L'empirismo e il razionalismo del pensiero di riforma napoletano
Metodo sperimentale e riforma della metafisica
Tommaso Cornelio è stato condizionato, e non poco, dalla neonata scienza
sperimentale, così come, su un versante del superamento del razionalismo di
matrice platonica.
Bisogna accettare il ruolo di primo piano svolto sulla cultura filosofica europea
dall'empirismo di John Locke
L'incontro tra le due matrici scientifiche avrà effetti particolarmente
interessanti nel panorama napoletano tra la fine del 1600 la metà del 1700.
L'atteggiamento epistemico di critica alle categorie Aristoteliche e alla
dialettica platonica basta porre gli investiganti, di cui Cornelio è il principale
portavoce, all'interno di uno schema di dibattito sulle valenze empiriche delle
scienze teoretiche. . Al centro del nuovo metodo di investigazione insiste la
ripresa dell'atteggiamento espresso già da Bacone nei seguenti termini: "sine
esperientia, nihil sufficienter potest" . Cornelio relega il pensiero classico ai
margini della scienza sistema di conoscenza. Il suo metodo di investigazione si
basa sulle idee di base di Galileo, sull'osservazione dei fatti e sulla
comparazione.
L'urgenza della formulazione di una "metafisica della mente umana" di una
scientia nova, contigua, in certo qual modo, alla filosofia della storia, o alla
historia civilis, così com'è stato per Pietro Giannone ha segnato il solco dentro
cui è cresciuta e si è alimentata l'istanza riformatrice degli intellettuali del
regno di Napoli.
Giuseppe Maria Galanti, rispettando le idee del maestro Antonio Genovesi,
perora la causa per cui l'epicentro del rinnovamento del pensiero scientifico
non può non contemplare l'idea che gli studi servono ad istruire per rendere
l'uomo migliore e più felice.
Galanti e l'Elogio di Genovesi
Galanti dà di Cartesio un'immagine riduttiva, Vico non viene valorizzato per
quanto avrebbe meritato, di Giannone afferma essere stato troppo poco
filosofo.
Il genovesismo di Galanti, osserva Galasso, si configura come una "filosofia
civile" in cui illuminismo e umanesimo, vengono riequilibrati nel riconoscimento
della propredeuticità delle discipline matematiche alle sociali,:la prospettiva
della scienza nuova nei suoi risvolti umani risente inevitabilmente della novità
prammatica di Galileo.
La metafisica: immaginazione circa lo spettacolo dell'universo, che seduce gli
uomini di genio.
Se l'immaginazione era alla base della confusione gnoseologica, presentando
per vere cose false, per Genovesi e Galanti avrebbe dovuto spingere la
conoscenza verso l'apprensione delle verità metafisiche a partire dalle cose
particolari.
Abbandonare la lettura archeologica del passato - reminiscenza
dell'umanesimo - e abbracciare le nuove istanze di riforma del pensiero politico
diventa la scelta decisiva della cultura meridionale.
La nuova scienza che porti al miglioramento delle condizioni dell'esistente
nasce dall'esperienza empiristica e dalla "matematizzazione" galileiana.
Il pensiero di Genovesi insegue la soddisfazione della richiesta di avanzamento
scientifico: il vivere in vista del progresso scientifico è similare a quello di
Socrate, dice Galanti.
La sorte che tocca agli uomini, che avanzano più del dovuto, rispetto alle
possibilità del tempo, è sempre beffarda.
La metafisica deve contenere l'ispirazione della natura fianco della semplicità e
della chiarezza dei presupposti, non caratteri ultra-terreni propri della teologia
clericale, che si interroga su questioni di cui non è dato rispondere con il sol
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