Proprietà delle 3 classi principali di materiali
Metalli: sono costituiti da atomi metallici disposti in una struttura cristallina ordinata e ad alta densità di
compattazione. Il legame predominante è quello metallico, di tipo non direzionale: gli elettroni di valenza
formano una nuvola mobile che circonda gli ioni positivi. Questa mobilità elettronica conferisce elevata
conducibilità termica ed elettrica, mentre la capacità degli atomi di scorrere rende il materiale duttile e
deformabile plasticamente. Presentano temperature di fusione medio alte. Per ottimizzare le
caratteristiche meccaniche e chimiche, si utilizzano spesso le leghe.
Polimeri: sono macromolecole organiche basate su lunghe catene di carbonio e di idrogeno (più O, N, Cl,
ecc), tenute insieme da forti legami covalenti intramolecolare e legami secondari più deboli tra le catene.
Si classificano per origine o per comportamento termico: termoplastici, termoindurenti ed elastomeri.
Generalmente offrono bassa densità, resistenza alla corrosione e isolamento elettrico e termico. Tuttavia,
presentano basse proprietà meccaniche, soffrono il fenomeno dello scorrimento viscoso (creep) e hanno
una limitata resistenza alle alte temperature.
Ceramici: materiali inorganici composti da elementi metallici e non metallici. La struttura può essere
cristallina, amorfa o mista. Cono caratterizzate da legami forti (ionici e covalenti) che conferiscono elevate
temperature di fusione, grandi rigidità, durezza e resistenza alla compressione; al contrario, sono materiali
intrinsecamente fragili. Dal punto di vista funzionale, sono eccellenti isolanti termici ed elettrici e
presentano un’ottima inerzia chimica.
Sforzo a snervamento di un materiale, come di determina
Lo sforzo a snervamento (σ ) rappresenta la soglia di transizione tra il comportamento elastico e quello
y
plastico di un materiale. Finché lo sforzo applicato rimane inferiore a tale valore, il materiale si deforma in
modo reversibile, recuperando la geometria iniziale alla rimozione del carico. Superata questa soglia, si
innescano deformazioni plastiche permanenti. Poiché nei metalli la transizione non è sempre netta, si
definisce il carico di snervamento convenzionale: esso corrisponde allo sforzo necessario per produrre
una deformazione plastica residua dello 0,2%. Operativamente, si determina sul diagramma sforzo-
deformazione tracciando una retta parallela al tratto elastico-lineare, traslata sull’asse delle ascisse al
valore di deformazione ε=0.002; il punto di intersezione tra questa retta e la curva del materiale identifica
lo snervamento.
Duttilità e rottura duttile, cos’è la duttilità di un materiale e cosa si intende. Cosa è la fragilità di un
materiale, la rottura fragile, comportamento di un materiale fragile sotto sforzo + diagrammi sforzo-
deformazione
La duttilità è la proprietà meccanica che misura la capacità di un materiale di subire elevate deformazioni
plastiche prima di giungere a rottura. Il meccanismo di frattura duttile è lento e graduale, preceduto da un
evidente avvertimento visivo. In una prova di trazione, si osserva inizialmente un restringimento
localizzato: qui lo stato di sollecitazione evolve da uniassiale a triassiale. A livello microscopico, questo
induce la nucleazione di microvuoti interni dovuti alla rottura del legame atomici; tali vuoti tendono ad
espandersi ed unirsi, riducendo la sezione resistente fino alla formazione di una cricca macroscopica e
alla rottura finale.
La fragilità è la tendenza di un materiale a rompersi bruscamente con scarsa o nulla deformazione
plastica. In questo caso, il collasso è improvviso poiché il materiale non è in grado di assorbire energia
deformandosi: lo sforzo di rottura coincide con il limite di snervamento. La frattura fragile è caratterizzata
da una rapida propagazione della cricca.
Legame dipolare, illustrare come influenza le proprietà dei materiali in cui è presente
I legami secondari nascono dalle interazioni elettrostatiche tra dipoli elettrici. Sebbene gli atomi siano
globalmente neutri, la distribuzione della nuvola elettronica può diventare asimmetrica, generando poli
positivi e negativi.
Legame di Van der Waals: scaturisce dall’attrazione coulombiana tra l’estremità positiva di un dipolo e la
ragione negativa di uno adiacente. Tali dipoli possono essere temporanei o indotti. È un legame debole:
basta una modesta energia termica per aumentare l’agitazione degli atomi e rompere questi legami. Sono
fondamentali nei polimeri, dove le forze di Van der Waals tra le catene molecolari determinano
caratteristiche macroscopiche come la resistenza meccanica e la deformabilità.
Legame a Idrogeno: è un caso particolare e più forte di interazione di polare, che si instaura quando un
atomo di idrogeno è legato covalentemente a elementi fortemente elettronegativi (O, N, F, Cl). Ciò crea
una distribuzione asimmetrica permanente di carica.
Entrambe le tipologie, essendo legami a bassa energia, conferiscono basse temperature di fusione, bassa
densità e proprietà di isolamento termico ed elettrico.
Legami interatomici e la loro influenza sulle proprietà più importanti delle 3 principali classi di
materiali
I legami interatomici primari fondamentali sono tre: ionico, covalente e metallico. Essi definiscono
intrinsecamente le caratteristiche meccaniche e fisiche dei materiali.
Legame ionico: si instaura tra atomi con elevate differenze di elettronegatività, dove atomi a bassa energia
di ionizzazione cedono elettroni ad altri con alta affinità elettronica, generando ioni positivi e negativi
attratti da forze elettrostatiche. È un legame non direzionale che vincola fortemente gli elettroni, rendendo
i materiali isolanti elettrici. La natura di questo legame spiega la fragilità tipica dei ceramici.
Legame covalente: avviene tra atomi con affinità simile che condividono gli elettroni di valenza su orbitali
comuni. È fortemente direzionale: ciò limita la densità di compattazione e rende il materiale isolante
termico ed elettrico. La rigidità geometrica degli orbitali ostacola lo scorrimento plastico, conferendo
elevata durezza ma anche fragilità e altissime temperature di fusione. È caratteristico di molti ceramici e
costituisce lo scheletro dei polimeri.
Legame metallico: si forma quando gli atomi rilasciano gli elettroni valenza in una nube delocalizzata che
avvolge gli ioni positivi del reticolo. La mobilità di questa nube garantisce l’elevata conducibilità termica
ed elettrica tipica dei metalli. Essendo un legame non direzionale, permette ai piani reticolari di scorrere
reciprocamente senza che il legame si rompa, giustificando così la loro eccellente duttilità, malleabilità e
l'alta densità strutturale.
Creep
Il creep è un fenomeno di deformazione plastica dipendente dal tempo che si manifesta quando un
materiale è sottoposto a uno sforzo costante, tipicamente a temperature elevate. A differenza della
deformazione elastica, quella da creep non è recuperabile. Osservando l’evoluzione nel tempo sotto
carico costante, si nota inizialmente una deformazione istantanea, seguita da un progressivo aumento
dell’allungamento che può condurre alla frattura. L’entità di questo fenomeno dipende drasticamente
dalla temperatura. In ambito progettuale si effettuano due valutazioni principali: la velocità minima di
allungamento e il tempo a rottura per un dato sforzo e temperatura. Poiché i test reali richiederebbero
tempi lunghissimi, si ricorre spesso a prove accelerate aumentando la temperatura per estrapolare il
comportamento a lungo termine. Tuttavia, questa operazione è rischiosa poiché il materiale potrebbe
attivare i meccanismi di deformazione differenti a temperature diverse; per mitigare questo errore si
utilizza il parametro di Larso
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