BIOMECCANICA
CELLULE
La cellula é l’elemento base della vita, é l’elemento vivente. In essa si svolgono quelle attività che poi insieme
generano tutte le attività dei tessuti e organi degli esseri viventi animali e vegetali.
Svolgono tutte le attività chimiche per sostenere la vita, costituiscono le unità funzionali di tutti gli organismi viventi
Sono come dei contenitori che contengono proteine, acidi nucleici, carboidrati, lipidi e altre sostanze varie tra cui
H2O.
Non si conoscono da tanto, nel 1838 furono ipotizzate da T.Shwann (zoologo) e M. Schleiden (botanico) che
proposero la teoria cellulare : tutti gli organismi sono composti da cellule che possono costituire organismi mono o
pluricellulari
“Tutti gli organismi sono costituiti da cellule e da componenti cellulari”.
Tuttavia ancora non si vedevano.
Nel 1860 R Virkow fece le prime osservazioni sulle cellule in riproduzione ed affermò:
“ogni cellula vivente deriva da una cellula preesistente” : deriva da una cellula che già esisteva prima
La teoria cellulare moderna
La teoria nella sua forma moderna riassume questi concetti in tre enunciati:
le cellule sono le unità strutturali degli organismi viventi (sono le unità base che caratterizzano gli organismi)
❑ le cellule sono le unità funzionali degli organismi viventi
❑ ogni cellula deriva da un’altra cellula preesistente
❑
Nel 1850 Schulze definisce la cellula:
Particella microscopica elementare della sostanza vivente, costituita da una massa mucillaginosa contrattile, ben
delimitata, non miscibile con acqua, che contiene un corpicciattolo detto “nucleo”.
ECCEZIONI ALLA TEORIA
non microscopiche
-Cellule
Non è detto che le cellule debbano essere microscopiche, esistono cellule ben visibili ad occhio nudo, uova degli
uccelli (oocita umano al limite della risoluzione)
con elementi extracellulari
-Tessuti
Tessuto connettivo, in gran parte costituito da elementi extra-cellulari, ma sempre sintetizzate ed assemblate dalle
cellule connettivali. Ovvero nei tessuti non abbiamo solo cellule ma anche elementi extra cellulari, il tessuto
connettivo costituito da elementi che tengono insieme le cellule e che insieme ad esse caratterizzano il tessuto,
inoltre le cellule si possono anche fondere tra loro per sistema cellulare più ampio es. fibre muscolari (anche
qualche decina di cm di lunghezza)
-Sincizi
Fusione di cellule, estesi citoplasmi plurinucleati (muscolo)
-Plasmodi
Moltiplicazione del nucleo senza divisione cellulare (epatociti)
-Virus
Parassiti obbligati, al confine tra vivente e non-vivente (Non rientrano nella teoria)
Si pensa che i virus siano delle cellule , ma in realtà esso non è propriamente vivente, non si riproduce, in realtà
sono le sostanze dove esso è inserito che lo riproducono, il virus non muore ma si disattiva e perde le sue
caratteristiche.
delle cellule non assoluta
-Autonomia
L’autonomia delle cellule non è assoluta, la riproduzione non è totalmente libera, si riproducono all’interno di uno
spazio e quando esso è saturo la riproduzione si arresta.
*Inibizione da contatto
Una volta riempito lo spazio a loro disposizione le cellule smettono di replicarsi e differenziano oppure muoiono
*Interazione cellula
Scambio di informazioni tra le varie cellule, per cui non completamente indipendenti
Le Ovocita 200MM
dimensioni variabili Umana
vovo
curla
es
sono -> :
.
A grandi linee possiamo distinguere tra
cellule procariotiche : non hanno un
nucleo, sono più semplici , hanno un
contenitore e un citoplasma e dna, poi
abbiamo le cellule eucariotiche: hanno
il nucleo e altri costituenti come
mitocondri, citoplasmi ecc.
Le cellule dotate di nucleo permettono
comunicazione tra nucleo e citoplasma Presenti all’interno anche degli organuli
attraverso pori dei dove abbiamo Altri elementi presenti all’interno
passaggio di sostante = informazioni
Organuli cellulari
I vari organuli cellulari come: il citoplasma, il nucleo, il nucleolo, il reticolo endoplasmatico liscio e rugoso, l'apparato
del Golgi, i ribosomi, i mitocondri, i lisosomi ecc. ecc., possiedono una struttura ed una funzione ben definita e
sono presenti sia nelle cellule animali che vegetali.
Organuli
• Organuli (o organelli) sono parti specializzate della cellula adibiti a compiti specifici
• Alcuni organelli hanno forme particolari
• La presenza o assenza di alcuni organelli dipende dalle funzioni principali della cellula:
Mitocondri, nucleo, Golgi, rER, lisosomi, ecc.
Strutture cellulari
Le cellule animali e vegetali possiedono una struttura di base molto simile. Tale struttura è il risultato delle funzioni
metaboliche svolte dalla cellula come la costruzione e il rinnovamento di se stessa e la produzione di energia
necessaria al proprio funzionamento.
tessuto
Il rappresenta un insieme di cellule specializzate, simili per morfologia e derivazione embrionale e associate
per funzioni (possono essere cellule dello stesso tipo o di tipi diversi= tessuti complessi, e queste cellule sono
tenute insieme da una sostanza fondamentale
tessuti semplici
-Nei le cellule sono tutte dello stesso tipo (es. t. muscolare liscio)
tessuti complessi
-Nei sono presenti più tipi cellulari (es. t. nervoso)
L’organizzazione delle cellule in tessuti è resa possibile grazie alle giunzioni cellulari che regolano il riconoscimento
e l’adesione tra cellula e cellula.
Capacità rigenerative dei tessuti
In base alla loro capacità rigenerativa, le cellule che costituiscono un tessuto si possono distinguere in:
•labili: cellule soggette a continuo rinnovamento per divisione costante (cellule dell’epidermide, del midollo osseo e
della mucosa digestiva)
•stabili: cellule che usualmente non si dividono ma che possono farlo in caso di necessità (cellule epatiche)
•perenni: cellule che hanno perso, una volta differenziatesi, la capacità di dividersi (neuroni, fibre muscolari striate)
N.B.: Le capacità rigenerative di un tessuto derivano dalla presenza delle cellule staminali
Le cellule staminali
Le cellule staminali sono cellule non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule
del corpo attraverso un processo denominato differenziamento cellulare
Sono le cellule iniziali, che ancora non si sono specializzate ma hanno la capacità di specializzarsi e diventare
un’altra cellula. Può diventare cellula nervosa, muscolare… dipende da condizioni al contorno in cui si troverà,
avremo una differenziazione
Classificazione delle cellule staminali differe
capacità di
Le cellule staminali vengono classificate in base alla loro potenza, cioè sulla base della potenzialità di differenziarsi
nei vari tipi o linee cellulari. ( ho vari livelli di differenziabilità )
Totipotenza: la capacità di una singola cellula di dividersi e produrre tutte le cellule differenziate in un organismo,
compresi i tessuti extraembrionali (zigote e cellule dei primissimi stadi embrionali che precedono la quarta divisione
cellulare) -> si possono differenziare in tutti gli altri tipi di cellule
Pluripotenza: la capacità di una singola cellula di dividersi e di differenziarsi in uno qualsiasi dei tre foglietti
embrionali. Tali cellule non possono per tanto dare origine ad un organismo adulto, perché non hanno il potenziale
per contribuire ai tessuti extraembrionali, per esempio nel caso dei mammiferi placentati non possono dare origine
alla placenta (tessuto extraembrionale).
Multipotenza: la capacità di differenziarsi in un numero limitato di linee cellulari. Esse sono anche dette «cellule
progenitrici». Un esempio di cellula staminale multipotente è la cellula ematopoietica la quale può svilupparsi in
diversi tipi di cellule del sangue, ma non può svilupparsi in altri tipi cellulari.
Oligopotenza: la capacità di differenziarsi solo in alcuni tipi di cellule
Esempi di cellule progenitrici oligopotenti sono le cellule staminali vascolari che hanno la capacità di diventare o
cellule muscolari lisce oppure endoteliali.
Unipotenza: la capacità di differenziarsi in un singolo tipo di cellula; sono anche dette «cellule precursori». Ad
esempio gli epatociti, che costituiscono la maggior parte del fegato, sono unipotenti.
La capacità del fegato di rigenerarsi da un minimo del 25% della sua massa originaria è attribuita a questa
I
proprietà; altri esempi sono dati dalle cellule staminali unipotenti cubiche o cilindriche presenti a livello dello strato
germinativo dell'epidermide. dispensioni
possono
sono auRemo
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cenule questi attività
neur
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posso
=> un
TESSUTO
insieme di più cellule correlate dal punto di vista morfologico e funzionale, che costituisce gli organi.
Le caratteristiche di un tessuto dipendono dagli elementi cellulari che lo costituiscono, dal modo con cui sono
associati, dalle modificazioni che subiscono in rapporto alla funzione e dalle caratteristiche delle sostanze
intercellulari presenti (matrice extracellulare)
Nell’uomo sono presenti quattro categorie di tessuti:
tessuti epiteliali : Tessuto che riveste il corpo e gli organi, tessuto di rivestimento, di superficie; forma le ghiandole e
le funzioni sensoriali, le unghie i peli i denti -> Costituite da cellule molto fitte e compatte di zoema Regolare
sono intercellulane
sostanza
scarsa
tessuti connettivi :Grande variabilità: ossa sangue linfa cartilagini endoteli… dipende dalla sostanza fondamentale
che tiene insieme le cellule, si può passare dalle ossa al sangue. Caratterizzato da una sostanza fondamentale nella
quale sono immerse cellule di vario tipo. Le caratteristiche variano al variare dell’organizzazione della sostanza
fondamentale.
tessuti muscolari: Cellule molto allungate che se stimolate elettricamente hanno capacità di contarsi, cellule
specificamente differenziate per la funzione contrattile
tessuto nervoso: É un conduttore elettrico, segnale parte da cervello e si distribuisce per il corpo
É costituito da neuroni che si polarizzano e trasmettono il segnale, sono in grado di condurre impulsi elettrici e da
altre cellule di supporto
ORGANO: struttura differenziata costituita da cellule e da tessuti deputata ad una o più funzioni specifiche
nell’ambito di un organismo animale o vegetale. Unità funzionale che svolge una o più ben
APPARATO: insieme di più organi le cui singole funzioni si sommano dando luogo ad una funzione più generale
ORGANISMO: essere vivente e, in quanto dotato di strutture ben distinte, con propri caratteri
morfologici e funzionali. Si considerano caratteri peculiari degli organismi la capacità
di accrescimento, di reagire a determinati stimoli e di riprodursi.
APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
Il sistema vascolare è un insieme di condotti (arterie, arteriole, etc.) tra loro connessi all'interno dei quali scorre un
fluido particolare che è il sangue.
William Harvey, nel 1628, ha dimostrato l'importanza di conoscere i volumi delle cavità ventricolari per poter
valutare la portata cardiaca ed è ragionevole ipotizzare che, a distanza di più di tre secoli, l'architettura del sistema
cardiovascolare sia perfettamente definita e le dimensioni dei diversi vasi siano state valutate con una buona
approssimazione.
L’acqua é uno dei nostri principali costituenti, tutte le reazioni chimiche avvengono perché c’è acqua in tutti i nostri
tessuti, ce n’è una parte importante anche nel sangue
Inizialmente non si capiva bene da dove partisse e dove arrivasse il sangue , non era chiaro che facesse un
circolo, infatti é lo stesso che gira per tutto il corso, ritorna e riparte.
Non si capiva come facesse a ritornare indietro
Quale é il passaggio intermedio? Nell’ 800 si vide i capillari con la microscopia, solo a quel punto si è capito come
circolava il sangue.
Il sistema cardiovascolare è costituito dal cuore, che è la centrale di pompaggio, e da una ramificazione di vasi
sanguigni che partendo dal cuore vi ritornano dopo essere aumentati di numero e ridotti di sezione (dalle grandi
arterie ai capillari) e successivamente essere ridotti di numero ed aumentati di sezione (dai capillari alle grosse
vene). circolo sistemico
Sono inoltre riconoscibili due sistemi di circolazione in serie tra loro: il (che distribuisce il sangue
circolo polmonare
per tutto il corpo) e il (che porta il sangue all’interno dei polmoni dove viene ossigenato)
Come funziona il meccanismo: il cuore é costituito da due pompe
(doppia pompa che lavorano contemporaneamente, sono
sincronizzate)
Parte sinistra: il sangue arriva dai polmoni nell’atrio sinistro poi
passa al ventricolo sinistro con una contrazione e viene spinto in
aorta (la più grossa arteria) che si dirama e porta sangue verso la
testa, la periferia o gli organi interni. I vasi arteriosi si diramano
durante il loro percorso, da un vaso ne partono altri e così via. Vasi e
arterie diventano sempre più piccoli, diventano arteriole, e poi
capillari-> che portano sangue ovunque nel nostro corpo e lo
raccolgono anche, cede ossigeno alle cellule ,poi viene raccolto da
capillari venosi, con le vene che si riuniscono fino a portare il sangue
nuovamente al cuore, ma al cuore destro, il sangue viene spinto nel
circuito polmonare, nei polmoni c’è lo scambio, viene rilasciata
anidride poi il sangue ritorna.
CIRCOLO SISTEMICO
Il
APPARATO CARDIOVASCOLARE
Il sangue arterioso dal ventricolo sinistro (1) viene immesso nell’arteria aorta (2) e
quindi trasportato in ogni distretto dell’organismo.
Giunto nei capillari periferici si raccoglie nel sistema vasale venoso e, attraverso le
vene cave superiore (3) e inferiore giunge all’atrio e quindi al ventricolo destro (5)
Viene poi immesso nei capillari polmonari fino all’atrio e poi al ventricolo sinistro
L’apparato cardiovascolare si configura quindi come un circuito chiuso di condotti
provvisto di una pompa: il cuore Il sangue parte e va subito in salita, ascendente, poi c’è
subito una diramazione, le due carotidi che portano
sangue a cervello, poi discende e inizia a distribuire il
sangue.
L’arteria principale, l’aorta, é una struttura che ha una
sezione conica (parte diametro 25 mm poi si riduce), che
termina con una sezione che é circa un sesto della
sezione iniziale.
Alcuni studi angiografici hanno mostrato che l'aorta umana ha un diametro di 25 mm a livello della V vertebra
toracica e di 15.5 mm a livello della IV vertebra lombare. legge di tipo esponenziale:
Per descrivere la variazione di sezione nelle arterie si assume una
kx/ro)
e (
A Ao -
=
dove A0 ed r0 sono l'area ed il raggio in una data sezione, e A è l'area in una sezione a valle ad una distanza x.
Il valore di k (costante che varia da individuo a individuo) varia nelle grosse arterie da 0.01 a 0.05.
In una biforcazione o diramazione, il rapporto tra la sezione complessiva dei vasi a valle della diramazione (A) e la
coefficiente d'area
sezione del vaso a monte della diramazione (A0) è detto K :
A
Ogni volta che c’è una biforcazione, l’area totale a valle della biforcazione
=Fo
KA é maggiore di quella a monte, coefficiente di area maggiore di 1
Le biforcazioni sono comuni nel sistema arterioso, ma i rami hanno
raramente sezioni uguali tra loro.
Il coefficiente d'area normalmente assume un valore compreso tra 1.1 e
1.4, sebbene divenga più grande nel caso delle arterie più piccole
(All’aumentare delle biforcazioni aumenta l’area globalmente disponibile
per il sangue, c’è sempre più spazio per il sangue)
Il continuo aumento della sezione di passaggio ad ogni giunzione
arteriosa, che può essere osservato sia macroscopicamente nelle arterie
che microscopicamente a livello capillare, dimostra che la sezione
complessiva di passaggio del sangue aumenta a mano a mano che ci si
avvicina alla periferia. · 2
Le vene sono generalmente più grandi delle rispettive arterie e questo
comporta un numero maggiore di vasi rispetto alle arterie. (hanno un
volume maggiore complessivamente delle arterie, fluid c’è poi sangue
nelle vene che nelle arterie)
L'aumento in numero si ha già nella regione postcapillare in cui si ha un
numero di vene che è da 2 a 20 volte il numero delle arterie nella regione
precapillare.
Di conseguenza la sezione complessiva di passaggio è più grande di
quella arteriosa allo stesso livello. Se ne conclude quindi che nel circolo
venoso è presente una maggiore quantità di sangue (67%)
CIRCOLO POLMONARE
Il
aumenta la sezione complessiva di passaggio del sangue mano a mano che dall'arteria polmonare ci si avvicina
alla rete capillare.
Unica eccezione è la prima biforcazione del tronco comune dell'arteria polmonare per il quale si ha KA = 0.8.
(Solo qui eccezione alla regola della biforcazione, la prima ha un coefficiente di area <1 ma poi si ripristina)
In tutte le successive divisioni il coefficiente d'area è maggiore dell'unità con un valore medio per le prime
biforcazioni KA = 1.08 mentre per le arterie distali si ha KA = l. 15 - 1.30.
La principale differenza tra le maggiori arter
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