A3 - Coordinate curvilinee, cilindriche, sferiche
A3.1 Sistemi di coordinate curvilinee 3
Un sistema di coordinate curvilinee (u , u , u ) nello spazio è definito, con riferimento ad un
R
1 2 3
sistema cartesiano, da 3 funzioni scalari del tipo:
=
⎧ ( , , )
u u x y z
1 1
⎪ = ( , , )
⎨
u u x y z
2 2
⎪ = ( , , )
⎩
u u x y z
3 3
Le 3 funzioni scalari sopra scritte, o, in alternativa, la funzione vettoriale:
→
: (x, y, z) (u , u , u )
u 1 2 3
costituiscono un cambiamento di coordinate. û 3
ds
1
û 1 û
ds
3 2
ds
2
Figura 1 – Generico sistema di coordinate curvilinee
Chiameremo le superfici di equazioni:
superfici coordinate
=
⎧ ( , , )
u x y z c
1 1
⎪ =
( , , )
⎨
u x y z c
2 2
⎪ =
( , , )
⎩
u x y z c
3 3
dove c , c e c sono delle costanti arbitrarie.
1 2 3
Si osservi che su una superficie coordinata variano solo 2 coordinate. Ad esempio, sulla superficie
=c variano solo le coordinate u e u , mentre u è fissata.
coordinata u
2 2 1 3 2
Chiameremo le 3 linee che si ottengono intersecando a due a due le 3 superfici
linee coordinate
coordinate. Lungo tali linee varia solo una coordinata. Ad esempio, la linea coordinata associata alla
coordinata u è definita dall’intersezione delle superfici coordinate u =c e u =c : lungo tale linea
1 2 2 3 3
varia solo la coordinata u , mentre u e u sono fissate.
1 2 3
Si definiscono poi i versori fondamentali , e relativi al generico punto P di coordinate (u ,
û û û 1
1 2 3
, u ): essi sono i versori tangenti alle tre linee coordinate passanti per P, nel punto P stesso.
u 2 3
= =
ˆ ˆ ˆ
⎧ ( P) ( u , u , u )
u u u
1 1 1 1 2 3
⎪ = =
ˆ ˆ ˆ
(P) ( u , u , u )
⎨
u u u
1 1 1 1 2 3
⎪ = =
ˆ ˆ ˆ
(P) (u , u , u )
⎩
u u u
1 1 1 1 2 3
I versori dunque sono in generale funzioni del punto (e in particolare delle coordinate curvilinee
Si noti la differenza rispetto alle
u , u , u ), cioè la loro direzione e verso variano da punto a punto.
1 2 3
coordinate cartesiane, dove i versori fondamentali sono costanti, cioè hanno sempre la stessa
direzione e lo stesso verso.
Si consideri ora la funzione vettoriale: ˆ ˆ ˆ
= + +
x(u , u , u ) y(u , u , u ) z(u , u , u )
r i i i
1 2 3 x 1 2 3 y 1 2 3 z
che chiameremo cambiamento di coordinate inverso.
Differenziando questa funzione si ha: ∂ ∂
∂ r r r
= + +
d du du du
r 1 2 3
∂
∂ ∂
u u u
1 2 3
∂ ∂ ∂
r r r
Le grandezze vettoriali , , costituiscono una (in generale non ortogonale) per il
base
∂ ∂ ∂
u u u
1 2 3
sistema di coordinate curvilinee considerato. Tali vettori non sono necessariamente a norma
∂ r
unitaria, tuttavia si può dimostrare facilmente che il generico vettore risulta essere alla
tangente
∂
u i
∂ ∂ ∂
r r r
i-esima linea coordinata. Perciò i vettori , , sono paralleli ai rispettivi versori
∂ ∂ ∂
u u u
1 2 3
fondamentali a meno di un fattore di scala. Risulta pertanto:
= + +
ˆ ˆ ˆ
d r h u du h u du h u du
1 1 1 2 2 2 3 3 3
e quindi: ∂ r
≡ ⇒
ˆ
h u ∂
i i u i
∂
1 r
= =
ˆ i 1,2,3 (1)
u i ∂
h u
i i
dove: 2 2 2
⎛ ⎞
⎛ ⎞
⎛ ⎞ ∂
∂
∂ ∂
x y z
r ⎜ ⎟
⎜ ⎟
⎜ ⎟ =
+
+
= =
h i 1,2,3 (2)
⎜ ⎟
⎜ ⎟
⎜ ⎟
i ∂
∂
∂ ∂
u u u u
⎝ ⎠
⎝ ⎠
⎝ ⎠
i i i i
sono dette
Le quantità h coefficienti metrici.
i
Mediante tali formule è possibile ricavare facilmente le espressioni dei versori fondamentali in
funzione delle coordinate curvilinee del punto P.
Un sistema di coordinate curvilinee (u , u , u ), si dice se i versori , e sono
ortogonale û û û
1 2 3 1 2 3
mutuamente ortogonali in ogni punto. Se tale condizione è verificata, i versori fondamentali
costituiscono quindi una per il sistema di coordinate curvilinee considerato Se
base ortonormale
inoltre tali versori formano nell’ordine una terna ortonormale destrorsa, cioè risulta:
× =
ˆ ˆ ˆ
u u u
1 2 3
si parlerà di sistema ortogonale destrorso.
In un sistema di coordinate curvilinee il generico versore fondamentale risulta essere
ortogonali, û i
sempre ortogonale alla superficie coordinata di equazione u = costante. In altri termini:
i
⊥ = =
ˆ (u ) i 1,2,3
u c
i
i i
Ciò suggerisce un metodo alternativo per la determinazione dei versori fondamentali. Infatti, è noto
( )
= , ,
dall’analisi che il della funzione scalare è sempre ortogonale, per
u u x y z
gradiente i i
definizione, alla superficie u = costante. E’ quindi immediato concludere che risulta:
i ( )
∇ , ,
u x y z
= =
ˆ i 1,2,3
i (3)
u ( )
i ∇ , ,
u x y z
i
Le formule (3) possono essere quindi impiegate, solamente per sistemi di coordinate curvilinee
per la determinazione dei versori fondamentali, in alternativa alle (1).
ortogonali,
Il sistema fondamentale di versori , e è particolarmente importante perché mediante esso
û û û
1 2 3
si possono ricavare le di un generico vettore dello spazio rispetto al sistema di
componenti
coordinate curvilinee (u , u , u ).
1 2 3 ˆ ˆ ˆ
( , , )
Le di un vettore nel riferimento ortogonale definito dai versori si
u u u
componenti v 1 2 3
ottengono proiettando tale vettore lungo ciascuno dei versori fondamentali:
= ⋅ =
ˆ
v (u , u , u ) i 1,2,3 (4)
v u
i 1 2 3
i
In un sistema ortogonale generico, se si incrementa la coordinata u di una quantità infinitesima du ,
i i
senza variare le altre due coordinate, il punto P si sposterà di un arco elementare di lunghezza ,
ds i
in generale non uguale a (come in coordinate cartesiane), ma ad esso proporzionale.
du
i
,ds ,ds gli lungo le 3 linee coordinate.
Chiameremo ds archi elementari
1 2 3
Si può dimostrare che i coefficienti di proporzionalità sono ancora una volta i coefficienti metrici
definiti precedentemente: = =
s u i 1,2,3 (5)
d h d
i i i
I 3 archi individuano una o parallelepipedo elementare (si veda la figura 1), di cui
cella elementare,
essi formano i 3 spigoli. L’arco elementare nell’intorno del punto P risulta quindi :
totale
= = + + = + +
2 2 3 2 2 2 2 2 2
ds d
r ds ds ds h du h du h du
1 2 3 1 1 2 2 3 3
ed è pari, ovviamente, alla lunghezza della diagonale del parallelepipedo elementare.
Le facce del pa
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