A
ovvero la rotazione fuori dall’asse dell’utensile,
che aumenta sensibilmente la grandezza della
cuspide. Per ognuno di ques: tre parametri si
può s:mare l’altezza della cuspide ( ) con la
&
formula riportata in figura. Di fa0o, in questo
caso, si altera la finitura superficiale del
componente lavorato. Per o0enere una finitura
superficiale migliore si suggerisce di u:lizzare una
fresa in metallo duro integrale (in quanto in tal
modo si va a ridurre il run-out dell’utensile),
u:lizzare mandrini ad elevata precisione, per lo
stesso mo:vo, ed u:lizzare uno sbalzo (distanza tra tagliente e afferraggio nel mandrino della
macchina) che sia il minore possibile, in modo da evitare vibrazioni o deflessioni degli utensili.
Fresatura di spallamenA su pareA molto so9li (thin deflecAng walls) :
3) Per questa :pologia si intende la lavorazione di
spallamen: che abbiano un rapporto
altezza/spessore rido0o (inferiore di 15:1),
moderato (inferiore di 30:1) o molto ampio
(maggiore di 30:1). In questo caso le strategie di
lavorazione variano in base all’altezza e spessore
delle pare:; il numero di passate è determinato
dalla profondità di taglio assiale. 57
Solitamente si u:lizza una strategia a zig-zag (come riportato nella
figura a lato): si lavora un lato della parete con passate non sovrapposte
e lo si ripete sul lato opposto, lasciando una certa tolleranza su
entrambi i la: in modo tale da generare un processo di finitura
successiva. Di fa0o si va ad implementare una rou:ne ad “albero di
natale” alternando le diverse passate. In questo caso si generano minori
forze di taglio.
Spianatura (face milling) :
La spianatura include al suo interno:
A) Spianatura generale (general face milling);
B) Fresatura ad eleva: avanzamen: (high-feed milling);
C) Spianatura pesante (heavy-duty face milling).
A) General face milling :
La spianatura è uno dei processi più u:lizza: nella fresatura e può essere eseguita u:lizzando una
vasta gamma di utensili. Solitamente le frese con angolo di registrazione di 45 gradi sono quelle più
u:lizzate, ma si u:lizzano anche frese con inser: rotondi o frese per spallamen: reB.
Angolo di registrazione:
É l’angolo tra il tagliente principale dell’inserto e la superficie del pezzo. Esso incide molto sullo
spessore del truciolo e sulle forze di taglio, quindi anche sulla durata dell’utensile.
Si u:lizzano angoli di registrazione di 90 gradi nel caso di spallamen: di 90
gradi alla base, mentre nel caso di angoli di registrazione inferiori (45 o 10
gradi), potrò u:lizzare tali utensili solo per andare ad eseguire lavorazioni di
spianatura. Quando si riduce l’angolo di registrazione si riduce lo spessore
del truciolo per un determinato avanzamento per dente; in tal modo si
aumentano anche gli avanzamen: della tavola durante la lavorazione. Nel
caso di angoli di 90 gradi la fresa (a 90 gradi) genera forze radiali nella
direzione di avanzamento, ciò significa che la superficie lavorata non è
esposta ad alcuna forza assiale elevata; in tal modo si favorisce la fresatura
di pezzi con stru0ura debole, parete soBle o fissaggi instabili. Nel caso di
angoli di 45 gradi la fresa è ada0a per operazioni di spianatura di :po
generale in quanto vi è un buon bilanciamento tra forze di taglio radiali ed
assiali. Inoltre, sono richieste anche minori potenze della macchina per
eseguire le lavorazioni necessarie. Le frese con angoli di 10 gradi vengono
u:lizzate nel caso di avanzamen: eleva: o su frese che prevedono strategie
a “tuffo”. In questo caso si generano trucioli molto soBli, che quindi 58
consentono di raggiungere degli avanzamen: per dente molto eleva: con piccole profondità di
taglio; Di fa0o lavoro con avanzamen: eleva: della tavola di movimentazione del pezzo, riducendo
sensibilmente i tempi di lavorazione, a fronte però di profondità di passata inferiori rispe0o ad una
fresa con angolo di registrazione di 90 o 45 gradi.
Di seguito alcuni suggerimen: nell’applicazione di tale :po di fresatura:
• Durante la fresatura, se possibile, si deve evitare di andare a creare degli ingressi e uscite
intermi0en: del tagliente, in modo da evitare la ro0ura dello stesso; si evita quindi di fresare
sulle interruzioni del pezzo. Nel caso questo non fosse possibile, si deve ridurre
l’avanzamento del 50% sull’area del pezzo contenente tali interruzioni, in modo tale da
mantenere trucioli soBli nel taglio;
• È sempre meglio u:lizzare una fresatura concorde per una bona formazione dei trucioli;
• È bene prevedere degli ingressi e uscite sul pezzo che siano di :po incrementale, evitando di
entrare dire0amente sul pezzo andando a “sba0ere” l’utensile sul pezzo stesso, ma
favorendo invece un suo ingresso graduale.
B) High-feed milling :
Viene uAlizzata per lavorare materiali come alluminio e ghisa, per i quali si possono uAlizzare
velocità di taglio superiori a 1000 m/min, o<enendo degli avanzamenA (feed) della tavola
molto elevaA. Per questo è anche chiamata lavorazione ad alta velocità (high speed
machining, HSM). È anche possibile svolgere spianatura con avanzamenA per dente molto
elevaA (fino a 4 mm per dente) quando si uAlizzano frese con bassi angoli di registrazione.
C) Heavy-duty face milling :
Tale applicazione include la sgrossatura di semilavora: forgia:, lavora: a caldo o di pezzi fusi.
Vengono rimosse grandi quan:tà di materiale generando elevate temperature ed eleva:ssime forze
di taglio. Vi sono quindi carichi eleva: sul tagliente principale ed un’usura angolare dovuta alle
scaglie abrasive quando la velocità di taglio si avvicina a zero. In tal caso è consigliato l’u:lizzo di
utensili con angoli di registrazione di 60 gradi, in modo tale da avere buone profondità di taglio, forze
di taglio costan: ed un effe0o di assoBgliamento del truciolo, che consente di u:lizzare elevate
velocità di avanzamento se comparato ad angoli di 90 gradi.
Profilatura (profile milling) : É una delle tecnologie più u:lizzate nella fresatura qualora si
vogliano o0enere delle forme complesse. Si u:lizzano delle
frese con inser: rotondi per andare a svolgere operazioni di
sgrossatura o semi-sgrossatura, mentre si u:lizzano frese a
candela con testa sferica per operazioni di finitura o
superfinitura. La profilatura comprende quindi l’u:lizzo di
frese mul:asse (a 3 o 5 assi) proprio per la realizzazione di
forme complesse. 59
Più grande è il componente e più complicata è la lavorazione da realizzare, più diventa importante la
pianificazione del processo. In par:colar modo nella profilatura si hanno diversi step di lavorazione:
Una sgrossatura (roughing), una semi-finitura (semi-finishing) ed una finitura (finishing). Nella
sgrossatura si u:lizzano anche in questo caso degli utensili sferici per mantenere pressoché costante
lo spessore del sovrametallo. Nella successiva operazione di semi-finitura si u:lizza un utensile
sferico per andare a lasciare una quan:tà di sovrametallo costante, che è la chiave per un successivo
buon processo di finitura. I diversi step (A=sgrossatura, B=semi-finitura, C=finitura in figura sono):
tuB e tre u:lizzano un utensile sferico. In
questo caso il sovrametallo costante viene
u:lizzato come criterio per avere una
produBvità elevata e regolare. Per raggiungere
la massima produBvità in queste operazioni è
importante ada0are le dimensioni della fresa
alle specifiche operazioni. Non è de0o che vi sia
un cambio utensile tra due operazioni con:gue.
L’Ideale è generare un sovrametallo
uniformemente distribuito sul pezzo in modo
tale da avere pochi cambiamen: nel carico e nella direzione di lavoro per ogni utensile u:lizzato.
Di seguito si riporta una tabella con vari utensili per i diversi processi di profilatura appena vis:, a
seconda delle cara0eris:che che si vogliono o0enere: 60
La finitura del pezzo lavorato dipende da:
• Dimensioni e :pologia di utensile;
• Passo radiale tra le diverse passate (overlap between toolpaths);
• Direzione di taglio (direc:on of cut), concorde o discorde.
La soluzione oBmale consiste nell’u:lizzare una direzione di taglio normale alla superficie da
lavorare, andando a generare dei percorsi utensile che seguano l’orientazione della superficie. Per
superfici free-form questo è molto difficile, ma u:lizzando dei soYware per la generazione di percorsi
utensile ciò è facilmente o0enibile andando a sfru0are le cara0eris:che geometriche del pezzo.
Quindi per superfici complesse, dove la normale alla stessa segue diverse direzioni punto per punto,
è importante generare percorsi utensile che seguano la superfice punto per punto proprio per
o0enere una finitura superficiale oBmale.
Ciò che è anche importante è garan:re un inserimento graduale dell’utensile all’interno del
componente da lavorare.
Nell’immagine sopra a sinistra si riporta l’esempio di un inserimento a tuffo nel pezzo con due diversi
livelli di lavorazione, con angolo di a0acco di 90 gradi; a destra si vede l’inserimento dell’utensile nel
pezzo mediante l’u:lizzo di una rampa inclinata di 5 gradi. Nel primo caso l’utensile entra in presa sul
pezzo in maniera completa, generando elevate forze di taglio in un brevissimo lasso di tempo,
proprio perché l’utensile entra tu0o in presa sul pezzo nello stesso istante di tempo. Nel secondo
caso, avendo un inserimento graduale dell’utensile nel pezzo, si generano delle forze di taglio non
così elevate. Il caso peggiore è quindi il primo, che di solito si cerca di evitare per le ragioni appena
discusse oltre che per non avere un’usura utensile precoce. Ciò che si fa di solito è andare a scegliere
in maniera opportuna lo step radiale dell’utensile (chiamato comunemente “AE”), ovvero non si ha
mai un AE pari esa0amente al diametro dell’utensile, ma si u:lizza al massimo una percentuale pari
al 95% di questo, appunto per non andare in presa con tu0o l’utensile nello stesso istante di tempo.
Quindi la rampa di ingresso è la strategia di ingaggio più u:lizzata qualora si voglia andare a realizzare
una tasca interna. Vi sono però altre :pologie di ingaggio utensile-pezzo da lavorare, come l’ingaggio
di :po tangenziale (lead IN/OUT). La rampa viene u:lizzata per operazioni di sgrossatura, quando
ancora abbiamo il blocco pieno di partenza. La strategia di ingaggio ad arco tangente invece si u:lizza
per andare a svolgere operazioni di finitura. In questo caso l’ingresso e l’uscita dell’utensile vengono
posiziona: nello stesso punto per evitare, ad esempio, di allungare il temp
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