TECNICA DEL FREDDO PT 4
CRIOGENIA
Con la criogenia si tende ad andare a T molto basse anche -160 esistono
problematiche legate alla liquefazione. Per questi fluidi (come metano, azoto,
idrogeno, elio…) è riportato il punto di ebollizione che è molto basso (per elio
vicino a zero assoluto). Esistono due metodi per liquefare i gas:
1. Sistemi dove il fluido frigorigeno è lo stesso fluido da liquefare (ciclo
Linde, Claude)
2. Sistemi dove il fluido è diverso dal fluido da liquefare (cicli in cascata)
La problematica principale di queste applicazioni è quella di avere un COP di
Carnot buono perché questo diminuisce rapidamente al diminuire della T.
Il parametro che permette di confrontare le prestazioni di diversi sistemi per la
liquefazione dei fluidi è: compreso fra 0 e 1. Questo parametro ci dà
informazioni su come la macchina lavora ed equivale al rapporto tra il lavoro
minimo e il lavoro reale necessari per portare il fluido dalle condizioni ambiente
alle condizioni di liquido saturo alla stessa pressione. A temperatura ambiente il
gas ha un exergia nulla il lavoro minimo coincide col contenuto exergetico a
bassa temperatura
CICLO LINDE
Il ciclo Linde nasce come il primo sistema su scala industriale per la
liquefazione dell’aria.
Da 1 a 2 si ha una compressione quasi isoterma che garantisce il lavoro minimo
e che viene approssimata da una compressione asta di multipli con
refrigerazione intermedie e posta refrigerazione finale. Da 2 a 3 abbiamo uno
scambiatore rigenerativo con superficie finita. Qui il gas a bassa pressione esce
a T<T1. Tra 3 e 4 c’è una laminazione isoentalpica che porta alla formazione di
liquido saturo a Patm che viene poi spillato e usato. Il vapore, invece, dopo aver
raffreddato la corrente ad alta pressione nel rigeneratore, ritorna al
compressore.
Facendo un bilancio entalpico sulla superficie tratteggiata ottengo:
Se definiamo la frazione liquefatta come: ; ottengo
liquido solo se Zl > 0. si vede che la frazione liquefatta è tanto maggiore
quanto maggiore è la differenza h7-h2. Tale differenza dipende dalla p2 una
volta fissato che T2=T1. Per ragioni di efficienza ci si limita a p2=200 bar
Le prestazioni per questi cicli non sono ottimali, infatti, la laminazione presenta
una grossa irreversibilità.
Temperatura di inversione
Il ciclo si avvia e riparte solo se durante la laminazione il gas si raffredda. Il che
non avviene per tutti i gas. Vale a dire che, solo se nella laminazione a Tamb si
ha un pur limitato raffreddamento del gas si può innescare il regime transitorio
di funzionamento dell'impianto con raggiungimento finale delle condizioni di
regime.
VALVOLA DI LAMINAZIONE
La valvola di laminazione è un semplice componente che riduce e controlla la
pressione di una corrente fluida in un condotto. Più la valvola è ch
-
Appunti Tecnica del freddo - Terza parte
-
Appunti Tecnica del freddo - Quinta parte
-
Appunti Tecnica del freddo - Settima parte
-
Appunti Tecnica del freddo - Sesta parte