BIOCHIMICA GENERALE
AA. 2022-2023
1 BIOCHIMICA GENERALE
Indice
AMINOACIDI .................................................................................................................................... 2
PEPTIDI/PROTEINE ...................................................................................................................... 4
ENZIMI ............................................................................................................................................ 15
CARBOIDRATI E GLICOCONUGATI ........................................................................................ 21
NUCEOTIDI E ACIDI NUCLEICI ............................................................................................... 26
LIPIDI ............................................................................................................................................... 33
MACRONUTRIENTI, VITAMINE E SALI MINERALI ........................................................... 37
INTRODUZIONE AL METABOLISMO ...................................................................................... 41
GLICOLISI E CATABOLISMO DEGLI ESOSI .......................................................................... 44
IL METABOLISMO DEL GLICOGENO ..................................................................................... 50
GLICOGENOLISI ........................................................................................................................... 51
GLICOGENOSINTESI ................................................................................................................... 52
IL CONTROLLO DEL METABOLISMO DEL GLICOGENO .................................................. 53
GLUCONEOGENESI ..................................................................................................................... 56
VIA DEL PENTOSO FOSFATO .................................................................................................... 60
METABOLISMO MITOCONDRIALE ......................................................................................... 61
METABOLISMO LIPIDICO ......................................................................................................... 71
CATABOLISMO DEGLI ACIDI GRASSI ................................................................................... 73
ANABOLISMO ................................................................................................................................ 76
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2 BIOCHIMICA GENERALE AMINOACIDI
Gli L--aminoacidi possono essere considerati infiniti ma solo 20 sono preoteogenici
(detti aminoacidi standard) ovvero implicati nella sintesi proteica nelle cellule
eucariotiche. Gli aminoacidi essenziali sono un sottoinsieme degli aminoacidi standard
costituito da 9 aminoacidi che le nostre cellule non sono in grado di sintetizzare e che è
quindi necessario assimilare attraverso la dieta.
Gli aminoacidi standard sono: alanina, glicina, isoleucina, leucina, prolina, valina,
fenilalanina, triptofano, tirosina, aspartato, glutammato, arginina, istidina,
lisina, serina, treonina, cisteina, metionina, asparagina e glutammina.
Gli aminoacidi essenziali sono: isoleucina, leucina, istidina, valina, fenilalanina,
triptofano, lisina, treonina, metionina.
N.B. La metionina è il primo aminoacido di ogni catena aminoacidica e contiene un gruppo
tiolo (CH -SH)
2
Nomenclatura aminoacidi
La nomenclatura degli aminoacidi prevede che siano denominati con un codice a 3 lettere
ed un codice ad 1 lettera (non sempre corrisponde con l’iniziale del nome).
Struttura base aminoacidi
-amminoacidi
Tutti hanno un gruppo
carbossilico (-COOH) e un gruppo amminico
(-NH ) legati allo stesso carbonio e differiscono
2
l’uno dall’altro per la catena laterale R che ha
struttura, dimensione e carica diverse.
N.B. Struttura, carica e idrofobicità sono le
principali caratteristiche distintive degli
aminoacidi.
Il carbonio è ibridizzato sp3 e può essere un
centro chirale (legato a 4 atomi/gruppi funzionali differenti). La glicina è un esempio di
aminoacido in cui il C non è chirale poiché è legato a due atomi di H . AA. 2022-2023
3 BIOCHIMICA GENERALE
Carica elettrica degli aminoacidi
La carica elettrica degli aminoacidi
dipende dai gruppi amminico e
carbossilico. In soluzione acquosa
neutra, tutti gli aminoacidi si
presentano in forma
zwitterionica. Gli zwitterioni
presentano carica 0 poiché la carica
3+ -
+ di NH e la carica – di COO si
annullano. La carica elettrica degli
aminoacidi dipende dunque dal
pH della soluzione in cui sono
immersi. Se la soluzione presenta
pH acido l’aminoacido viene
protonato quindi ha carica +, al
contrario se la soluzione presenta
pH basico viene deprotonato e
assume dunque carica -.
N.B. Gli aminoacidi possono comportarsi sia da acidi che da basi.
Il punto isoelettrico (pI) è il valore di pH al quale una molecola presenta carica elettrica
netta nulla. In quanto catene lineari di amminoacidi, le proteine presentano uno specifico
→
pI dato dal valore di pH al quale la proteina è elettricamente neutra. (Se pH<pI Carica +,
→
se pH>pI Carica -).
Mentre nei singoli aminoacidi la carica dipende esclusivamente dai gruppi amminico e
carbossilico, nelle catene amminoacidiche il pH è influenzato soprattutto dalle catene R.
Nelle catene amminoacidiche si avrà infatti un solo gruppo amminico, facente parte del
primo aminoacido, e un solo gruppo carbossilico facente parte dell’ultimo aminoacido.
Nelle catene peptidiche ho un’estremità amminoterminale (N-terminale), scritta
per convenzione a sinistra, e un’estremità carbossiterminale (C-terminale), scritta
invece a destra.
Modificazioni degli aminoacidi
Alcuni amminoacidi possono essere modificati mediante l’aggiunta di particolari
gruppi chimici alle catene R, dopo che è stata creata la catena peptidica, che
determinano una variazione delle proprietà del residuo amminoacidico. Queste
modificazioni prendono il nome di modificazioni post-traduzionali, in inglese post-
translational modifications (PTMs).
Alcune modificazioni post-traduzionali sono:
• Fosforilazione: reazione chimica ATP-dipendente, che avviene ad opera delle
chinasi, che addizionano un gruppo fosfato ad una proteina o ad una molecola. Le
fosfatasi invece si occupano della defosforilazione;
• Acetilazione;
• Acilazione;
• Glicosilazione: processo che consiste in un attacco di una catena di carboidrati a N
o a O, per aumentare la solubilità della proteina. Questo processo avviene su segmenti
costituiti da: asparagina - aa qualsiasi - serina;
• Idrossilazione;
• Ubiquitinazione;
• S-nitrosilazione;
• Metilazione; AA. 2022-2023
4 BIOCHIMICA GENERALE PEPTIDI/PROTEINE
Peptidi e proteine sono polimeri di aminoacidi, in particolare si parla di:
• Dipeptide→ 2 aa;
• Tripeptide→ 3 aa;
• Tetrapeptide→ 4 aa;
• Oligopeptide→ 2-50 aa;
• Polipeptide;
• Proteina→ composta da più peptidi;
Legame peptidico
Gli aminoacidi si legano tra loro mediante legami
covalenti detti legami peptidici.
Questo legame si genera nel momento in cui,
tramite una reazione di condensazione
(unione di due strutture molecolari con perdita
di una molecola di H O), la parte acida di un
2
aminoacido (-COOH) si lega alla parte basica di
un altro (-NH ). Uno degli idrogeni legati
2
all’azoto si unisce al gruppo OH- di COOH formando la molecola di H O che viene persa
2
durante la condensazione e permettendo così ad N ed O d unirsi e formare il legame
peptidico.
N.B. Ogni aa presente in una catena polipeptidica prende il nome di residuo.
Il legame peptidico, essendo stabilizzato per risonanza, è un legame misto, infatti, la
sua lunghezza sta a metà tra la lunghezza del legame singolo e quella del legame doppio e
questo implica che ci sia una certa difficoltà nel movimento.
Nel legame peptidico C - NH - CO - C sono complanari e gli atomi H e O (del legame
peptidico) sono sempre in TRANS,
configurazione energicamente favorita. Una
peculiarità del legame peptidico è il fatto che vi
sia una libera rotazione tra C - C=O (angolo
Ψ (psi)) e tra C - NH (angolo Φ (fi)). La
rotazione non è in realtà completamente libera in
a causa di determinati ingombri sterici delle
catene laterali dei residui aminoacidi.
Ponte disolfuro
Due residui di cisteina si legano tra loro mediante un legame covalente S-S detto ponte
disolfuro. Questo legame si forma mediante ossidazione dei gruppi tiolici -SH.
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5 BIOCHIMICA GENERALE
Grafico di Ramachandran
Tramite il grafico (plot) di Ramachandran sono stati
studiati tutti i valori possibili degli angoli diedri Ψ e Φ ammessi
all’interno di una struttura peptidica e in media solo il 25% del
diagramma è occupato da zone stericamente permesse. Le zone
di conformazione possibili variano in base alla complessità
dell’aminoacido: la glicina, che è il più semplice aminoacido e
che presenta una struttura simmetrica, avrà più zone
disponibili. In particolare, nel caso della glicina, le zone
permesse occupano fino al 45% del plot di Ramachandran.
Strutture proteine:
Le proteine hanno 4 livelli di organizzazione:
• Struttura primaria;
• Struttura secondaria;
• Struttura terziaria;
• Struttura quaternaria;
Struttura primaria
: La struttura
primaria consiste della sequenza di
aminoacidi legati tra loro mediante
legami peptidici/ponti disolfuro per
formare polipeptidi.
Struttura secondaria : La struttura secondaria è la struttura tridimensionale di un
segmento della proteina e dunque una organizzazione locale in grado di dare stabilità
alla struttura stessa. La struttura secondaria è dovuta alla formazione di legami idrogeno tra
i gruppi C=O e NH dello scheletro polipeptidico, senza tener conto delle catene laterali o
delle relazioni con altri parti della proteina. -elica, .
Si distinguono 3 tipologie di struttura secondaria: foglietto e ripiegamento
-helix,
--elica: Detta anche è la più semplice organizzazione
regolare di una catena. Essa si forma quando un certo numero di
ϕ)
coppie successive di angoli diedri(ψ e hanno valori compresi
fra -60°e -50°. In questo modo i piani peptidici si dispongono
in maniera elicoidale intorno ad un asse longitudinale. Ogni
giro d’elica contiene 3.6 residui che corrisponde ad una
Å.
estensione di 5.4 Lo scheletro carbonioso è avvolto intorno
all’asse centrale, lasciando i gruppi laterali R proiettati verso
-elica
l’esterno. Si distinguono destrorsa o destrogira (Φ=-
-elica
60°e Ψ=-45°) e sinistrorsa o sinistrogira (Φ=+60°e
-elica
Ψ=+60°) Le proteine contengono prevalentemente
destrogira (in senso antiorario dal basso all’alto). Quella
sinistrogira è infatti meno stabile a causa dell’interferenza sterica
-elica
fra il C=O e i gruppi laterali R. La struttura ad è stabilizzata da ponti H
intracatena, data dalla disposizione reciproca ottimale dei gruppi che possono formare
legami idrogeno. Il legame avviene fra l’atomo di ossigeno carbonilico di un legame peptidico
e l’atomo di idrogeno legato ad N del quarto legame peptidico successivo. Pur essendo una
-helix.
struttura molto stabile non tutti gli aminoacidi «favoriscono» la formazione di un I
tratti proteici che attraversano le membrane biologiche (appartenenti alle proteine
-eliche.
integrali) sono frequentemente organizzate come AA. 2022-2023
6 BIOCHIMICA GENERALE
:
-foglietto Nella conformazione a foglietto
, si formano legami H intercatena tra
filamenti di almeno 5-10 residui
amminoacidici, organizzati in un tipico
andamento a zig-zag. Le catene R
sporgono alternativamente verso l’esterno,
alternativamente sopra e sotto al piano
(ortogonalmente agli atomi di O carbonilico e
H amminico, implicati nei ponti H). Si
:
distinguono due tipi di foglietto parallelo
e antiparallelo. Nel foglietto parallelo
(struttura instabile) i ponti H sono
regolarmente distanziati e non perpendicolari
al filamento, nel foglietto antiparallelo
i ponti H risultano alternati a coppie vicine e
lontane e sono disposti perpendicolarmente
alla direzione del filamento. I valori tipici per
Ψ=105°)
un foglietto sono: (Φ=-120° e nel
Ψ=140°)
foglietto parallelo e (Φ=-135° e nel foglietto antiparallelo. Come si nota in figura i
-sheet vengono rappresentati con una freccia con la punta nel C-terminale e la coda nell’N-
terminale. : -turn
-ripiegamento Il è un ripiegamento a 180° di una sequenza di 4 residui ed
è localizzato i nei punti in cui la catena polipeptidica forma un ripiegamento o un’ ansa o
inverte la sua direzione,
come alle estremità di due
segmenti adiacenti di un
foglietto antiparallelo.
Questa struttura è
stabilizzata dal ponte H tra
il C=O del primo e NH del
quarto residuo. Così come
per il foglietto anche nel
-turn
caso del se ne
distinguono due tipologie:
-turn
il di tipo I, se in
posizione 2 c’è una prolina,
-turn
e il di tipo II, se in
posizione 3 è presente una
glicina.
Struttura supersecondaria: Diverse strutture secondarie possono combinarsi fra loro.
Nel caso di combinazioni multiple di strutture secondarie, molto frequenti in porzioni di
proteine, si parla di strutture supersecondarie. Queste strutture sono note anche con il
nome di motivo o ripiegamento. Queste strutture tridimensionali permettono alla
proteina di svolgere determinate funzioni. Se estratti dalla proteina questi segmenti non
sono stabili, in quanto i motivi esistono perché i loro contorni di aminoacidi contengono le
informazioni per fare esistere il motivo stesso. I motivi si distinguono quindi dai domini,
porzioni composte da più strutture secondarie che possono però esistere e svolgere la loro
funzione anche al di fuori della proteina. AA. 2022-2023
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-Hairpin:
- Una struttura supersecondaria molto semplice è il β-hairpin,
-sheet
formato da due antiparalleli legati tra loro da un linker formato da
2-5 residui amminoacidici, tra i quali figurano solitamente una glicina e una
prolina, che sono in grado di assumere gli angoli diedri necessari per disporsi
a giro. -sheet
- Greek key: Il motivo a chiave greca è costituito da 4
antiparalleli connessi da linker. In particolare tre di questi filamenti
-hairpins,
sonno connessi da mentre il quarto è collegato al primo da un
linker più lungo.
- Helix-loop-helix: Il basic helix-loop-helix (bHLH) è molto comune
nei fattori di trascrizione dimerici. Presenta una regione basica,
coinvolta nel legame al DNA, e la regione HLH, coinvolta invece
nella formazione del dimero.
-Zinc fingers: I zinc fingers sono una famiglia di strutture supersecondarie varie e
complesse, accomunate dalla capacità di legare un atomo di zinco attraverso residui di
cisteina e istidina. Lo zinco serve a “chiudere” un ansa di una trentina di aa. Sono molto
diffuse e rappresentato motivi di interazione con altre biomolecole, in genere DNA. Di per
sé, l’interazione fra un motivo zinc finger e il DNA è debole, ma la maggior parte delle
proteine che legano DNA contengono molte di queste strutture, aumentando quindi la forza
dell’interazione proteina/DNA.
-EF hand: Questo motivo è presente in proteine che legano il calcio. Le prime cinque
proteine, le cui catene devono avere cariche negative, legano il calcio mentre il sesto
aminoacido è la glicina. In questo motivo un certo numero di aminoacidi devono essere
-elica.
idrofobici per creare una regione idrofobica tra le due
Struttura terziaria : La struttura terziaria, nota anche come
struttura nativa, rappresenta la conformazione tridimensionale
degli atomi che compongono una proteina di sequenza definita.
Questa struttura è data dall’unione di specifiche zone delle
strutture secondarie, tramite legami covalenti ( peptidico o
disolfuro) o deboli interazioni (come forze di Van der Waals, legami
H, legami ionici ed interazioni idrofobiche). La struttura terziaria è
tipica delle proteine globulari (mioglobina, emoglobina) e
delle proteine fibrose (cheratina, collagene).
Folding
Il processo che porta dalla struttura primaria alla struttura terziaria si chiama folding o
ripiegamento. Le informazioni necessarie per fare assumere la giusta conformazione
tridimensionale ad una proteina sono contenute nella sua sequenza aminoacidica. Il
processo di folding è facilitato dalle chaperonine, proteine specifiche in grado di
coordinare il ripiegamento idrolizzando ATP. Le chaperones creano patch idrofobici
legandosi a regioni polipeptidiche non ripiegate e ricche di residui idrofobici impedendo
possibili aggregazioni dannose.
Il meccanismo molecolare del folding non è stato ancora stabilito, ma sembra essere un
processo sequenziale gerarchico e cooperativo. Il folding si dice cooperativo in quanto
alcuni elementi di struttura si formano per primi e guidano il resto della catena polipeptidica
nell’assumere la conformazione nativa. AA. 2022-2023
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Folding funnel (imbuto energetico): Nel processo di folding
si parte da uno stato ad alta energia ed alta entropia. Con il
procedere del ripiegamento aumenta il numero delle
interazioni e diminuisce il numero di conformazioni ammesse.
L’intermedio di ripiegamento già globulare ma ancora poco
compatto prende il nome di globulo fuso o molten globule.
Alcune
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