TOSSICOLOGIA> studia gli effetti indesiderati delle sostanze chimiche sugli esseri
viventi. Uomo in > ecosistema(ambiente)>influenza stato di salute.
SICUREZZA> non è un fattore assoluto> ma probabilità> importante trovare mezzi e
modi di utilizzo di una sostanza in maniera sicura. Tossicologia si pone questo
obiettivo(individuazione). Sostanza(struttura/caratteristiche chimico fisiche)>
esposizione> ingresso nell’organismo> distribuzione organi/tessuti> target biologici>
interazione di tipo chimico(non è la risposta biologica)> reazione primaria> se si
esprime> danno con conseguenze. Diverse modalità di esposizione: singola, ripetuta,
brevi periodi, tutta la vita, alta bassa dose. Solitamente> ambiente e alimenti> bassa
esposizione. Esposizione occupazionale> dovuta al lavoro. Avvelenamenti,
intossicazioni> possono portare alla morte.
RISCHIO> azzardo x esposizione. Azzardo> possibilità che un danno derivi da una
sostanza> proprietà tossicologica intrinseca di una molecola(anche l’evento
pericoloso). Esposizione è legata alla probabilità.
VALUTAZIONE RISCHIO> identificazione dell’azzardo> quantificazione(dose risposta)>
valutazione esposizione e susciettibilità individuo> caratterizzazione rischio e analisi
costo beneficio.
TOSSICOLOGIA MODERNA> definisce limiti di sicurezza agenti chimici> scienza di
prevenzione per salute uomo e ambiente
TIPI DI ESPOSIZIONE
- Acuta: singolo episodio, alta dose
- Ripetuta: multipla. Può essere: subacuta(<5% vita), subcronica(tra 5-20% vita),
cronica(intera o gran parte della vita).
Modalità di esposizione diverse possono dare effetti tossici diversi.
EFFETTO TOSSICO
- Immediato> si sviluppa dopo una singola esposizione
- Ritardato> periodo di latenza
- Reversibile o irreversibile> dipende da capacità rigenerative tessuto
Anche
- Persistente
- Transiente> certo tempo
- Cumulativa> conseguenza ad un altro effetto tossico> fibrosi x alcolismo
cronico
Tossicità> descrizione>
- Locale o sistemica
- Natura e meccanismo tossico
- Organo/tessuto bersaglio
- Esposizione(specie, via, entità)
RELAZIONE DOSE RISPOSTA
Alcuni casi come cancerogenesi, tox. Immunologica e genetica> indipendenti da dose
Normalmente aumento dose= aumento probabilità= aumento rischio
Requisiti x determinare dose-risposta> metodo che li quantifichi, aumento dose=
aumento rischio, assicurarsi che l’effetto sia dovuto dall’agente tossico studiato.
2 Rappresentazioni: graduale(sigmoide) o quantale(curva a campana)
RELAZIONE GRADUALE> % risposta in funzione della dose: fascia iporeattivi(risposta a
dosi più alte), risposta media e fascia iperreattivi(rispondono a dosi più basse). DE50>
dose efficace nel 50% della popolazione. Indice terapeutico> DL50/DE50. Margine di
sicurezza: DL1/DE99> più efficace.
RELAZIONE QUANTALE> distribuzione risposta nella popolazione> variabilità dovuta a
suscettibilità individuale.
Effetto tossico> aumentare dose aumenta l’eff. Tossico
Eff. Protettivo> aumento dose, diminuisce eff. Tossico
Eff. Combinato> basse dosi eff. Protettivo, alte dosi eff. Tossico> curva a campana
rovesciata ( effetto ormetico vitamine e micronutrienti essenziali> equilibrio
omeostatico)
Curva graduale> info su potenza ed efficacia. Efficacia> effetto maggiore(altezza
curva). Potenza> dose minore(curva spostata a sinistra), stesso effetto.
MECCANISMI DI TOSSICITA’> 3 principali
- Sostanza tossica + target> tossicità diretta. Pochi casi, es: acido forte cade
sulla mano.
- Sostanza tossica entra nell’organismo> organi/tessuti> target o alterazione
ambiente biologico> disfunzione cellulare/danno
- Meccanismo più complesso(es. cancerogeni)> distribuzione organi/tessuti>
target o alt. Ambiente> danno> tossicità solo se non abbiamo capacità
adattativa o falliscono meccanismi di riparazione.
EFFETTO TOSSICO> dipende da dose che raggiunge il target, no da dose di
esposizione> DOSE EFFETTIVA> dipende da proprietà chimico fisiche e da percorso
ADME> formato da meccanismi che facilitano e meccanismi che si oppongono alla
distribuzione al target.
MECCANISMI + > porosità endotelio capillare, trasporto specializzato attraverso
membrane, accumulo in organelli cellulari.
MECCANISMI - >legame proteine plasmatiche, barriere specializzate, efflusso dalla
cellula, distrubuzione siti di deposito, legame proteine intracellulari.
INTOSSICAZIONE E DETOSSIFICAZIONE
Maggior parte composti hanno bisogno di attivazione metabolica> tradotta in> gruppi
elettrofili, radicali liberi, nucleofili, intermedi di ciclo ossido e riduttivi.
Detossificazione> eliminano o prevengono la sostanza tossica finale:
- Detox sostanze prive di gruppi funzionali> 2 passaggi
- Detox nucleofili> coniugazione diretta
- Detox elettrofili> coniugazione glutatione(soprattutto nel fegato)
- Detox radicali liberi> SOD, CAT, GPX
- Detox proteine> proteasi intra e extra cellulari
Diversi nuclei di vulnerabilità> sesso, bambini, anziani> diversa capacità metabolica.
INTERMEDIO TOSSICO-TARGET
Interazione che avvia l’evento tossico> diverse caratteristiche, es: legame covalente o
non covalente, reazione enzimatica, trasferimento e-.
Target principali: acidi nucleici, proteine, lipidi> caratt. Fondamentali> reattivi(siti o
gruppi funzionali) + configurazione sterica accessibile a una conc sufficiente per
esplicare l’effetto. NB: tossicologia studia patologie iatrogene perciò non si
considerano recettori ma proteine strutturali come enzimi ecc.
CONSEGUENZE INT. TOSSICO/TARGET
- Disfunzione> soprattutto con target proteico, alterazioni citoscheletriche
- Distruzione> int. Acidi nucleici> legami crociati tra proteine, proteine/dna
- Formazione neoantigeni> int proteine di superficie> nuovo asset genetico,
riconosciuto come estraneo.
TOX NON CAUSATA DA INTERAZIONE> agiscono sul microambiente biologico. Es:
alcoli(metanolo> dissipazione gradiente ionico per sintesi ATP), detergenti( alterano
fase lipidica membrana). Causate anche da precipitazione sostanze> es. sulfamidici a
livello del tubulo prossimale.
DISFUNZIONE CELLULARE> dipende dal bersaglio> cellule elettricamente eccitabili>
alterazione attività cellulare. Es. neurone> alterazione trasmissione impulso. Dipende
dal ruolo nelle fisiologia del sistema.
RIPARAZIONE E ADATTAMENTO> tossicità si esprime solo se falliscono
- Meccanismi di riparazione> molecolare, cellulare, tissutale> alterazioni
chimiche revertite, riparazione proteine ossidate, denaturate, aggregate,
riparazione DNA.
- Meccanismi di adattamento> aumentate capacità di difesa al tossico> es.
diminuzione della concentrazione del tossico al sito bersaglio, aumento
riparazione, diminuzione della risposta cellulare.
Se falliscono> possibili conseguenze> Cancerogenesi, fibrosi, necrosi tissutale.
FENOMENO COMPLESSO> possono generarsi più tossici> più interazioni con diversi
target che possono anche influenzarsi tra loro.
RELAZIONE BIOCINETICA E TOSSICITA’
- Sostanza assorbita> torrente ematico> eliminazione rapida. Eliminazione è il
meccanismo primario, quindi no tossicità
- Sostanza> torrente ematico> induce effetto patologico/danno al DNA>
riparazione o danno
- Biotrasformazione> metaboliti detossificati/escreti oppure attivati> tossici>
danni patologici.
BIOTRASFORMAZIONE> reazioni>
- Fase 1> introduzione gruppo funzionale> ossidazione, idrolisi, riduzione
- Fase 2> coniugazione> con substrato endogeno come acido glucuronico,
glutatione, amminoacidi, metilazione, acetilazione
- Fase 3> metabolismo che riguarda coniugati con glutatione
- Citocromi P450
NB: se detox fallisce> accumulo metabolita tossico> saturazione capacità
metabolizzante, deplezione enzimi utili, consumo substrati, depauperamento
antiossidanti cellulari, reazioni di coniugazione revertite.
Metaboliti:
- Stabili> con attività superiore o diversa rispetto a composto iniziale
- Reattivi(elettrofilo)> in grado di interagire
- Prodotti secondari del metabolismo> reattivi e tossici> specie radicaliche
dell’ossigeno
INDUZIONE ENZIMATICA> incremento attività enzimi farmaco-metabolizzanti da parte
di una sostanza. Importante sapere quando si manifesta e quanto dura. Aumento
flusso ematico, aumento peso dell’organo, proliferazione REL, incremento citp450
totale, incremento sintesi proteica e RNA. Avviene x somministrazioni multiple, mai
singole. Si manifesta in circa 2-3 settimane.
INIBIZIONE ENZIMATICA> anche dopo somministrazione singola. Inibizione reversibile
o irreversibile: legame non covalente(serve tempo) e covalente(serve neosintesi). Max
inibizione a 24 ore, dura 4-5 giorni.
ATTIVAZIONE METABOLICA NEL SITO DI TOSSICITA’> paracetamolo>
- Normale> sulfo coniugato e glicoconuigato enzimi fase 2. 2% dà metabolismo
ossidativo> citp450> intermedio elettrifilo> n acetilparabenzochinonimmina>
detox con glutatione> eliminato come acido mercapturico
- Sovradosaggio> vie fase 2 saturate> solo via ossidativa> n
acetilparabenzochinonimmina> deplezione glutatione> dà legami covalenti con
le proteine epatiche> necrosi epatica.
MODULAZIONE METABOLICA DEGLI EFFETTI TOSSICI> meccanismi extracellulari che
influiscono sulla biocinetica> inibizione assorbimento gastrointestinale, inibizione
formazione composti reattivi x interazione chimica diretta, inibizione formazione
reattivi causata da flora intestinale.
MECCANISMI DI MORTE CELLULARE> necrosi e apoptosi> dipende da vari fattori> es.
condizione stressoria dovuta da interazione tra target e tossico> decisione di morte.
AUTOFAGIA> alla base del turnover dei componenti citoplasmatici tramite rimozione
degli organelli danneggiati. Lisosomi> formano vescicole a doppia membrana che
ingeriscono la sostanza da eliminare. Meccanismo di pulizia fisiologica.
NECROSI> evento patologico in seguito a esposizioni acute(alte dosi o severa anossia)
APOPTOSI> meccanismo fisiologico di morte programmata. Difesa rispetto a tipi
cellulari potenzialmente pericolosi> es. cellule infette da virus, cellule con DNA
danneggiato.
Diverse per quanto riguarda morfologia, funzioni e meccanismi.
ALTERAZIONI MORFOLOGICHE NELLA NECROSI> danno strutture
fondamentali(organelli), rigonfiamento cellulare, degradazione DNA, lisi cellulare e
liberazione contenuto con infiammazione cellule vicinali, genesi specie radicaliche,
amplificazione del danno.
ALTERAZIONI MORFOLOGICHE APOPTOSI> contrazione cellula, organuli integri, DNA
frammentato, formazione di corpi apoptotici con recettori specifici x fagociti.
Condizione stressoria> bilancio stimoli positivi e negativi> apoptosi> recettori>
trombospondina, proteine desialilate(x fagocita), fosfatidilserina.
Stimoli positivi> IL-2, fattori di crescita neuronali
Stimoli negativi> danno DNA, aumento livello ossidanti
GENI NEL CONTROLLO DELL’ APOPTOSI> geni costitutivi> oncogeni> a livello
nucleare, mitocondriale, 1 a livello della membrana(ci sono recettori di morte
APO1/FAS)> p53, bcl2, myc> variamente rappresentati.
Condizioni di salute cellulare> p53 attivo(nucleo)> silenzia bcl2(mitocondrio), gene
antiapoptotico. Quindi p53 mantiene la possibilità di dare apoptosi ed esprime
proteine bax proapoptotiche. Inoltre riconosce la condizione stressoria> induce
attivazione geni x espressione dell’apoptosi; agisce(rallenta) tra fase G1-
S(prereplicativa) e G1-M(divisione).
VIE APOPTOTICHE> intrinseca> danno a mitocondrio e DNA/ ed estrinseca>
interazione con recettori della morte.
DESTINO CELLULA DANNEGGIATA> dipende da entità esposizione e danno. Dipende
dallo stato del mitocondrio poiché apoptosi richiede ATP.
- Pochi mitocondri danneggiati> autofagia li rimuove, con sopravvivenza
cellulare.
- Numero discreto di mitocondri>ho abbastanza ATP e si attiva apoptosi.
- Numero troppo grande di mitocondri danneggiati> crollano livelli ATP> necrosi
TOSSICITA’ GENETICA> a livello degli acidi nucleici> agenti chimici e fisici(radiazioni
ionizzanti e non) in grado di interagire con essi e causare alterazioni delle componenti
geniche, senza dare citotossicità.
Caratteristiche meccanismo:
- Acuto> esposizione singola
- Dose indipendente
- Probabilistico
- Irreversibile
Danni> siti apurinici, apirimidinici, alchilazione, formazione radicali liberi, rotture
singolo o doppio filamento, addotti DNA, dimeri tra pirimidine, danni basi azotate,
legami crociati inter, intrafilamento e DNA/proteine. Risultato> mutazioni> alterazioni
stabili e irreversibili, inaspettate e casuali.
Agenti mutageni possono causare:
- MUTAZIONI GENICHE> modificazioni struttura DNA di singoli geni
- ABERRAZIONI CROMOSOMICHE> delezione, riarrangiamento, duplicazione di
segmenti di cromosomi(alt. Strutturali)
- ALTERAZIONE NUMERO DI CROMOSOMI
PRINCIPALI MUTAZIONI GENICHE: sostituzioni qualitative(cambiano singole coppie di
basi), sostituzioni quantitative(aggiunte o tolte coppie di basi. Transizioni> ordine
purina pirimidina mantenuto, es. purina sostituita con purina. Trasversioni>
sostituzione di una purina con pirimidina o viceversa.
PRINCIPALI ABERRAZIONI CROMOSOMICHE
Su di un solo cromosoma
- Frammento acentrico o minute> rottura braccia cromatidiche
- Riarrangiamento per ottenere fusione delle estremità> anello o anello acentrico
Nb: nel caso di frammenti senza centromero> no divisione cellulare> perdita
informazione genica del frammento.
- Inversione pericentrica> frammenti migrano alle altre due braccia cromatidiche,
fondendosi> possono portare a stravolgere l’espressione genica, con
attivazione di proto-oncogeni o inattivazione di oncogeni.
Su due o più cromosomi
- Dicentrico> rottura braccia cromatidiche di 2 cromosomi che si fondono tra
loro> struttura con 2 centromeri e un frammento acentrico(si perderà)> spesso
causate da radiazioni.
- Scambio bilanciato> possono contribuire ad attivazione o soppressione di alcuni
geni
ABERRAZIONI NUMERICHE
Corredo diploide normale> n x 2
Poliploidia> n x m > m diverso da 2
Aneuploidia> perdita o aquisizione cromosomi > non genotossico, dose dipendente>
es. cromosoma non migra da piastra equatoriale ai poli della cellula
Trisomia> acquisizione cromosoma in nucleo diploide
Monosomia> delezione di un cromosoma in un nucleo diploide
Mutazioni> correlate a cancerogenesi, teratogenesi, disturbi ciclo riproduttivo,
patologie croniche degenerative.
FATTORI CHE INFLUENZANO IL DANNO GENETICO>
- concentrazione nell’ambiente> anche meccanismi dose indipendenti> x dose
dipendenti linearità, x dose indipendenti aumento probabilità
- percorso farmacocinetico/tossicocinetico
- capacità metabolizzanti dei tessuti>portano formazione ultimo tossico, nell’organo
bersaglio
- reattività acquisita dal composto> nucleofilo, elettrofilo, intermedio ciclo ossido-
riduttivo
- capacità riparative o di amplificazione danno
-opportunità di espressione danno genetico; esposizione> mutazione> espressione
danno> danno genetico. Mutazione non è danno genetico.
- abilità tessuto di sopprimere cellule aberranti> apoptosi post- replicativa,
meccanismi immunologici…
Esposizione> eventi multipli> danno genetico. Ultimo mutageno può non formarsi
nella concentrazione potenziale, convertito in metaboliti inattivi, essere talmente
reattivo da legare substrati non critici.
OPPORTUNITA’ DELLA CELLULA
Mutazione> conc. Sub citotossiche. Formazione addotto con DNA> lesione
premutazionale, no mutazione> apprezzata da network decisionale> p53> 3
possibilità:
- P53 agisce in fase G1-S> attivati sistemi di riparazione> se efficaci> nessun
danno> integrità cellulare
- Condizione non riparabile> apoptosi poiché pericoloso
- Lesione pre-mutazionale> replicazione cellulare> mutazione>espressione
danno genetico
Nb: negli studi di genotossicità è importante usare dosi sub-citotossiche
Ogni mutazione porta a instabilità genomica> DNA diventa più suscettibile ad
accusare un successivo danno> danni al DNA sono cumulativi> maggiori sono>
maggiore vulnerabilità.
SISTEMI DI RIPARAZIONE DNA
Intervengono prima della replicazione> singolo passaggio o multiplo passaggio. Es.
singolo pass: raggi UV> pelle DNA> due legami tra due pirimidine adiacenti> dimero
di pirimidina>foto-liasi(meccanismo)> rompe doppio legame> ripristino struttura. Es.
multiplo pass: escissione basi/nuclotidi(più basi interessate)>riconoscimento >enzimi
glicosilasi> taglio segmento DNA> neosintesi con l’altro filamento come template>
nuovo segmento cucito.
LEGAME MECCANISMI RIPARATIVI E DOSE DI ESPOSIZIONE
Meccanismi influenzati dalla dose di esposizione
Enzimi:
- Costitutivi> livello fisso
- Inducibili> specifiche esposizioni ripetute> aumento attività> ma maggior
inclinazione aall’errore, minore precisione nella riparazione che può essere non
corretta
Alto livello di esposizione acuta> saturazione enzimi costitutivi> danni
Basso livello di esposizione ma ripetuto> induzione enzimatica> posso avere errore
nella riparazione.
CLASSIFICAZIONE SOSTANZE CON QUESTO AZZARDO
AGENTE GENOTOSSICO> composto/metabolita che dà interazione con il DNA>
interazione diretta/primaria
AGENTE NON GENOTOSSICO> composto privo di attività genotossica(non ha int
diretta con DNA
STRUTTURE ALLARME> tramite cui
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