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Il gotico in Europa

Con “arte gotica” indichiamo genericamente quell’arte che si manifesta intorno alla metà del XII secolo in Francia, nella regione dell’Ile de France. Da qui si diffuse nell’Europa centro-settentrionale e, quindi, in Italia. Il termine “gotico” venne adoperato per la prima volta da Giorgio Vasari per indicare in modo negativo l’arte degli anni che avevano preceduto il Rinascimento.

Alla base dell’arte gotica c’è l’ideale dell’opera perfetta: l’artista, attraverso il suo lavoro, deve riuscire a creare il bello, che è segno del divino, momento di elevazione spirituale e ricerca di perfezione e di miglioramento. Così l’arte gotica porta alle estreme conseguenze le strutture emerse nel periodo romanico: le forme si allungano e si stilizzano, le strutture si alleggeriscono, le forme si fanno più eteree, dolci e sinuose.

In architettura la costruzione sacra deve meravigliare e stupire, spingendosi in maniera vertiginosa verso l’alto con guglie, cuspidi pinnacoli, decorazioni e sculture. In evidente contrasto con gli stilemi del romanico, caratterizzato dall’uso dell’arco a tutto sesto e da piccole vetrate, il gotico si distingue per gli archi a sesto acuto o a ogiva, le guglie slanciate e le vetrate. La luce che entra da quest’ultime sembra quasi innaturale, simbolo incorporeo della presenza divina.

Le grandi cattedrali gotiche, con la loro imponenza, sono espressione di tecniche costruttive innovative, che applicano principi fino ad allora impensati. Le cattedrali gotiche, con le loro grandi altezze e con la ricchezza decorativa, suscitano nel fedele un senso di “smarrimento” e di vertigine. Tra le innovazioni tecniche e le caratteristiche architettoniche peculiari, il gotico comprende il predominio degli spazi vuoti su quelli pieni, della linea rispetto alla massa, degli elementi verticali rispetto a quelli orizzontali. Tutto questo dà origine a una dimensione rarefatta, e predispone il fedele ad elevarsi spiritualmente, nella ricerca di un rapporto con Dio.

Saint Denis (1140-1281)

Nell’Abbazia di Saint-Denis, prima che altrove, furono proposte soluzioni architettoniche del tutto innovative che, nel corso del XII secolo, condussero al consolidamento formale dello stile gotico. I principali elementi di novità si individuano soprattutto nella ristrutturazione del coro sopravvissuto al tempo nella sua forma originaria. Il doppio deambulatorio, con le sette cappelle radiali, coperte con volte a cinque costoloni, con la doppia corona di colonne sottili, da cui si innalzano gli svettanti archi a sesto acuto, costituisce un organismo architettonico davvero senza precedenti in Europa.

Cattedrale di Notre-Dame (1160-1250)

Uno dei primi e più interessanti esempi di gotico europeo è Notre-Dame a Parigi, che costituisce un caso di rinnovamento in chiave gotica di una preesistente struttura romanica. La nuova cattedrale fu eretta in buona parte tra 1163 e il 1220. Allo scopo di rielaborarne le forme e rendere grandiosa la ricostruzione, il transetto fu allungato e i portali originari che lo aprivano, in puro stile romanico, furono sostituiti da nuove grandi porte; In generale, la ricostruzione puntò a ingrandire notevolmente le proporzioni dell’impianto precedente; la nuova cattedrale fu concepita con una pianta a cinque navate e con un immenso sviluppo del coro semicircolare con doppio deambulatorio. La facciata monumentale, quadrata e sormontata da due torri, presenta il caratteristico alleggerimento dell’impianto man mano che si procede verso l’alto.

Cattedrale di Chartres (inizio 1194-1260)

La Cattedrale di Chartres segna l'inizio del periodo gotico "classico" o "maturo", influenzando la progettazione di altre importanti cattedrali come quelle di Reims e Amiens. Originariamente costruita in epoca romanica sull'XI secolo, fu quasi completamente distrutta da un incendio nel 1194. Tuttavia, a causa della sua importanza come luogo di pellegrinaggio mariano, la ricostruzione iniziò immediatamente grazie alla generosità dei fedeli.

La struttura presenta una pianta cruciforme a tre navate, con campate rettangolari nella navata centrale e quadrate nelle laterali. Il coro è semicircolare, con un doppio deambulatorio a cappelle radiali. Le pareti della navata centrale sono decorate con grandi finestre e vetrate. All'interno, il design enfatizza il verticalismo con pilastri polistili che si estendono fino alle volte, contribuendo a una sensazione di leggerezza. Le arcate sorrette da pilastri postili, il triforio e il cleristorio suddividono le pareti della navata centrale in tre fasce. L'utilizzo degli archi rampanti permette di scaricare le forze sui contrafforti esterni, eliminando la campata doppia e conferendo maggiore leggerezza alla navata. Delle nove torri previste, solo due furono realizzate. La fusione del romanico con gli elementi gotici è evidente nella facciata, caratterizzata da un rosone policromo e polilobato, incorniciata da due torri.

Cattedrale di Reims (1211-1275)

Notre Dame di Reims (1211 – 1275) è un altro dei più alti esempi di arte gotica in Europa. La Cattedrale di Reims presenta una pianta a croce latina, suddivisa in tre navate sia nel corpo principale sia nel transetto. L’abside è circondata da un deambulatorio e coronata da cinque cappelle radiali; quella centrale, detta assiale, presenta una profondità maggiore, ottenuta grazie all'aggiunta di una campata rispetto all'impianto generale delle altre, che ne rimarca l'importanza visiva e strutturale.

La navata centrale risulta suddivisa in nove campate, che si riducono a due per lato in corrispondenza della navata trasversale. Osservando l'impianto della Cattedrale di Chartres, di poco anteriore per fondazione, si può notare un'impostazione strutturale pressoché analoga. La cattedrale assunse l'aspetto attuale entro la fine del XIII secolo, rimanendo incompiuta: delle sette torri inizialmente progettate (due per ognuna delle tre facciate più una a coronamento del punto d'intersezione tra navata centrale e transetto), tutte sormontate da alte guglie secondo l'idea originaria, furono erette solamente quelle del lato ovest, lasciate tuttavia prive della copertura a cuspide.

Cattedrale di Amiens (1230)

Un altro edificio in stile gotico ormai maturo è la Cattedrale di Notre Dame di Amiens (1230). Alta quasi 43 metri, si estende secondo una struttura a croce latina, dotata di due navate laterali lungo il corpo del braccio principale (navata centrale), schema che si ripropone nel transetto e che viene corredato di un'ulteriore navata presso l'abside, la quale viene così ad essere dotata di un doppio deambulatorio interrotto da una serie di sette cappelle radiali. La cappella assiale, grazie all'aggiunta di due campate, acquisisce un'importanza estetica e strutturale peculiare.

La navata centrale si estende per sette campate, mentre i bracci del transetto ampliano lo spazio interno di tre campate per ogni lato. L'accesso e l'uscita dall'edificio sono resi possibili dalla presenza di nove portali, tre per ogni facciata (oltre alla principale, si contano due facciate minori in corrispondenza della navata trasversale).

Saint Chapelle (consacrata nel 1248)

L’edificio che può considerarsi un punto di arrivo nell’evoluzione della struttura gotica è Sainte-Chapelle a Parigi costruita fra il 1241 e il 1248. L’organismo architettonico, infatti, è ridotto a un semplice scheletro di pilastri, una straordinaria gabbia di pietra. L’architettura è negata, ridotta a una sobria intelaiatura per le vetrate multicolori, che trasformano la cappella in un prezioso scrigno di luce.

La chiesa è formata da due cappelle sovrapposte: quella inferiore, dedicata alla Vergine, era riservata ai ranghi più bassi della corte; la cappella superiore, destinata invece alla corte reale e al culto delle reliquie, si innalza su agili pilastri. Esternamente è dotata di soli contrafforti ai quali corrispondono internamente delle paraste senza capitello formate dalle nervature che calano dalle volte archiacute. Le grandi vetrate hanno ornamenti a doppia curvatura. Un grande rosone troneggia nella facciata.

Il gotico in Italia e gli ordini mendicanti

La prima architettura gotica italiana nasce come importazione di forme francesi a opera dei monaci cistercensi, un ordine benedettino originario della cittadina francese di Citeaux. I cistercensi propugnarono un ritorno all’antica regola di povertà ed essenzialità. Questi realizzano abbazie fondendo il linguaggio gotico con la tradizione locale. Il gotico italiano è caratterizzato da ambienti estremamente semplici, dai quali è bandito ogni motivo di sfarzo e di decorazione scultorea. Modello architettonico fondamentale per l’architettura cistercense fu l’Abbazia di Fontenay in Francia.

Abbazia di Fossanova (1228-1280)

Tra le prime abbazie cistercensi costruite in Italia, ricordiamo l’Abbazia di Fossanova, capolavoro dell’architettura monastica per la purezza delle forme, la sobrietà e l’equilibrio della limpida geometria. Costruita fra il 1187 e il 1208, l’abbazia presenta una pianta a croce commissa, dunque a “T”; il corpo longitudinale è diviso in tre navate e scandito da sette campate rettangolari. Il transetto è poco sporgente, con quattro cappelle e coro rettangolare a terminazione piatta; dall’incrocio con la navata centrale si eleva un alto tiburio, che sostituisce la torre campanaria.

L’interno, un nitido incastro di volumi, è sobriamente nudo ed essenziale; le volte, a crociera e con archi acuti, sono prive di costoloni e sorrette da robusti pilastri modulati da colonnine. La facciata piuttosto slanciata per la forte differenza d’altezza fra navata centrale e navate laterali, è aperta in basso dall’unico portale e in alto da un grande rosone.

Nel corso del Duecento, nacquero in Italia i cosiddetti ordini mendicanti, le cui regole prevedevano la rinuncia a qualsiasi forma di proprietà. Tra questi, i maggiori furono l’ordine dei domenicani, fondato da san Domenico di Guzmán (1170-1221) e approvato nel 1216, e quello dei francescani, fondato da san Francesco di Assisi (1181-1226) e approvato nel 1223.

Basilica di San Francesco ad Assisi (1228-1280)

La Basilica di San Francesco ad Assisi è uno degli esempi riconducibili a questo gruppo. Essendo stata concepita come una sorta di martyrion, presenta una struttura architettonica piuttosto singolare. La basilica è a croce commissa e risulta composta dalla sovrapposizione di due edifici differenti: la Basilica inferiore, luogo delle celebrazioni liturgiche, e la Basilica superiore, spazio per la predicazione, la preghiera comunitaria e le riunioni ufficiali dell’ordine.

La Basilica inferiore ha un’unica navata di quattro campate, un transetto voltato a botte, un’abside a pianta semicircolare e cappelle laterali. Immensi, tozzi e bassi pilastri definiscono le campate coperte da volte ogivali, ma molto ribassate, tanto che l’intera chiesa inferiore sembra una grande cripta dalle volte incombenti. Tale effetto è accresciuto dalla scarsa illuminazione.

La Basilica superiore si presenta, invece, come una grande aula slanciata e luminosa, suddivisa in quattro campate quadrate con transetto e abside poligonale. Le campate sono coperte da crociere ogivali le cui nervature si prolungano lungo le pareti e si raggruppano contro i pilastri parzialmente incassati nelle murature, come fossero paraste nervate. Al di sopra di un alto zoccolo murario, destinato a ricevere affreschi, si sviluppa il solo claristorio, costituito da ampie finestre che inondano l’aula di luce. La Basilica superiore presenta una semplice facciata a capanna divisa in tre parti. Quella superiore è costituita dal timpano, quella mediana ha come unico elemento decorativo un rosone, mentre l’inferiore accoglie un ampio portale strombato e bipartito.

Basilica di Santa Croce

Personalità di spicco nell’architettura gotica fiorentina fu Arnolfo Di Cambio che progettò per i frati francescani la Basilica di Santa Croce (1294). La basilica, a croce commissa, è a tre navate. Sette campate precedono il transetto e l’abside poligonale è affiancata da dieci cappelle simmetricamente disposte ai suoi lati. Altre cappelle si aprono sui bracci del transetto. L’interno è molto austero e spoglio in conformità allo spirito francescano. Le navate hanno una semplice copertura a capriate lignee e gli alti archi acuti delle campate poggiano su robusti pilastri a sezione ottagonale dai capitelli variamente conformati.

Delle lesene, che si dipartono dalla sommità dei capitelli, partecipano al moto ascensionale che viene frenato inizialmente dal ballatoio su mensole di pietra che corre lungo tutto il perimetro della navata centrale e, successivamente, è bloccato dalle capriate tra loro parallele e disposte trasversalmente alla navata.

Basilica di Santa Maria Novella

La Basilica di Santa Maria Novella fu progettata dai frati domenicani Sisto e Ristoro, che rinunciarono a ogni decorazione plastica puntando sulla forza della sola struttura muraria. La pianta della chiesa, a croce commissa, ricorda gli schemi cistercensi. Sei campate, le cui dimensioni diminuiscono avvicinandosi al coro, precedono il transetto. Un’abside a pianta quadrata è affiancata da quattro cappelle simmetricamente disposte ai suoi lati.

La navata centrale molto ampia, la non comune altezza degli archi acuti che mettono in comunicazione le tre navate e la minima differenza di quota tra le volte a ogiva di queste, fanno apparire la chiesa come una grande aula. La chiesa presenta un effetto prospettico molto accentuato, dato dalla riduzione della distanza fra un pilastro e l’altro procedendo verso l’abside, infatti i pilastri sembrano essere più bassi. Si adottano in essa archi ogivali e slanciate membrature che si raccolgono in pilastri polistili che gli conferiscono caratteristiche prettamente gotiche, mentre la facciata decorata con tarsie di marmi policromi si legano ancora allo stile romanico.

Duomo di Orvieto (1290)

La costruzione del Duomo di Orvieto è legata al nome di Lorenzo Maitani, artista toscano di profonda sensibilità, che fu nominato capomastro del cantiere nel 1310; è suo il progetto della facciata, elaborato secondo un modello nuovo e originale rispetto ai tipi italiani ed europei. Tutto il prospetto è concepito come un grande e pregiato reliquiario. La parte inferiore presenta tre portali: quello centrale a tutto sesto, i laterali a sesto acuto; tutti sono sormontati da cuspidi triangolari. Una loggia ad archetti su colonnine funge da cornicione orizzontale e divide questo livello da quello superiore, dominato da un grande rosone.

Quattro pilastroni energici e svettanti, sostenuti da un alto basamento a bassorilievi e conclusi da pinnacoli, trasformano il prospetto in un trittico e riescono a creare un dominante equilibrio armonico attraversando le tre fasce che si distendono in larghezza.

Duomo di Siena (1299-1317)

Il Duomo di Siena, dedicato a Santa Maria Assunta, presenta forme ancora romaniche. I lavori per la trasformazione di un precedente impianto, del XII secolo, in una nuova e più solenne struttura ebbero inizio intorno al 1238 ma si conclusero soltanto nel secolo successivo.

La magnifica facciata, progettata da Giovanni Pisano e iniziata fra il 1284 e il 1298, è caratterizzata nella parte inferiore da una decorazione scultorea vivace, influenzata dai modelli francesi con tre grandi portali a tutto sesto fortemente strombati e sormontati da cuspidi triangolari. La parte superiore della facciata, realizzata da Camaino di Crescentino, presenta un bellissimo rosone centrale circondato da nicchie gotiche con busti di apostoli e profeti.

Ai lati 2 pilastri incorniciano la struttura, che termina con pinnacoli e sottilissime guglie, accentuando così lo slancio verso l’alto. L'interno ha un'aula divisa in tre navate da pilastri polistili, con un transetto diviso in due navate e profondo coro. La crociera del transetto è costituita da un esagono sormontato dall'audace cupola a base dodecagonale. Il claristorio è molto alto e scandito da archi a sesto acuto. L'interno è illuminato dalle raffinate e traforate trifore del claristorio, dalle bifore del transetto e da due magnifici rosoni, uno in controfacciata ed uno sul coro.

Duomo di Firenze - Santa Maria del Fiore

La chiesa di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, viene iniziata a costruire nel 1296 in sostituzione della Chiesa di Santa Riparata su progetto di Antonio di Cambio. I lavori proseguono nel 1334 sotto la direzione di Giotto e poi di Francesco Talenti. La costruzione dell’edificio durò quasi due secoli, escludendo la realizzazione dell’attuale facciata che risale invece all’Ottocento.

La chiesa, a 3 navate, ha 4 immense campate e 3 absidi poligonali che si articolano attorno ad un grande vano ottagonale coperto da una cupola. La cupola a sesto leggermente acuto, avrebbe dovuto ergersi al di sopra di un tamburo ottagonale, il cui esterno superiore non avrebbe superato in altezza la navata centrale. Dei costoloni avrebbero separato le vele, e una lanterna avrebbe coronato l’edificio.

La chiesa attuale non è fedelissima al progetto originario di Arnolfo, che fu ampliato e in parte modificato dall’architetto e scultore Francesco Talenti. La generale concezione arnolfiana fu tuttavia rispettata. L’interno appare ampio e grandioso, grazie alle crociere ogivali sostenute da possenti pilastri compositi. La massiva sobrietà delle strutture disadorne richiama certamente la tradizione romanica; tuttavia, è senza dubbio gotico il gioco dei pilastri collegati dagli archi a sesto acuto; allo stesso modo, sono gotiche le cappelle a raggiera e le alte finestre a bifora.

Nel 1334 iniziarono i lavori per il campanile. Della progettazione di questa magnifica torre fu incaricato Giotto. La torre, separata dal corpo della chiesa, è a pianta quadrata e presenta una struttura compatta, rinforzata agli angoli da robusti contrafforti a sezione ottagonale. All’esterno, sia la cattedrale sia il campanile presentano un

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vc4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Consoli Giampaolo.
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