CONTROLLO QUALI-QUANTITATIVO DELLE PIANTE MEDICINALI,
AROMATICHE E LORO DERIVATI
ANALISI
Deriva da analýo che significa sciolgo, divido nei suoi componenti, risolvo, trovo la soluzione. L’analitica è
una disciplina che sviluppa e applica metodi, strumenti e strategie per ottenere informazioni sulla
composizione e natura della materia nello spazio e nel tempo. L’analisi qualitativa indica il riconoscimento
dei costituenti della sostanza o della miscela, l’analisi quantitativa indica la determinazione dei rapporti
quantitativi dei singoli costituenti (composizione). L’analisi quali-quantitativa può essere fatta sia sul singolo
PA che l’intera droga.
MEDICINALE
Ogni sostanza o composizione presentata come avente proprietà curative o profilattiche (preventive) delle
malattie umane o animali, nonché ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata
sull’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche,
esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.
Quindi il farmaco è una sostanza o miscela di sostanze aventi proprietà terapeutiche, preventive e
diagnostiche; possono avere un effetto curativo diretto sulla malattia oppure sui sintomi.
Il farmaco deve garantire sempre efficacia (effetto terapeutico, preventivo, diagnostico) e sicurezza
(perché potrei avere delle sostanze inquinanti per esempio), e il controllo di qualità garantisce che questi
due fattori siano garantiti.
PA: responsabile dell’attività farmaco-terapeutica.
Eccipienti: varie funzioni, ma non hanno generalmente attività farmacologica. Servono per veicolare o
rendere dosare il farmaco, privi di attività farmacologica.
Medicinale: può essere visto come PA + eccipienti, perché la specialità medicinale è l’insieme delle
componenti, con farmaco invece intendo il singolo PA. Nome di fantasia con il quale le industrie
farmaceutiche mettono in commercio un farmaco.
Droga (o sostanza grezza): parte di pianta o animale contenente i principi attivi.
Principio attivo: sostanza che induce effetti farmacologici (terapeutici e tossici). Può essere isolato come
“sostanza pura” dalla droga.
Pianta medicinale: ogni vegetale che contiene sostanze che possono essere usate a fini terapeutici o
preventivi o che sono i precursori di semisintesi chimico-farmaceutiche. Quindi non è usata solo a scopi
farmaceutici, ma anche come base di partenza per l’industria farmaceutica.
FARMACOPEA UFFICIALE (F.U.)
Codice farmaceutico, ovvero un complesso di disposizioni tecniche ed amministrative rivolte a permettere il
controllo della qualità dei medicamenti, sostanze e preparati finali, mediante l’indicazione di metodiche di
verifica analitica e tecnologica, delle specifiche di qualità, dei metodi di preparazione o della formulazione.
Si tratta di un testo normativo compilato da organismi statali di controllo, a carattere precettivo nei
confronti del servizio farmaceutico (c’è tutto quello che posso e non posso fare dal punto di vista
normativo).
Ogni stato ha una propria Farmacopea Ufficiale. Quella italiana (F.U.I) è istituita dal testo unitario delle
Leggi Sanitarie nel 1934. Viene redatta da una apposita commissione di esperti nominata dal Ministero
della Sanità. Ultima edizione XII, in vigore dal 31 marzo 2009. Quella europea (Ph.Eur.) ha lo scopo di
armonizzare i testi delle principali F.U. degli Stati europei e di individuare norme comuni riconosciute sulla
qualità dei medicamenti, per facilitare la libera circolazione dei prodotti medicinali in Europa ed assicurare
la qualità di quelli importati. L'edizione in vigore è la decima edizione, in vigore dal 2020.
In realtà ce n’è un’altra che comprende più paesi: ICH harmonisation for better health. Non è un testo ma è
declinata in linee guide. È stata istituita perlopiù per fini commerciali perché l’azienda che produce un
farmaco sottostando alle norme ICH può esportare in più paesi.
È composto da:
1) Capitoli generali
1. Prescrizioni generali della Farmacopea Europea e della Farmacopea Italiana
2. Metodi di analisi (apparecchiature, metodi generali fisici e fisico-chimici*, identificazione, saggi, saggi
limite, saggi biologici, dosaggi biologici, metodi generali di farmacognosia, saggi e procedimenti
tecnologici)
3. Materiali usati nella fabbricazione di contenitori e Contenitori
4. Reattivi
5. Argomenti generali
2) Monografie monografie generali, forme farmaceutiche, materie prime, preparazioni farmaceutiche
→
specifiche, preparazioni omeopatiche
3) Tabelle
4) Norme di buona preparazione dei medicinali in farmacia
5) Norme di buona preparazione dei radiofarmaci per medicina nucleare
*Saggi che valutano le caratteristiche chimico-fisiche: viscosità, punto ebollizione, densità, potere ottico
rotatorio, spettrometria, osmolalità…
Monografie
La Monografia è una "scheda" che riporta gli elementi identificativi di una data sostanza (caratteristiche,
proprietà, saggi identificativi, utilizzo, ecc.). La sezione ‘Monografie’ è articolata in:
- monografie;
- forme farmaceutiche;
- materie prime;
- preparazioni farmaceutiche specifiche;
- preparazioni omeopatiche.
Raccolgono tutte le informazioni per analizzare sia dal punto di vista quali e quantitativo quel determinato
prodotto. Per ogni singolo PA ci sono delle monografie generali che danno un’indicazioni che deve avere la
classe della sostanza (viene fatto per quando abbiamo le miscele, es. droghe vegetali), poi ci saranno le
monografie specifiche per quel determinato PA.
Un prodotto è di “qualità FUI” quando è conforme a tutte le specifiche descritte nella monografia.
CONTROLLO QUALI-QUANTITATIVO
Le autorità competenti (sanitarie) dei diversi Paesi, attraverso le Farmacopee, indicano oltre ai saggi di
identificazione, i requisiti minimi di qualità cui deve rispondere qualunque sostanza che venga adoperata
come tale o che entri a far parte di preparazioni impiegate a scopo terapeutico, sia in preparazioni
magistrali (preparate estemporaneamente dal farmacista), che in preparazioni officinali (ottenute da
industrie farmaceutiche). Le specifiche riportate nelle Farmacopee per le droghe vegetali, descritte nelle
singole monografie, costituiscono quindi la norma per esercitare i controlli di qualità delle droghe stesse.
Efficacia e sicurezza
Talvolta, le droghe vegetali morfologicamente corrispondono alla descrizione farmacognostica, ma non
possiedono gli effetti terapeutici o salutistici attesi. Ciò può essere causato da diversi fattori, quali
(efficacia):
– raccolta della droga in periodo diverso dal tempo balsamico;
– presenza nella droga di parti della pianta con minor contenuto o prive di principi attivi;
– invecchiamento eccessivo della droga un problema per quelle sostanze che si ossidano (magari si
→
formano prodotti non sicuri), come i polifenoli;
– cattiva conservazione luce, ossigeno. Devo lasciarli in una situazione di inerzia;
→
– presenza di chemiotipi, che vengono confusi con la specie richiesta es. malva e altea, zafferano e
→
zafferone.
Le droghe vegetali possono contenere contaminazioni chimiche, fisiche e microbiologiche che derivano da
(sicurezza):
– coltivazione e/o raccolta (es. fertilizzanti);
– successivi passaggi produttivi (lavaggio solo se serve, taglio, confezionamento perché i contenitori non
sono innocui, in quanto può rilasciare qualcosa nella mia sostanza oppure non protegge la sostanza e che
quindi viene contaminata);
– degradazione dei componenti della droga;
– sofisticazione della droga
Certificato di Analisi
Applicazione della procedura di notifica di etichetta di cui all’art. 7 del decreto legislativo n. 111/1992, ai
prodotti a base di piante e derivati aventi finalità salutistiche – prevede che “il campo di applicazione
dell’art. 7 del decreto legislativo è esteso anche ai prodotti contenenti solo ingredienti erboristici che
presentino requisiti di composizione compatibili con una finalità di tipo salutistico. La procedura di notifica di
etichetta consente al Ministero della salute di esaminarne la composizione e quindi anche di valutare
l’ammissibilità degli ingredienti in questione di cui devono essere fornite schede tecniche (Tabella 5.1) o
altra documentazione che ne attesti l’idoneità all’uso alimentare e, se del caso, la conformità alla
farmacopea ufficiale”.
La normativa unisce il prodotto ad uso alimentare (es. integratori alimentari) ed uso medicamentoso per far
produrre una scheda tecnica.
Saggi delle droghe vegetali nella monografia: elementi estranei, perdita all’essiccamento (per vedere il
residuo secco di acqua; la faccio in droghe che non hanno sostanze volatili che mi servono), acqua (vado a
dosare l’acqua direttamente per quelle droghe che hanno stanze volatili e non l’essicamento le perderei) ,
pesticidi, contaminazione microbica, ceneri totali, ceneri insolubili in acido cloridrico, indice di
rigonfiamento, indice di amarezza, metalli pesanti, aflatossine, contaminazione radiattiva.
Il controllo biologico è la controprova della bontà dell’analisi quali-quantitativa.
ANALISI CHIMICO-FISICHE
• Determinazione dell’umidità
Indica la quantità di acqua residua nelle droghe dopo l’essiccamento, è indice della buona conservazione e
conservabilità della droga. Un elevato contenuto di acqua ed una idonea temperatura dell’ambiente (locali
riscaldati, temperature estive) favoriscono, infatti, l’attivazione degli enzimi e quindi la possibilità di
alterazione dei principi attivi (idrolisi, ossidazione, polimerizzazione ecc.) e la proliferazione di organismi
viventi (funghi, muffe, insetti). Un contenuto di acqua eccessivo può portare alla degradazione della materia
prima (contaminazione microbiologica, perché i microrganismi amano l’acqua). Un eccesso porta anche
una minore effetto terapeutico. Il metodo riportato dalla Farmacopea Europea (Ph. Eur.) prevede la
determinazione della perdita di acqua per essiccamento. Una quantità pesata di droga polverata, posta in
capsula tarata, viene introdotta in stufa a 105 °C per almeno un’ora e quindi pesata per determinare la
perdita di acqua durante l’essiccamento. Il procedimento viene ripetuto finché si ottiene un peso costante in
due pesate consecutive. Dalla riduzione di peso si risale alla percentuale di umidità.
Attenzione:il valore può essere falsato dalla perdita di principi attivi volatili nel caso di droghe contenenti
essenze, balsami, resine.
• Determinazione delle ceneri
La determinazione delle ceneri può essere importante non tanto per l’identificazione della droga, quanto
per riconoscere eventuali contaminazioni o sofisticazioni con materiale inorganico (rimane quindi la parte
inorganica (sali minerali e silicati), possono però rimanere anche contaminanti). Una quantità pesata di
droga viene posta in un crogiuolo tarato (è metallico, molto più resistente della capsula) e quindi mantenuta
in muffola per diverse ore. La temperatura della muffola viene gradualmente innalzata fino a 800-1000 °C. Il
residuo, costituito da ossidi e carbonati dei metalli presenti (Na, K, Ca, Mg ecc.) viene pesato e rimesso in
muffola finché due pesate consecutive sono uguali. La percentuale di ceneri così ottenuta costituisce le
ceneri totali. L’incenerimento non è altro che una reazione di combustione, quindi di ossidoriduzione,
catalizzata dall’ossigeno, e formando CO e H O.
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Attenzione: il valore può essere falsato nelle droghe con alto contenuto di ossalato di calcio (es. rabarbaro
cinese). Le ceneri totali, trattate con HCl, danno un residuo di ceneri acido-insolubili costituite
generalmente da silice.
Quindi la differenza del residuo ceneri e del residuo in HCl mi darà la parte inorganica.
ANALISI DEI PRINCIPI ATTIVI
Metaboliti primari
• Lipidi
• Carboidrati
• Proteine
• Acidi nucleici
Sono i componenti indispensabili per la crescita della pianta perché intimamente coinvolti nei processi
essenziali per la vita. Giocano un ruolo fondamentale a livello strutturale e metabolica cellulare. In molti
casi si estraggono dalle piante superiori a scopo commerciale (campo industriale, alimentare). Sono
prodotti impiegati in campo industriale (anche farmaceutico) e alimentare allo stato grezzo o semilavorato.
Metaboliti secondari
I metaboliti secondari non hanno una apparente funzione nel metabolismo primario della pianta (es:
fotosintesi e respirazione). Sono composti spesso cellula/tessuto o organo specifici che possono essere
sintetizzati dai metaboliti primari costitutivamente a livello basso ma che possono subire incrementi in
seguito a risposte esterne come regolatori della crescita, condizioni di stress biotici o abiotici piuttosto che
fasi di sviluppo e stagionalità. Possono svolgere diverse funzioni:
- filogenetica;
- ecologica (attraenti impollinatori);
- adattatori chimici (a particolari condizioni di stress)
- prodotti di difesa (insetticidi, deterrenti fogliari).
N.B: Chemiotassonomia classificare le piante in base ai costituenti secondari presenti
Sia metaboliti primari rispetto a secondari hanno una struttura molecolare più semplice.
Metaboliti secondari:
• Terpeni
• Fenoli
• Alcaloidi
• Glicosidi
• Steroidi
• Cumarine
• Statine
• Antracicline
• Antrachinoni
NBP (norme di buona preparazione) DEI MEDICAMENTI IN FARMACIA
Il certificato di analisi, datato e sottoscritto dal responsabile di qualità del produttore, deve riportare:
• la rispondenza ai requisiti di farmacopea o alle specifiche di qualità del produttore,
• la data limite di utilizzazione e/o di rititolazione,
• le condizioni di conservazione e di manipolazione,
• le eventuali impurezze presenti e la loro concentrazione.
Nel 2018 viene emanato un decreto legislativo sulle piante ammesse (quindi viene normato), in particolare
dice: “Ai fini del presente decreto, per piante officinali si intendono le piante cosiddette medicinali,
aromatiche e da profumo, nonché le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati ai medesimi usi. Le
piante officinali comprendono altresì alcune specie vegetali che in considerazione delle loro proprietà e
delle loro caratteristiche funzionali possono essere impiegate, anche in seguito a trasformazione, nelle
categorie di prodotti per le quali ciò è consentito dalla normativa di settore, previa verifica del rispetto dei
requisiti di conformità richiesti.” “Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente decreto la vendita al
consumatore finale e le attività successive alla prima trasformazione che rimangono disciplinate dalle
specifiche normative di settore. Sono altresì escluse le preparazioni estemporanee ad uso alimentare,
conformi alla legislazione alimentare, che sono destinate al singolo cliente, vendute sfuse e non
preconfezionate, e costituite da piante tal quali, da sole o in miscela, estratti secchi o liquidi di piante. Tali
preparazioni sono consentite, oltre ai farmacisti, a coloro che sono in possesso del titolo di erborista
conseguito ai sensi della normativa vigente”
Lo scopo di questa normativa è conferire la sicurezza dei prodotti ad uno salutistico.
Una sostanza inserita nell’allegato (es. liquirizia) usata come sostanza alimentare deve avere la scheda
tecnica prevista dalla farmacopea. (allegato 1 del DM del 2018)
Mentre per la vendita al singolo cliente, come la bancarella, non è necessario fare la scheda tecnica, la
fanno le aziende.
Gli integratori riportano le componenti nei valori nutrizionali. Viene titolato solo il componente con il
principale effetto farmacologico (non c’è obbligo del produttore di titolare tutte le componenti) ed indica
anche le indicazioni terapeutiche.
METODI DI ANALISI
Metodo analitico: un processo che può essere usato per fornire informazioni analitiche.
Metodi analitici:
- chimici (reazioni con reagenti) DISTRUTTIVI (distruggono il campione) le reazioni chimiche sono
→
dovute allo spostamento di un equilibrio. Sono regolate da: acido/base, ossidoriduzioni, di
complessazione, di precipitazione, sviluppo di gas, di distribuzione di fase.
- chimico-fisici (reazioni senza reagenti) DISTRUTTIVI E NON elettrochimici (polarografia,
→
elettrogravimetria, coulombometria (Coulometria), conduttometria, amperometria, potenziometria
(pHmetro)), cromatografici, spettrometrici di massa , termoreazioni (termogravimetria), fotoreazioni.
- fisici (senza reazioni) NON DISTRUTTIVI osservazioni dirette: caratteri organolettici, aspetto, forma,
→
colore (ispezione della droga). Misure Estensive: massa, dimensioni. Misure Intensive: densità,
proprietà elettriche (costante dielettrica), proprietà meccaniche (viscosità e durezza), proprietà
reologiche, cambiamenti di stato (fusione, ebollizione…), caratteri cristallografici, proprietà ottiche
(indice di rifrazione, polarimetria), proprietà spettrometriche (colorimetria, spettrofotometrie (UV, UV-vis,
IR), spettrometrie: (N.M.R., E.S.R, raggi X)), proprietà diffrattometriche, proprietà radiometriche.
Gli scelgo in base se devo quali o quantificare, in base ai costi, tempi, quelli distruttivi è meglio non farli con
campioni costosi o se ne ho poco, un'unica metodologia attraverso metodi analitici non è mai sufficiente per
accertare per certo (ragionevole certezza) una determinata sostanza a livello quali-quantitativo (forse
quantitativo sì, ma qualitativo no).
Il segnale analitico è l’espressione di una informazione
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