Dalla trasformata continua alla trasformata
discreta di Fourier
Troncamento, campionamento, quadratura ed errori
1 Il problema numerico
La trasformata di Fourier è definita da un integrale esteso a tutta la retta reale. In un
calcolo concreto, però, il segnale viene osservato solo per un tempo finito e in un numero
finito di istanti. Per trasformare la definizione teorica in un algoritmo occorre quindi
effettuare tre passaggi: limitare il dominio di integrazione, sostituire la funzione continua
con campioni e approssimare l’integrale mediante una formula di quadratura. Questi
passaggi non sono semplici dettagli implementativi, perché determinano la precisione e
il significato del risultato.
Si consideri +∞
Z −iωt
(ω) =
F u(t)e dt.
−∞
Il primo passaggio consiste nel scegliere un intervallo finito [a, e approssimare
b]
b
Z −iωt
≈
(ω) (ω) =
F F u(t)e dt.
[a,b] a
La differenza tra integrale infinito e integrale troncato è l’errore di troncamento. Esso
è piccolo quando il segnale è trascurabile fuori da [a, oppure quando l’intervallo
b],
comprende la parte fisicamente rilevante dell’osservazione. Se il segnale non decade,
il troncamento equivale a moltiplicarlo per una finestra rettangolare, con conseguenze
importanti sullo spettro.
2 Campionamento uniforme
Si divide l’intervallo in sottointervalli di ampiezza
N −
b a
=
h ,
N
e si definiscono i nodi = + = 0, 1,
t a jh, j . . . , N.
j 1
I dati disponibili sono i valori = ). Il campionamento elimina l’informazione tra
u u(t
j j
due nodi consecutivi e introduce il problema di capire quali frequenze possano essere
rappresentate correttamente.
Se la frequenza di campionamento è = 1/h, il teorema di Nyquist–Shannon stabilisce,
f s
in forma ideale, che un segnale limitato in banda può essere ricostruito senza perdita
quando la frequenza di campionamento è maggiore del doppio della frequenza massima
presente. La frequenza è detta frequenza di Nyquist. Componenti superiori vengono
f /2
s
interpretate come frequenze più basse, generando il fenomeno di aliasing.
L’aliasing non è un errore che si possa correggere dopo aver acquisito i dati, perché
campioni identici possono provenire da sinusoidi di frequenza differente. Per evitarlo,
occorre scegliere una frequenza di campionamento adeguata e, nei sistemi reali, applicare
prima dell’acquisizione un filtro passa-basso anti-aliasing.
3 Quadratura numerica
Per una frequenza fissata si deve approssimare l’integrale della funzione complessa
−iωt
(t) =
g u(t)e .
ω
Applicando la formula dei trapezi composita si ottiene
−1
N (t )
(t )
b g
g
Z ω N
ω 0 X
≈ (t ) +
+
(t) g .
g dt h ω j
ω
2 2
a j=1
Se si lavora su un intervallo periodico e il primo e l’ultimo campione rappresentano lo
stesso punto del periodo, la formula assume una struttura ciclica e si evita di contare
due volte lo stesso valore. La periodicità è proprio ciò che consente di ottenere la forma
standard della DFT.
L’errore della regola dei trapezi dipende dalla regolarità dell’integranda. Per funzioni
2
sufficientemente lisce, l’errore globale è dell’ordine di . Nel caso di funzioni periodiche
h |ω|,
molto regolari, la convergenza può essere molto più rapida. Tuttavia, al crescere di
il fattore esponenziale oscilla più velocemente e la funzione da integrare diventa più
difficile da approssimare con una griglia fissata.
2
4 Scelta delle frequenze discrete
Per ottenere una trasformazione finita si scelgono anche frequenze discrete. Ponendo
−
= e assumendo, per semplicità, = 0, si considerano
L b a a
2πk −
= 0, 1, 1.
= , k . . . , N