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Letterature e culture scandinave LM I –

Prof. Finco Modulo 1 -Letteratura per l’infanzia

Idee associate alla letteratura per l’infanzia:

- Bambino come protagonista e identificazione.

- Lettura semplice, scorrevole, a misura di bambino.

- Insegnamenti “nascosti”, morali, intento pedagogico.

- Il mondo visto con gli occhi del bambino (non per forza tramite

la narrazione in prima persona).

Per quanto riguarda la letteratura per l’infanzia si possono

discutere alcuni paradossi:

- I bambini sono sempre esistiti ma una letteratura a loro

dedicata no.

- Gli autori di letteratura per l’infanzia sono adulti, e questo

costituisce una fondamentale alterità. Quando si scrive

rispetto a ciò di cui si parla, gli autori mettono molto di sé nelle

opere ma anche molto di ciò che percepiscono attorno. Nel

caso della letteratura per l’infanzia esiste una distanza

descritta come alterità fondamentale dalla quale può

emergere un pregiudizio risalente alla storia di questo genere

letterario: Se io scrivo qualcosa a persone di un’età

prescolastica o scolastica, devo scrivere qualcosa che possa

insegnare loro qualcosa e fornire loro conoscenze per farli

maturare. Questo è un pregiudizio che a lungo ha

caratterizzato la letteratura per l’infanzia.

Storia letteraria, questioni e altri paradossi:

- Per quanto riguarda la nascita vera e propria di questo genere

letterario bisogna considerare anche le conoscenze degli

adulti, in molti casi ci sono state generazioni dove gli adulti

non avevano conoscenze e i bambini iniziavano ad averne.

Ponendo questa domanda, alcuni chiamano in causa le fiabe,

che secondo Tolkien sono diventate narrazioni per l’infanzia

per caso, non perché sia scontato che i bambini le capiscono.

- Col complicarsi della società, nel 1632-36, l’italiano

Giambattista Basile scrive una serie di racconti esplicitamente

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dedicati ai bambini nobili della corte di Napoli che hanno

qualche strumento in piu. Dunque, nasce come un tipo di

letteratura elitaria.

- Nel 1697 Charles Perrault scrive una serie di racconti che

fanno si che la letteratura per l’infanzia diventi più diffusa,

almeno nell’occidente.

- Da subito questa letteratura viene stigmatizzata come

“minore” in quanto necessariamente più semplice e a misura

di bambino. Alcuni si sono posti il problema del discrimine, e in

realtà la conclusione è che l’unico elemento che differenzia

notevolmente la letteratura per l’infanzia da quella per adulti è

la rappresentazione erotica e sessuale, e secondo molti

studiosi la letteratura per l’infanzia è semplicemente una

tipologia con le sue caratteristiche.

- A prova di questo è il fatto che molti racconti considerati per

ragazzi non nascono come tali, come ad esempio i racconti dei

romanzi di avventura su Robinson Crusoe e Gulliver. Questi

modelli danno importanza al termine tedesco “Robinsonaden”,

che indica che molti autori, per avere successo, scrivono molti

racconti simili a Robinson Crusoe.

- Un tema legato all’intento pedagogico è la distinzione tra bene

e male, l’intento di fortificare un determinato tipo di

personaggio.

- Uno dei grandi autori della letteratura per l’infanzia è Gianni

Rodari (1920-80), che ha riflettuto molto su cosa trasmettere

ai bambini tramite i suoi testi, che parlano anche di giustizia.

Una sua opera “Grammatica della fantasia” è una

riflessione tecnica su come stimolare le parole dei bambini

tramite la lettura e la promozione del gioco con la fantasia.

- Secondo la studiosa Laura Kaiter l’infanzia è “l’età

dell’introspezione impossibile le cui testimonianze sono

sempre apocrife”, in quanto l’adulto le racconta a partire dal

ricordo e dal recupero della sua infanzia, ma col passare del

tempo inevitabilmente ci si allontana da essa. Questo tocca la

stigmatizzazione dell’infanzia come età dorata e innocente. Si

può discutere che l’utopia dell’età dell’oro infantile priva di

crisi è qualcosa che ha toccato la letteratura dell’infanzia nel

suo evolversi.

- Un altro tema è il realismo. Fino a che punto possiamo avere

una letteratura per l’infanzia realistica? 2

- La letteratura per l’infanzia accoglie anche la questione del

genere, e nell’800-900 c’è una marcata codificazione di una

letteratura per l’infanzia per maschi, piu avventurosa, e per

femmine, piu domestica.

- È interessante anche il ruolo di questa letteratura

nell’emancipazione dei bambini rispetto agli adulti: Possiamo

in questo senso considerare i bambini come una qualunque

minoranza nella società, in quanto non sono autonomi e vanno

aiutati. Questo viene sottolineato in pedagogia dal concetto di

prossimità, ovvero lo spazio per esplorare il mondo e fare le

cose da solo, mettendosi in relazione con la realtà, e dunque di

fatto sviluppando la propria indipendenza dagli adulti.

- Esiste anche il concetto di bussola interiore ed esteriore,

ovvero se ascoltare gli altri ed esserne molto influenzati,

oppure ascoltare gli altri ma rimanere fermi sulle proprie idee e

situazioni. Questo è sottolineato dal romanzo su Bibi, dove si

enfatizza l’aspetto del mondo come luogo di libertà e stimoli,

che aiuta il bambino a maturare, anche se in modo quasi

inaudito e alternativo. La libertà secondo Karen Michaëlis

responsabilizza il bambino.

Storia della letteratura per l’infanzia in Svezia ed elementi

pedagogici:

- Nel 700 abbiamo le grandi avventure di Gulliver e Robinson

Crusoe. Ma il 700 è il secolo dell’illuminismo in cui si inizia a

dare spazio alla ragione come strumento di libertà e

conoscenza. Allora si sviluppa una letteratura per l’infanzia

ricca di conoscenze da passare ai bambini.

- Nell’800 troviamo la nuova sensibilità del romanticismo per

reazione al contesto settecentesco che riconosce la fantasia,

l’immaginazione e il sentimento. Queste prime due tappe

mostrano come in realtà la letteratura per ragazzi segue i

canoni di quella per adulti. Nell’800 si oppone il sentimento

all’intento didattico delle tappe precedenti, anche se in realtà

esso va avanti fino al 900. In questa fase ottocentesca,

tuttavia, l’esaltazione del sentimento è altrettanto pedagogica

perche’ consiste nel trovare la parte migliore di sé. Un esempio

di ciò è “Emile ou de l’Education” di Rousseau secondo il quale

l’essere umano è buono per natura, e questa bontà è da

preservare e da non corrompere, e lo si può fare vivendo a

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contatto con la natura. Questo è un altro tipo di pedagogia

rispetto alla conoscenza e alle informazioni.

- A questo punto è importante parlare di alcune tappe

pedagogiche sulla visione del bambino:

1. Tendenza generale che va dall’antichità alla modernità

come essere da domare, che non ha freni e

Bambino

dev’essere educato, e qui si intende la repressione degli

istinti del bambino che lo porterebbero ad essere un

selvaggio. Ecco perché’ in questa fase si promuove una

letteratura per l’infanzia repressiva.

2. John Locke Filosofo inglese, empirista, che pone

l’esperienza alla base della conoscenza. Secondo il suo

pensiero e’ l’esperienza che modella la persona, e in

questa logica il bambino non e’ ne cattivo ne buono, non

è da reprimere ma da formare. Questo sta alla base del

pregiudizio enciclopedico secondo il quale bisogna

intervenire sulla formazione del bambino attraverso la

letteratura. Un suo scritto importante riguardo a ciò è

“Some thoughts concernig education”.

3. Rousseau “Emile ou de l’Education” di Rousseau

secondo il quale l’essere umano è buono per natura, e

questa bontà è da preservare e da non corrompere, e lo si

può fare vivendo a contatto con la natura. Questo è un

altro tipo di pedagogia rispetto alla conoscenza e alle

informazioni.

- Tuttavia, queste tre varianti pedagogiche creano una dicotomia

nel corso di 700, 800 e 900 per quanto riguarda le letture

libere. Le letture libere sono un rischio a volte viste anche

come un tabù.

- I due grandi modelli italiani che agiscono negli anni 80 dell’800

sono Pinocchio di Collodi (dal 1881) e il libro Cuore di De

Amicis (1883).

Siamo a vent’anni dall’unità d’Italia, e il paese si sta

o scolarizzando sempre di piu.

Pinocchio Esce prima in puntate e poi radunato in libro.

o È un romanzo che racconta le avventure di un burattino

che vuole diventare un bambino vero cercando di essere

bravo e non dicendo bugie. Questo è un tipico esempio di

romanzo di formazione (nel senso di educazione)

“Bildungsroman”. Tocca le corde dell’avventura. 4

Cuore È un diario scolastico di un anno di una scuola

o torinese dove ci sono anche immigrati. Quest’opera ha

almeno 2 intenti: Quello di commuovere il pubblico e

quello di sollecitare uno spirito nazionale mostrando che

nelle classi ci può essere una grande varietà di persone e

bisogna dunque sviluppare un senso civico laico. Tocca le

corde della compassione e della commozione.

C’è un terzo modello, quello di Saldari, che tocca le corde

o dell’avventura eroica.

- Per quanto riguarda la Svezia, un romanzo che si può

affiancare a Pinocchio è “Nils Holgerssov” (1906-07) di Selma

Lagerlöf.

L’autrice viene incaricata di scrivere un manuale di

o geografia svedese in quanto insegnante, ma lo fa

attraverso la storia di un ragazzino viziato e dispettoso

che se la prende con un essere che d’improvviso lo riduce

a dimensioni minuscole. Da qui inizia a capire gli animali,

e si aggrappa alla zampa di un’oca domestica che si

unisce a delle oche selvatiche che intraprendono un

viaggio per tutta la Svezia. Vivrà avventure di vario tipo

che evidenzieranno anche parti di storia della Svezia. Alla

fine, tornerà delle sue dimensioni originarie e avrà

sviluppato un nuovo senso di empatia. Questo è dunque

un romanzo di formazione.

Riflessioni sulla letteratura per l’infanzia scandinava:

- Possiamo analizzare due riflessioni/osservazioni da parte di

due autori:

Paul Hazar (primi anni 30) mette in evidenza che secondo

o i nordici l’infanzia è una condizione che permane

nell’adulto, mentre per i latini i bambini devono crescere

in fretta e abituarsi all’idea che l’infanzia è un periodo

effimero.

Donatella Zigliotto (primi anni 80) sostiene che c’è una

o continuità tra il mondo anglosassone e quello scandinavo.

Secondo lei esiste una sensibilità nel nord che difende e

cerca di proteggere il più possibile l’infanzia, la sensibilità

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e gli spazi del bambino; infatti, nei paesi del nord ci sono

stati grandi investimenti in questo ambito.

Bibi una bambina del nord

Prima autrice – Karin Michaëlis,

(Danese)

Karin Michaëlis comincia a scrivere alla fine dell’800 inizialmente

per emulazione del marito Sofus. All’inizio ha circa 25 anni e

ambienta i suoi racconti nell’isola danese di Thurø che ospita molte

personalità importanti dell’epoca come Einstein. La Danimarca

all’ora era ancora un paese ai margini dei regimi (non ancora

invasa). In quel periodo Karin si trovava negli USA per delle

conferenze.

I suoi primi romanzi raccontano di donne alle prese con grandi

drammi familiari che riflettono sulla posizione emarginata e

sottomessa della donna in una societa’ che tende a confinarle in

determinati spazi, ma che allo stesso tempo incontrano catene

interiori causate dall’abitudine di certe convenzioni sociali. Un

esempio di ciò è il suo romanzo diaristico “L’età Pericolosa” (1910).

Karin riflette tuttavia anche sui modi che le donne possono usare

per emanciparsi, come il diritto di voto. Secondo lei, per poter

emancipare, bisognava partire anche dall’infanzia, ed è così che

nasce il personaggio di Bibi, che costituisce una rivolta contro

l’oppressione e contro ciò che ci si aspetta da lei. Non ci sono più i

grandi drammi e dolori, ma la narratrice osserva Bibi durante i suoi

spostamenti, e in questa serie c’è una continuità tra le bambine che

hanno lo stigma di essere femmine, la vita delle donne adulte e gli

animali che anche loro sono sottomessi dall’uomo. In tutto ciò

vediamo un grande contributo psicologico da parte dell’autrice.

La serie di Bibi comprende 6 romanzi che scritti tra il 1929 e il 1939

e arrivano in Italia a partire già dal 1933, nonostante le varie

censure. Questo perché questo modello danese appartiene al

mondo germanico e si tratta di letteratura per l’infanzia.

Analisi del testo:

Introduzione:

- Qui notiamo innanzitutto che nell’incipit danese la prima

parola è “Tager” (Tager man en Globus…og snurrer man

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rundt). Si inizia con dei verbi di azione, si parte già facendo

qualcosa.

- Il linguaggio è semplice ma non banale.

- Notiamo anche che la prima caratteristica che emerge della

Danimarca è la piccolezza e l’essere piatta, e questo viene

fortemente contestato. Qui vediamo un parallelo tra la

Danimarca e il bambino. Così come la Danimarca è piccola, lo

è anche il bambino, che però vuole farsi valere e viene tenuto

a bada perché piccolo.

- L’introduzione è piena di paragoni con cose semplici che il

bambino conosce, è a misura di bambino.

- C’è poi la prima immagine, che rappresenta la Danimarca, non

a caso lo spazio in cui si muoverà Bibi.

- Perché’ c’è questo elogio della Danimarca? è un

Perché

romanzo rivolto a un pubblico estero, perché’ Karin si trova

negli USA quando pubblica (in inglese) il romanzo nel 1927,

successivamente pubblicato in danese nel 1929.

- Nel romanzo c’è molta azione e intraprendenza: Bibi FA e poi

racconta, mentre ad esempio Pippi Calzelunghe racconta e POI

FA.

- La voce narrante: Accompagna Bibi, ma allo stesso tempo

rispetta i suoi spazi (“adesso bibi è da sola, non disturbiamola),

seguendo una pedagogia della narrativa.

- Nel primo capitolo abbiamo anche un abbozzo di società, e piu

avanti la narratrice parlera piu ampiamente della società

danese con tutte le sue classi. Si parla dei nobili (Bibi ha origini

nobili), dei borghesi (il padre di bibi è capostazione) e dei

poveri. Nelle letterature nordiche c’è un’ammirazione per i

vagabondi, che troviamo anche in Bibi, che è esposta a tutta la

società, anche ai criminali e agli zingari.

- Questa introduzione è funzionale a illustrare la morale e lo

spirito dell’opera, ovvero che esiste uno spazio sociale che va

conosciuto nelle sue parti perche ci riguarda.

- Esiste anche una decostruzione di ciò che sembra imponente e

difficile, che avvicina la realtà alla visione di un bambino.

- Ci sono continue rivendicazioni di dignità, come ad esempio

quando Bibi dice che i danesi non hanno bisogno di “strappare

le stelle dal cielo”, alludendo all’idea che i danesi non hanno

bisogno dei grattacieli americani, hanno le loro case spaziose.

- Anche quando Bibi parla dello stereotipo dei maiali, è come se

volesse far capire al pubblico che non bisogna giudicare una

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società solo per gli stereotipi, e soprattutto non bisogna

guardare con disgusto una società agricola come quella

danese. Tuttavia, il tutto viene raccontato anche in maniera

realistica facendo una sorta di fotografia della società, come

quando parla dei monarchi danesi che spesso si sposano con

nobili stranieri. È interessante anche come le immagini del re,

dei maiali e del burro vengano messe sullo stesso piano, come

farebbe un bambino.

- L’ironia della narrazione lascia spazio anche al racconto di cose

drammatiche, come le alluvioni, descritte sempre in maniera

piuttosto realistica ma che descrive il disastro e la catastrofe

prendendo in considerazione le conseguenze di un tale

disastro per le persone. Tuttavia, questa rappresentazione

rende anche conto del pensiero laterale dei bambini, ovvero

come loro riescono a divertirsi anche quando non ci sarebbe

nulla di divertente. Questo è proprio un pensiero alternativo

dei bambini.

- Importante anche la rappresentazione di Thurø, che si trova

sotto il confine meridionale di Fynn, luogo dove viveva l’autrice

e che è descritto nel romanzo: Di Thurø si descrive un

panorama quasi surreale, ma allo stesso tempo c’e il racconto

storico del passato dell’isola e del suo proprietario terriero,

esplorando anche il linguaggio fiabesco oltre che realistico

grazie alla narrazione al passato. Questo passaggio è un

esempio dell’irrompere di uno stile surreale e comico

all’interno di una rappresentazione realistica. È un modo per

divertire il bambino, che ha meno freni inibitori e ha meno

riferimenti, e dunque è lo spettatore perfetto per questo tipo di

racconti. Ma ci sono altri due aspetti: Il secondo è che si

mostra come le cose possano cambiare rapidamente, prima si

parlava dell’alluvione, qui si parla della condizione di schiavitù

e libertà. Questo insegna che le cose possono cambiare

rapidamente e non dobbiamo dare per scontato quello che

vediamo e viviamo nella piccola realtà. Per quanto riguarda la

grande realtà, il bambino pensa che c’è una qualche logica.

L’altro aspetto invece ha carattere piu politico, anche se

collegato all’aspetto precedente: Questo passaggio è

un’allusione a ciò che accadeva e alla storia politica anche

crudele riguardante i sovrani che sottomettevano i sudditi.

- Poi si parla della bandiera danese, dove c’è un’allusione al

mito della Danneborg che si vanta di essere la bandiera piu

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antica al mondo tra le bandiere moderne. Qui torna l’orgoglio

nazionalista. L’autrice ribadisce l’orgoglio anche dei bambini

danesi facendo riferimenti reali.

- È importante aver presentato lo spazio (la Danimarca), perche’

prima di parlare della protagonista si parla del luogo in cui

vive, e che poi conquisterà.

2 capitolo (il primo era l’introduzione) – La cartina della

Danimarca (Danmarks land):

- Il paragrafo iniziale mostra uno stereotipo della bambina

nordica bionda e alta che sicuramente non spicca per la sua

diversità. Le “gambe lunghe lunghe” è la prima cosa che ci

viene detta, e qui il libro ci suggerisce che Bibi è una che si

muove, che agisce, e poi semmai racconta.

- Non sappiamo l’età di Bibi, che verrà rivelata in un momento

preciso. Questo ci insegna che non c’è bisogno di sapere tutto

subito, le cose vengono a tempo debito.

- Tuttavia, ci viene subito presentata la situazione del padre,

parlando del padre capostazione, di cui non si dà il nome, e la

domestica Jensine, di cui si dà il nome, cosa un po’ strana. C’è

la mancanza della madre che non viene menzionata.

- Dopodiché si fanno continui rimandi storici al regno Danese,

alle colonie danesi e all’unione di Kalmar, ribadendo ancoro

l’orgoglio nazionalista e patriottica. Questo stile è molto

irruento e racconta la realtà mettendo assieme i vari elementi

in maniera molto forte, come quando parla della schiavitù

derivante dall’America centrale considerata merce di scambio

definendoli “negri”. Tuttavia, questo termine è usato in senso

esotico anche se il linguaggio irruento diventa provocatorio ed

esprime anche l’orgoglio del bambino quando si vanta delle

cose di cui va fiero. Tuttavia, Bibi non lo fa con altri bambini, è

da sola, e mentre racconta disegna il perimetro della

Danimarca sulla cartina geografica. È un modo per dire che

“sapere” le cose equivale a “saperle fare”, ed è anche un

modo per Bibi per appropriarsi dello spazio. Bibi conosce la

Danimarca, e proprio lei che verrà punita per come si

comporta a scuola, è una persona che sa molte cose, le ha

imparate a suo modo. Esiste una ristrutturazione della

tassonomia del mondo, ovvero il modo in cui si creano delle

categorie per descrivere il mondo: ad esempio ci sono

innalzamenti e abbassamenti che sono parte del modo di

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esprimersi di Bibi, che spesso mette sullo stesso piano

elementi opposti, come nobili e schiavi, considerati entrambi

merce di scambio.

- Bibi è impaziente, cosa che rende la narrazione piu vivace.

- Bibi verrà espulsa da due scuole, il che la porta a riavvicinarsi

a una parte della sua famiglia. Questo passaggio nomina i

nomadi vagabondi della Bibbia che venivano arrestati. Qui si

coglie una contraddizione della società moderna, in quanto si

dice che non è giusto che vengano arrestati dato che non

avevano fatto nulla di male.

- Bibi vuole viaggiare, e il fatto che il padre è capostazione le

permette di prendere tutti i treni che vuole. Inoltre, spesso Bibi

rimane fuori casa piu di quanto le è consentito, il che la rende

una sorta di vagabonda, come lei desidera. Bibi ha proprio

l’istinto di viaggiare, è un desiderio somatizzato che sente

anche a livello fisico (ape nella pancia). Tuttavia, c’è anche il

viaggio delle emozioni di Bibi, oltre a quello geografico e

sociale. Ci sono dei luoghi che segnano questo viaggio nei

sentimenti, come la tomba della madre a Ribe, o il castello in

Fionia, che rimanda alla parte nobile di Bibi, che però capiamo

essere una ferita aperta.

- C’è sempre il rimando al corpo che somatizza le emozioni, che

è anche un modo per giustificare l’i

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/15 Lingue e letterature nordiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GretaL02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingue e letterature scandinave e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Finco Davide.
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