BOTANICA
Le piante sono importanti per la nostra vita perché ci forniscono cibo, materie prime, medicinali,
metaboliti secondari, sono produttori primati negli ecosistemi e di ossigeno che serve per la
respirazione. Sono capaci di trasformare l’energia luminosa in energia chimica, fotosintesi.
Le piante sono molto importanti per un biologo: ad esempio i meccanismi sono comuni a diversi
organismi viventi, i geni e genomi sono analoghi in piante e animali, ecologia e conservazione,
adattamento, agricoltura moderna, biotecnologie vegetali, OGM…
L’ecosistema è l’unità funzionale dell’ecologia. Gli organismi viventi sono sempre in stretta
dipendenza reciproca e costituiscono nel loro insieme una comunità biologica o biocenosi. Ogni
biocenosi occupa una certa area detta biotopo. Tendenzialmente le piante sono sessili, occupando
una determinata area.
Tutti gli ecosistemi per mantenersi sfruttano l’energia solare che viene catturata dagli organismi
fotosintetici (piante e batteri) e trasformata in energia chimica. Questi organismi sono detti
produttori primari. Essi vengono mangiati dagli erbivori, consumatori primari, che a loro volta
saranno mangiati dai carnivori, consumatori secondari. L’insieme di queste relazioni è definito
catena alimentare. In base alle relazioni trofiche ciascun gruppo di organismi occupa un livello
trofico costituendo una piramide ecologica.
La catena trofica è una condizione di equilibrio necessario che permette ai diversi organismi di
sfruttare differenti forme di energia. In base al tipo di fonte energetica gli organismi viventi
possono essere distinti in: autotrofi e eterotrofi.
Gli autotrofi sono organismi un grado di sintetizzare, a partire da sostanze inorganiche semplici, i
composti organici che forniscono l’energia necessaria allo svolgimento delle reazioni metaboliche.
Si suddividono in:
• Fotoautotrofi: sintetizzano i composti organici usando come fonte di energia la luce solare
la luce solare, e attuano un processo definito fotosintesi. Tra questi organismi troviamo
alghe, piante, alcuni batteri.
• Chemioautotrofi: sintetizzano i composti organici utilizzando come energia quella che
deriva dall’ossidazione di composti inorganici. Tra questi vi sono i batteri nitrificanti
ferrobatteri, i metanobatteri e gli idrogenobatteri.
Gli eterotrofi sono organismi non in grado di sintetizzare i composti organici da precursori
inorganici e che deve procurarseli nutrendosi di altri organismi. In particolare, nei processi di
respirazione cellulare, i composti organici vengono ossidati e permettono la produzione di energia
che verrà poi utilizzata nelle reazioni metaboliche. Sono eterotrofi molti batteri, i protozoi, i funghi
e gli animali. Occupano il ruolo di consumatori. I tipi di nutrizione sono per assorbimento (alcuni
batteri e funghi) o per ingestione (animali).
1. CELLULA VEGETALE
La cellula si trova in tutti gli organismi viventi. Quindi la cellula è l’unità fondamentale della vita. La
struttura base è costante sia negli animali sia nei vegetali. Dal punto di vista funzionale è in grado
di assumere sostanza dall’esterno, elaborare per ottenere molecole e spostarle al suo interno per
produrre energia…
Gli organismi possono essere unicellulari e pluricellulari. Le varie reazioni chimico-biologiche
avvengono in esse. Le cellule si originano da altre cellule in quanto si duplica il materiale genetico
che viene trasferito poi alle cellule figlie.
Le caratteristiche comuni a tutte le cellule sono la presenza di una membrana esterna, membrana
plasmatica, che separa l’ambiente cellulare da quello esterno e la presenza del materiale genetico
che governa tutte le attività della cellula e la rende in grado di riprodursi.
Le cellule procarioti caratterizzano gli organismi più
semplici (batteri, cianobatteri) ed è nata 3,5 miliardi di anni
fa. Ha delle piccole dimensioni tra 1 e 10 µm. Gli organuli
non sono delimitati da una membrana, quindi manca una
compartimentazione interna. È una cellula indipendente
grazie alla presenza di una membrana plasmatica
circondata da una parete cellulare (funzione protettiva)
composta da peptidoglucano. Quindi non si ha la vera e propria specializzazione della cellula. Non
è composta da un involucro nucleare ma l’unica molecola di cromosoma circolare risiede in una
regione detta nucleoide. Non è legato ad istoni (proteine basiche) ed è poco organizzato.
Le cellule eucarioti comparirono 2 miliardi di anni fa (teoria
endosimbiontica seriale di Margulis). Ha una grandezza
maggiore di 10-100 µm. normalmente le cellule eucarioti si
aggregano a formare organismi pluricellulari. Strutturalmente
si ha la presenza degli organelli: oltre a una membrana esterna
si ha anche una interna, ciò vuol dire nel corso del tempo la
cellula doveva fare qualcosa che non poteva avvenire nel
citosol, ma nella membrana. Il DNA è lineare strettamente
associato a particolari proteine (istoni) e forma numerose strutture dette cromosomi (cromatina
se separati). I cromosomi sono contenuti nel nucleo circondato da una doppia membrane,
l’involucro nucleare, si ha una compartimentazione. La parete cellulare è presente solo in alcuni
organismi (piante e funghi), non è omologa a quella dei procarioti.
Esistono delle differenze tra le due anche a livello del citoplasma. Nell’eucariote ad esempio
troviamo un citoscheletro che è un’impalcatura di filamenti proteici che mantengono la forma
della cellula e trasportano le sostanze, mentre è assente nelle procarioti. I processi metabolici
avvengono negli organelli delle cellule eucarioti che sono strutture compartimentate (mitocondri e
cloroplasti), mentre nella procariote non si hanno organelli perciò le reazioni metaboliche sono
svolte da enzimi presenti nelle invaginazioni della membrana plasmatica (cianobatteri). I ribosomi
sono in ridotte dimensioni nelle procarioti, mentre nelle eucarioti sono più complessi di RNA e
proteine deputati alla sintesi proteica.
Ciò che non andava nelle cellule procarioti era dato dall’evoluzione e
dalla competitività, dato che avevano peculiarità limitanti come il fatto
di dover stare in acqua. Per conquistare le terre emerse le cellule
avevano bisogno di più energia e ATP per fare qualsiasi cosa. Quindi
c’era bisogna di più zone per catturare la luce. Probabilmente in questo
modo si sarebbero sviluppati le prime cellule fotosintetiche attraverso
delle invaginazioni, andando via via a distinguere il citoplasma in parti e
membrane. Queste membrane assorbivano la luce più facilmente in
organelli che avevano la possibilità di spostarsi liberamente. Sembra
che poi questo procariote sia stato inglobato ed abbia dato vita al
cloroplasto. Quindi per aumentare l’efficienza fotosintetica era
importante aumentare la quantità di membrane. Degli organismi procarioti che hanno sviluppato
l’autotrofia per fotosintesi. Presentano invaginazioni della membrana plasmatica dette tilacoidi
all’interno delle quali è presente clorofilla e altri pigmenti.
Le cellule vegetali e animali hanno delle
strutture peculiari ed altre differenti. Quindi la
cellula vegetale rispetto a quella animale è
caratterizzata da plastidi, vacuolo e parete
vegetale. Esternamente è descritta da una parete
che è semirigida, mentre nucleo e citoplasma
insieme sono il protoplasto. Il citoplasma è
delimitato da una membrana plasmatica e al suo
interno è presente un liquido chiamato citosol. Il
citoplasma potrebbe avere una dimensione
molto limitata in base alla grandezza del vacuolo
che può occupare dal 50% al 90% della cellula. La
cellula vegetale contiene organelli, sistemi di
membrane, strutture non membranosi
(ribosomi), nucleo e uno o più vacuoli delimitati
dal tonoplasto.
La membrana cellulare è formata da un doppio strato
fosfolipidico con incluse proteine globulari ed ha uno
spessore di 7 nm. È definita da uno strato polare e uno
apolare che permettono l’interazione e scambi con
l’esterno. Si crea come un gioco polare-apolare-polare di
chi può passare e chi no per creare dei potenziali sia per
proteggersi. Quindi la membrana non è una struttura passiva, ma è selettiva e semipermeabile
(media i trasporti attraverso il protoplasto). Coordina la sintesi e l’assemblaggio di microfibrille di
cellulosa che costituiranno poi la parete cellulare. Riceve a trasmette segnali deputati al controllo
della crescita e della differenziazione cellulare.
Il nucleo non cambia molto da quello della cellula animale in quanto
contiene il DNA, organizzato in cromosomi e legato a istoni e proteine
strutturali. E’ delimitato da un doppia membrana (involucro nucleare).
L’involucro nucleare presenta numerosi pori per lo scambio di materiale tra
nucleo e citoplasma. Le sue funzioni principali sono quelle di controllare lo svolgimento delle
attività cellulari attraverso la regolazione della sintesi proteica e di racchiudere l’informazione
genetica della cellula e la trasmette alle cellule figlie (tramite la divisione cellulare).
I mitocondri variano da 100 a 1000 in una cellula. La struttura è delimitata
da una doppia membrana, la più interna ripiegata a formare delle creste
mitocondriali che aumentano la superficie attiva dell’organulo in grado di
compiere respirazione cellulare per produrre energia. All’interno è
presente una matrice liquida che contiene proteine, DNA, RNA, piccoli
ribosomi e alcuni soluti. Sono organelli semiautoimmuni con DNA circolare
non compartimentato. Sono in continuo movimento e si dispongono in
base alle richieste della cellula.
Nelle cellule eucariote abbiamo il reticolo endoplasmatico che è un sistema di membrane con
funzione di trasporto per le sostanze all’interno della cellula. La sua organizzazione e complessità
varia in base al tipo di cellula, alla sua attività e allo stadio di sviluppo. Il RER, r. e. rugoso, è ricco di
ribosomi ed è importante per produrre proteine che vanno poi al golgi al cui interno termineranno
la loro costruzione. Il REL, r. e. liscio, presenta tubuli e manca di ribosomi, è sede della sintesi dei
fosfolipidi e glicoproteine necessarie per la costruzione della membrana. I due tipi di RE coesistono
e sono interconnessi all’interno della cellula.
L’apparato di Golgi è un sistema di cisterne membranose appiattite e impilate le une sulle altre. Si
identificano tre elementi: le vescicole transfer (veicolano nel comparto), le cisterne e le vescicole
di secrezione (porta verso la membrana e poi all’esterno come ad esempio profumi o gusti).
Rielabora e modifica le molecole provenienti da altri organuli (es. RE) all’interno delle cisterne.
Seleziona ed esporta i nuovi prodotti cellulari (lipidi, glicolipidi e glicoproteine) verso la loro sede
corretta tramite le vescicole di secrezione.
I ribosomi sono piccole particelle (20nm) costituite da RNA e proteine. Sono costituiti da due
subunità prodotte dal nucleo e trasportate ed assemblate nel citoplasma. Sono abbondanti nel
citosol in forma libera o legati al RER. Sono i siti in cui gli amminoacidi si legano tra loro a formare
le proteine.
La riproduzione cellulare è data da una divisione dalla cellula madre a due cellule figlie identiche
che contengono circa la metà del citoplasma materno e la replica esatta del materiale genetico.
Negli organismi procarioti unicellulari: aumenta il numero di individui della popolazione, mentre
negli organismi eucarioti pluricellulari: accresce l’organismo e ripara i tessuti danneggiati. La
divisione cellulare nei procarioti é un processo relativamente semplice che inizia con la
duplicazione dell’unico cromosoma e si conclude con l’introflessione della parete e della
membrana cellulare (che divide le 2 cellule), si definisce scissione binaria.
La riproduzione cellulare negli eucarioti è un processo più complicato perché sono organismi
pluricellulari con un DNA quantitativamente maggiore ed è organizzato in molecole lineari
contenute in numerosi cromosomi distinti. Ad esempio nelle piante serve molta regolazione e
messaggi che diano le informazioni ai germogli, sul dove crescere e quando. Il ciclo cellulare è la
serie di eventi che porta alla formazione di due nuove cellule figlie. La prima è una fase
preparatoria alla divisione cellulare detta interfase, in cui ad esempio si ha la duplicazione dei
cromosomi (fase G1, S, G2). La mitosi successivamente è la divisione nucleare, seguita dalla
divisione citoplasmatica o citodieresi. Queste ultime due fasi, o fase M, completano la divisione
cellulare. Negli animali è rarissimo che si blocchino prima della fase M, mentre la cellula vegetale
può uscire in qualunque momento dal ciclo; G1, G1 quiescente, G2, G2 quiescente o G0. Questo
accade perché le piante in quanto sessili sono preda degli eventi, quindi lo bloccano a seconda
della loro comodità in risposta all’ambiente esterno.
La mitosi è un processo diviso in quattro fasi. La Profase
fa la condensazione da cromatina a cromatidi fratelli e
scomparsa del nucleo. La Metafase indica la formazione
del fuso mitotico e disposizione equatoriale dei
cromosomi. L’Anafase definisce la separazione dei
cromatidi fratelli e migrazione dei cromosomi figli verso i
poli opposti della cellula. La Telofase completa la
separazione delle 2 serie di cromosomi, riforma
l’involucro nucleare, scompare il fuso mitotico e si ritorna
alla cromatina. Mentre nelle cellule vegetali delle piante
adulte si hanno delle peculiarità, poiché si
dice che avviene la divisione cellulare per
fragmoplasto. Nella fase G1 (prima della
duplicazione del DNA) il nucleo cerca di
raggiungere il centro della cellula. Si attacca a briglie citoplasmatiche che alla fine condensano a
formare una lamina trasversale di citoplasma che taglia la cellula secondo il piano in cui essa si
dividerà. Questa lamina ricca di microtubuli e filamenti di actina è detta Fragmosoma. Subito dopo
sotto la membrana plasmatica si ottiene una banda di microtubuli disposti ad anello intorno al
nucleo esattamente a livello del piano equatoriale dove si troverà il fuso mitotico. Prepara quindi il
piano del fuso mitotico alla divisione, portandolo al centro. Questa banda che compare nella fase
G2 prima quindi della mitosi è detta Banda Preprofasica.
La banda preprofasica scompare alla mitosi e nel nucleo si forma il fuso mitotico. Terminata la
mitosi e durante la citodieresi dei microtubuli si allineano in corrispondenza della piastra
metafasica ed iniziano a catturare vescicole del Golgi che si allungano cercando di raggiungere la
membrana plasmatica, così dividendo i due nuclei. Questa struttura è detta Fragmoplasto. Ecco
quindi che questa piastra cellulare si fonderà con la membrana plasmatica divenendo parte di essa
e separando così la cellula in 2 nuove cellule figlie.
2. PLASTIDI E LA FOTOSINTESI
Sono organuli cellule vegetali caratteristici delle cellule vegetali
(mancano nei funghi e procarioti), variano per tipo e funzione.
Sono semiautonomi dato che sono in grado di riprodursi per
divisione e di sintetizzare alcune proteine di cui necessitano. Il
termine semi è dato dall’evoluzione del DNA dei plastidi che col
tempo si è modificato, perciò i plastidi ottengo le proteine sia
dalla sintesi proteica esterna che dalla sintesi nucleare. I plastidi
hanno una doppia membrana esterna. Al loro interno si
differenziano un sistema di membrane dette Tilacoidi che sono
immersi in una sostanza fondamentale o Stroma che contiene
DNA, RNA, ribosomi. Il DNA è strutturalmente simile a quello
batterico, circolare e non legato a istoni. I plastidi svolgono diverse funzioni, essendo coinvolti nei
processi di fotosintesi e di accumulo di sostanze.
Mitocondri e cloroplasti si sono probabilmente originati da una cellula procariote. Ci sono diverse
prove a favore di questa teoria ad esempio la presenza di un proprio DNA, molecola piccola
circolare e non organizzata dentro un nucleo. Sono caratterizzati dai ribosomi 70S, come i
procarioti, e non 80S come gli eucarioti. Sono in grado di sintetizzare proteine a partire dal proprio
DNA. Si dividono per scissione binaria, tipica dei procarioti e hanno una doppia membrana una
delle quali deriva dal procariote originario, mentre non possiedono microtubuli.
L’origine degli organismi eucariotici è spiegata dalla teoria endosimbiontica seriale di Lynn
Margulis. Il progenitore procariote perde la parete cellulare e acquista la capacità di inglobare un
altro procariote, introflettendo la membrana plasmatica, e formando un complesso sistema di
membrane. Fagocita un batterio capace di respirare conservandolo come ospite (endosimbiosi) in
una vescicola citoplasmatica. Diventerà un mitocondrio. Successivamente fagocita un
cianobatterio fotosintetico conservandolo come ospite (endosimbiosi) in una vescicola
citoplasmatica che sarebbe diventato un plastidio. Quindi in primis si è sviluppata la cella eucariote
animale e poi vegetale. Il primo organismo completamente autonomo sono state le alghe.
I plastidi sono classificati in base ai pigmenti contenuti e la funzione svolta.
I proplastidi sono i precursori dei plastidi differenziati,
rappresentandone lo stadio giovanile. Da essi si sviluppano i
plastidi adulti: cloroplasti, ezioplasti, cromoplasti, leucoplasti
e amiloplasti. I proplastidi sono presenti nelle cellule
giovanili o meristematiche di germogli e radici. Sono
organelli totipotenti ciò vuol dire che hanno la capacità di
evolversi o in un cloroplasto, o cromoplasto.. Possono
differenziarsi in ogni tipo di plastidio e inoltre hanno la
capacità di tornare indietro nello stadio ancestrale di proplastide per poi differenziarsi in un altro
derivato. I proplastidi sono molto piccoli (0,5-1 µm) con un DNA circolare e pochi ribosomi. Sono
incolori quindi non hanno la clorofilla ma la protoclorofilla. Anche i tilacoidi, si
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