, messa in atto da tutti i consumatori (tutti i soggetti dell'economia, compreso lo stato) dell'economia;
  • Offerta aggregata → intera produzione nell'economia di beni e servizi.

In uno studio della macroeconomia si considera ciò che accade in un'intera economia, e si considerano anche le scelte dei politici che devono far fronte ai problemi macroeconomici, che si generano nel momento in cui domanda aggregata e offerta aggregata non sono in equilibrio. Ogni volta che domanda aggregata e offerta aggregata non sono in equilibrio si hanno problemi macroeconomici che devono essere affrontati dai governi. Questi problemi possono avere una rilevanza differente, ma quando la domanda è maggiore dell'offerta, si ha sia inflazione che disavanzo della bilancia commerciale. Se l'offerta supera la domanda, si riduce la produzione quindi c'è una recessione (riduzione della produzione del paese); aumenta la disoccupazione.

A volte per raggiungere l'equilibrio tra domanda e offerta, lo stato interviene per migliorare l'equilibrio con delle politiche:

  • Politica della domanda, cerca di influenzare il livello di spesa dell'economia con ripercussioni sul livello della produzione, sui prezzi e sull'occupazione (riduzione della tassazione sui redditi, e quindi ogni consumatore avrà più reddito per acquistare i beni);
  • Politica dell'offerta, se si vuole favorire la crescita ed incentivare l'aumento dell'offerta (riduzione delle tasse alle imprese, incentivi all'innovazione per le imprese).

In un'ottica macroeconomica si parla di domanda ed offerta, ma di un'intera economia, quindi non si entra nello specifico di settori, cosa che invece viene fatta se si considera l'analisi microeconomica.

La microeconomia

Con microeconomia si studiano le scelte individuali che si fanno...

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 124
Elementi di economia Pag. 1 Elementi di economia Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Elementi di economia Pag. 91
1 su 124
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marianna_Sala di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di economia e statistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Raimondi Valentina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community