Criterio costo ammortizzato
d. lgs. 139/2015: «il costo ammortizzato di un’attività o di una passività è il valore a
cui l’attività o la passività finanziaria è stata valutata al momento della rilevazione
iniziale al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall’ammortamento
cumulato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo sulla differenza tra il valore
iniziale e quello a scadenza, dedotta ogni riduzione di valore o per irrecuperabilità» >
modifica art. 2426 c.1, n. 1; n. 8 CC (per essere conformi ai principi contabili
internazionali ed europei).
I principi contabili internazionali (IAS 39) definiscono il costo ammortizzato di uno
strumento finanziario il valore a cui il medesimo è stato rilevato inizialmente, al netto
di eventuali rimborsi di capitale, aumentato o diminuito di qualsiasi differenza tra il
valore iniziale e quello a scadenza (variazione valore credito).
Crediti
Applicazione Debiti
Titoli di debito
Il costo ammortizzato va utilizzato in presenza di crediti, debiti e titoli caratterizzati da:
costi di transazione: costi marginali direttamente attribuibili all’acquisizione,
all’emissione o alla dismissione di un’attività o di una passività finanziaria. Un
costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l’entità non
avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.
ogni altra differenza tra valore iniziale e valore nominale a scadenza
Interessi non costanti durante il periodo
Altro elemento importante è verificare se il tasso di interesse desumibile dalle
condizioni contrattuali (tasso nominale) differisca dal tasso di mercato (tasso
effettivo), in quanto nel caso in cui non dovessero esserci significative differenze, non
occorre attualizzare il credito/debito. Tale valutazione può essere richiesta anche a
soggetti specializzati (vedi fattore temporale).
Rilevazione e valutazione:
all’inizio col valore effettivo al netto dei rimborsi
successivamente si determina delle variazioni (in aumento/in diminuzione)
dovuti alla differenza tra valore iniziale (valore effettivo) e quello a scadenza
che, per ogni anno, aumenta progressivamente fino a raggiungere il valore
nominale (criterio interesse effettivo > TIR, tasso interno di rendimento).
Nella sostanza, si tratta di una modalità di contabilizzazione che “ripartisce”
(ammortizza, distribuisce) i componenti di reddito connessi ad un’attività o passività
finanziaria in modo lineare lungo l’intera durata dell’operazione, nel rispetto del
principio della competenza economica.
Le fasi del processo di applicazione del criterio del costo ammortizzato
INIZIO
Il metodo del costo ammortizzato prevede che:
il valore di iscrizione iniziale di un debito sia rappresentato dal suo valore
nominale, al netto degli eventuali costi di transazione e di tutti i premi, gli
sconti, gli abbuoni direttamente derivanti dalla transazione che ha generato il
debito stesso; i costi di transazione sono rappresentati dai costi accessori
funzionali alla
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Costo medio ponderato (WACC)
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Appunti costo, ricavo, bilancio
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Economia politica - il costo della vita
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WACC, il costo del capitale