Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
Introduzione e parte generale
Farmaco deriva dal greco “farmakon”, che vuol dire “rimedio” ma anche “veleno”.
La definizione generale di farmaco è:
• Sostanza che produce un effetto terapeutico su un organismo vivente.
Inoltre, si può definire come:
• Qualsiasi sostanza chimica o prodotto utilizzato per modificare o esaminare funzioni fisiologiche o
condizioni patologiche a beneficio dei pazienti (WHO).
Quest'ultima definizione è più canonica, più precisa ma comunque ampia in quanto non per forza un farmaco può
portare beneficio, ma può avere anche fini diagnostici.
Altre definizioni sono:
• Principio attivo
Sostanza che possiede una certa attività farmaceutica (API: Active Pharmaceutical Ingredient).
• Medicamento (o medicinale)
Preparazione farmaceutica costituita da uno o più principi attivi e da eccipienti.
Questi altri due termini, più specifici e spesso confusi con la parola farmaco, hanno un altro utilizzo.
• Ad esempio, il principio attivo è la molecola biologicamente attiva (ad esempio acido acetilsalicilico per
l'aspirina). Durante questo corso quando si parlerà di farmaco si parlerà di principio attivo.
• Il medicamento e il medicinale è invece la preparazione comprendente sia il farmaco inteso come principio
attivo, sia gli eccipienti
I farmaci possono:
• Rimuovere le cause della malattia.
• Alleviare i sintomi della malattia.
Non riguarda direttamente la chimica farmaceutica ma è da puntualizzare cosa significa effettivamente "guarire" dopo
che un farmaco viene assunto. Chiaramente un antidolorifico è diverso da un antibiotico.
• Compensare la carenza di una sostanza necessaria all’organismo.
L'ultimo punto riguarda invece le integrazioni di una sostanza che il corpo eventualmente dovesse trovarsene privo o
che non dovesse riuscire a produrre da sè (come ad esempio vitamine, insulina, ormoni tiroidei, i corticosteroidi e così
via).
Ma che cosa sono i farmaci?
• Per un chimico potrebbe essere scontato
ma per coloro che non hanno basi
chimiche potrebbe non esserlo.
I farmaci sono molecole (chiaramente
non vale viceversa) piccole ma possono
essere anche grandi come proteine,
enzimi, anticorpi monoclonali (farmaci
biotecnologici).
Naturalmente per le molecole più grandi
le sperimentazioni e le tecnologie a esse
applicate saranno diverse rispetto alle molecole più piccole.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
E' bene puntualizzare che non esistono molecole chimiche e molecole naturali ma solo molecole.
Diverso è invece il discorso per la provenienza di queste molecole. Il grafico sottostante riassume l'origine di 1562
farmaci approvati in circa 30 anni negli stati uniti.
In questi ultimi anni stanno avendo una grande impennata i farmaci biologici (vedi, come esempio recente, i vaccini per
il Covid-19) mentre al contrario i farmaci derivati da prodotti naturali sono pochissimi.
ND sono i derivati da prodotti naturali (es. benzilpenicillina, derivante dalla penicillina che viene manipolata
strutturalmente), sono comunque un buon numero.
Contrariamente al pensiero comune, gli antibiotici sono tutti manipolati artificialmente e ce ne sono pochissimi che
sono commercializzati così come la natura gli ha fatti.
Le categorie segnate con la lettera S nel grafico invece (circa il 50%) sono tutti farmaci puramente sintetici che si ispirano
a modelli naturali (ad esempio ci si ispira a ligandi di certi substrati enzimatici o modulatori inibitori/attivatori e così via)
che possono agire da agonisti o da antagonisti di segnale.
Classificazione dei farmaci
• Farmaci del sistema nervoso centrale
(anestetici generali, ipnotici e sedativi, anticonvulsivanti, antidepressivi e antipsicotici, analgesici, anestetici
locali, farmaci per malattie neurodegenerative)
• Farmaci dei sistemi cardiovascolare e respiratorio
(farmaci cardiaci, diuretici, ipotensivi, simpaticolitici e vasodilatatori, ipolipidemizzanti, antitrombotici,
antitussivi e broncodilatatori, antiallergici e decongestionanti nasali).
• Farmaci per le malattie metaboliche o endocrine
(ipoglicemizzanti, farmaci tiroidei, prostanoidi, antiinfiammatori non steroidei e antireumatici, farmaci
steroidei, farmaci dell’omeostasi del calcio, antistaminici)
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
• Farmaci dell’apparato digerente
(antiulcera e antiacidi, antidiarroici e lassativi)
• Farmaci antiinfettivi e antiparassitari
(disinfettanti e antisettici, antibiotici, chemioterapici antibatterici, antimicobatterici, antifungini,
antiprotozoari e antivirali, antielmintici)
• Farmaci antitumorali
• Farmaci biotecnologici
Questa classificazione è quella che generalmente viene fatta nei libri di testo di chimica farmaceutica e questo genere
di classificazione è orientata verso la farmacologia ed è basata sulle malattie.
Notare inoltre come sia stata isolata la parte sui farmaci biotecnologici, quando in realtà questi ricoprono praticamente
tutte le altre parti soprastanti.
Un’altra classificazione è quella seguente, che si può definire come classificazione meccanicistica, che è quella che verrà
seguita per questo corso:
• Farmaci che agiscono sulla parete o sulla membrana cellulare
• Farmaci che agiscono sulla biosintesi delle proteine
• Farmaci che agiscono sulla biosintesi del DNA
• Farmaci che agiscono sul DNA
• Farmaci che agiscono sulla mitosi
• Farmaci che agiscono sul sistema degli eicosanoidi
• Farmaci che agiscono sul sistema degli ormoni steroidei
Per ogni classe di farmaci studieremo:
• Strutture molecolari
La formula di struttura di una molecola ci parla delle sue proprietà chimico-fisiche.
• Meccanismo d’azione molecolare
Quale è il bersaglio molecolare dell’azione del farmaco (se è noto) e come il farmaco vi interagisce.
• Relazioni struttura-attività
Principali modificazioni strutturali apportate sulle molecole lead e loro effetto sull’attività biologica.
• Sintesi dei farmaci più rappresentativi
Applicazione dei metodi della sintesi organica alla produzione di farmaci.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
Processo di azione di un farmaco
Bisogna capire cosa succede quando si assume un farmaco e perchè possono esserci effetti più o meno tossici o
indesiderati oltre a quelli terapeutici (ad esempio, esistono farmaci antitumorali che hanno effetti collaterali in alcuni
soggetti che possono essere molto gravi come lo sviluppo di trasformazioni neoplastiche oltre a quelle già presenti).
Andremo a vedere cosa succede a livello molecolare. Questo schema è uno schema generale e rudimentale (cerchiate
in rosso sono schematizzate le fasi farmaceutica, farmacocinetica e farmacodinamica, che vedremo più avanti).
• Alcuni farmaci vengono assorbiti completamente nel sangue mentre altri di più o di meno.
Nel sangue si distribuiscono nei fluidi extracellulari, arrivano al fegato (è uno dei primi organi dove arrivano) e
vengono trasformati metabolicamente in nuove strutture, che possono essere più o meno attive rispetto alla
struttura iniziale.
- Può succedere che alcune molecole affini (chimico-fisicamente parlando) ai tessuti lipidici come al
tessuto adiposo o al tessuto nervoso, possano costituire dei depositi.
- Al contrario invece ci sono molecole che possono essere eliminate anche subito.
In generale comunque le caratteristiche chimico-fisiche della molecola di farmaco ne determinano il destino,
non solo di per sé per la loro chimica, ma anche per l'ambiente dove esse si trovano in un dato momento
(ambienti ad esempio con diversi livelli di pH).
Un farmaco va contestualizzato quindi da questo punto di vista (che è il punto di vista chimico-farmaceutico).
In seguito, invece è rappresentata una ulteriore schematizzazione del processo di azione di un farmaco, suddiviso questa
volta in tre fasi.
• Fase farmaceutica
• Fase farmacocinetica
• Fase farmacodinamica Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
• Fase farmaceutica
La fase farmaceutica riguarda la disgregazione e il passaggio della molecola di farmaco in soluzione, è una fase
cruciale.
Nell’assunzione del farmaco per via orale ad esempio il cosiddetto "bicchiere d'acqua" che si prende con un
farmaco serve appunto per solubilizzare la molecola e separarla dagli eccipienti.
Se ciò non dovesse avvenire si va ad interferire con l'assorbimento della molecola stessa.
La solubilità in acqua delle molecole di farmaco è fondamentale, se una molecola farmaceutica è insolubile in
acqua la molecola è inutile.
• Fase farmacocinetica
La fase farmacocinetica è riassumibile con la parola ADME (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed
escrezione).
• Fase farmacodinamica
La parte che ci interesserà di più sarà la fase farmacodinamica, che verrà trattata come l'interazione con il
bersaglio da parte della molecola di farmaco.
A parte la fase farmaceutica di solito, in realtà la fase farmacocinetica e farmacodinamica possono avvenire insieme e
possono intrecciarsi.
Spesso la fase farmaceutica è trascurata dai farmacologi, ma in realtà è cruciale per le altre due fasi successive.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
Generalità sulla fase farmacodinamica
Il concetto di bersaglio molecolare
Concetto cardine della trattazione degli eventi del farmaco. La farmacologia dagli anni 60 si è enormemente sviluppata
con le scoperte legate ai bersagli molecolari.
• “Corpora non agunt nisi fixata”, ovvero “le sostanze non agiscono se non si legano”. Paul Ehrlich (1854-1915)
ebbe questa idea basandosi sui coloranti che si fissano nelle fibre dei tessuti, intuendo che anche le molecole
farmaceutiche potessero colpire un bersaglio critico per lo sviluppo di una malattia.
All'inizio era solo un concetto ma poi divenne la base della chimica farmaceutica.
• Il bersaglio (target) molecolare dell’azione di un farmaco è generalmente una macromolecola biologica con la
quale la molecola di farmaco forma un complesso (macromolecole sono intese come le proteine/enzimi per la
maggior parte dei casi ma possono essere anche gli acidi nucleici).
La formazione di questo complesso è un evento necessario (non sufficiente) per l’induzione della risposta farmacologica
(effetto).
• E' necessario, non sufficiente, in quanto può esistere un farmaco efficace contro un dato bersaglio, ma che non
può arrivare a formare il complesso in quanto non ci può arrivare fisicamente intero all'obbiettivo (discorso ad
esempio fatto precedentemente sulla solubilità nella descrizione della fase farmaceutica).
Se questo complesso non si forma, la molecola non è un farmaco e non porta un determinato effetto biologico.
Nella realtà bisogna considerare che la molecola agisce con vari bersagli molecolari e non è più realistico supporre che
un farmaco colpisca un singolo bersaglio molecolare (questo è stato confermato grazie alle evidenze sperimentali).
• Un tempo quest'ultima affermazione era considerata un dogma. Al contrario, non siamo in grado di
comprendere e capire qual è il numero esatto di bersagli molecolari effettivi per il quale una determinata
molecola agisce.
Tipologie dei bersagli molecolari
In seguito, sono riportate le tipologie di bersagli molecolari più frequenti:
• Recettori e proteine di trasporto
- Recettori di membrana
Un classico esempio di questi recettori sono i recettori GPCR (adrenergici, colinergici, oppioidi…).
- Recettori canale 2+ + +
Possono essere canali voltaggio-dipendenti (canali del Ca , canali del Na o i canali del K ). Ad
esempio, i farmaci che agiscono da vasodilatatori agiscono inibendo i canali del calcio e del sodio
(anestetici locali).
Possono anche essere canali controllati da ligandi (tipo il recettore nicotinico).
- Recettori ad azione enzimatica
Un esempio di questa tipologia di recettori sono i recettori con attività tirosin chinasica (ad esempio il
recettore INSR dell’insulina o i recettori dei fattori di crescita).
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
- Recettori intracellulari
Questi recettori agiscono mediante i fattori di trascrizione, quindi sono regolatori dell'espressione
genica mediata dagli ormoni steroidei (quindi sono recettori degli ormoni stereoidei).
- Proteine di trasporto
Un esempio di proteine di trasporto possono essere i trasportatori delle monoammine. Un farmaco
che agisce nei trasportatori delle monoammine è il Prozac che evita la degradazione della serotonina,
prolungandone il suo effetto attivatore dei rispettivi neuroni (è un antidepressivo).
• Enzimi
Alcuni esempi possono essere:
- Diidrofolato reduttasi (farmaci inibitori di enzimi batterici necessari alla sopravvivenza del batterio
stesso, o di una cellula tumorale).
- DNA Polimerasi (farmaci inibitori di enzimi catalizzanti le sintesi dei nucleotidi o della sintesi polimerica
del DNA come ad esempio i chemioterapici come inibitori della mitosi).
- Timidilato Sintasi
- Acetilcolinesterasi (farmaci che intervengono sulla biosintesi e degradazione dei messaggeri chimici
come ad esempio gli inibitori della acetilcolinsterasi che catalizza la degradazione/scissione della
acetilcolina).
- Monoamminoossidasi
- Ciclossigenasi (la ciclossigenasi catalizza la sintesi delle prostaglandine).
- Citocromi P450
- Chinasi
• Proteine strutturali
- Un esempio è la tubulina del citoscheletro di una cellula. I farmaci antitumorali come ad esempio il
taxolo, prodotto dal tasso, lega la tubulina interferendo con i processi di sintesi del DNA e quindi
inibendo la mitosi della cellula bersaglio (tanto per ricordare che un farmaco può avere più di un
bersaglio molecolare si è scoperto che il taxolo, oltre ad avere come bersaglio la tubulina, va anche ad
inibire anche alcune chinasi).
• Acidi nucleici
- DNA (ci sono farmaci antitumorali che danneggiano il DNA di una cellula bersaglio) o RNA.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
La tabella seguente riporta:
• A sinistra, il numero di bersagli molecolari raggruppati per tipologia e bersagliati rispettivamente dalle diverse
tipologie di molecole che costituiscono la molecola di farmaco.
• A destra, il numero di farmaci esistenti che bersagliano rispettivamente ogni tipologia di bersaglio molecolare.
Azione dei farmaci nei confronti di enzimi e recettori come bersagli molecolari
Il punto ora è: Che cosa fanno i farmaci ai loro bersagli molecolari? Qual è la conseguenza?
In particolare, per quanto riguarda enzimi e recettori:
• Farmaci nei confronti di enzimi come bersagli molecolari
Nei confronti di enzimi i farmaci a inibizione allosterica sono i più studiati.
Fondamentalmente quindi nei confronti degli enzimi le molecole di farmaco agiscono unicamente da inibitori
nei diversi modi già visti nella parte di inibizione enzimatica in “Biochimica e biologia molecolare”.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
• Farmaci nei confronti dei recettori come bersaglio molecolare
Per quanto riguarda i recettori come bersaglio molecolare si possono classificare:
- Farmaci agonisti
Il farmaco dà la stessa azione che darebbe il ligando naturale (Ad esempio i farmaci agonisti
rispettivamente colinergici e adrenergici danno gli stessi effetti dell'acetilcolina e dell’adrenalina).
- Farmaci antagonisti
Il farmaco blocca la risposta mediata dal recettore contrastando l'azione del ligando naturale.
La stessa cosa (agonismo/antagonismo) avviene anche nei recettori nucleari con i rispettivi farmaci (essi nel
caso dell’antagonismo impediscono la dimerizzazione degli ormoni steroidei e inibiscono l'espressione genica).
Nel caso dell’azione dei farmaci nei confronti di enzimi e recettori come bersagli molecolari ricordare sempre che:
• I farmaci nei confronti degli enzimi li inibiscono sempre.
• I farmaci nei confronti dei recettori li possono attivare o inibire.
I diversi livelli di studio di un farmaco
I farmaci si studiano a diversi livelli:
• Organismo
• Organo o tessuto
(medicina)
• Cellula (biologia)
• Bersaglio
molecolare
(chimica)
Il meccanismo d’azione di un
farmaco infatti non si può
ridurre solo alla interazione
farmaco-bersaglio perché
intervenire su un livello può
portare a conseguenze sugli
altri livelli.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
Inoltre, nessun livello è più importante degli altri ma concorrono a dare un quadro globale.
• Questo aspetto ha a che fare con la complessità a livello biologico: lo studio dei sistemi viventi è complesso
perché comprende vari livelli (livello dell’ecosistema, livello della popolazione, livello dell’organismo…).
• Anche a livello orizzontale si estende la biocomplessità.
Chimica farmaceutica e tossicologica I: Introduzione e parte generale
Interazione farmaco-bersaglio
Nell’interazione farmaco-bersaglio si forma un complesso FB che si vede nell’immagine. Si vede anche che la superficie
del bersaglio è specifico per il farmaco con cui interagisce.
Questo modello è molto semplice per cui nell’immagine sottostante si notano, in blu, le molecole di acqua di cui di solito
le sostanze, all’interno del citoplasma o comunque in soluzione, sono circondate.
• Questo perché le molecole d’acqua solvatano F
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Chimica farmaceutica e tossicologica I
-
Chimica farmaceutica e tossicologica I
-
Chimica farmaceutica
-
Chimica farmaceutica e tossicologica 1 - parte 4