Castiglione, Ariosto e Transillo
Il poeta Luigi Transillo
Scrive ‘Il vendemmiatore’, poema molto apprezzato anche all’estero che gli
procura problemi con la censura ecclesiastica.
Per Transillo, la donna ideale non dovrebbe essere eccessiva in niente (su
raccomandazione del Castiglione nel ‘Libro del Cortegiano’) né troppo bella né
troppo brutta.
Spesso i componenti sono dei capricci di argomento leggero senza spessore
lirico. Sotto queste terzine a rima incatenata, si celano macchinazioni di ironia
ariostesca, pungoli satirici, metafore, piccole allegorie.
Capriccio in laude dell’aglio
[…] L’aglio. In tutti i linguaggi che s’appelli,
Sempre il suo nome qualche cosa mostra
Che aggrada a chi l’ascolti, o a chi favelli[…]
Il turco […]
Vuol che l’aglio e la musa sia in consorti[…]
Volete voi veder se l’aglio ha puzza?
Miratel prima che si mangia e poi;
Che in sé medesimo odora ed in noi puzza.
Il Corteggiano di Baldassarre Castiglione
Nel 1529 viene pubblicato da Baldassarre Castiglione, un fine umanista
mantovano, uno dei libri più apprezzati del pubblico coevo, considerato la
grammatica della società di corte.
Il testo ,scritto in un volgare particolarmente raffinato, la cosiddetta koinè
cortese, circola nelle corti di tutta Europa.
La stesura avviene in forma dialogica e prendere spunto dalla volontà di creare
un discorso volto a formare il buon cortigiano. È ambientato alla corte di Urbino
della duchessa Elisabetta Gonzaga, presso cui Castiglione ha vissuto.
La ricetta fondamentale del libro è:
•La grazia deve primeggiare affinché i gesti e i discorsi più ricercati appaiono
naturali
•Far rivivere presso i posteri la civiltà colta e raffinata delle corti del
Cinquecento
Il buon cortigiano deve indossare abiti:
•Per niente estremi
•Tendenti al serioso, al riposato, all'essenziale
•Meglio se di color nero o, quanto meno, di tinta scura.
In epoca umanistica qualsiasi cosa ambisse al marchio dell'approvazione
scientifica, doveva passare una qualche prova più o meno stringente di
legittimità. Tale esercizio oggi può sembrare sterile, mentre all'epoca
permetteva di poter discernere - cruccio dell'umanista - il corretto dallo
scorretto, il giusto dallo sbagliato. È chiaro che ,inquadrato così ,perfino il
sentimento amoroso altro non diventa se non un moto da ingabbiare in regole
e galatei, forme ed apparenze. Entro tale cornice epistemica inquadriamo il
corteggiano che ammonisce sull'inopportunità di lasciarsi abbindolare dalle
"scintille amorose".
Non solo le buone maniere forgiano lo spirito ma migliorano ciò che appare ,il
corpo, l'esteriorità in contrapposizione al genio immateriale. All'espressione del
sentimento, viene negato l'amore corporale e la bellezza generativa di buoni
propositi, che devono obbligatoriamente, per non scaturire nella morbosità e
quindi appagare, frenare l'impeto pulsionale. L'amore si aggira dietro le quinte
della scena consuetudinaria ,tra le maschere dei figuranti nelle cerimonie di
circostanza.
Le regole per il perfetto comportamento valgono più per la donna che per
l'uomo: "così deve ella osservar tutti quegli altri modi di che tanto s’è
ragionato. "
La misura è incardinata nel vestito - comportamentale, mimico, - da far
indossare alla dama, che si fa, ella stessa, con il suo presentarsi al mondo,
circostanza positiva, interesse, motore della ricerca linguistica.
Non vale il criterio dell
-
Appunti relativi ai video 3 e 4 di Letteratura italiana 2
-
Appunti relativi ai video 7-8 di Letteratura italiana 2
-
Appunti relativi ai video 11 e 12 di Letteratura italiana 2
-
Appunti relativi ai video 5 e 6 Letteratura italiana 2