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Autorità preposte e relativi controlli ufficiali in Italia

Ministero della Salute: Cui sono attribuite le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute umana, di coordinamento del Sistema Sanitario Nazionale, di sanità veterinaria, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, di igiene e sicurezza degli alimenti.

Regioni e Province Autonome: Hanno compiti di indirizzo e coordinamento delle attività territoriali delle singole ASL/ASLs. Pianificano, programmano ed eseguono i controlli ufficiali sugli OSA a livello locale.

Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS): Appartenenti al comando carabinieri per la tutela della salute, in dipendenza funzionale dal Ministro della Salute - con la doppia qualifica di ispettori sanitari e di ufficiali di polizia giudiziaria - svolgono attività investigativa e di controllo sull'intero territorio nazionale nelle aree degli Alimenti e Bevande nonché in quella della Sanità Pubblica.

Servizi di...

IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE (SIAN) Deputati alla verifica preliminare dei requisiti edilizi dell'insediamento di imprese alimentari, nonché di formazione e sorveglianza in specie delle tossinfezioni alimentari oltre al controllo delle acque destinate al consumo umano e più in generale all'igiene della nutrizione REGIMI DI QUALITÀ DOP e IGP Marchi protetti dal reg. UE 1151/2012 DOP= denominazione di origine protetta, è un nome che identifica un prodotto - Originario di un luogo, regione o paese - La cui qualità o caratteristiche sono dovute ad un particolare ambiente geografico e ai suoi intrinseci fattori naturali o umani - In cui tutte le fasi di produzione si svolgono in una zona geografica delimitata. IGP= indicazione geografica protetta e identifica un prodotto - Originario di un dato luogo, regione, paese - Alla cui origine geografica sono attribuiti una data qualità, reputazione o caratteristiche specifiche.
  • altrecaratteristiche
  • La cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata.
  • La differenza tra le due deriva dal fatto che, mentre nella DOP le caratteristiche del prodotto derivano totalmente o essenzialmente da un particolare ambiente geografico, non si può dire la stessa cosa della IGP in cui tale fattore non è vincolante come nelle DOP in cui caratteristiche come gusto, colore o aroma derivano dall'ambiente stesso.
  • Inoltre, nelle DOP è obbligo che tutte le fasi di produzione avvengano nell'ambiente geografico delimitato.
  • In entrambi i casi però è presente una forte relazione tra il prodotto, il territorio e la qualità finale. Infatti, per autorizzare un prodotto di questo genere è d'obbligo presentare richieste con una serie di documenti, tra cui il disciplinare di produzione contenente tutte le info sul prodotto, sulle sue caratteristiche e sui processi annessi, da rispettare in
senso stretto. Il Disciplinare di produzione è un documento redatto dall'associazione o dal consorzio richiedente la registrazione di un marchio di tutela di qualità, comprendente una serie di informazioni dettagliate relative al prodotto e al metodo di produzione (denominazione, descrizione del prodotto, ecc.) incluse eventuali norme specifiche di etichettatura e la descrizione precisa della delimitazione geografica. Inoltre dovrà esporre il legame del prodotto con la sua origine geografica. Il disciplinare, oltre a dover essere rispettato nelle produzioni, ha anche la funzione iniziale di essere uno dei documenti fondamentali richiesti ai richiedenti del marchio. Tale valutazione preliminare viene inoltrata al MiPAAF e, in caso di esito positivo interno, verrà inviato alla Commissione. Importante anche la denominazione STG ovvero le specialità Tradizionali Garantite possono usufruire di tale nomea i prodotti agricoli o alimentari ottenuti con un metodo di produzione.

trasformazione o composizione che corrisponda ad una pratica tradizionale oottenuti da materie prime ed ingredienti tradizionalmente usate. Sono STG ad esempio lapizza napoletana o la mozzarella.

Direttive e regolamenti sui vini in Italia e la denominazione DOC

La normativa che disciplina i vini a denominazione è il 1308/2013 che ha come obiettivo laprotezione dei legittimi interessi di consumatori e dei produttori e la promozione dellaproduzione di prodotti di qualità.

In particolare con la denominazione DOC, denominazione di origine controllata, fanno partequei vini certificati da un organismo di certificazione attraverso un esame chimico-fisico eorganolettico (insieme alla DOCG è una denominazione specifica tradizionale utilizzata inItalia per identificare i prodotti vitivinicoli DOP).

Sono quindi prodotti con determinate caratteristiche dovute a un ambiente geografico,ottenuti esclusivamente in quella zona.

Mentre la denominazione IGP di un vino è riferita a

Una regione o luogo che designa un prodotto avente delle caratteristiche attribuite a quell'area proveniente per almeno l'85%. Spetta alla Commissione europea riconoscere questa menzione.

OCM vino, organizzazione comune del mercato vitivinicolo, è la misura che concede finanziamenti e contributi per i prodotti vitivinicoli in Italia regolamentazione unica dell'unione europea che disciplina il comportamento vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende del settore.

A partire dal 1° gennaio 2023, secondo quanto previsto dai regolamenti PAC 2023-2027 e al termine di un periodo transitorio nel quale i produttori avranno il tempo di adeguare i loro prodotti, anche le etichette del vino riporteranno i valori nutrizionali e la lista degli ingredienti (nessun obbligo di menzione alla cancerogenicità dell'alcol).

Normativa Mangimi

Definizione

Qualsiasi sostanza o prodotto, compresi gli additivi, trasformati,

Parzialmente trasformati, e non trasformati, destinati alla nutrizione per via orale degli animali. Prodotti tipo capsule, polveri, boli, sciroppi, gomme da masticare e anche l'acqua non sono considerati alimenti per animali.

Possono essere:

  • Mangimi Composti -> miscela di almeno due materie prime per mangimi contenenti o non additivi, destinati come alimentazione animale per via orale sotto forma di mangimi completi o complementari
  • Mangimi completi -> mangimi composti che per loro composizione sono sufficienti per una razione giornaliera
  • Mangimi complementari -> mangimi composti, con contenuto elevato di talune sostanze ma che per loro composizione non sono sufficienti per una nozione giornaliera ma devono essere usati insieme ad altri mangimi
  • Mangimi minerali -> mangimi complementari, contenenti almeno 40% di materia grezza
  • Mangimi di allattamento -> mangimi composti (secchi o diluiti) per giovani animali come complemento o sostituzione del latte materno post colostro
intolleranze e che sia presente nel prodotto finito, anche se in quantità minime.4. Quantità netta del prodotto.5. Data di durabilità minima (DDM) o data di scadenza.6. Condizioni di conservazione e/o utilizzo del prodotto.7. Nome o ragione sociale e indirizzo del produttore o del confezionatore.8. Paese di origine o luogo di provenienza, se diverso dall'indirizzo del produttore o del confezionatore.9. Modalità di utilizzo del prodotto, se necessario per garantire un uso corretto.10. Valori nutrizionali del prodotto, se richiesti dalla normativa.11. Eventuali avvertenze o precauzioni d'uso.12. Numero di lotto o codice di identificazione del prodotto. Per ulteriori informazioni consultare il Regolamento UE 1169/2011.intolleranze,presente nel prodotto finito o presente nella sua preparazione, anche in forma alterata. 4. La quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti. 5. La quantità netta dell'alimento. 6. Il TMC o la data di scadenza. 7. Le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni di impiego. 8. Il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dell'operatore del settore alimentare come da art. 8 (quindi in questo caso è responsabile colui con cui il prodotto viene commercializzato e non per forza l'OSA dell'azienda alimentare produttrice). 9. Il paese di origine o luogo di provenienza ove previsto (ad esempio se la sua omissione può trarre in inganno il consumatore, oppure per le carni, o quando il paese di origine o luogo di provenienza di un in alimento non è lo stesso del suo ingrediente primario). 10. Le istruzioni d'uso in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato. 11. Per le bevande checontengono più di 1,2% di alcol in volume, è necessario indicare il titolo alcolometrico.

12. Una dichiarazione nutrizionale (dal 2016).
=nello stesso campo visivo

ART. 19 REG UE 1169/2011 OMISSIONE DELL'ELENCO DEGLI INGREDIENTI

Per i seguenti alimenti non è richiesto un elenco degli ingredienti:
- gli ortofrutticoli freschi, comprese le patate, che non sono state sbucciate o tagliate o che non hanno subito trattamenti analoghi;
- le acque gassificate
- gli aceti di fermentazione provenienti esclusivamente da un solo prodotto di base, purché non siano stati aggiunti altri ingredienti;
- i formaggi, il burro, il latte e le creme di latte fermentati, purché non siano stati aggiunti ingredienti diversi dai prodotti derivati dal latte, gli enzimi alimentari e le colture di microrganismi necessari alla fabbricazione o ingredienti diversi dal sale necessario alla fabbricazione di formaggi che non siano freschi o fusi;
- gli alimenti che comprendono un solo
  1. ingrediente a condizione che:
    • la denominazione dell'alimento sia identica alla denominazione dell'ingrediente;
    • la denominazione dell'alimento consenta di determinare chiaramente la natura dell'ingrediente;
  2. Carni tracciabilità e rintracciabilità
    • Per alcune carni è obbligatorio indicare il paese di origine o il luogo di provenienza: carni di animali di specie suina, specie ovina o caprina, di volatili, fresche, congelate o refrigerate.
    • Per la carne bovina l'obbligo di indicazione d'origine era già obbligatorio a seguito dell'encefalopatia spongiforme bovina (reg 1760/2000) il quale istituiva dei mezzi per identificare i singoli animali con basi di dati informatiche, passaporti per animali, registri aziendali e marchiature.
  3. Ingrediente
    • Qualsiasi sostanza o prodotto, compresi aromi, additivi e gli enzimi alimentari e qualunque costituente di un ingrediente composto usato nella fabbricazione
Dettagli
Publisher
A.A. 2022-2023
27 pagine
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SSD Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Emmef95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e agroalimentare. e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Perani Daniela.