TECNICA DEL FREDDO PT 3
CONDENSATORE
Il condensatore è uno scambiatore di calore che viene utilizzato per trasferire a
una sorgente ad alta T sia il lavoro di compressione sia il calore sottratto alla
sorgente a bassa T. Per assorbire calore il fluido termovettore devi essere a T
più bassa del refrigerante.
La gran parte dello scambiatore è di solito occupata dal cambiamento di fase,
in cui la caduta di temperatura dipende dalle perdite di carico subite dal
refrigerante. Di solito si trovano controcorrente fluido termovettore e
refrigerante. il fluido termovettore è di solito monofase e quindi la sua
temperatura aumenta.
Nel caso di un evaporatore, sia in controcorrente che in equi corrente il
refrigerante è a una T minore del fluido termovettore.
Anche se assorbe calore, a causa delle perdite di carico, il refrigerante
diminuisce la propria T. Inoltre, il refrigerante assorbe calore e raffredda il fluido
termovettore. I termovettori caratteristici degli evaporatori sono aria, acqua,
salamoia
l’equicorrente viene usato per esempio nei sistemi a ricircolo di liquido
FLUIDI TERMOVETTORI
I fluidi termovettori hanno la capacità di trasportare energia. Per verificare le
prestazioni di un fluido termovettore si applica un bilancio di energia per un
sistema aperto che scambia con l’esterno calore ma non lavoro ; nel
caso di un liquido o un gas ideale ∆h=c ∆T. Dato che l’ingombro di una
p
condotta (S=sezione trasversale) che convoglia il fluido termovettore si calcola
come: è utile considerare la portata volumetrica invece che la portata
massica
Allora la quantità di calore trasportata da un fluido termovettore si calcola
Per fare un esempio vediamo quanto calore trasporta l’unità di portata
volumetrica di acqua e aria per un ∆T unitario:
L’ingombro delle tubature per l’acqua è molto minore rispetto a quello richiesto
per l’aria.
Quindi riassumendo
Entriamo quindi nel dettaglio dei CONDENSATORI
Per avere una stima della variazione di temperatura in ingresso e in uscita tra
fluido termovettore e fluido refrigerante sì adotta la variazione di temperatura
media logaritmica. In regime stazionario e con uno scambiatore adiabatico
verso l'esterno le tre quantità di calore relative allo scambio dermico nello
scambiatore possono essere eguagliate
Per analizzare lo scambiatore possiamo ricorrere a 2 metodi:
1. Analisi globale lo scambiatore è analizzato come un unico volume di
controllo
2. Analisi locale lo scambiatore è diviso in VC multipli adiacenti
ANALISI GLOBALE
Il calcolo di ∆T è semplice se il refrigerante è in cambiamento di fase per tutta
ML
la lunghezza dello scambiatore e il fluido termovettore è monofase. Nel caso
dei condensatori la situazione è complicata per le 3 zone desurriscaldamento,
condensazione, sottoraffreddamento
Non possiamo quindi dedurre un c costante e di conseguenza non possiamo
p
derivare ∆T ML
La presenza della regione surriscaldata comporta una sovrastima del ∆T ML
bilanciata in parte dalla sottostima lungo il sottoraffreddamento.
Si utilizzano quindi 2 approcci per valutare la ∆T ML
Approccio 1
La regione bifase determina le caratteristiche dell’intero scambiatore e quindi
anche la ∆T ML
Questa scelta è basata sul fatto che le due regioni monofase del refrigerante
alle estremità contribuiscono in piccola parte alla quantità di calore scambiato.
Tuttavia, ottengo un valore ∆T inferiore a quello reale. Quando
ML
l’approssimazione è troppo elevata si passa all’approccio 2.
Approccio 2
In questo caso si tiene conto anche dell’apporto delle regioni monofase dello
scambio termico. Questo approccio è ovviamente più preciso ma necessito di
più dati. È più difficile in altre parole stimare la temperatura di ingresso e uscita
del fluido termovettore corrispondente a quelle del refrigerante.
ANALOGIA ELETTRICA PER SCAMBIO TERMICO
L’equazione dello scambio termico nello schema di analisi globale è dato dalla
somma di 7 resistenze:
Resistenza per convezione e irraggiamento
Per considerare insieme il contributo di convezione ed irraggiamento si
introduce il coefficiente unitario di scambio termico per convezione ed
irraggiamento cioè l’adduttanza h
nel caso più generale di superficie alettata occorre tener conto che la superficie
di scambio aggiunta con l’alettatura ha efficacia minore, agli effetti dello
scambio termico, della superficie originale del tubo ciò è dovuto al fatto che
l’aletta non ha conducibilità termica infinita. Per tener conto di ciò si introduce
l’efficienza dell’aletta Ω. Ω dipende dalle caratteristiche dell’aletta come
spessore, profondità, conducibilità termica e coefficiente di scambio termico
convettivo.
Possiamo avere alette piane, circolari e batterie alettate (in cui vale una Ω
media).
Resistenza di sporcamento
È una resistenza fittizia che tiene conto dell'accumulo di impurità da parte dei
vari fluidi sulla superficie di scambio. con F fattore di
sporcamento ed è caratteristico di un determinato fludo.
L'aria non presenta resistenza di sporcamento mentre l'acqua di mare può
arrivare a valori anche 10 volte maggiori rispetto a quelli dell'acqua normale.
Resistenza di contatto tra aletta e parete
Questa resistenza è dovuta alla discontinuità presente nella regione dove
l’aletta è collegata al tubo; rappresenta un termine variabile tra il 5% e il 50%
della resistenza totale (più il processo costruttivo è accurato più la resistenza è
piccola) h circa 14000
Resistenza conduttiva
generalmente questa resistenza è trascurabile rispetto alle altre per i tubi di
rame o in acciaio, non sempre trascurabile nel caso di tubi in acciaio inox
LAMINAZIONE ED EVAPORATORI
L'organo di laminazione serve ad abbassare la pressione e la temperatura tra i
due scambiatori di calore del ciclo inverso a compressione di vapore. In altre
parole, la sua funzione pri
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