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Classificazione e trattamento riabilitativo delle discinesie scapolo-omerali

(Francesco Inglese)

Oggi parleremo della classificazione del trattamento delle discinesie scapolo-omerali. Questo alterato movimento della scapola spesso può essere il segno clinico di tante patologie della spalla come potremmo vedere. Tantissime volte la discinesia viene prescritta, diciamo come valutazione, cioè nel senso, il medico, il fisioterapista o il sanitario vede che c’è un movimento alterato della scapola e prescrive determinati esercizi per migliorarne la stabilità. Ma siamo sicuri che sia sempre colpa della scapola? La scapola può essere in realtà anche una vittima di tante altre patologie.

Ecco che in questo ambito dobbiamo trovare una strategia, un ragionamento clinico che ci porta a capire e a individuare effettivamente la causa della discinesia. Vediamo appunto di fare un po’ chiarezza sulle tante alterazioni del movimento della scapola. Intanto diciamo che, in questi anni di professione da fisioterapista, ho visto tante evoluzioni, ormai sono 32 anni che faccio il fisioterapista e sicuramente ci sono stati tanti cambiamenti positivi.

Ricordiamo che nell’ambito della spalla, tanti anni fa, ma purtroppo ancora oggi in minor parte, si faceva una diagnosi generica di periartrite scapolo-omerale, che tutto poteva essere tranne un’indicazione corretta di quello che il paziente poteva realmente avere. Grazie all’impegno di professionisti, individualmente che collettivamente, per esempio la Società di Chirurgia Spalla e Gomito, che in questi anni attraverso congressi nazionali e internazionali, si è impegnata nel divulgare la conoscenza nell’ambito delle patologie di spalla, siamo arrivati oggi ad avere un quadro più chiaro e a avere una diagnosi più specifica, proprio perché, nell’ambito del dolore di spalla ci possono rientrare tanti aspetti e tante patologie.

Importanza di una diagnosi specifica

Ecco che, il dolore alla spalla può essere il sintomo clinico di tantissime altre alterazioni, alterazioni delle strutture capsulo-legamentose che compongono appunto il distretto articolare della spalla, di patologie muscolo-tendinee, di problematiche ossee, di patologie legate ai nervi periferici o dolori riferiti da altri distretti. Così anche la discinesia può rappresentare in realtà un qualcosa di più vasto, una volta che la scapola si muove in modo disorganizzato o diverso dall’altra, ovviamente può fornire una serie di informazioni e non sempre la scapola è la colpevole del problema, può essere una discinesia primaria dove la scapola è l’artefice principale, oppure un’alterazione legata ad altre strutture anatomiche.

Classificazione e trattamento

Perché è importante classificare e inquadrare bene la discinesia? Perché ovviamente, in questo modo, possiamo strutturare il miglior trattamento possibile, specifico e adatto a quel paziente, magari un altro paziente ha necessità di un trattamento diverso, perché la sua alterazione del movimento è causata da altri aspetti.

Indicazioni da un summit del 2013

Nel 2013, un gruppo di medici e fisioterapisti americani hanno fatto un summit sulla discinesia e hanno dato alcune indicazioni. Noi prenderemo due dei concetti che hanno trascritto:

  • La discinesia scapolare è presente in alta percentuale nella maggior parte delle patologie di spalla.

Adesso dobbiamo capire il perché quest’alterazione del movimento si associa a tante patologie della spalla.

  • Non è ancora chiaro l’esatto ruolo della discinesia nel creare o esacerbare la disfunzione di spalla e il dolore.

Anche questa, è un qualcosa di cui sembra apparentemente difficile dare una risposta, ma in realtà la risposta è molto semplice. Cioè in quest’affermazione che loro hanno fatto si chiedevano “Se nasce prima la discinesia ed è questa la causa del dolore, oppure, nasce un dolore a una struttura anatomica della spalla che poi arreca una discinesia, quindi un’alterazione del movimento”. Adesso chiariremo anche quest’aspetto.

Concetti biomeccanici della discinesia scapolare

Intanto, il primo concetto, “La discinesia scapolare è presente in alta percentuale nella maggior parte delle patologie di spalla”, chiediamoci il perché. Ovviamente, la risposta a quest’affermazione è alquanto elementare, nel senso che, noi sappiamo che il cingolo scapolo-omerale rappresenta appunto una catena cinetica chiusa e quindi quest’affermazione si rifà a un principio biomeccanico. Ovvio che se il cingolo in una catena cinetica chiusa, l’alterazione di ogni anello di questa catena, di un singolo anello di questa catena, può generare un’anomalia del movimento della scapola.

Ecco che, se andiamo a prendere diversi disturbi della spalla, e quindi, legati per esempio a deficit muscolari, come per esempio, nell’atleta overhead che ha un’atrofia magari del ventre del sottospinato, per una compressione del nervo periferico, in questo caso, si può realizzare una problematica del movimento della scapola, oppure patologie ossee, oppure patologie capsulo-legamentose, oppure lussazioni gleno-omerali, sterno-claveari, acromion-claveari, fratture della clavicola, fratture dirette della scapola, alterazioni dei muscoli che stabilizzano la scapola alla gabbia toracica oppure ancora, una scoliosi. Noi sappiamo che la scapola si articola, scivola sulla gabbia toracica, ecco che se un paziente da un lato ha un importante gibbo per una scoliosi, le due scapole non si appoggeranno su una superficie simile e quindi avranno difficoltà o differenze l’una dall’altra.

Vedete che, la discinesia quindi può generare da tanti disturbi anatomici che si riscontrano all’interno del cingolo e non solo. Quindi, questa considerazione di natura biomeccanica possiamo, diciamo, renderla più applicativa osservando direttamente per esempio un paziente che ha una frattura di clavicola. In questo caso, la frattura interessa la clavicola destra e se noi andiamo a vedere la scapola destra notiamo che è posizionata in un downward rotation superiore alla scapola controlaterale, quindi in condizioni statiche e successivamente in condizioni dinamiche, avremo un movimento diverso rispetto alla scapola controlaterale.

Proprio perché, il disturbo di un anello della catena, in questo caso, un anello anteriore, perché abbiamo una frattura di clavicola, ha dato un’alterazione di un elemento posteriore della catena, in questo caso la scapola.

Se andiamo a prendere, questa paziente, che ha una necrosi della clavicola, con completa assenza della clavicola, possiamo vedere che, frontalmente, ovviamente, abbiamo un segno clinico importante, l’assenza della clavicola, ma dorsalmente abbiamo un’alterazione della posizione statica e successivamente dinamica della scapola. Ecco che, questi due esempi pratici, ci fanno ancor più comprendere, come l’alterazione di un elemento della catena cinetica, quindi del cingolo, possa arrecare un movimento diverso rispetto alla scapola controlaterale.

Ecco, la semplice risposta alla domanda che i disturbi all’interno della catena possono alterare il movimento della scapola. Dopodiché dobbiamo altresì capire che non esiste una sola discinesia, cioè non esiste una sola alterazione, questi 12 pazienti che voi vedete, hanno tutti un’alterazione del movimento della scapola, ma tra di loro non c’è una soluzione unica.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giacomo.benedetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisioterapia sportiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Inglese Francesco.
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