Impresa
Impresa è un sistema: insieme di elementi integrati e interdipendenti. Economico: cioè finalizzato a soddisfare bisogni attraverso l’impiego di risorse limitate perché in continuo rapporto di scambio con l’ambiente esterno. Aperto: in quanto sistematicamente in evoluzione. Dinamico: Gli elementi possono essere di capitale tangibile o intangibile e sono integrati nel senso che uno completa l’altro come necessità nella produzione. Sono interdipendenti perché esiste una sequenza in cui questi elementi si combinano.
È un sistema economico perché il suo fine è produrre per soddisfare bisogni economici. Gli individui sono disposti a pagare un prezzo per ottenere il soddisfacimento di questo bisogno attraverso il consumo di beni e servizi. L’impresa decide di produrre beni e servizi utilizzando delle risorse limitate quindi l’impresa in ogni momento deve individuare quel set di prodotti adatti a soddisfare i bisogni che si è prefissa di soddisfare sul mercato. L’impresa deve utilizzare le risorse in modo ottimale cioè produrre il più possibile. Il termine economico contiene i concetti fondamentali di efficacia ed efficienza. L’efficacia è raggiungere l’obiettivo preposto. Scopo essenziale è sopravvivere perché l’impresa deve riuscire ad essere vitale sul mercato. Il primo scopo è azzeccare nella maniera più precisa possibile il match tra il bisogno che sul mercato rilevo e prodotto che vado a costruire per soddisfare questo bisogno. Essere efficaci vuol dire riuscire a vendere i propri prodotti come ci si era prefissi. Siccome le risorse sono limitate devo fare tutto questo nel modo più economico possibile dal punto di vista dell’efficienza.
È un sistema aperto perché deve acquisire delle risorse e riversare sul mercato i propri prodotti. È un sistema dinamico perché è in evoluzione, non funziona immutato per anni, ha bisogno delle revisioni sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista economico per adattarsi alle novità.
Processo di trasformazione
L’impresa combina fattori produttivi e li coordina cioè li fa arrivare nel processo di trasformazione nel momento adatto. La coordinazione e combinazione dei fattori la vedo nella composizione delle attività. Se devo produrre un bene o un servizio devo saper quantificare le attività che mi servono. Il processo di trasformazione genera valore per l’impresa. Il valore dei fattori produttivi in ingresso perché l’impresa funzioni dev’essere minore del valore dell’output. L’output dev’essere venduto a un prezzo sufficiente per remunerare tutti i fattori produttivi e garantire un ricavo che generi autofinanziamento per l’impresa.
Scambi impresa ambiente
Abbiamo degli scambi connessi con la produzione dell’impresa (materie prime, impianti, lavoro, capitale) e una serie di output che l’impresa produce con la finalità di metterli sul mercato. Esistono una serie di flussi sia in entrata che in uscita che non sono così evidentemente legati al processo di trasformazione ma che lo influenzano pesantemente (norme di legge sull’inquinamento, sicurezza qualità). Esistono anche vincoli sociali culturali e religiosi e conoscenze tecnologiche.
Operatività dell’impresa
L’azienda che opera con efficacia nel lungo periodo. È dotata di:
- Competitività duratura nel tempo
- Adeguata definizione del proprio business
- Sviluppo delle proprie competenze distintive
- Stabilizzata capacità dell’impresa di attrarre e trattenere i fattori produttivi a condizioni di mercato (remunerando congruamente i fattori produttivi)
Sotto il profilo economico finanziario l’operare efficace ed efficiente dell’impresa nel lungo periodo, dal punto di vista economico finanziario, si concretizza nel mantenere un equilibrio stabilizzato nel tempo. Tale equilibrio può essere letto in tre dimensioni: equilibrio economico, equilibrio finanziario, equilibrio patrimoniale.
Equilibrio economico
È misurato dalla relazione esistente tra: flusso di costi e flusso di ricavi. Flusso di ricavi > Flusso di costi = Utile esercizio. Flusso di ricavi < Flusso di costi = Perdita esercizio. L’impresa si trova in una situazione di equilibrio quando il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi e garantisce una adeguata remunerazione di tutti i fattori produttivi. Il risultato economico in queste condizioni non solo è positivo, dopo aver remunerato congruamente tutti i fattori produttivi, ma è anche determinato dalla gestione corrente (normale attività).
Equilibrio finanziario
È misurato dalla relazione tra flusso di entrate e flusso di uscite monetarie. L’impresa si trova in equilibrio quando il flusso delle entrate monetarie è costantemente in grado di fronteggiare il flusso delle uscite monetarie (liquidità). L’impresa che, in via normale, non è in grado di rendere equilibrate le entrate e le uscite monetarie può trovarsi nell’impossibilità di far fronte ai propri impegni finanziari (stato di insolvenza). L’equilibrio finanziario concerne anche la relazione esistente tra:
- Investimenti aziendali esistenti in un dato momento
- Le modalità di finanziamento, cioè di copertura, degli indicati investimenti (struttura)
Equilibrio quando le caratteristiche di investimenti e finanziamenti risultano omogenee.
Equilibrio patrimoniale
Riguarda la relazione tra le diverse fonti di finanziamento esaminate dal punto di vista della loro provenienza. Rapporti tra:
- Capitale proprio (capitale a pieno rischio)
- Capitale di terzi (capitale di debito)
La situazione patrimoniale di un’impresa in funzionamento è determinata da:
- Situazione patrimoniale precedente
- Flussi finanziari e flussi economici dell’esercizio
Quando una parte consistente delle fonti dovrebbe essere rappresentata da mezzi propri (o capitale proprio o capitale a pieno rischio) si dice che l’impresa è adeguatamente capitalizzata. L’eventuale squilibrio (sottocapitalizzazione) è massimo quando l’impresa non ha più capitale proprio.
Profilo economico finanziario
Il mantenimento nel tempo degli equilibri economico, finanziario e patrimoniale conferisce all’impresa le caratteristiche di:
- Economicità: quando si fa riferimento all’equilibrio economico
- Liquidità: riferita all’equilibrio finanziario
- Solidità: con riguardo all’equilibrio patrimoniale
Economicità: Si riferisce ad una impresa durevolmente in equilibrio economico così da essere in grado di garantire – con forza propria – una adeguata remunerazione a tutti i fattori impiegati nella produzione, cioè senza ricorrere a sovvenzioni di terzi (redditività: in condizioni di attività, condizioni di efficienza interna ed esterna).
Liquidità: è riferita alla capacità dell’impresa di far fronte, in modo economico, alle necessità finanziare della gestione. Ovvero senza condizioni troppo onerose e senza ricorrere a smobilizzi o operazioni straordinarie.
Solidità: la solidità patrimoniale è misurabile dal rapporto tra il capitale proprio (o patrimonio netto) dell’impresa ed il capitale di credito. Una impresa si dice dotata di solidità patrimoniale quando il suo patrimonio netto è equilibrato rispetto alle fonti di finanziamento.
La valutazione del profilo economico e finanziario della gestione globale dell'impresa è sinonimo di check-up del suo “stato di salute”. Il profilo economico-finanziario esplorato tramite l’analisi per indici di bilancio. Premessa necessaria è la riclassificazione del bilancio in senso finanziario ed economico.
Riclassificazione SP
Il bilancio da sottoporre a “lettura finanziaria” è quello “originario” cioè il bilancio destinato a pubblicazione redatto secondo D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127.
Criterio riclassificazione: impieghi
Gli impieghi o capitale investito (attivo di SP) è la somma dei valori patrimoniali, all’epoca del bilancio, che corrispondono a scorte liquide in attesa di impiego oppure investimenti in attesa di realizzo (totale di Stato Patrimoniale). La riclassificazione in senso finanziario delle voci del capitale investito (attivo di stato patrimoniale) si fonda sulla loro trasformabilità in denaro cioè sulla loro attitudine a tornare in forma liquida. In base al criterio della “trasformabilità in denaro”, le componenti del capitale investito vengono suddivise in:
- Attivo circolante: (o disponibilità) comprensivo delle liquidità immediate e degli investimenti in essere la cui trasformabilità in denaro è a ciclo annuale
- Attivo immobilizzato: (o immobilizzazioni), costituito dagli investimenti in essere la cui trasformabilità in denaro è a ciclo pluriennale
Il bilancio d’esercizio segue invece il criterio della destinazione o della funzione economica degli investimenti ovvero del ciclo operativo. Secondo questo criterio la distinzione tra attivo immobilizzato e attivo circolante viene effettuata a prescindere dalla durata dell’investimento stesso.
Investimenti o impieghi riclassificati
- Attivo immobilizzato: Investimenti che si trasformeranno in denaro in un periodo di tempo superiore ad un anno
- Attivo circolante: Investimenti che si trasformeranno in denaro in un periodo di tempo inferiore ad un anno
- Scorte di magazzino
- Liquidità differite
- Liquidità immediate = Totale Capitale Investito
Criterio riclassificazione fonti
Il capitale acquisito coincide con le fonti di finanziamento che un’impresa utilizza per far fronte a fabbisogni espressi dal capitale investito. Le fonti possono essere classificate in base alla provenienza:
- Endogene: ammortamenti, svalutazioni, fondi per rischi ed oneri, utili netti non distribuiti
- Esogene: conferimenti con vincoli di capitale proprio, indebitamento
I finanziamenti inoltre vengono classificati in base alla durata:
- Capitale permanente: capitale proprio e finanziamenti di lunga scadenza (pass...
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Programmazione controllo
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Lezioni, Programmazione e Controllo
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Programmazione 2
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Programmazione e controllo