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Storia della scuola

Prof.ssa Giordana Merlo

Possibili domande esame

  • Descrivi il processo che ha portato all’istituzione della scuola media unica nel periodo della Repubblica (si intende dalla Costituzione in avanti).
  • Cosa si istituisce il 30 novembre 1847?
  • Parli della scuola nel decennio 45-55, dagli anni 50-60, 60-70.
  • Descrivi la scuola nell’ultimo decennio.

Contenuti del corso

Concetti portati del corso: momenti più significativi dello sviluppo della scuola secondaria in Italia, della dirigenza scolastica e della professionalità docente.

  • Le origini della scuola secondaria italiana
  • La scuola secondaria italiana dalla legge Casati all’età giolittiana
  • Dirigenza scolastica e istruzione classica nell’Italia postunitaria
  • La Riforma Gentile e gli anni della dittatura
  • Dalla costituente alla classe di massa
  • La complessità della scuola secondaria tra autonomia e aggiustamenti
  • Quale scuola nel primo ventennio del XXI secolo

Studiare bene primo capitolo e conclusioni del manuale.

Criteri di valutazione

  • Comprensione e padronanza dei contenuti
  • Capacità espositive
  • Capacità di ricostruzione e analizzare un argomento in modo critico, anche con riflessioni personali in forma pertinente

Modalità d’esame

  • Prima parte: 20 domande a risposta chiusa sono divise in due tipologie: 10 v/f (risposta esatta 1, risposta errata -0.5, risposta non data 0) e 10 a risposta multipla (risposta esatta 2, risposta errata -1, risposta non data 0). Tempo di esecuzione 20 minuti.
  • Seconda parte: 2 domande aperte. Tempo di esecuzione 40 minuti. Per accedere alla parte delle domande aperte è necessaria la sufficienza nella parte di domande chiuse.

Libri per frequentanti

  • Dalla scuola al sistema formativo
  • L’istruzione classica nell’Italia postunitaria. Cultura e dirigenza scolastica
  • L’insegnamento delle scienze umane nella scuola secondaria padovana del secondo ottocento
  • Le discipline filosofiche e pedagogiche a Padova tra Positivismo e Umanesimo pag. 186-207
  • Seminario 10 gennaio 2023 “Tra Presidi e Professori: senso e ruolo politico-sociale dell’istruzione secondaria nell’Italia postunitaria” (domande d’esame)
  • Quali figure di preside hanno manifestato un carattere civile?

Tra settecento e ottocento

Quando si parla di scuola italiana, si parla della nascita dello stato italiano (17 marzo 1861, proclamazione Regno d’Italia → Monarchia liberale 1861-1922). C’è una necessità di organizzazione interna ed esterna e l’istruzione assume una certa importanza. La Destra Storica (liberale) lascia poi il passo alla Sinistra Storica con importanza per l’istruzione. Alla fine del secolo si verifica una crisi profonda con l’uccisione di Umberto I. Infine, un periodo importante per le riforme è l’età giolittiana.

Quando nasce la scuola italiana? Regio decreto del 13 novembre 1859, n. 3725 “Legge Casati” → legge emanata dal Piemonte, ma con l’Unità d’Italia viene allargata a tutti i territori del regno italiano. La scuola italiana elementare è nata in quell’anno perché introduce l’obbligo scolastico per i primi due anni delle elementari. Per la scuola secondaria c’è un nuovo ordinamento, ha una storia precedente (primo capitolo testo Merlo).

La legge Casati è stata preceduta dai mutamenti del ’48, in particolare il 4 marzo 1948 è concesso lo Statuto Albertino (nuova attenzione del Piemonte alla vita della comunità) che diventerà lo statuto del regno d’Italia fino alla costituzione del 1948. → Legge Boncompagni del 4 ottobre 1848, viene ordinato il sistema scolastico.

Le radici più lontane dell’origine della scuola lo si riconosce nell’operato di Vittorio Emanuele Amedeo II di Savoia → particolare attenzione alla formazione dei quadri intermedi della società, formazione di uomini che avrebbero dovuto contribuire al proseguimento della società. La scuola del tempo era il collegio dei Gesuiti. Il primo passo per la creazione di quelle che successivamente saranno le scuole medie secondarie sono le Costituzioni di Sua Maestà per l’Università di Torino del 1729 → fuori dall’università ci devono essere due scuole regie: 2 scuole di grammatica e 2 di umanità, sono affidate a professori approvati dallo Stato. Sono il segnale di uno Stato che vuole controllare l’istruzione togliendo ai privati la fase di preparazione all’università.

  • Riduzione autonomia dei collegi religiosi
  • La religione non viene eliminata, ma giusto allontanamento. È mantenuto l’obbligo per docenti/studenti di partecipare alle unioni di culto sotto la direzione di un direttore spirituale.
  • L’impianto scolastico è simile a quello del modello dei gesuiti
Ann 7 8 9 10 11 12 13 14
Clas Settima Ses Quin Quar Terza Secon Prim si
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Corso Corso di preparato grammatica inferiore. Ciclo ica ca Corso di
di Umane lettere ed eloquenza italiana e latina, analisi delle idee e

Successivamente Carlo Emanuele III con Regie Patenti del 1737 istituisce il Collegio delle arti o belle lettere → abilitava agli studi universitari e abilitava all’insegnamento nelle scuole regie. Al collegio poteva accedere chi aveva frequentato le tre classi di umanità. → lo stato si prendeva cura dei docenti che in quelle scuole dovevano insegnare, si traccia una prima “bozza” del profilo giuridico e formativo dell’insegnante.

Con il successivo regolamento del 1738 vengono dettate le norme per le patenti per l’insegnamento di grammatica, umanità e retorica, da sostenersi presso il professore d’eloquenza latina dell’università di Torino. Potevano essere esenti coloro che conseguivano il diploma di magistero delle Arti all’università. → il governo si appropria della formazione degli ecclesiastici perché imponeva il conseguimento dell’esame presso il professore di eloquenza latina, oltre al seminario frequentato. Si rafforzava il potere della corona limitando il potere dei gesuiti → questo precede quello che avverrà nel 1848.

Occupazione francese 1800-1814

Il governo provvisorio abolisce nel 1799 il Magistrato della riforma e al suo posto istituisce il Consiglio di pubblica istruzione: Jury che ha il compito di governare l’insegnamento, sorvegliare i professori e pubblicare i regolamenti per le varie scuole.

Legge 14 settembre 1800: legge di riordino della scuola

  • Scuole prime: scuole pubbliche articolate in tre anni. Sono presenti in ogni comune. Si insegnava a leggere e scrivere
  • Scuole seconde: scuole di umanità, grammatica e retorica. Sono le radici della scuola secondaria. Erano affidate a uomini di “capacità, moralità e civismo”. Si competeva lo studio della grammatica, si insegnavano i primi elementi della storia/geografia, si insegnavano i diritti e i doveri dell’uomo/cittadino (periodo della Rivoluzione francese). Si insegnavano i precetti dell’arte di ben dire italiano, i primi elementi di geometria e la lingua latina e i primi principi della greca.

Non era possibile l’iscrizione all’università senza aver dato prova della frequenza delle scuole prime e seconde e non era possibile offrire l’insegnamento privato senza approvazione del consiglio di pubblica istruzione.

Legge 4 settembre 1802

Legge che divide la pubblica istruzione in nazionale, dipartimentale e comunale dal punto di vista economico sublime, media e elementare.

  • Istruzione sublime comprendeva l’università ed era a carico della nazione
  • L’istruzione media comprendeva le scuole in cui si insegnano le istituzioni delle scienze delle lettere e delle belle arti e dovevano finanziarla i dipartimenti nel caso dei licei, i comuni nel caso di ginnasi. Il comune, quindi, aveva il carico del ginnasio e della scuola elementare.

Era facoltà di ogni dipartimento avere un liceo, era obbligatorio se nel territorio non c’era nessun ginnasio (il ginnasio e il liceo sono due entità a sé stanti, sono paralleli. Ciò che distingue ginnasio e liceo era il numero delle cattedre).

L’apertura del ginnasio era facoltà di un comune di prima classe, ossia con una popolazione superiore a 10000 abitanti. Mentre un comune di seconda e terza classe poteva aprire un ginnasio solo se aveva risorse economiche sufficienti al mantenimento.

Con il decreto n. 117 del 1802 si stabilisce ciò che veniva insegnato al ginnasio

  • Umane lettere ed eloquenza italiana e latina, analisi delle idee e filosofia morale, elementi di geometria e algebra, elementi di fisica generale e sperimentale

Insegnamenti al liceo:

  • Oltre alle quattro citate prime, ci sono anche i principi di disegno architettonico e di figura, agraria ed elementi di storia rurale

I professori di licei e ginnasi vengono scelti dal governo sulla base di una “lista dupla” cioè doppia rispetto ai posti vacanti presentata rispettivamente dal consiglio dipartimentale o comunale. Era una norma che evidenziava la prerogativa dei ceti dirigenti in materia d’istruzione e la difficoltà del governo di gestire autonomamente l’assunzione degli insegnanti. L’unico strumento che possedeva il governo erano le circolari per la vigilanza sui requisiti.

I professori dell’università, licei e ginnasi sono eletti per tre anni e possono essere rimossi da chi li elegge. Terminato il periodo diventano inamovibili, tranne che per mancanza grave, riconosciuta da una commissione nominata dal governo che deve ascoltare l’incolpato e le sue ragioni adottate in difesa.

Per garantire il merito si stabilisce il concorso pubblico il 17 luglio 1807, erano dispensati dal concorso coloro che erano già noti per pubblicazioni e cultura e segnalato dal direttore generale della pubblica istruzione. Nella prassi la procedura concorsale è abbandonata.

In conclusione, la politica scolastica napoleonica ha:

  • Affermato la scuola pubblica
  • Circoscrive la competizione degli istituti privati ed ecclesiastici
  • Il liceo diventa un’istituzione scolastica prevalente sulla formazione maschile
  • Introduce gli insegnamenti scientifici arricchendo quelli umanistici
  • Modello di scuola statale laico, aperto alle scienze sperimentali. Percorso scolastico per la formazione dell’élite

Questo modello viene soffocato dal modello scolastico che si attua con la Restaurazione che prevedeva un’impostazione filosofico-umanistica. Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1814, Vittorio Emanuele I abroga le leggi/provvedimenti in materia di istruzione e ripristina le Costituzione del 1772 nel contesto piemontese. Vengono alimentati nuovi rapporti tra Stato e Chiesta, i gesuiti tornano alla guida dell’istruzione in modo imperativo → Bolla di Pio VII.

In questo periodo l’istruzione media maschile prevedeva una diffusione dei ginnasi nel territorio, accanto c’erano istituti ecclesiastici o privati. Sopra c’erano 25 licei, 8 di questi possedevano un convitto.

1822 emanate le Regie Patenti con annesso Regolamento per le scuole comunali e regie:

  • Obbligo ai comuni di istituire una scuola per istruire i fanciulli
  • Fissate a 6 anni le scuole di latinità, a 2 anni il corso di filosofia
  • Le scuole secondarie potevano essere pubbliche o regie (queste erano finanziate dal governo)
  • Sempre previste le scuole private
  • Gli insegnanti erano inquadrati gerarchicamente in base al luogo con verso riconoscimento economico in base alla disciplina insegnata (i più pagati sono quelli di filosofia)
  • Insegnanti e studenti dovevano obbedire ad un’organizzazione della giornata stabilita dal Regolamento. Attenzione ai doveri religiosi

Nel 1844 a Torino si apre la Scuola di metodo per la preparazione dei maestri delle scuole primarie.

  • Alla guida c’era Ferrante Aporti, nel 1828 aveva creato il primo asilo infantile per i maschi prima, successivamente le femmine e infine apre l’asilo per la carità in cui accedevano tutti i bambini.
  • Alla scuola si iscrivono anche professori di filosofia e di retorica e patrizi coltissimi
  • Si riconosce in questa scuola di metodo la volontà di formare l’insegnante con una preparazione pedagogico-educativa.

Nonostante la reazione dei gesuiti, si apre la Scuola superiore di pedagogia nel 1845 che era il corrispettivo della scuola di metodo, ma doveva preparare i professori. Oltre alla reazione avversa dei religiosi, ci sono anche professori che non gradiscono che qualcuno insegni loro come insegnare.

Il 30 novembre 1847 veniva soppresso il Magistrato della Riforma sopra gli studi, vengono soppressi anche tutti gli organi di cui il magistrato si serviva. Si crea un dicastero “Regia segreteria di Stato per l’istruzione pubblica”, poi Ministero dell’Istruzione Pubblica.

1848-1859

  • 4 marzo 1848 viene concesso lo Statuto Albertino
  • Regio Decreto n. 818 “Legge Boncompagni

Emanato in forza dei poteri straordinari conferiti al re nell’imminenza della prima guerra di indipendenza:

  1. Riorganizza la pubblica istruzione degli stati sardi
  2. Determina le attribuzioni del ministero della Pubblica istruzione e delle autorità subordinate ad esso
  3. Accentra il controllo dello stato sulla pubblica istruzione
  4. Progressiva laicizzazione della scuola
  5. Abolisce i privilegi religiosi e ingerenza ecclesiastica → si richiede l’abilitazione statale all’insegnamento, titoli rilasciati dai seminari vescovili non sono validi per accedere all’insegnamento e all’università

Le scuole maschili dipendenti dal Ministero della pubblica istruzione sono:

  1. Scuola elementare superiore e inferiore, entrambi di due anni ciascuno. Sono finanziate dai comuni ma organizzate dal Ministero.
  2. Scuola secondaria: insegnamento lingue antiche e straniere, elementi della filosofia e delle scienze che preparavano all’accesso all’università. Prevedevano un corso di grammatica di 3 anni, un corso di retorica di 2 anni e un corso di filosofia di 2 anni.
  3. Scuole universitarie: istruzione letteraria e scientifica. Corrisponde al più alto livello di istruzione.
  4. Scuole speciali: perfezionamento istruzione elementare preparando lo studente a una professione (non inteso come mestiere) che non richiede un insegnamento universitario. Trovano maggiore definizione con il Regio decreto n. 819 del 1849 che riguardano i collegi e i convitti nazionali → il collegio era un’istituzione scolastica che prevedeva tutti i gradi scolastici tranne l’università.
  • Corso elementare di 4 anni
  • Corso di grammatica di 3 anni
  • Corso di retorica applicata ad entrambe le lingue 2 anni
  • Corso di filosofia di 2 anni

Corso speciale di 5 anni per chi non segue studi classici. Lo scopo era addestrare all’esercizio delle professioni per le quali non era previsto un insegnamento speciale all’università → 1853 diventa la scuola tecnica in cui erano presenti corsi accessori. Nel 1855 questi corsi accessori vengono inseriti nelle scuole speciali senza la scelta.

Con la circolare del 1851 vengono creato le Scuole provinciali di metodo suddivise in:

  • Scuole di metodo per formare i maestri (solo per i maschi) per il corso superiore delle elementari
  • Scuole inferiori di metodo per la preparazione dei maestri del corso elementare inferiore → 1853 prendono il nome di Scuole magistrali distinte in maschili e femminili superiori e inferiori. Dopo l’esame di patente era previsto un anno di tirocinio per gli uomini e di sei mesi per le donne.

Nel 1852 viene aperta la Scuola di Berti (triennale) per preparare insegnanti donne. Nel 1858 il provvedimento del Lanza le scuole magistrali prendono il nome di Scuole normali (6 maschili e 6 femminili), si accedeva con esame di ammissione a 16 per i maschi e a 15 per le femmine. Tra la frequenza di questa scuola e la scuola elementare c’erano stati solo 4 anni di istruzione elementare conclusa a 10 anni, poi più niente fino ai 15 anni con l’iscrizione alla scuola normale mancanza di nozioni.

Regio decreto del 13 novembre 1859, n. 3726 “legge Casati”. Anche questo è stata emanata in un periodo particolare per voler affermare il potere del sovrano (quando si parla di scuola di parla anche di idea di potere, attraverso cui si formano i cittadini dello stato). All’interno della legge non è presente la scansione dei tempi e i modi di ogni singola disciplina, per questo si rimanda a regolamenti successivi. Al di sopra di tutto è presente il Ministro che risponde al re. Sotto al ministro è presente il Consiglio superiore della pubblica istruzione costituito da 21 membri (manca qualcosa). Il Consiglio provinciale. Lo scopo di questo sistema era il controllo dell’applicazione di ciò che dettava la legge.

La legge Casati è divisa in 5 titoli.

  1. Titolo 1 dell’amministrazione della pubblica istruzione
  2. Titolo 2 Dell’istruzione superiore (università)
  • Facoltà di medicina, teologia, giurisprudenza, fisica, matematica e scienze naturali, filosofia e lettere
  • Professori ordinari erano nominati da re preceduto dall’
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisaborsato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della scuola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Merlo Giordana.
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