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1. Destino post-sintetico delle proteine
Una volta sintetizzate dai ribosomi, le proteine devono raggiungere la loro
destinazione specifica per funzionare correttamente. Alcune rimangono nel
citosol (cioè nel fluido interno della cellula), altre devono essere
trasportate negli organelli come il nucleo, i mitocondri, il reticolo
endoplasmatico (RE) o i lisosomi, oppure secrete fuori dalla cellula. Questo
trasporto è guidato da sequenze di aminoacidi chiamate segnali di
localizzazione, che vengono riconosciute da proteine trasportatrici. Ad
esempio, le proteine nucleari hanno sequenze di localizzazione nucleare,
riconosciute dalle importine (proteine che le guidano attraverso i pori
nucleari nel nucleo). Le proteine mitocondriali hanno sequenze presegnale
N-terminali, riconosciute dai complessi TOM e TIM (canali della membrana
esterna e interna del mitocondrio) e aiutati dagli chaperoni Hsp70
(proteine che impediscono il ripiegamento prematuro). Le proteine
destinate al RE o alla secrezione possiedono peptidi segnale N-terminali,
riconosciuti dalla SRP (particella di riconoscimento del segnale, che arresta
temporaneamente la traduzione e guida il ribosoma al traslocone del RE).
Le proteine lisosomiali ricevono una fosforilazione su mannose (mannose-
6-fosfato), riconosciuta dai recettori specifici che le indirizzano verso i
lisosomi. Così, ogni proteina arriva esattamente dove serve.
2. Proteine destinate a mitocondri, RE, lisosomi
Le proteine destinatarie di organelli specifici possiedono sequenze
riconoscibili dalla macchina cellulare di trasporto. Le proteine mitocondriali
hanno segnali N-terminali che permettono ai complessi TOM e TIM di
trasportarle attraverso le membrane mitocondriali. Gli chaperoni
molecolari impediscono loro di ripiegarsi prematuramente. Le proteine del
RE hanno peptidi segnale riconosciuti dalla SRP, che blocca la sintesi fino
al loro arrivo nel RE e permette la traslocazione attraverso il traslocone
(canale proteico). Le proteine lisosomiali ricevono un’etichetta mannose-6-
fosfato, riconosciuta dai recettori specifici e indirizzate ai lisosomi,
organelli digestivi della cellula.
3. Controllo qualità, glicosilazione
Nel RE e nell’apparato di Golgi, le proteine subiscono modifiche post-
traduzionali. Il controllo qualità consiste nell’assicurarsi che la proteina sia
correttamente ripiegata; se non lo è, viene degradata tramite il sistema
ERAD (Endoplasmic Reticulum-Associated Degradation). La glicosilazione è
l’aggiunta di zuccheri (carboidrati) alle proteine, importante per stabilità,
folding e riconoscimento cellulare. Proteine mal ripiegate possono essere
legate da chaperoni calnexina e calreticulina, che cercano di aiutarle a
ripiegarsi correttamente.
4. Struttura degli amminoacidi, legami peptidici
Gli amminoacidi sono unità base delle proteine, composti da un carbonio
centrale legato a un gruppo amminico (-NH2), un gruppo carbossilico (-
COOH), un idrogeno e una catena laterale R che determina polarità, carica
e reattività. Gli amminoacidi si uniscono tramite legami peptidici, che sono
legami covalenti tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo
amminico del successivo, con perdita di una molecola d’acqua (reazione di
condensazione). La sequenza degli amminoacidi determina la struttura
primaria della proteina.
5. Associazione struttura terziaria e funzione
Il folding di una proteina porta alla formazione della struttura terziaria,
cioè la disposizione tridimensionale delle catene laterali nello spazio.
Questo determina la funzione della proteina: ad esempio, la forma di un
enzima determina quale substrato può legare. Le interazioni che
stabilizzano la struttura includono legami idrogeno, legami ionici,
interazioni idrofobiche e ponti disolfuro tra cisteine. Senza la corretta
struttura terziaria, la proteina perde funzione.
6. Peptide segnale e riconoscimento SRP
Il peptide segnale è una sequenza N-terminale che indirizza le proteine
verso organelli specifici, principalmente il RE. La SRP (Signal Recognition
Particle) riconosce questo segnale, arresta temporaneamente la
traduzione e guida il ribosoma verso il traslocone nel RE, dove la proteina
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