Biochimica dell’esercizio fisico
Il tessuto muscolare può essere classificato in:
- liscio e cardiaco→ deputati al movimento involontario
- scheletrico→ movimento volontario
Esso ha 4 caratteristiche:
- contrattilità→ accorciamento del muscolo
- estensibilità→ in funzione della forza applicata il muscolo si allunga più
o meno
- elasticità→ elastico, applico forza si allunga quando mollo la forza
ritorna come l’inizio, in funzione alla forza si può perdere la
caratteristiche dell’elasticità
- eccitabilità→ attraverso stimolo nervoso si induce al fenomeno di
contrazione.
Le cellule muscolari differiscono tra di loro:
- striato scheletrico→ allungate, polinucleate, in comune alle cellule striate
cardiache una striatura che identifica più strutture proteiche che
soddisfano le capacità contrattili del muscolo
- stiate cardiache
- liscie
- miopiteliali.
Il tessuto muscolare è un trasduttore biochimico, cioè si converte energia
chimica in energia meccanica/cinetica a differenza del movimento che
sviluppiamo.Esso è in stretta connessione con altre tipologie di cellule, quali
SN, tessuto connettivo, tessuto adiposo e sistema immunitario.
All’interno delle fibre muscolari esistono le cellule satellite, chiamate in causa
nel momento di un trauma essi si attivano per riparare.
Il muscolo scheletrico è il più esteso del corpo umano, 25% dei bambini, 40%
negli adulti, 30% nell’età avanzata.
Il punto di contatto tra osso e muscolo è l'epimisio, protezione più esterna.
Endomisio è quella più interna che è a contatto con le cellule e a contatto con il
sarcolemma.
La singola cellula muscolare si chiama miocita, miofibra o fibrocellule. Essa è
rivestita e divide una parte esterna da quella interna.
Il numero di fibre varia ma troviamo una composizione comune della cellula:
- 75% acqua
- 20% proteine
- 5% sostanze come vitamine, minerali, diversi ioni, aminoacidi,
carboidrati e grassi
Giunzione neuromuscolare→ punto di contatto tra fibra muscolare e il neurone.
No contatto diretto ma presenta uno spazio all’interno dove viene versato il
neurotrasmettitore che verrà poi trasmesso
Bottone sinaptico→ parte terminale del motoneurone che sta innervando la fibra
Placca motrice– sarcolemma del miocita
Sarcolemma→ membrana che abbiamo chiamato membrana citoplasmatica che
identifica lo spazio dentro la cellula, ed è eccitabile.
Sarcoplasma→ tutto ciò all’interno del sarcolemma.
Reticolo sarcoplasmatico→ sostituisce il reticolo endoplasmatico, sistema
membranoso per assolvere al processo di contrazione
Per ogni filamento di miosina ne abbiamo 6 di actina.
Organizzazione del sistema contrattile
Nelle miofibre esistono 3 tipi di proteine:
- contrattili (miosina e actina)
- regolatrici (troponina e tropomiosina )
- strutturali→ servono per permettere al muscolo di mantenere la struttura
nonostante i continui cicli di accorciamento e allungamento
Colacino Teresa Irene
Proteine contrattili
Miosina, proteina che a origine ai filamenti spessi. Nell’uomo esistono diversi
tipi di miosina. Tutte sono correlate a capacità di movimento nel nostro
organismo:
➢contrazione
di esocitosi→ qualcosa che viene racchiuso in vescicole che
➢Processo
deve raggiungere in una membrana e si fonde con essa e la fuoriuscita del
contenuto di queste vescicole.
La miosina è un dimero, formato da 2 subunità, che prevede estremità c
terminale e n terminale. Nella n terminale c’è il dominio globulare, chiamata
testa della proteina con 2 funzioni, punto di legame actina miosina e l’attività
atpasica, che libera l’energia per la contrazione. Poi abbiamo la coda dove si
avvolgono a forma di elica i 2 monomeri che formano la miosina. Più miosina si
intrecciano per dare forma a un filamento spesso. Abbiamo 2 regioni flessibili
che ci permettono il movimento, da un parte permettono alla testa di interagire
con l’actina, ma ci permettere anche un movimento di scorrimento per creare la
contrazione.
Se io faccio una sezione verticale vediamo che ciascun filamento spesso
interagisce con 6 filamenti di actina intorno a lui. Trovata la linea che divide
l'emi sarcomero le miosina si organizza per raggiungere la linea z con le teste
rivolte verso la linea z, perchè devono fare un richiamo poi di scorrimento dei
filamenti per permettere la contrazione.
La miosina non è funzionale se non ci sono le catene leggere ( a livello di massa
proteica pesano di meno rispetto alla miosina propriamente detta), sono la
catene leggere essenziale e regolatrice che si posiziona sul collo della miosina
stessa. Ad ognuno di questa ha un ruolo:
più vicino alla coda, assolve a un ruolo fondamentale
➢regolatrice→
coinvolta nel processo di erogazione della forza, ha dei punti di
fosforilazione che cambia la capacità di proteina di generare contrazione,
questo perché determina una modificazione conformazionale che può
alterare il punto di contatto tra actina e miosina
più vicino alla testa, contribuisce a far ottenere alla testa la
➢essenziale→
corretta struttura tridimensionale che serve a 2 cose, attaccarsi al
filamento di actina e mantenere al suo interno la molecola di atp.
Colacino Teresa Irene
Actina, è una proteina globulare piccola, tutti i monomeri vanno incontro ad un
processo di polimerizzazione per creare il filamento. Essi partono dal disco z e
si estendono verso il centro del sarcomero.
Actina G → monomero
Actina F→ polimero, filamento
Polimero→ catena di monomeri, generato dal processo di polimerizzazione
I 2 filamenti sottili si uniscono tra di loro per creare l’actina, ma per generare
questa porzione funzionale troviamo anche la tropomiosina e la troponina.
Nella forma tridimensionale presente tasca idrofobica.
Domanda esame→ C’è differenza funzionale tra le 2 atp che vengono raccolte
tra le due proteine contrattili? O hanno la stessa funzione?
Si è presente una differenza: l'atp dell'actina serve per erogare l’energia
necessaria per il processo di polimerizzazione dei monomeri, per la miosina per
creare il punto di forza.
Proteine regolatrici
Le 2 molecole regolatrici, tropomiosina e troponina. La tropomiosina si avvolge
lungo il filamento di actina andando a coprire i punti di contatto tra l'actina e
miosina. Ogni dimero di tropomiosina si estende su 7 monomeri di actina. Le
tropomiosine sono collegate tra di loro e nel punto di contatto (testa coda) tra di
loro abbiamo il complesso della troponina. Si chiama così perché presenti 3
subunità che generano la struttura funzionale:
lega troponina e tropomiosina
➢Tn-T→
lega la troponina all’actina, inibisce il legame tra miosina e actina
➢Tn-I→ si legano gli ioni calcio per generare il processo di contrazione.
➢Tn-C→
Per ciascuna subunità C abbiamo più siti, alcuni occupati altri legati con
il calcio solo quando la concentrazione di calcio è alta. I siti di legame
variano in base al tipo di fibre.
Ci troviamo nel citoplasma dove non c'è tanto calcio, arriva un'ondata di calcio
che satura i siti di legame della subunità C della troponina che cambia la
conformazione, per il quale la subunità I si dissocia e questo ha come secondo
Colacino Teresa Irene
funzione quella di permettere lo spostando la tropomiosina liberando le
interazioni tra actina e miosina permettendo la contrazione.
- Ogni filamento si avvolge tra di loro, queste perché questa struttura viene
considerata più resistente.
Molare→ moli in litro, definiamo una concentrazione, quanto soluto ho nel mio
fluido che sto studiando.
Nel citoplasma è contenuto il reticolo sarcoplasmatico, sistema membranoso
che si estende lungo la miofibrilla e serve per stoccare tante quantità di calcio
nella cellula. Il calcio è confinato nel reticolo. Abbiamo un movimento del
calcio che va dal sarcoplasma al citoplasma e dal citoplasma al sarcoplasma.
Prendendo di riferimento il sarcomero, prendo 2 linee z e vedo che
fondamentalmente al livello della banda M i canalini che si formano sono più
una rete, nelle zone adiacenti alla linea M sono più tubuli longitudinali che si
raccolgono nell’interfaccia tra banda A e banda I in quelle che prendono il nome
di cisterne. Quindi questa struttura membranosa è un canale che si estende nella
banda A con conformazioni differenti, ma tutti essi si raccolgono nelle zone di
contatto tra la banda A e la banda I a costituire quelle che sono le cisterne del
reticolo sarcoplasmatico.
Due cisterne adiacenti sono separate dai tubuli T, due cisterne e un tubulo T
formano la cosiddetta triade.
Tubuli T sono delle invaginazioni sottili e profonde del sarcolemma che
comunicano tra lo spazio extracellulare e intracellulare. La loro funzione è
quella di aumentare lo spazio del sarcolemma dislocando in questo modo tutte
le proteine che mi serviranno per far lavorare la cellula, che possono essere
recettori come quelle del glucosio o per avere segnalazioni specifiche per avere
il legame ligando-recettore.
La membrana del tubulo T è ripetutamente per uno spazio molto lungo in
contatto con le cisterne, questo perché l’impulso nervoso darà l'input per la
fuoriuscita del calcio. Colacino Teresa Irene
Proteina strutturale
Proteine strutturali→ mantenimento della struttura del sarcomero.
Troviamo la titina, la proteina più grande e si estende per tutto l'emi sarcomero,
parte dai filamenti spessi e arriva alla linea z dove entra a contatto con i
filamenti di actina, consente l'effetto di molla, di attutire i continui movimenti,
assorbisce le varie tensioni della contrazione. Mutazioni di esse porta
determinate funzionalità carenti della struttura muscolare.
Nebulina, righello molecolare coinvolta nello stabilire quante subunità di actina
devono essere polimerizzate tra di loro per creare i filamenti sottile attivo.
Esistono tante altre proteine legate sia alla linea M sia al disco Z che servono
per stabilizzare i filamenti che sono incardinati su queste parti del sarcomero. A
livello della linea M troviamo la proteina M e la miomesina ( proteina
strutturale) sono proteine con capacità di ancorare i filamenti spessi a livella
della linea M.
A livello di questa linea abbiamo delle proteine con attività enzimatica:
chinasi→ enzima funzionale per sostenere le attività esplosive
➢creatina
enolasi→ enzima della glicolisi
➢beta
A livello della linea z troviamo la alfa-actinina, mette in contatto i vari
filamenti sottili. Le sue mutazioni sono predisposizione sportiva del soggetto.
La capacità di mantenere l’integrità del muscolo, pur non danno un fenotipo
patologico, rappresentano una determinata predisposizione dell'individuo per
certi sport.
Proteine di connessione→mettono in connessione la miofibrilla con tutto ciò
che è ambiente extracellulare. Ci deve essere per forza una comunicazione
anche solo meccanica tra l’ambiente extracellulare e l'ambiente intracellulare.
Ci sono proteine transmembrana o proteine esposte solo verso la matrice o solo
vero il citoplasma, ma sono in stretto contatto tra di loro per fare in modo che lo
stress meccanico indotto dall’esercizio arrivi anche a livello della miofibrilla
anche agli organelli coinvolti nella generazione di ATP a livello della miofibra
stessa.
- Distrofina→ coinvolta nella strutturazione e nel mantenimento strutturale
del sarcomero, coinvolta nella distrofia muscolare;
Colacino Teresa Irene
- Sintrosifina;
- Distrobrevina;
- Laminina;
- Desmina→ avvolge la miofibrilla, si interfaccia anche con gli organelli
coinvolti nella generazione di ATP, come se bloccasse in prossimità di
quella che è la miofibra la centrale di produzione di energia
- Integrina
- Sarcoglicani
- Distroglicani
Meccanismo della contrazione
Insieme delle proteine studiate ci darà la contrazione. Il muscolo da solo però ha
bisogno di un segnale esterno che permette la contrazione. Quindi ricordiamo
che il muscolo è un trasduttore biochimico quindi mi permette di convertire
energia di legame in energia meccanica, questo avviene perché a monte arriva
un impulso nervoso generando il fenomeno dell’accoppiamento
eccitazione-contrazione. Eccitazione perché abbiamo il fenomeno di eccitazione
della membrana cellulare (sarcolemma), che induce come conseguenza il
fenomeno della contrazione propriamente detta.
Abbiamo il terminale nervoso che è il bottone sinaptico, cioè i rami di
terminazione dell’assone del motoneurone, che si interfacciano con porzioni del
sarcolemma. Fondamentalmente la membrana del neurone sinaptico e la
membrana del sarcolemma non sono in contatto diretto ma abbiamo un piccola
fessura che prende il nome di sinapsi.
Possiamo avere 2 tipi di sinapsi:
- chimica→ in questo caso abbiamo questa sinapsi perché abbiamo una
molecola chimica che mi permette il fenomeno dell’accoppiamento
eccitazione-contrazione.
- elettrica
Abbiamo un fenomeno di diffusione di questa membrana che racchiude il
neurotrasmettitore che si fonde con la membrana plasmatica, per esocitosi viene
liberato il neurotrasmettitore che si lega con i recettori e qualcosa succederà nel
miocita. Colacino Teresa Irene
Nel miocita abbiamo il fenomeno di polarizzazione della membrana,
l’acetilcolina viene rilasciata, due molecole di acetilcolina si legano ad un
recettore e questo determina a livello della funzione neuromuscolare un segnale
che si estende lungo tutto il sarcolemma raggiungendo i tubuli, che di
conseguenza erano in contatto con le cisterne terminali. Quindi grazie al
potenziale di azione io ho il segnale indotto dall’acetilcolina che mi determina
l’apertura ei canali del calcio presenti nelle cisterne che andranno a livello del
citoplasma.
Il calcio è portato all'interno del reticolo sarcoplasmatico, in particolare dalle
cisterne, verso il citoplasma dove induce il processo della contrazione.
Sappiamo che quello che genera questo fenomeno è una variazione di carica,
abbiamo inseguito al legame dell’acetilcolina con il recettore un influsso di ioni
sodio molto più alto dei reflussi degli ioni potassio, determina un cambio di
carica della membrana e di conseguenza un passaggio del potenziale di azione
che si propaga su tutta la membrana adiacente alla giunzione neuromuscolare.
L’acetilcolina non rimane nello spazio sinaptico, ma ad ogni ciclo di contrazione
l’acetilcolina rimasta viene rimossa per attività enzimatica (enzima
acetilcolinesterasi taglia le molecole di acetilcolina rendendole inattive), per poi
permettere un secondo ciclo e la fuoriuscita di un nuovo neurotrasmettitore.
Questo enzima è localizzato nello spazio sinaptico.
Nel punto di contatto del tubulo T e il reticolo sarcoplasmatico, si genera il
potenziale di azione(entra potassio che permette la creazione del potenziale) che
cambia la carica della membrana e questo genera il rilascio degli ioni calcio dal
reticolo al citoplasma. Ci occupiamo di 2 recettori differenti, localizzati sulle
due membrane che si interfacciano.
Sarcolemma, membrana del miocita che forma queste invaginazioni, che si
trova di fronte alla membrana delle cisterne. Abbiamo un contatto diretto con
queste membrane solo in alcuni punti in seguito alla presenza di recettori che
sono localizzati uno sul sarcolemma e uno sulla membrana del reticolo
sarcoplasmatico, sono uno di fianco all’altro. Colacino Teresa Irene
La membrana del tubulo T presenta un recettore che è indicato come DHP,
recettore della diidropiridina. La membrane del reticolo sarcoplasmatico, a
livello della cisterna è presente il recettore della rianodina. Quando passa o
quando arriva il potenziale di azione si apre il canale del calcio, quindi il calcio
che sta nel reticolo se non c'è potenziale ha il cancello chiuso al contrario ha il
cancello aperto.
Quando arriva il calcio cambia la forma del primo recettore, quella presente sul
sarcolemma, determina un cambiamento anche dell’altro recettore che gli apre
la porta quindi il calcio può uscire. Permettendo il processo di contrazione.
Come avviene questo processo?
Sarcomero a riposo→ actina filamentosa, trpiomisa e i complessi della
troponina divisa nelle sue subunità.
Abbiamo una testa della miosina che contiene ADP + fosfato inorganico. Arriva
il calcio , che permette il distacco della subunità I con conseguenza un
cambiamento conformazionale della struttura che si ripercuote sulla
tropomiosina che libera i siti di legame dell’actina per la miosina. Si fora il
legame. Andando avanti diamo origine al colpo di stroke.
Colpo di forza(colpo di stroke)→ le teste della miosina si muovono e si
sollevano, spostandosi verso la linea M, trascinando nella stessa direzione i
filamenti di actina, che scivola quindi sul filamento spesso. Esso avviene su più
teste delle miosine contemporaneamente, che trascinano all’unisono molte
molecole di actina, tutte nella stessa direzione.
La contrazione raggiunge il picco massimo nel momento in cui le bande I
spariscono e le linee Z si avvicinano tra di loro. Tutto questo processo è dovuto
da un fenomeno di scivolamento dei filamenti sottili su quelli spessi
Riduzione in termini di lunghezza della banda I e la linea A rimane invariata.
LA capacità di generare contrazione dipende dal numero di unità motorie e dalla
quantità di molecole di acetilcolina rilasciata. La durata invece dipende dalla
disponibilità dell’ATP
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