Capitolo 4: Break Even
La determinazione del punto di pareggio aziendale
Il margine di contribuzione è da ritenersi una grandezza di importanza fondamentale per decisioni relative ai volumi di produzione/vendita, in quanto fornisce utili indicazioni riguardo a come raggiungere il punto di pareggio aziendale o definiti livelli di prodotto.
Struttura aziendale mono-prodotto
- Ricavi - costi operativi = reddito operativo.
I costi operativi sono divisi in diverse tipologie, ovvero costi variabili e costi fissi:
- Ricavi - costi variabili - costi fissi = reddito operativo.
- Prezzo di vendita x quantità - (costo variabile unitario x quantità) - costi fissi = RO.
Se poniamo RO = 0 per esempio possiamo calcolare la quantità di pareggio:
- Q* (di pareggio) (prezzo - costo variabile unitario) = CF.
- Q* = CF/(prezzo - costi variabile unitari) = CF/MDCu —> quantità di break even.
- (P x Q) - (CV u x Q) - CF = RO —> relazione fondamentale.
Possiamo ricavare qualsiasi incognita ipotizzando noti le altre incognite. La relazione fondamentale può essere rappresentata graficamente.
Descrizione dei costi
- Costi fissi —> non variano al variare delle quantità (se i costi fissi dovessero essere più bassi, la retta parallela all’asse delle ascisse si abbassa).
- Costi variabili —> retta che parte dall’origine e con coefficiente angolare pari al costo variabile unitario (se aumenta questo, la retta diventa più verticale, quindi si sposta verso l’alto).
- Costi totali —> costi variabili + costi fissi — la retta parte dal livello dei costi fissi.
- Ricavi totali —> la retta ha un coefficiente angolare che è pari al prezzo di vendita (se aumenta il prezzo, la retta dei ricavi va verso l’alto).
Raggiungo il pareggio quando i ricavi sono uguali ai costi —> RO = 0 solo in pareggio. Il punto di pareggio viene individuato tracciando e individuando l’intersezione tra i ricavi totali e i costi totali. Al di sotto di questa quantità Q di pareggio c’è una perdita, mentre al di sopra del punto di pareggio ho un guadagno.
Suppongo che la retta dei ricavi sia più bassa —> non conviene produrre perché non arrivo al pareggio (più produco più perdo) - in questo caso il costo variabile unitario > prezzo, quindi sono in una situazione di MDC u negativo. Non conviene mai produrre questo prodotto.
Ipotesi per la formula e il grafico
- Quantità prodotte = quantità vendute (o variazione delle rimanenze pari a 0).
- Linearità delle funzioni di costo e ricavo —> normalmente la retta dei costi variabili potrebbe avere un andamento curvilineo perché vi sono alcuni effetti che fanno diventare l’azienda più efficiente — non ci devono quindi essere economie di scala e effetti esperienza affinché il costo variabile possa essere rappresentato da una retta.
- Costanza dei prezzi costo, costanza dei prezzi ricavo.
- Costanza dei livelli di efficienza.
- Costanza dei costi fissi.
- Proporzionalità dei costi variabili al volume di attività.
Area di rilevanza —> è un ambito spaziale e temporale limitato - i costi fissi nel tempo variano quindi si può applicare il modello solo nel breve periodo e non nel lungo. Si può ipotizzare di aumentare la produzione a parità di condizioni ma in determinati limiti.
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