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DIRITTO COSTITUZIONALE

LE REGOLE DEL DIRITTO: ( CAPITOLO 1)

Qualunque organizzazione sociale costituisce un ordinamento giuridico. Un’organizzazione

ha bisogno di regole che ne disciplinano la vita e l'attività.

Le regole costituiscono il diritto di una determinata organizzazione: nel loro insieme

formano un ordinamento giuridico.

Le regole giuridiche dei vari ordinamenti:

- disciplinano direttamente i rapporti tra i soggetti del gruppo sociale.

- individuano e proteggono beni o valori comuni.

- tutelano i diritti dei soggetti.

Il diritto è inerente a qualunque organizzazione, come:

Comunità internazionale: retta dal diritto internazionale.

● Confessioni religiose: rette dal diritto canonico.

● Imprese commerciali: rette da regole giuridiche specifiche.

● Associazioni sportive: rette da regole giuridiche specifiche.

COS’E’ UN ORDINAMENTO GIURIDICO:

Ordinamento giuridico: pone regole essenziali per la convivenza in quell’organizzazione

sociale..

E’ un insieme di elementi che disciplinano la vita di una determinata organizzazione sociale.

La famiglia (organizzazione)... deve rispettare questi ordinamenti: Es. se all’interno della

famiglia la donna deve sottostare all’uomo va contro all’ordinamento giuridico imposto dal

governo.

Questi ordinamenti servono a garantire la convivenza all’interno della società, famiglia…

La produzione di regole non è monopolio dello stato, dove c’è una organizzazione sociale

che presuppone una relazione tra individui li si crea un piccolo ordinamento.

Santi Romano ha detto che ci sono più ordinamenti che possono essere complessi o meno:

anche l’organizzazione mafiosa lo è = instaura regole per far sì che l'organizzazione esista.

Questi ordinamenti producono solo regole per la sopravvivenza di quell’organizzazione.

Ci sono due teorie principali che cercano di definire il rapporto tra il diritto e l’organizzazione

sociale:

Teorie normativiste: l’ordinamento giuridico è costituito dal complesso delle norme vigenti

in un determinato spazio territoriale. Una società organizzata ha un ordinamento.

Teorie istituzionaliste: l’ordinamento giuridico non è solo un insieme di prescrizioni

normative, ma è il complesso delle norme che scaturiscono da una determinata

organizzazione sociale. Una società organizzata è un ordinamento.

In sintesi un ordinamento giuridico è formato da prescrizioni normative (regole scritte che

disciplinano la vita dell’organizzazione sociale), da consuetudini (pratiche e tradizioni che si

sono consolidate nel tempo, ripetute e rispettate come se fossero obblighi provenienti dallo 1

Stato) ed infine da fatti normativi (eventi e circostanze che hanno contribuito a plasmare

l’ordinamento giuridico).

OGNI ORDINAMENTO E’ UN SISTEMA:

Nel momento in cui abbiamo un ordinamento giuridico questo funziona se i vari pezzi stanno

insieme, ogni ordinamento giuridico tende ad essere “sistema”, deve riuscire a garantire tre

caratteri: coerenza, completezza, unitarietà.

1. Coerenza: non ammette contraddizioni tra le norme. Queste regole devono essere

coerenti, se non lo sono è un problema. E’ normale che ci siano regole diverse tra loro, ma ci

deve essere anche una regola che chiarisca. Es. non si capisce se per strada il limite è dei 30

o dei 50km/h.

2. Completezza: non devono essere presenti lacune. Se c’è un problema o una lacuna che

non è disciplinata si creano problemi per la convivenza. Es. mancata dignità di

riconoscimento giuridico a due persone dello stesso sesso.

Non tutte le lacune sono problematiche.

3. Unitarietà: tutte le regole che stanno nell’ordinamento devono seguire un principio che li

tiene insieme, devono essere riconducibili a dei principi fondamentali.

Es. In un ordinamento giuridico statale sono i principi fondamentali della costituzione.

L’essere un sistema è il prodotto di due aspetti, che sono:

- Consapevole volontà del legislatore: il legislatore cerca di dare basi solide

all’organizzazione sociale.

- Attività degli interpreti: gli interpreti del diritto contribuiscono a comporre una trama che

mantiene l’ordine giuridico.

L’interprete per far si che il diritto diventi sistema, deve utilizzare diversi tipi di

interpretazione:

- INTERPRETAZIONE LETTERALE: la norma deriva dal significato proprio delle parole

utilizzate. A volte non è sufficiente.

- CRITERIO LOGICO SISTEMATICO: il significato della disposizione vada trovato nel contesto

normativo in cui si trova. E in base a dove si trova si può vedere di cosa tratta.

- CRITERIO ANALOGICO: l’interprete trae le regole da applicarsi a casi non espressamente

presi in considerazione dal testo scritto.

In sintesi, ogni ordinamento giuridico è un sistema complesso che richiede

un’interpretazione attenta e consapevole per essere applicato correttamente.

COSTITUZIONE E ORDINAMENTO COSTITUZIONALE:

Unitarietà: per garantire la sistematicità quando si crea un ordinamento complesso(stato) si

dà uno statuto (costituzione), per garantire che ci siano valori, procedure, a seconda di ciò

che deve essere fondativo, si inseriscono nelle carte costitutive. Possono essere scritte o

materiali (Regno Unito). Le costituzioni fissano su carta il patrimonio comune di una

comunità. 2

La costituzione può essere scritta o non scritta, e se scritta, può essere rigida o flessibile.

- Rigida: quella costituzione che si può modificare tramite un procedimento di revisione

aggravato.

- Flessibile: quella costituzione che può essere modificata tramite una legge ordinaria.

Le costituzioni che conosciamo oggi non sono le uniche che conosciamo e ce ne sono state

di diverse. Il senso della costituzione è quello di fissare sulla carta il patrimonio comune di

una determinata comunità.

La costituzione può essere anche non scritta ma solamente materiale, un insieme di norme

costituzionali che sono condivise nel patrimonio di uno stato (inglese).

Il costituzionalismo ha sviluppo storico, quello moderno c’è dal 17esimo secolo, nacque

dalle rivoluzioni inglesi e prese forma nel 18esimo secolo tramite le costituzioni scritte delle

colonie americane (fine 700) e con la costituzione americana del 1787.

Le prime costituzioni che conosciamo sono quelle delle colonie americane (rigide)

Le prime costituzioni in Europa furono quella francese (1791), legate a momenti di rottura

dello stato, crisi di potere del re.

Il movimento rivoluzionario porta con sé la classe borghese che pretende di essere

rappresentata in parlamento, il re deve essere sottoposto alla legge -> metodo rivoluzionario

e violento, che porta alla separazione dei poteri, prevalenza della legge e raggiungimento di

nuovi traguardi.

Sono costituzioni instabili e ne susseguono di diverse.

Dopodiché si arriva a una nuova ondata di costituzioni, chiamate OTTRIATE, concesse dal re

(diversamente da oggi che sono quasi tutte votate e rigide) e flessibili. Il re concede carte

costituzionali (simili a statuti). Anche lo statuto albertino (1848) fu concesso dal re e fa

parte delle costituzioni ottriate. Questi statuti parlano di diritti di prima generazione che

hanno a che fare con il riconoscimento della persona in una sfera intangibile, consistono

nell'estensione del potere pubblico nella sfera privata, lo stato non deve intervenire nel

privato -> libertà negativa (proprietà privata). Altre libertà tipicamente negative sono: la

libertà di pensiero, libertà personale, libertà agli arresti.

Prima il re poteva decidere tutto e invece con la separazione dei poteri il re non ha tutto il

potere ma viene diviso in più soggetti, si può parlare di libertà personale, perché così

l’individuo è libero da cose ingiuste

La divisione dei poteri è formata da: potere legislativo (svolto dal Parlamento che formula

norme), potere esecutivo (re o governo che applicano le leggi) e potere giudiziario

(magistratura che controlla il rispetto delle norme).

Le costituzioni si arricchiscono in termini di contenuti. Le tipologie delle costituzioni

cambiano e anche i contenuti. In Italia alla fine della 2 guerra mondiale c’è una nuova

ondata di costituzioni, tra la 1 e la 2 guerra mondiale ci sono stati movimenti di

rivendicazioni importanti, le pretese erano da parte del popolo,operai e contadini. 3

Il costituzionalismo è legato alla pretesa di integrazione di una parte di cittadini nella

comunità; i cittadini trovarono frutto con il costituzionalismo dopo la 2 guerra mondiale.

Nel 1948 ci fu la prima costituzione italiana, costituzioni che garantiscono la separazione dei

poteri, sottoposizione del re alla legge, alcuni diritti e c’è pienezza per i cittadini, comprese le

donne, c’è un popolo nel vero senso delle parola, suffragio universale e quindi tutti sono

cittadini riconosciuti, cambia anche il concetto di uguaglianza nel concetto in cui non basta

dire che siamo tutti uguali davanti alla legge ma bisogna rendere concreta questa

uguaglianza di cui si parla eliminando tutti gli ostacoli e le differenze(tutti sono uguali non

solo in modo formale ma anche sostanziale).

Lo stato che conosciamo oggi è uno stato pluriclasse, complesso a livello sociale, sono tutti

inclusi e tutti hanno diritto di voto, nessuno deve essere escluso; i partiti hanno un ruolo

centrale in quanto fanno da tramite tra le istituzioni e il popolo; questo pluralismo prevede

anche un pluralismo politico, sindacati che tutelano i lavoratori (il diritto sindacale è

essenziale nella misura in cui la classe operaia non ha voce in capitolo, i diritti sono

amplificati)

I diritti nelle costituzioni moderne diventano:

1. Prima generazione: diritti di libertà negative

2. Seconda generazione: diritti politici (voto)

3. Terza generazione: diritti sociali(sanità, lavoro, istruzione), sono nati dopo il 1929,

quando si capì che lo Stato dovesse intervenire nell’economia e garantire i servizi

pubblici essenziali.

Gli ordinamenti europei prendono coscienza del fatto che il tema sociale deve essere

centrale perché la crisi economica ha fatto emergere la distanza tra le classi sociali, la crisi

economica amplifica le distanze e fa emergere questo problema chiedendosi se lo Stato

deve intervenire, la crisi del 1929 porta a dire che lo Stato deve farsi carico del governo

dell’economia, regolare le manovre economiche, offrire servizi che diventano diritti 3

generazione chiamati diritti sociali che presuppongono l’intervento dello Stato perché si

tratta di distanze per cui serve che lo stato predisponga mezzi, strutture e finanziamenti (

sanità e istruzione).

Dopo la 2 guerra mondiale gli Stati sono democratici e le costituzioni sono liberali

democratiche.

Ci sono state altre ondate di costituzioni, dopo la dittatura della spagna e portogallo

nacquero costituzioni liberali democratiche, anche per i paesi dell’unione sovietica sono nate

le stesse costituzioni.

La costituzione inglese non è scritta, ciò significa che non è scritta perché fa parte dei paesi

di common law e il diritto ha origine consuetudinaria, le regole sono tali perché sono sempre

state tali, una norma esiste perché nel tempo si ripete sempre quel comportamento e i

soggetti che lo eseguono considerano quel determinato comportamento come una norma, 4

si ritiene che quel comportamento sia obbligatorio. Invece nei paesi di civil law il diritto viene

scritto e deciso da diversi soggetti che mettono per iscritto una determinata norma. Nei

paesi di common law il diritto nasce dal basso e viene approvato dai giudici. Per cose più

specifiche vengono considerate le raccolte di giurisprudenza. I giudici devono rispettare ciò

che ha detto il precedente del livello superiore perché è vincolante, il più alto è quello della

corte suprema che dà l'interpretazione che viene seguita dai giudici.

Nel Regno Unito, non hanno un documento formale che contenga leggi costituzionali, ma

possiedono un nucleo di norme che costituiscono l’ordinamento costituzionale dello Stato.

La sostanza dell’ordinamento costituzionale non comprende solo norme scritte. Le regole

che danno i caratteri genetici dell’ordinamento sono scritte ma potrebbero non esserlo, le

consuetudini ad esempio sono norme non scritte. Non tutto ciò che è scritto nella

costituzione dice qualcosa sul nostro patrimonio genetico. Alcune norme fondamentali sono

fuori dalla costituzione, come norme fondamentali che però sono leggi ordinarie.

L’ordinamento costituzionale è l’insieme di norme scritte e non che danno la struttura dello

Stato e il patrimonio genetico.

Se è vero che non tutti i paesi hanno una costituzione scritta e non tutti i paesi hanno un

ordinamento costituzionale liberaldemocratico, è altrettanto vero che:

- gli elementi della costituzione si possono trovare anche al di fuori di essa, nelle fonti dello

stesso rango: leggi costituzionali e consuetudini costituzionali.

- la costituzione è la legge fondamentale di uno stato, ma non tutte le sue parti sono

“fondamentali” allo stesso modo. Ci sono articoli che definiscono l’anima dello stato, altri

articoli che regolano aspetti più pratici e tecnici.

- le regole che definiscono come funziona uno Stato non sono solo quelle scritte nella

costituzione. Ci sono anche: leggi ordinarie molto importanti, prassi, principi generali.

Ci possono essere sia norme fondamentali (danno un’identità allo Stato) sia non

fondamentali (regolano dettagli tecnici).

Il potere costituente è l’esercizio massimo di sovranità, si è sviluppato dal 2 giugno 1946

quando si è scelta la repubblica. Questo potere ha funzione genetica perché crea la

costituzione.

Potere costituito è quel potere che viene eseguito entro i limiti della costituzione vigente

(parlamento e governo), non ha potere genetico, si esercita nel rispetto della costituzione e

del suo mantenimento. Questo potere non può modificare i principi fondamentali. È un

potere derivato, limitato e vincolato dalla costituzione.

L’Assemblea costituente era simile al potere costituente tranne che per la scelta della

repubblica che è stata scelta tramite un potere costituito. 5

DIRITTO PUBBLICO E DIRITTO PRIVATO:

- Diritto pubblico Ciò che è affidato al potere pubblico in quanto essenziale

- Diritto Privato Ciò che è affidato all'autonomia dei privati, regolano i propri rapporti

attraverso contratti. (Anche quando ci si affida ai privati, lo stato non è del tutto assente, ma

si limita a definire il quadro generale)

Si considerano appartenenti al diritto pubblico:

- Diritto costituzionale - D.Processuale Civile

- D.Parlamentare - D.Tributario

- D.Regionale - D.Ecclesiastico

- D.Amministrativo - D.Penale 6

LO STATO COME COMUNITA’ POLITICA SOVRANA: (CAPITOLO 2)

Ordinamento giuridico statale: lo stato è nato nel 17° secolo. Si è sviluppato nel tempo

diventando democratico. E’ più complesso e si impone verso gli altri ordinamenti giuridici.

L’ordinamento giuridico più importante è quello dello stato.

E’ formato da: (permettono di imporsi sopra agli altri)

1. Politicità: lo stato è politico; proprio perché tende a imporsi sugli altri potenzialmente può

assumere la cura di qualsiasi interesse generale, può regolamentare qualsiasi interesse che

riguarda la convivenza tra i membri della società. Lo stato cerca di sottoporre i diversi

ordinamenti, alle sue regole.

2. Sovranità: lo stato si impone in una situazione di sovranità. Supremazia rispetto agli

ordinamenti giuridici del territorio e rispetto ad ogni altro potere. Indipendenza rispetto a

poteri esterni. Lo stato internamente ha il monopolio della forza. (interna)

Può anche essere esterna: capacità di resistere alla sovranità esercitata da altri stati.

Nessuna organizzazione statale o parastatale si pone sopra lo stato.

Questo monopolio della forza esercitato dallo stato può essere:

- monopolio della forza in forma diretta: ovvero che lo stato istituisce tribunali e forze di

polizia

- monopolio della forza in forma indiretta

Si può parlare quindi di stato quando una popolazione stanziata su un territorio -

sottomettendosi ad un potere sovrano - dà vita ad un ordinamento rivolto a soddisfare i

suoi interessi generali (es. sicurezza interna, giustizia, ordine pubblico…)

Per far si che lo stato esista, ci devono essere tre elementi fondamentali, che sono:

- Popolo: una comunità di persone legate da una cittadinanza comune

- Territorio: un’area geografica definita.

- Governo: un apparato organizzativo che esercita il potere sovrano

Un popolo privo di territorio (es, Rom) non costituisce uno stato. Un popolo stanziato su un

territorio ma privo di governo, non è uno stato.

Solo gli stati che posseggono la sovranità possono dare e avere una costituzione.

Altri ordinamenti possono avere un loro documento fondamentale che assolve alla stessa

funzione, ma non può parlarsi di costituzione.

Nell’ordinamento italiano la sovranità appartiene al popolo. Infatti, il popolo è:

- fonte di legittimazione di ogni potere statale

- ed è titolare dei poteri sovrani

L’esercizio della sovranità, riscontra dei limiti:

- limiti di fatto: derivano dallo sviluppo delle tecnologie informatiche e dai processi di

globalizzazione, che rendono difficile il controllo degli stati sia sulla circolazione delle

informazioni sia su quella dei beni, capitali e persone. 7

- limiti giuridici: la sovranità può essere limitata facendo parte di organizzazioni

internazionali, come l’ONU, che mirano alla coesistenza pacifica tra gli stati.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Filippo230406 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Domenicali Caterina.
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