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CONCETTI 21/02/2022

GENERALI

MANAGEMENT= GESTIONE

1. Insieme delle attività svolte nell’ambito dell’operatività aziendale per perseguire gli obiettivi prefissati

□Funzioni

in una prospettiva competitiva. aziendali □Persone

2. Gruppo di soggetti preposti a svolgere attività/funzioni.

BUSINESS

1. Affare (nel passato)

2. Attività economica

3. Impresa. CONCETTO DI 22/02/2022

IMPRESA

In ambito giuridico:

ART. 2555 l’AZIENDA è «complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa»,

questa definizione sottolinea l’aspetto del patrimonio e non si comprende cosa è l’azienda in sé.

ART. 2082 l’IMPRENDITORE «è chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine

della produzione o dello scambio di beni o di servizi», con questo andiamo a capire di che cosa si occupa

l’imprenditore.

Definizione del concetto di impresa tenendo conto dei bisogni che vengono soddisfatti da questo tipo di

imprese. Sono definite come “organizzazioni dirette alla soddisfazione di bisogni” e si possono distinguere

in 3 categorie:

● Aziende di erogazione sono dirette a soddisfare i bisogni dei partecipanti all’azienda con risorse messe

a disposizione dagli stessi (la famiglia) o da altri a titolo di donazione (enti caritatevoli).

OBIETTIVO1soddisfare bisogni umani.

● Aziende di produzione sono presenti nel mercato, ottenendo attraverso lo scambio le risorse che

sostengono i processi aziendali. OBIETTIVO1profitto.

● Aziende miste vanno a soddisfare i bisogni di una comunità di riferimento con risorse in parte generate

internamente in parte provenienti dal prelievo fiscale e ad esse redistribuite.

“L’impresa è un’organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti processi di

produzione di beni o servizi da scambiare con entità esterne al fine della produzione di ricchezza.”

Organizzazione:

- l’impresa è intesa come un insieme di componenti, meccanismi e procedure diretti a far funzionare la

struttura aziendale

- ogni impresa è composta di più parti: coordinate, interagenti, interdipendenti e interconnesse

- ogni impresa è un’organizzazione (non vale il contrario es. le organizzazioni non-profit, la chiesa, lo

stato…)

Stabile: «L’azienda è un istituto economico destinato a perdurare nel tempo» (Zappa).

Longevità delle imprese:

- è la condizione di chi ha una vita molto lunga.

- esiste una longevità biologica (gli esseri umani) caratterizzata da un graduale invecchiamento.

- esiste una longevità organizzativa legata a chi può invecchiare, ma anche mantenere sempre vitalità e

con essa rimanere giovane.

Impresa vivente: segue un ciclo di vita, quindi nasce, si sviluppa e poi muore.

Impresa vitale: è un’impresa che sa alimentarsi, rigenerarsi, cerca di trovare modi per poter sopravvivere.

Esistono diverse forme associative e molteplici iniziative volte a dare risalto al fenomeno della longevità

d’impresa. 1

➢ UNIONE IMPRESE CENTENARIE ITALIANE

● associazione italiana, nata nel 2000, senza fini di lucro

● è centenaria quell’impresa che opera sul mercato in forma continuativa e accertata da più di cento

anni con una imprenditorialità ispirata a comportamenti etici, una forte attenzione alla comunità di

riferimento e uno spirito di innovazione capace di originare nuovi saperi.

● include 39 imprese associate.

➢ LES HÉNOKIENS

● associazione francese, nata nel 1981

● raccoglie imprese con almeno 200 anni

● criteri di inclusione:

- la gestione dell’impresa spetta a un discendente del fondatore o discendente del fondatore

nominato dal CdA

- la famiglia possiede o controlla l’impresa

- buone condizioni economico-finanziarie

➢ THE TERCENTENARIAN CLUB

● esclusivo club inglese, nato nel 1970

● raccoglie imprese con più di 300 anni, che mantengono un collegamento familiare con i fondatori

● principali attività svolte: produzione di cappelli, campane, birra, restauro barche, settore tessile e

macelleria

A cosa servono tutte queste associazioni?

1 Perseguire scopi prevalentemente culturali rivolti alla valorizzazione dell’heritage (patrimonio culturale

in termine di risorse interne, relazionali…)

1 Creare condivisione di esperienze imprenditoriali

1 Generare fiducia tra i membri

1 Promuovere la crescita dei propri membri nel mondo (si aprono nuove sedi)

1 Valorizzare l’impresa familiare quale reale e possibile alternativa alle multinazionali

1 Dimostrare che tradizione e innovazione possono consentire all’impresa di progredire nel tempo.

Persone:

+ manuale rapp. subord anche conoscenze attività di servizi lato umano

Ogni individuo quando va al lavoro porta con sé i suoi bisogni, il suo aspetto emozionale…quindi più

riescono a stare meglio sul posto di lavoro più l’impresa riesce a svilupparsi. Alcune imprese hanno deciso

anche di offrire il servizio di uno psicologo o sociologo.

In passato il comportamento conflittuale era chiamato deviante, oggi invece è visto come opportunità per

superare le difficoltà.

Mezzi: strumenti, macchinari, attrezzature, tecnologia…

Tutte le imprese possono disporre di tecnologie, ma le relazioni, competenze delle persone sono tipiche di

una determinata impresa. Investire sulle persone è fondamentale ma anche rischioso.

In cui vengono svolti processi di produzione di beni o servizi

Ci sono imprese orientate:

● alla produzione indiretta (trasformazione non materiale, ma economica Es. imprese bancarie,

assicurative…)

● alla produzione diretta (trasformazione materiale).

INPUT OUTPUT

(mat prime, persone, mezzi, energia, capitali…) prodotti

PROCESSO PRODUTTIVO

tutte le fasi di lavorazione che, partendo dagli input acquistati all’esterno, conducono all’output finale.

Può essere svolto tutto all’interno dell’impresa o tra più imprese.

≠ produzione (è l’output)

OUTPUT

Prodotto finito: mercato business to business (B2B) (lenti degli occhiali, tacco di una scarpa)

Prodotto finale: mercato business to consumer (B2C) (occhiali, scarpe).

MERCATO

● Da un punto di vista economico il mercato è il luogo di incontro tra la domanda e l’offerta1 scambio tra

due o più contraenti di output rispettivamente posseduti.

- Scambi in entrata, acquisizione INPUT= mercato della produzione, del lavoro e finanziario.

- Scambi in uscita, cessione OUTPUT= mercato di vendita.

● Nella prospettiva aziendalistica della ricerca della competitività dell’impresa il mercato è l’insieme dei

clienti (attuali e potenziali) dell’impresa.

MERCATO ≠ SETTORE in una prospettiva aziendale.

Il settore è l’insieme delle imprese che operano nello stesso ambito di attività economica (attività agricola,

calzaturiera…).

CLIENTE ≠ CONSUMATORE

Consumatore è colui che effettivamente consuma il

prodotto. Cliente è colui che lo acquista.

Un’impresa di produzione, dal punto di vista pubblicitario rivolge la sua pubblicità più verso il consumatore

o il cliente? e un’impresa di distribuzione? Nel primo caso si rivolge al consumatore, nel secondo caso ha più

interesse che sia acquistato dal cliente.

Ci sono diverse tipologie di beni output, una di queste sono i

BENI FUNGIBILI (commodity). Sono generalmente materie

prime, ossia qualsiasi tipo di bene che viene scambiato per

soddisfare un bisogno, a prescindere dalle sue differenze

qualitative. Bene indifferenziato, ossia un prodotto facilmente

intercambiabile in termini di prezzo e qualità con altri prodotti

della stessa categoria merceologica.

➔ Beni fungibili, perché sono tra loro sostituibili allo scopo di

realizzare un servizio o una necessità (commodity =vantaggio

o convenienza).

Compriamo ancora commodity? Negli ultimi anni si è sviluppata una tendenza a vendere alcuni prodotti

nella modalità commodity, quindi senza brand, senza riferimento ad una determinata impresa. Questo è un

problema per le imprese che le hanno prodotti, in quanto deve riuscire a vendersi da solo, senza packaging.

E’ stato un problema sia per le imprese della produzione che della distribuzione, nel caso in cui non vengano

venduti comportano una perdita per entrambi. Si sono cercati dei modi per rendere questi beni meno

indifferenziati.

BENI DI CONSUMO, possono essere utilizzati direttamente dall’individuo.

● immediato, il consumo si esaurisce in un unico atto.

● durevole, il consumo è ripetuto più volte.

➔ Convenience Goods, beni di largo consumo ad acquisto corrente, acquistati d'impulso, frequentemente,

rapidamente e con un minimo sforzo di confronto.

➔ Shopping Goods, beni di consumo ad acquisto saltuario (meno frequenti) e ragionato/ponderato

(confronto di brand su prezzo, qualità, ecc.).

➔ Speciality Goods, beni speciali o esclusivi, differenziati nella qualità e nell’immagine per il quale il

consumatore percepisce un alto valore simbolico e per il quale è disposto a spendere più di quanto gli

costerebbe altri prodotti simili (premium price).

❖ Beni banali (es. pane)

❖ Beni problematici, richiedono un certo sforzo (es. auto). Le imprese per vendere di più questi beni

hanno avviato un processo che si chiama banalizzazione dei beni problematici, cioè le imprese

cercano di far sì che i clienti abbiano meno difficoltà l’acquisto di beni problematici, questo lo fanno

fornendo diverse e molte informazioni.

BENI STRUMENTALI, vengono utilizzati per produrre un altro bene. Sono beni che un'impresa acquista

per un uso pluriennale, in quanto contribuiscono all'attività per un periodo superiore all'esercizio (es.

immobile, macchinario, computer…).

SERVIZI è una prestazione intangibile, per il quale il cliente deve percepire un beneficio per l’attività

ricevuta.

I SETTORI PRODUTTIVI DEL SISTEMA ECONOMICO

QUATERNARIO, comprende imprese di servizio che basano il proprio core business sul know-how e sui

servizi intellettuali come la ricerca e sviluppo, la formazione, la consulenza e ICT (Information and

Communication Technologies).

Attività intellettuali spesso associate all'innovazione tecnologica 1 ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

QUINARIO:

● i più alti livelli decisionali in una società o in un'economia come alti dirigenti o funzionari in settori

quali governo, scienza, università, organizzazioni non profit, sanità, cultura e media

● polizia e vigili del fuoco

● attività domestiche svolte in casa da un familiare o da un dipendente, come assistenza all'infanzia o

pulizie.

FATTORI DI SVILUPPO DELLE IMPRESE DI SERVIZI: ricchezza in aumento, più tempo libero, alta

percentuale di donne che lavorano, maggiore aspettativa di vita, prodotti sempre più sofisticati, maggiore

complessità della vita, maggiore attenzione all’ecologia e alla scarsità delle risorse, crescente numero di

nuovi prodotti. 24/02/2022

da scambiare con entità esterne

Le funzioni dell’impresa sono di tipo:

● economico, produrre beni e servizi capaci di soddisfare un bisogno umano generando uno scambio.

Bisogno: stato di necessità, privazione, esigenza…≠ Desiderio: manifestazione del bisogno attraverso

l’apprendimento dell’individuo in termini di cultura, personalità, stile di vita.

- I bisogni sono pensati per essere alla base dei desideri e delle aspettative.

- I bisogni risiedono più in profondità nella psiche umana e tendono ad essere più inconsapevoli e

globali (le imprese fanno molta più fatica a capire i bisogni rispetto ai desideri).

- I desideri e le aspettative sono più consapevoli, accessibili e specifici in natura.

Le imprese tendono a specializzarsi in una determinata attività economica e attraverso lo scambio con

altre imprese si arriva a realizzare l’output finale che va a soddisfare il bisogno del cliente (principio di

specializzazione e l’economia di scambio o di mercato).

Produrre un valore capace almeno di remunerare le risorse impiegate.

MODELLO DI KANO

➢ Bisogni impliciti, nel momento in cui il bisogno è ovvio, scontato per il cliente (nel caso in cui non lo

riceva, sarà molto insoddisfatto). (es. in vacanza: pulizia, corrente, acqua calda..). Non vengono

comunicati dai clienti.

➢ Bisogni attesi, necessità che il cliente si aspetta di ottenere (nel caso in cui non lo riceva, esso sarà

insoddisfatto). (es. servizio in camera, wi-fi…). Se si trova sempre quel determinato servizio, con il

tempo il livello comincia ad abbassarsi e quindi diventa implicito. Questo ce lo si aspetta anche dai

competitors. Diventa grave per le imprese quando i bisogni latenti diventano attesi, perché se prima ti

generava un effetto wow, con il tempo l'impresa sarà obbligata a soddisfarlo. Vengono comunicati

esplicitamente dai clienti, quindi non crea grandi difficoltà per le imprese.

➢ Bisogni latenti, necessità che i clienti non sanno di avere. (es. shampoo di marca, gadget…). Non

sempre per soddisfare questo bisogno le imprese devono utilizzare elevati capitali, ma devono creare il

cosiddetto effetto WOW, quindi generare un qualcosa che il cliente non si aspettava. (es. quando

ritorni nello stesso Hotel e vieni riconosciuto, un arredamento tipico che ci colpisce). Il livello di

aspettativa è diverso se si va in un hotel 5 stelle o in un b&b. Dato che nemmeno il cliente sa di avere

questa necessità, è l’impresa che attraverso ricerche cerca di soddisfare questo tipo di bisogni. Le

imprese non devono alzare troppo le aspettative, perché questo porta ad un innalzamento delle uscite

economiche.

Per le imprese sarà più difficile individuare i bisogni.

● meta-economico (andare oltre l’aspetto economico). Miglioramento della qualità della vita delle persone.

➔ l’impresa deve produrre benessere per tutti gli stakeholder (funzione sociale). (Prodotti di quarta

gamma: verdure già confezionate pronte per essere mangiate).

➔ applicazione della scienza a fini produttivi (innovazione). 28/02/2022

al fine della produzione di ricchezza

E’ dallo scambio che si crea la ricchezza. (guadagno: termine generale).

● valore economico (il costo è sostenuto dall’impresa a livello produttivo, mentre nel momento in cui

vende si parla di prezzo, che è del mercato)

- valore di scambio, prezzo che si crea nel mercato attraverso le relazioni tra domanda e offerta, che il

cliente è disposto a pagare per l’acquisto di un determinato bene. Si considerano le esigenze sia di chi

vende sia di chi compra.

- valore d’uso, prezzo che il cliente sarà disposto a pagare per l’acquisto del bene/servizio in funzione

delle utilità generate in riferimento ai suoi bisogni e desideri. Si considerano solo le esigenze di chi lo

utilizza.

FINI DELL’IMPRESA→FINALITA’ IMPRENDITORIALI

L’impresa è astratta, mentre esiste l’imprenditore o il gruppo imprenditoriale, che sono coloro che prendono le

decisioni. L’impresa è una emanazione e strumento di una capacità imprenditoriale finalizzata verso certi

risultati.

➔ FINE: ciò che ci si propone di fare. Ottica di medio-lungo termine.

➔ OBIETTIVO: tappe di un percorso che portano al raggiungimento delle finalità. Ottica di breve termine.

● reddito (quantità economica), ricavi-costi, divario tra il ricavo dei prodotti venduti e il costo delle

risorse impiegate →legati all’aspetto produttivo.

● profitto (quantità economica) /utile, ricavi- tutti i costi. Grandezza residuale ed eventuale (non è detto

che ci sia). Corrispettivo che spetta all’imprenditore per una serie di prerogative:

- per la sua creatività e capacità innovativa, quindi viene visto come premio

- apporto di capitale che l’imprenditore ha immesso nell’impresa

- è colui che organizza i fattori produttivi, per questo riceve una retribuzione

- rischio d’impresa per l’attività svolta. Tipi di rischi: rischio di mercato, rischio operativo, rischio

finanziario e rischio puro.

● redditività, è il reddito rapportato al capitale investito. Si esprime in termini percentuali.

TEORIE SULLE FINALITA’ IMPRENDITORIALI

1. Teoria della massimizzazione del profitto: l’imprenditore tende a rendere massima la differenza tra ricavi

tot e costi tot.

Teoria economica→obiettivo fondamentale dell’impresa

- l’imprenditore si comporta in modo razionale (homo oeconomicus, l’uomo è guidato dalla logica,

razionalità, ma non dall’intuito.)

- l’imprenditore aspira a un grande profitto

- di fronte ad un profitto elevato, se scoprisse che con lo stesso sforzo è possibile ottenere ricavi più

elevati, cercherà di eliminare gli sprechi.

di Milton Friedman SHAREHOLDER/STOCKHOLDER THEORY

- risponde agli obiettivi dell’imprenditore proprietario

- l’esclusiva responsabilità di un impresa è nei confronti dei suoi azionisti.

STAKEHOLDER THEORY di R.Edward Freeman

→ la responsabilità dell’impresa è nei confronti degli stakeholder.

Sarebbe possibile in base a tali condizioni:

● le scelte dell’impresa sono espressione di un’unica volontà coerente

● i manager eseguono accuratamente la direttiva loro impartita dai proprietari

● i dipendenti eseguono altrettanto accuratamente i compiti previsti dai loro contratti di assunzione

Ma le imprese si comportano tutte secondo uno stesso modello? Questa teoria non prende in considerazione gli

stakeholder ma solo i proprietari.

Ne

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marty.gr02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Business management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Bonfanti Angelo.
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