1.1 Dopo la crisi, a cosa serve la finanza?
Le crisi rappresentano passaggi più o meno discontinui rispetto al passato e che coinvolgono
tutti gli altri attori della società.
Le cause sono relative a molteplici fattori: politici, tecnologici, sociali, economici.
Due grandi crisi globali :
- Grande Crisi Finanziaria del 2007- 2008: La finanza (anni 80) è cresciuta a ritmi vertiginosi
non proporzionalmente alla crescita ridotta del sistema economico e spesso a scapito
dell’informazione, si finisce per comprare e vendere senza sapere cosa c’è sotto. Nel 2007-
2008 ci siamo resi conto che questa crescita era generatrice di rischi enormi per tutti (es.
mutui senza garanzie). Questa crescita non è stata vista come una cosa positiva perché ha
prodotto guadagni spaventosi, ma in attività speculative, in cui si può guadagnare sia
quando i prezzi crescono che quando scendono perché si può guadagnare nella differenza,
allo scoperto. Nel 2007 nasce la crisi di fiducia nei confronti del sistema finanziario, solo
ricostruendo tale fiducia è stato possibile evidenziare i benefici prodotti dal sistema
finanziario, che si è orientato sempre più a valorizzare i profili di sostenibilità ed eticità.
- Pandemia da Covid-19 nel 2020: indotta da cause esterne e trasmessa al mondo
dell’economia e della finanza. Dunque, oggi più che mai è importante considerare i profili
etici e di sostenibilità della finanza. Dalla crisi pandemica il mondo della finanza ha visto
governi, autorità, mercati e intermediari impegnati in uno sforzo comune per sostenere
con misure di diversa natura (valori di solidarietà e collaborazione tra persone,
organizzazioni e istituzioni).
La finanza:
• per soddisfare
da un lato: ha una funzione positiva perché rappresenta un mezzo
importanti bisogni di individui presenti nella società e migliorare il bene comune.
• dall’altro: prevede aspetti negativi (avidità, tracotanza, prevaricazione proprie dei
→
cosiddetti “speculatori”) che portano con sé disuguaglianza, benefici per pochi e costi per
molti.
Ci sono operatori in grado di agire in modo etico e non speculativo nella finanza?
Non tutti gli attori del mercato finanziario sono uguali:
- da un lato abbiamo operatori professionisti
- dall’altro abbiamo invece le persone comuni
Dunque, a fronte di questa distinzione, possiamo affermare che ci sia ASIMMETRIA
la percentuale di meno informazione finanziaria rispetto agli altri
INFORMATIVA: in Italia si ha
paesi, e sappiamo che la scarsa informazione genera solitamente un comportamento non
razionale.
Quali sono le possibili interpretazioni degli effetti finanziari della crisi?
La grande crisi finanziaria può essere interpretata da diversi punti di vista: economici, normativi,
culturali. Noi prenderemo in considerazione il punto di vista economico.
Dal punto di vista economico, ad esempio, in alcuni paesi l’indebitamento privato (delle famiglie,
imprese perché toccate da un’incapacità di rimborso) è cresciuto in maniera molto elevato (USA).
Noi sappiamo che S=Y-C risparmio=reddito disponibile-consumo, prima della pandemia la
→
propensione al risparmio degli italiani era s/y quindi vuol dire che il risparmio privato
∗ 100 = 8%,
è positivo, negli USA se calcoliamo lo stesso rapporto viene negativo, perché c’è una propensione
all’indebitamento privata molto alta.
Dopo la pandemia lo stesso rapporto per gli italiani era diventato del 18%, quindi la propensione al
risparmio era salita enormemente.
In Italia c’è risparmio positivo, ma indebitamento pubblico molto alto per le tasse (Grecia,
Portogallo…); negli usa risparmio negativo, indebitamento pubblico basso, ma indebitamento
privato molto alto.
Questo enorme indebitamento privato dei mercati anglosassoni ha fatto sì che si sviluppassero dei
meccanismi che hanno visto gli intermediari finanziari trasferire crediti che avevano nei confronti
dei loro clienti, si sono sviluppate tecniche di mobilizzazione degli attivi (“securitisation”) ...
capacità di uno strumento finanziario di generare flussi di moneta, in base al tempo
Liquidità:
necessario.
La liquidità poi si distingue in:
• Primaria: dipende dalla frequenza e indica l’insieme delle attività disponibili
• Secondaria: indica le attività disponibili e le attività realizzabili
Titoli: tanto più uno strumento finanziario è liquido più si avvicinerà al concetto di denaro
contante ( nasce la relazione rischio- rendimento, tanto più il titolo è rischioso tanto più avranno
un rendimento superiore.)
È chiaro che gli strumenti altamente liquidi saranno anche quelli meno rischiosi perché è più facile
e veloce trasformarli in denaro contante, viceversa se sono redditizi.
Prestiti: gli intermediari non tutti prestano nella stessa maniera e nella stessa quantità i prestiti
creditizi
Immobilizzazioni tecniche IT e immobilizzazioni finanziarie IF: partecipazioni che sono un
investimento stabile per partecipare in un’altra società (Se la banca investe nelle azioni di
Facebook, ad esempio, non per diventare azionista in modo stabile di FB, andranno nei titoli. )
La banca per poter crescere in termine di investimenti la si misura in base al capitale investito (al
netto degli ammortamenti), quindi è tutta la somma del totale dell’attivo, però per un problema di
equilibrio devono crescere anche le fonti di finanziamento.
D: depositanti (fonti di finanziamento)
Storicamente, la crescita era dipesa dalla crescita della raccolta (D del passivo), perché fino a
qualche decennio fa la raccolta cresceva automaticamente, perché la cultura del livello finanziario
dei cittadini era molto ridotta.
partire dagli anni 80 c’è stato il big ben degli intermediari finanziari, ha portato ad una crescita
A
degli investimenti fatti fuori dagli intermediari e hanno diminuito l’attività di intermediazione
redditizia, e invece hanno proposto l’attività di scambio diretto sul mercato.
Negli USA si è verificato un processo di disintermediazione, la raccolta è cresciuta sempre meno e
quindi la raccolta dell’attivo è divenuta insoddisfacente.
È chiaro che se la raccolta cresce meno: due alternative
• Proporre interessi più alti (significa rinunciare al reddito)
• Cercare di far rendere di più l’attivo.
Quindi, a fronte di una diminuzione della raccolta decidono di liberarsi di una parte degli
investimenti e si sono inventati il fatto di mobilizzare gli attivi (mediante la cartolarizzazione delle
attività)
• Una società esterna (SPV cioè Special Purpose Vehicle) è incaricato di acquistare una parte
del credito della banca a titolo oneroso. ( quindi, la banca cede i prestiti e riceve liquidità,
ha altra liquidità e può concedere altri prestiti, non cresce il capitale investito ma crescono
i rendimenti.) es. da ora in poi il tuo prestito non lo devi più alla banca X ma al soggetto Y
• Le risorse necessarie per tale acquisto vengono reperite in un momento precedente
mediante l’emissione, da parte dello SPV, di titoli di debito, ovvero obbligazioni sul
mercato (che prendono il nome di ABS, cioè Asset Backed Securities).
• Tali titoli sono garantiti (ovvero il sottoscrittore è certo dell’affidabilità del titolo), poiché
sono titoli che la SPV emette in relazione diretta con gli attivi che ha comprato
dall’intermediario.
• Un altro problema è che queste obbligazioni per essere collocate devono prospettare un
rendimento per chi le acquista (cioè il guadagno per il sottoscrittore del titolo). Tale
rendimento sarà collegato al rendimento dei prestiti effettuati dalla banca madre: più il
prestito sarà rischioso, maggiore sarà il rendimento (per questo si diche che tale
rendimento è legato alla qualità dell’attivo ceduto).
Si arriva dunque alle principali cause della crisi:
- gli attivi ceduti se erano di qualità scadente non vengono più pagati
- il fatto che avessero concesso un sacco di prestiti per l’acquisto di immobili, che
solitamente sono garantiti da ipoteca, salvo il fatto che quando è successo questo il prezzo
degli immobili negli USA era salito enormemente, e ci fu stato un sovrapprezzo.
I rischi in economia sono come le forze nella fisica, possono essere trasformati, ceduti, passati ma
non possono essere azzerati: se alla fine questi rischi generano una perdita non paga la banca, non
paga le SPV ma paga il mercato.
In Italia, Grecia, Portogallo nel 2011 “crisi del debito sovrano”: stata sfiducia verso le obbligazioni
emesse dallo stato italiano, essendo la percezione del rischio cresciuta si chiedevano interessi più
alti. Nello stesso anno la differenza del rendimento tra l’obbligazione italiana durata 10 anni e
l’obbligazione tedesca di stessa scadenza era più di 5 punti percentuali (1%→6%), questa
differenza di rendimento SPREAD misura la percezione di rischio da parte di chi investe, che si
traduce in un rendimento più alto che per lo stato, è un costo che fa aumentare le uscite e poi il
deficit.
1.2 I concetti introduttivi: il sistema reale e il sistema finanziario
Il sistema economico è un insieme di soggetti, strumenti, attività e regole strettamente interrelate
tra loro per la produzione, lo scambio e il consumo di beni e servizi nel tempo e nello spazio.
La ricchezza si genera col variare del tempo ( in finanza il tempo è denaro, cioè si deve sempre
tener conto del fatto che una risorsa oggi, ha un valore inferiore rispetto a quello che avrà domani,
perché se c'è un comportamento razionale, questa risorsa verrà investita.)
Introducendo l'elemento tempo, si considera anche il fatto che gli eventi futuri siano incerti e si
possono solo ipotizzare dei livelli di probabilità. L'incertezza in economia presuppone rischio e il
rischio porta a pensare che i risultati che ci aspettiamo un domani non saranno uguali a quelli che
verranno prodotti effettivamente: il cosiddetto rischio economico legato al fattore tempo.
Le principali categorie nelle quali tutti i soggetti vengono classificati sono:
Famiglia
• Imprese
• Autorità di governo politico ed economico
• Pubblica amministrazione
•
All'interno del sistema economico:
- circuito reale: luogo dove tali soggetti si scambiano beni, servizi, forza lavoro.
- circuito finanziario: luogo dove si trasferisce la moneta o, in sua sostituzione, altri mezzi di
pagamento o strumenti finanziari.
Il sistema finanziario influenza, in termini sia quantitativi (valore assoluto) sia qualitativi
(composizione e modifiche nel corso del tempo):
- Le decisioni di distribuzione del reddito fra consumo e risparmio, ossia il volume
dell'accumulazione.
- Le decisioni di investimento delle unità con saldo finanziario positivo (in avanzo).
- Le decisioni di finanziamento delle unità con saldo finanziario negativo (in disavanzo).
Per agevolare gli scambi finanziari occorrono strumenti finanziari, ossia contratti che
rappresentano per il detentore forme di investimento finanziario e per l'utilizzatore forme di
raccolta delle risorse finanziarie.
Per realizzare in modo efficiente il trasferimento di risorse, il sistema finanziario deve:
• Consentire ai datori di fondi (i settori istituzionali con saldo positivo) lo smobilizzo degli
strumenti finanziari acquistati anche prima della loro naturale scadenza, se tali soggetti lo
desiderano.
• Svolgere un'attività di diversificazione e riduzione (trasformazione) del rischio a vantaggio
dei datori di fondi, così da consentire di ridurre i rischi complessivi di investimento.
• Elaborare e diffondere con continuità informazioni, circa le possibili opportunità di
investimento in modo che ognuno compia scelte razionali e la cui disponibilità consenta
una corretta gestione del rischio. Ci deve essere efficienza informativa, ma la perfetta
informazione del mercato è una condizione impossibile da raggiungere in concreto.
1.3 I cicli economici
I cicli economici rappresentano fluttuazioni che caratterizzano l'intero sistema: ciascuno di essi si
articola in fasi generali di espansione, seguite da fasi di recessione e contrazione ugualmente
diffuse e, poi, da riprese che confluiscono nella fase di espansione del ciclo successivo (equilibrio
non statico).
Si tratta di una sequenza di mutamenti ricorrente ma non periodica, per cui i cicli economici
principali hanno durata variabile e sono divisibili in fasi più brevi di uguale carattere e con
ampiezza che si approssima alla loro media.
L'andamento del ciclo incide in misura non omogenea su comparti e settori produttivi, i quali sono
definiti:
• Ciclici
• Anticiclici
• Prociclici
I comportamenti degli operatori, nei diversi settori produttivi, possono essere influenzati dalle
misure di regolamentazione specifiche applicate al sistema finanziario.
All'interno di un ciclo è possibile individuare:
Una tendenza di fondo (trend) che coglie l'andamento di lungo periodo,
• generalmente con un andamento sinusoidale e frequenti inversioni.
Una componente ciclica (“congiuntura") caratterizzata da frequenti oscillazioni
• dovute al susseguirsi di periodi di crescita e di flessioni, il cui andamento è
influenzato dal trend.
Una componente stagionale che si sovrappone a quella ciclica e che deriva
• dall'applicazione sistematica di strumenti di misurazione non corretti per l'influenza
di fattori esogeni.
Una componente accidentale che individua movimenti imprevedibili, non ciclici e
• puramente occasionali, che influenzano fattori stagionali, ciclici e di trend (esempio
è la pandemia stessa.)
L'analisi del ciclo consente di distinguere e misurare le cause che hanno portato alla
manifestazione del ciclo economico.
Ampiezza
• Durata e Alternanza.
• Diffusione generalizzata degli effetti.
• Ricorrenza delle alternanze.
• Profilo
•
In un contesto fortemente globalizzato, è necessario considerare anche l'intersecarsi dei cicli
caratteristici di ciascuna economia governata da scelte differenti di politica economica.
La crescita degli scambi internazionali e l'apertura delle transazioni economiche e commerciali
hanno progressivamente aumentato la sincronizzazione dei cicli.
1.4 Perché esistono i mercati e gli intermediari finanziari ?
Il sistema finanziario ha lo scopo primario di rendere più efficiente il processo di trasferimento
delle risorse tra le unità economiche: l’attività svolta da mercati e intermediari facilita la mobilità
dei capitali poiché incide positivamente su alcuni degli elementi indispensabili a una efficace ed
efficiente attività di scambio tra cui disponibilità di informazioni, liquidità e negoziabilità degli
strumenti, possibilità per tutti gli operatori di trovare la desiderata combinazione
rischio/rendimento.
Lo scambio finanziario può avvenire con modalità alternative: alcun
Scambio diretto e autonomo: datori e prenditori non ricorrono ad
• intermediario per concludere lo scambio (tipicamente hanno per oggetto valori
mobiliari, es. titoli)
Scambio diretto e assistito: datori e prenditori sono controparti dirette ma sono
• assistiti da intermediari che svolgono una funzione di mediazione (tipicamente
hanno per oggetto valori mobiliari, es. titoli)
Scambio indiretto: il trasferimento di risorse tra datori e prenditori avviene
• attraverso un soggetto intermedio che svolge una funzione di intermediazione
(richiede la presenza di un soggetto specializzato che stipula contemporaneamente
due scambi incorporati in due distinti contratti)
L’esistenza degli intermediari è legata alle imperfezioni del mercato. Nel presupposto della
perfezione dei mercati, non si giustificano né la presenza né la convenienza dell’attività svolta dagli
intermediari, i quali sono considerati al pari di operatori economici qualsiasi: in linea di principio,
un sistema economico efficiente non dovrebbe aver bisogno di alcun intermediario poiché tutti gli
scambi dovrebbero concludersi in modo diretto e autonomo senza costi.
Gurly e Shaw hanno sottolineato la necessità di disporre di soggetti deputati da un lato alla
raccolta del risparmio e dall’altro all’allocazione delle risorse finanziarie verso unità economiche
meritevoli di affidamento che deriva dalla dissociazione tra risparmio e investimento, quindi
dall’esistenza nello stesso momento di:
Centri caratterizzati da un saldo finanziario positivo, interessati all’investimento, al
• fine di posticipare il momento del consumo ad una data futura
Centri di investimento interessati ad incrementare la capacità di spesa al momento
• corrente, caratterizzati da un saldo finanziario negativo.
Il sistema finanziario ha due importanti obiettivi:
1) favorire gli scambi, generando moneta e garantendo le transazioni tra gli operatori
2) contribuire al trasferimento delle risorse finanziarie tra gli operatori economici rendendolo più
efficiente, sicuro, e meno costoso.
*Il filone teorico di matrice keynesiana mette in luce l’importanza della moneta considerata non
solo come mezzo di pagamento, ma anche come strumento di riserva di valore: secondo Tobin
l’esistenza della moneta crea per i risparmiatori un’alternativa rispetto all’accumulazione di beni
reali. *
Il sistema finanziario attraverso strumenti, mercati e intermediari soddisfa le esigenze degli
operatori, rendendo possibile:
- Il regolamento degli scambi mediante l’offerta di strumenti di pagamento
- Il trasferimento di risorse connesse a forme di “dissociazione” tra risparmio accumulato e
decisioni di investimento,
- La gestione dei rischi e la loro copertura, mediante l’operatività sui mercati a termine e lo
svolgimento dell’attività assicurativa.
Il regolamento degli scambi mediante l’offerta di strumenti di pagamento: sistema di pagamento
diversi dalla moneta metallica che permettono gli scambi; questi sistemi vengono prodotti e
garantiti dagli intermediari finanziari.
Il trasferimento di risorse connesse a forme di “dissociazione” tra risparmio accumulato e decisioni
di investimento, le quali necessitano di opportuni finanziamenti. Il fenomeno che si è manifestato
dopo la rivoluzione industriale (1800): dissociazione tra centri di formazione del risparmio (settori
istituzionali dell’economia) e centri di investimenti del risparmio.
Gli economisti classici ipotizzavano (es. Marx) che a risparmiare risorse potessero essere solo i
capitalisti, coloro che possedevano mezzi di produzione ottenevano guadagni e da questi
guadagni trattenevano una parte che permetteva di fare investimenti. L’altro settore dei
proletariati il risparmio non lo produceva perché all’epoca i salari pagati ai lavoratori erano a
livello di sussistenza (il lavoro salariato era quello che serviva per sopravvivere.)
Nel corso del tempo poi è successo che il lavoro salariato è cominciato a essere retribuito in
maniera maggiore, al di sopra del livello di sussistenza, quindi al settore famiglie è cominciato a
formarsi il risparmio (reddito disponibile > consumo). Oggi il settore famiglie risparmia, la
differenza tra reddito disponibile e consumo è in media positiva (propensione al risparmio intesa
come percentuale del reddito disponibile che non viene consumata).
(per le imprese: autofinanziamento delle imprese = se producessero utili questi utili potrebbero
non distribuirli e trattenerli.)
La gestione dei rischi e la loro copertura, mediante l’operatività sui mercati a termine e lo
svolgimento dell’attività assicurativa: il rischio è un connotato endogeno, in campo finanziario gli
intermediari svolgono il compito di gestire adeguatamente i rischi grazie alla capacità di agire su
volumi di risorse rilevanti così che sono in grado di gestirli, e grazie alla fiducia che gli viene data
così da garantire l’operazione. Le compagnie di assicurazione si occupano della gestione dei rischi
che chiamiamo “puri” (es. incendi), e gli intermediari di quelli “finanziari”.
A questo punto dobbiamo addentrarci nel descrivere che cosa succede nei vari settori istituzionali
dell’economia( famiglia, imprese, PA, estero, istituzioni finanziarie), bisogna occuparci di come si
formano i saldi finanziari.
ricorda che le famiglie:
Si - da un lato: forniscono all’economia fattori produttivi lavoro e capitale
- dall’altro ricevono in contropartita salari, rendite e profitti (il reddito) che in parte
utilizzano per acquistare beni e servizi dalle imprese (il consumo), in parte accumulano (il
risparmio);
le imprese, a loro volta:
- da un lato producono e vendono beni di consumo e servizi,
- dall’altro effettuano investimenti.
Analizzando in ottica tipicamente contabile una singola unità economica, nel nostro caso la
FAMIGLIA, si evidenziano le due dimensioni complementari di “flussi” e “stock”:
I flussi (conto economico) includono in entrata sia i ricavi da lavoro, sia gli interessi e i
• dividendi ottenuti in funzione dell’impiego del risparmio nell’attività di impresa, mentre in
uscita i costi comprendono quelli sostenuti per l’acquisto di beni di consumo e servizi
necessari a soddisfare i propri bisogni; la differenza tra ricavi percepiti e costi sostenuti
rappresenta il RISPARMIO (se positiva)
Gli stock (stato patrimoniale = documento in cui fotografiamo un’operazione in un
• determinato istante) comprendono:
A livello di fonti, il patrimonio (P), dato dall’insieme del risparmio cumulato nel tempo e
- l’indebitamento (PF) eventualmente acceso (es. se ci facciamo prestare soldi dalla banca);
A livello di impieghi (asset), gli investimenti in attività reali (= beni materiali che la famiglia
- possiede e che non sono consumi, es. abitazioni) e gli investimenti in attività finanziarie
(es.depositi bancari, titoli)
IN ENTRATA: flussi dei ricavi, es. lavoro dipendente, ricavi per investimenti finanziari quindi
- inte
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Economia degli intermediari finanziari - Rischi degli intermediari finanziari
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