1.INTRODUZIONE ALLA ROBOTICA CHIRURGICA
I robot vengono sviluppati per automatizzare tasks ripetitivi e complessi in maniera + precisa ed efficace.
L’evoluzione + importante si ha nel 19esimo secolo con la scoperta dei raggi X che permettono di vedere
all’interno del corpo senza dover tagliare il paziente. Inoltre i robot entrano a far parte del mondo dell’industria
contemporaneamente allo sviluppo dei tools chirurgici. Nel 1985 per la prima volta entra in sala chirurgica il
robot Puma, fino a quel momento utilizzato solo per scopi industriali. Ad oggi l’obiettivo è capire quali sono i
punti da migliorare e le richieste da elaborare utilizzando nuove tecnologie software e integrando l’AI per
migliorare alcune capacità del robot, come la visione e la flessibilità.
OBIETTIVO
In generale l’obiettivo della robotica chirurgica è quello di migliorare le tecniche della chirurgia tradizionale e
aumentare la abilità e capacità del chirurgo. Come per esempio mitigare il tremore fisiologico mediante dei
manipolatori, migliorare la visualizzazione delle strutture anatomiche con immagini mediche, eseguire tasks
chirurgici utilizzando semplici interfacce. Si deve tener conto di 4 aspetti:
1) PAZIENTE: deve essere soggetto a meno rischi possibili e il suo tempo di ospedalizzazione va ridotto al
minimo
2) CHIRURGO: il chirurgo ha bisogno di una maggiore ergonomia rispetto alle tecniche MIS, ha bisogno di
aumentare le proprie abilità, deve garantire safety e security nei confronti del paziente, deve adattare il
proprio comportamento alle circostanze e deve ricevere supporto dal team di sala nelle fasi di decision
making.
3) TEAM DI SALA: ha necessità di promuovere la comunicazione nella sala operatoria dal momento in cui
il chirurgo è seduto lontano e soprattutto devono agire come un vero e proprio team.
4) CONTESTO: inizialmente le sale operatorie erano ambienti isolati, mentre adesso devono essere
ambienti integrati al fine di:
-->garantire la piena consultazione delle risorse cliniche in modo ergonomico e funzionale
-->corretta alimentazione delle risorse cliniche
-->corretto utilizzo dei nuovi tools e delle nuove tecnologie a disposizione sul mercato
-->corretta gestione dei flussi di lavoro
SALA IBRIDA
La SALA IBRIDA è una sala operatoria dove è possibile realizzare interventi complessi con tecniche di chirurgia
cardiaca, vascolare e emodinamica. Al suo interno vi sono gli strumenti di diagnostica radiologica e le
attrezzature chirurgiche e anche lo stesso lettino è adatto sia agli interventi chirurgici sia agli approcci
percutanei.
Il vantaggio è che in una sala ibrida possono essere eseguiti interventi complessi, che richiedono la presenza
contemporanea in sale del chirurgo e altre figure, permettendo di dare al paziente tutte le tecniche e i
trattamenti possibili. Tutto questo permette quindi di rispondere in maniera + efficace alle complicanze.
la sala operatoria ibrida coinvolge un numero considerevole di soggetti, infatti comunemente può contenere
équipes formate da 8 fino a 20 persone.
Per questo il passaggio da una sala operatoria convenzionale a una ibrida è complesso, per la necessità di un
maggiore spazio sia della workstation sia per l’aumento del personale.
I dati che possiamo trovare all’interno della sala operatoria ibrida sono:
Segnali vitali del paziente
> Gestione video e audio intra-operatori
> Archiviazione dei contenuti video
> Live surgery
> Accesso ai dati clinici (immagini, dati pre-operatori, dati di laboratorio)
> Gestione attività di sala (registro operatorio, controllo efficienza, magazzino)
>
Per venire in contro ai bisogni dei 4 aspetti prima citati (paziente, chirurgo, team e contesto) si deve garantire:
Necessità cliniche
➢ Sicurezza
➢ Layout tecnologici ergonomici
➢ Progettazione funzionale e ottimizzazione del flusso di lavoro
➢ Integrazione informativa sicura
➢ Ottimizzazione della sala operatoria e delle attività in essere.
➢
In particolare per migliorare il lavoro del team in sala operatoria, è stato osservato il pit stop della Ferrari, per
capire come tante persone vicine con skills diverse lavorano come un team muovendosi all’unisono per la
riuscita di un certo task con rapidità.
DIAGRAMMA A BLOCCHI DELLE FUNZIONI COGNITIVE DEL CHIRURGO
Dalla sala operatoria arrivano
degli input che vengono
analizzati dal sistema di
percezione e di visione del
chirurgo.
Questi input vengono poi
processati dal suo sistema
cognitivo dove all’interno sono
presenti delle rappresentazioni
della situazione date da esperienze precedenti ormai analizzate e assimilate. Il comando viene poi trasmesso
al sistema neuro-muscolare e l’azione fisica viene compiuta. Tramite il sistema sensoria vengono inviati
feedback all’unità di processing.
Durante un’operazione chirurgica minimamente invasiva (MIS) il diagramma a blocchi diventa + complesso:
i 3 blocchi principali sono: il chirurgo, le figure che lo
assistono e il paziente.
Il chirurgo ha molti + input, come: informazioni pre-
operative, task 3D, informazioni provenienti dal
laparoscopio (informazioni aptiche e visive, quindi le
informazioni di percezione che sono però ridotte rispetto
a quelle della chirurgia open).
Il chirurgo usa tutte queste informazioni per manipolare
il laparoscopio e agire sul paziente.
In questo contesto il chirurgo ha i seguenti bisogni:
• Feedback aptico
Aptico= ritorno della forza tramite lo stesso canale (es. pressione sul dito)
Pseudo-aptico= ritorno della forza tramite un canale diverso (es. canale visivo: ovvero se premo, vedo la
forza che ho utilizzato su un grafico che aumenta e diminuisce)
• Eye tracking
• Controllo della voce
• Realtà aumentata
• Flessibilità
Le sfide che deve affrontare il chirurgo si possono suddividere in 3 categorie:
1) DECISION MAKING: deve prendere decisioni riguardo ai migliori step successivi da fare sul paziente in
ogni fase dell’operazione, quindi in real time. Ovviamente deve tenere conto delle informazioni
multimodali (imaging diversi, per esempio anatomico e funzionale) e deve decidere come trasferire la
decisione al robot con varie tipologie di controllo (autonomo, tele-operato, controllo condiviso).
2) NAVIGAZIONE INTERNA: deve muoversi e navigare dentro al corpo umano senza rischiare di arrecare
danni ai tessuti. Questo comporta vari problemi:
-->path planning: può essere molto difficile in organi complessi come il tratto gastro-intestinale
-->visione: necessità di soluzioni come la realtà aumentata perché non si vede cosa si sta facendo
3) RICONOSCIMENTO DI UN OGGETTO: deve saper riconoscere gli oggetti, i tessuti e gli organi durante
l’operazione tramite l’uso dell’aptica e deve aggiornare il piano operatorio in real time a seguito del
riconoscimento.
REQUISITI CLINICI
Dato che il paziente, il chirurgo e il team di sala appartengono all’ospedale ci sono dei requisiti da rispettare:
a) TEMPI OPERATIVI: possono essere molto lunghi, dato che nella MIS non c’è feedback tattile del chirurgo
che deve basarsi solo sull’informazioni visiva ottenuta tramite telecamera. Si cerca di individuare un
modo per ridurre al minimo il tempo operativo di ogni fase dal momento in cui il paziente arriva in
ospedale, in modo da ridurre anche i costi.
b) COMPLESSITA’ DEL SISTEMA: i sistemi non devono essere troppo complicati, perché i chirurghi devono
impararli, quindi se il processo rimane sempre simile il tempo si riduce poiché il chirurgo l’ha già
imparato
c) INTEGRAZIONE DEI DATI: i dati provenienti da tutte le fonti (anche diverse) devono essere integrati
d) COSTI: costi e benefici devono essere adeguati e giustificati, poiché il robot verrà comprato solo se
conveniente.
REQUISITI TECNICI
1) È importante sviluppare nuove tecnologie per avere nuove procedure chirurgiche
2) Queste tecnologie aiutano a rendere la piattaforma del chirurgo, i tools e le parti di visualizzazione e
controllo adatte alla procedura, considerando anche gli aspetti ergonomici
3) Le piattaforme devono essere di piccole dimensioni e di peso ridotto, perché sono più semplici e veloci
4) I tools devono essere flessibili il + possibile e la loro risoluzione di movimento deve essere adatta ad
ogni tipo di operazione
5) I movimenti devono essere scalabili
6) i DOF devono essere aumentati
7) Usare moduli wireless per controllare gli strumenti garantisce una migliore destrezza nel controllo del
movimento
8) Il design dei tools chirurgici dovrebbe permettere al chirurgo di raggiungere ogni punto del workspace
BISOGNI DELLA ROBOTICA CHIRURGICA NELLE APPLICAZIONI CLINICHE
Aiutare il chirurgo a raggiungere aree irraggiungibili con la chirurgia tradizionale
➢ Per fare questo le 2 applicazioni principali sono:
MIS (intra, trans e extra-luminale)
→chirurgia robot Cyberknife, costituito da un end effector, che lancia raggi in grando di colpire la
→radioterapia:
massa tumorale del paziente
Limitare l’invasività:ad esempio utilizzando materiali soft, flessibili o dispositivi wireless)
➢ Garantire la sicurezza, migliorando il sistema di visione e aggiungendo un layer di realtà aumentata per
➢ delineare dei bordi di sicurezza oltre i quali il chirurgo non deve andare e per la segmentazione dei
tessuti
Cercare di fare diagnosi precoci e tempestive in relazione alla prevenzione
➢
AUTONOMIA
AUTONOMIA= capacità di eseguire compiti previsti sulla base dello stato attuale e delle sensazioni, senza
l’intervento umano. Si può intendere come una scala a + livelli, in cui per ora il livello massimo di autonomia
del robot non è stato raggiunto.
0) Chirurgia tradizionale in cui non c’è automazione e fa tutto il chirurgo
1) Si ha un po’ di assistenza tecnologica che fornisce al chirurgo alcune informazioni. Il chirurgo mantiene
comunque la capacità decisionale, ma riceve un aiuto
2) È richiesto l’intervento umano per impostare il lavoro, ma poi il robot ha una certa autonomia
3) Il robot ha un’autonomia condizionata, ovvero è in grado di fare dei processi di planning intra-operatorio
in maniera automatica
Vantaggi dei robot chirurgici rispetto agli esseri umani:
+ Non soggetti ad affaticamento
+ Assenza di tremore fisiologico
+ Capacità di scalare il movimento
+ Maggiore gamma di movimento assiale
+ Tassi di mortalità + bassi per alcune procedure
+ La combinazione dei robot chirurgici con gli algoritmi di controllo dell’AI permettono di ridurre gli errori
e i tempi operativi, migliorando l’accesso alle aree del corpo difficili e migliorando quindi i risultati.
Ci muoviamo sempre di più verso robot completamente autonomi supportati dall’AI, tramite cui il robot può
imparare a VEDERE, PENSARE e AGIRE, grazie all’esperienza pregressa.
Questo dipende da 3 parametri fondamentali:
1) COMPLESSITA’ DELLA MISSIONE (task)
2) DIFFICOLTA’ DELL’AMBIENTE DI LAVORO: dove devo andare ad operare (per es. distretto del corpo
umano, corpo rigido o molle, ecc..), quindi devo capire quali sono le condizioni al contorno.
A causa della natura altamente deformabile degli ambienti dei tessuti molli, della presenza di organi
cavi suscettibili alla rottura e della delicatezza dei tessuti, raggiungere un dispositivo chirurgico
autonomo clinicamente praticabile e versatile richiede ancora un notevole sviluppo.
Quindi si deve cercare di avere robot che siano in grado di imparare dinamicamente, per cercare di
capire come agire davanti a delle situazioni sconosciute, basandosi su esperienze precedenti e
situazioni note.
3) INDIPENDENZA DALL’UOMO: livello di autonomia
Per consentire questo, il robot autonomo possiede:
Sensori visivi e fisici che percepiscono l’ambiente
➢ Un processore centrale che riceve input sensoriali e calcola le uscite
➢ Attuatori meccanici che consentono il completamento di attività fisiche
➢
SCHEMA A BLOCCHI DEL ROBOT COMPLETAMENTE
AUTONOMO
Gli input sono tantissimi e svariati e descrivono la
realtà che viene poi processata dagli algoritmi di
machine learning con cui il robot si allena e
acquisisce nuove skills.
Utilizzando l’AI e le banche dati, si riesce a gestire una
maggiore quantità di dati e quindi si riesce a ricavare +
velocemente le informazioni rilevanti e le relazioni tra i
dati.
Le tecniche di apprendimento di rinforzo (reinforcement rechniques) trattano il fatto che il robot impara
facendo la stessa azione + volte.
FUNZIONAMENTO DI UNA PROCEDURA CHIRURGICA UTILIZZANDO UN ROBOT
Si hanno 3 fasi principali:
FASE PRE-OPERATORIA: vengono acquisiti tutti i dati dal
➢ paziente specifico, da atlanti o da altri pazienti
(informazioni multimodali-->in particolare parlando di
imaging multimodale, si hanno informazioni sullo stesso
organo prese da diverse fonti/strumentazioni).
Queste informazioni vengono integrate per realizzare un
modello paziente-specifico. Poi viene fatto il planning
operatorio.
FASE INTRA-OPERATORIA: il modello/planning viene
➢ passato al robot, il quale elabora i dati e comunica al chirurgo cosa sta succedendo. Durante questa
fase si acquisiscono nuovi dati/immagini e viene fatto un update dal modello e del piano operatorio in
real time (se necessario).
FASE POST-OPERATORIA: raccogliendo tutte le informazioni pre- e intra-operatorie, si può fare
➢ un’analisi retrospettiva, quindi una valutazione su com’è andata l’operazione. Tutte le
informazioni/immagini possono essere condivise in un database e riutilizzate per interventi simili o per
il training medico. 2.DALLA CHIRURGIA OPEN ALLA MIS
CLASSIFICAZIONE CHIRURGIA
(tassonomia)
CHIRURGIA ROBOTICA: è una procedura chirurgica o
tecnologia che aggiunge un dispositivo all’interazione tra
un chirurgo e un paziente durante un’operazione
chirurgica e presuppone un certo grado di controllo che
fino ad adesso è sempre stato riservato al chirurgo.
In base al tipo di manipolazione e visualizzazione, la chirurgia in generale si può classificare in:
1) OPEN SURGERY: manipolazione e visualizzazione diretta del
chirurgo, il quale entra direttamente in contatto con il paziente
senza alcun tipo di tools operatorio
2) HAND ASSISTED LAPAROSCOPIC SURGERY(HALS):
manipolazione diretta tramite tools (contatto diretto) e
visione indiretta tramite laparoscopio (telecamere).
Sull’addome del paziente vengono fatte 3 incisioni:
una per il sistema di visione e nelle altre 2 vengono inseriti i trocar, nei quali si possono inserire
strumenti e mani del chirurgo, infatti l’incisione è + grande.
È una combinazione di laparoscopic e open surgery.
3) CHIRURGIA CON PICCOLE INCISIONI: manipolazione indiretta tramite tools e visione diretta del
paziente
4) CHIRURGIA LAPAROSCOPICA (MIS:
Minimally Invasive Surgery): manipolazione
e visione indiretta. Vengono fatte piccole
incisioni nel corpo del paziente per raggiungere la cavità addominale. Queste incisioni sono utilizzate
per inserire telecamere e trocar per gli strumenti.
Considerando i due estremi, quindi
chirurgia open e laparoscopica, ciascuna di
queste ha vantaggi/svantaggi:
Laparoscopia:
+ minor danneggiamento dei tessuti
+ minor tempo di ricovero e degenza
+ minor costo dell’operazione
- training molto maggiore
Open surgery:
+ minor complessità dell’operazione
+ minor costo del trattamento post-operazione
MIS (Minimally Invasive Surgery)
VANTAGGI:
+ Minor trauma per il paziente
+ Meno cicatrici e estetica migliore
+ Riduzione del rischio di infezione
+ Tempo di recupero + breve
+ Riduzione dei costi
SVANTAGGI
− Limitazione visiva:
mono-oculare dovuta alla presenza di una sola camera
→visione del campo visivo (utilizzando una telecamera, si ha il passaggio da 3d a 2d)
→limitazione
risoluzione spaziale e cromatica che dipende dal monitor che sto usando (l’informazione
→bassa
cromatica è importante perché la colorazione di alcune parti anatomiche può dare informazioni e
suggerimenti rilevanti, come per esempio il sangue scuro è sinonimo di emorragia)
− Limitazione motoria:
fulcro (inversione del movimento fatti dal chirurgo da parte dello strumento interno al corpo)
→effetto di destrezza (si passa da 6DOF a 5DOF→ manca 1DOF)
→perdita del workspace
→limitazione
− Limitazione aptica:
della percezione
→riduzione
informazione tattile
→nessuna informazione sulla forza applicata
→nessuna
SCALABILITA’: può essere sia un vantaggio (perché permette di fare movimenti + fini rispetto al chirurgo) sia
uno svantaggio (perché si ha una scala diversa rispetto a quella del chirurgo).
CLASSIFICAZIONE MIS (tassonomia)
INTRA-LUMINALE (endoluminale): consiste nel portare un set di strumenti
➔ nell’area di interesse, non facendo incisioni ma passando attraverso i lumi
naturali del corpo.
Al contrario delle procedure extra-luminali, queste sono confinate in uno spazio
operativo + stretto e ciò definisce la dimensione e configurazione dei tools che vengono utilizzati.
Endoscopi tradizionali=garantiscono affidabilità dell’operazione chirurgica attraverso i distretti dell’apparato
gastro-intestinale.
Endoscopi flessibili= vengono inserito dall’orifizio orale o anale, solitamente hanno una punta orientabile che
permette di guidare il dispositivo verso le regioni di interesse, tramite un sistema di attuazione controllato da
una manopola esterna.
Dato che la configurazione dei lumi non è lineare (diametro variabile e spesso molto piccolo), dato che si
hanno dolori e problemi con le procedure di sedazione/anestesia e che alcune aree del tratto gastro-intestinale
sono irraggiungibili, è importante avere strumenti flessibili per gar
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