PERCHE PARTIRE DALLA STORIA DELL’ARTE?
LA CITAZIONE ARTISTICA NELLA COMUNICAZIONE GRAFICO-
PUBBLICITARIA
1. Fiera internazionale del libro di Torino 2008
Il manifesto della Fiera internazionale del libro di Torino,2008
“la nascita di Venere”
raffigura la Venere, dunque ispira a di Sandro
Botticelli (1484-84), conservata alle gallerie degli Uffizi di Firenze.
- Viene rappresentata la bellezza ideale, perfetta e assoluta, in quanto
dal rinascimento in poi si vuole creare un’immagine ideale del vero,
ripulendola dai difetti.
-Nonostante la Venera sia nuda non ha una bellezza erotica, bensì pura, e dal suo viso viene tolta
la patina malinconica.
-la bellezza esteriore viene usata per rappresentare quella interiore, infatti la
bellezza è come un valore, non come un aspetto puramente visivo
bello=buono
-Lo slogan a cui viene associata è “ci salverà la bellezza”: c’è la ripresa di Venere
per il messaggio di bellezza neoplatonica, spirituale
2. Pubblicità Nivea 2011 “Discobolo di Mirone”,
La pubblicità della Nivea riprende il una delle opere
più importanti dell'arte classica.
-Rappresenta una figura in estrema tensione, e richiama la figura classica
maschile, considerata il prototipo/stereotipo della bellezza e perfezione. (la
perfezione del corpo atletico riprende la perfezione dello spirito)
-Nella pubblicità il protagonista al posto del disco lancia quello che era il suo aspetto
precedente: sembra voglia dire che bisogna ricivilizzarsi, e questo implica tornare a
credere che esista un ideale di bellezza a cui tutti devono rifarsi.→ Il messaggio
appare come se i capelli afro “non fossero civilmente accettati” da parte della cultura
occidentale.
-Fu criticata per essere estremamente razzista e per questa stereotipizzazione
-Lo slogan a cui viene associata è “re-civilize yourself”
3. Pubblicità Ferrarelle Gioconda
La Pubblicità Ferrarelle si ispira alla di Leonardo da Vinci (inizio500)
che incarna la storia dell'arte occidentale. È anche collocata all'interno di una
natura perfetta che la accoglie
-L'acqua Ferraralle non è né gasata né liscia, è il perfetto equilibrio tra liscia e
gassata, ha una effervescenza naturale: questo equilibrio è rappresentato dalla
Gioconda
-Viene quindi presa la Gioconda e immaginata completamente liscia, poi
completamente riccia, ma in entrambi i modi non sta bene: Ferraralle è invece
più bella.
-La Gioconda rappresenta la dimensione di stato ideale di metà strada tra liscio e gassato:
l’acqua è perfetta così com’è, come la Gioconda
-Il sorriso che la rende affascinante, perché è indefinito
(Molti artisti soprattutto negli ultimi anni l’hanno utilizzata, x es. Duchamp) →
(Alcune opere, tra cui questa, sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo il loro
messaggio è immediato)
Conoscenza dei simboli e del linguaggio iconologico
La citazione non è sempre cosi diretta e il messaggio non è sempre cosi lineare nei suoi contenuti,
→
spesso gli artisti utilizzano delle simbologie che spesso i fruitori dell'opera non colgono,
possedere una conoscenza approfondita della storia dell’arte diventa strumento di comprensione
dei processi creativi, necessario alla loro futura applicazione.
L'iconologia è l'interpretazione dell’immagine 1
Peter Lippmann
Lippmann è un fotografo per molte case di moda, per prodotti di lusso, esaltandone la bellezza
Si ispira alla necessità di rappresentare oggetti di lusso come se fossero oggetti artistici.
4. Pubblicità Cartier Art Magazine, Mirrors
- “Persistenza della memoria”
Per fare questo si ispira alla di Dalì (1931)
conservato al MOMA, che rappresenta degli orologi molli che si stanno
liquefacendo e delle formiche, simbolo di morte. Gli
orologi molli hanno lo scopo di rappresentare il tempo della memoria,
surreale, soggettivo, in cui passato presente e futuro si mescolano. Le
formiche danno l’idea di un tempo in cui si intrecciano vita e morte,
presente e passato.
Il paesaggio naturalistico è il luogo dove lo stesso Dalì è nato: la figura antropomorfa potrebbe
essere una sua personificazione ad occhi chiusi.
Per Cartier Art magazine realizza una serie di foto dove mette un'immagine iper realistica
dell'orologio affiancata a una in cui l'orologio diventa liquefatto: l’orologio nell’immaginario reale
rappresenta il tempo che scorre oggettivo che vale per tutti; l’orologio a sinistra rappresenta il
tempo della memoria soggettivo, che non posso controllare
-Il titolo della serie di fotografie è Mirrors: è come se l’orologio si stesse specchiando in uno
specchio deformato che ne altera la sua perfezione (nello specchio c’è la verità)
-I due concetti di tempo rappresentati sono diversi: tempo finito e tempo infinito, che si
specchiano l'uno nell’altro.
↓
Infatti possedere un orologio Cartier può offrire l'illusione di avere un certo
potere, che è in realtà fuggevole così com'è il tempo stesso. Per questo
Lippmann mostra l'oggetto nella sua nitidezza e bellezza, ma raffigura
→
anche il rovescio della medaglia Iconografia della VANITAS: non
affezionarsi agli oggetti lussuosi, materiali.
5. Pubblicità di Omega 2016, Recording Olympic Dreams
Il concetto di tempo relativo viene ripreso nella pubblicità omega 2016
“Recording Olympic dreams”= Il sogno olimpico cronometrato (perché
alle olimpiadi si vince sul tempo record)
-C’è il tema della memoria:
A destra il tempo oggettivo
A sinistra il tempo soggettivo, il sogno (torniamo a Dalì): nella testa di
questi personaggi c’è un altro tempo, quello che precede il record
olimpico e che rimane nella loro memoria.
Quindi c’è l’orologio interiore che si contrappone all’orologio esteriore e oggettivo
= doppia dimensione oggettiva e soggettiva legata al tempo e alla sua misurazione
ICONOGRAFIA DELLA MALINCONIA E DEL TEMPO
6. Campagna pubblicitaria “Fleurs” per Louboutin
di fiori” di Jan Bruegel il Vecchio
Fa riferimento al “vaso
(1606)
Lippmann utilizza la stessa simbologia di Jan Bruegel.
-Le nature morte diventano delle metafore per la caducità della
vita: sono oggetti belli ma con segnali che il tempo li
consumerà.
-Il quadro raffigura un vaso di fiori che nel suo complesso rappresenta
l’idea di bellezza, di armonia, però interrompono il senso di bellezza e
armonia i fiori appassiti e recisi.
-Lippmann carica l’uso del colore con la saturazione in post produzione, riprende anche i fiori già
appassiti
In un altro caso Lippmann utilizza la tecnica della natura morta per Louboutin. 2
7. Campagna pubblicitaria “Vanitas” per Louboutin
→
-In questa pubblicità associa la bellezza alla caducità bisogna godere della bellezza
dell’oggetto, ma capirne il valore effimero: esalta la bellezza e poi inserisce un elemento che
→
lascia interdetti, quasi contraddittorio non mostra solo l’aspetto glorioso, fa sì che chi si
approccia all’oggetto si renda conto di quanto ad es.la moda sia effimera e destinata a finire.
↓
Non attaccatevi troppo ai beni materiali perché ciò che ha valore materiale è da vanità =
vanitas
vuoto -> valore etico
Teschio = simbologia potente che rappresenta “memento mori”, visto come il limite dell’essere
umano. Inizia ad essere utilizzato nell’arte moderna, non prima, quando l’uomo inizia a prendere
coscienza di sè e della sua finitezza
Il teschio viene abbinato anche ad altri 2 elementi per rappresentare il tempo:
• Clessidra: con sabbia già scesa o che sta scendendo
• Candela: accesa o spenta (spenta-tempo fermo; accesa-tempo che passa perché si consuma)
Farfalla appoggiata sulla scarpa che si riflette sulla scarpa dorata -> riprende ancora lo specchio
La farfalla rappresenta la vita breve, bellezza a cui non ci si può attaccare perché destinata a
consumarsi in fretta.
Per esprimere il tempo bisogna ricorrere a simboli forti
Le sue fotografie appaiono comunque con grande bellezza e sembrano opre d’arte
8. Campagna pubblicitaria “Women of History” per Louboutin, Peter Lippmann
-Lippmann mette la scarpa al posto della candela: è vista anche come ironia. -C’è
sempre contraddizione perché per oggetto profano utilizza un’iconografia religiosa
Qui riprende ritratti di figure femminili e li fa diventare foto rielaborandole
↓ “Maddalena penitente”
Riprende la -> figura religiosa che abbandona la vita
mondana di ricchezza e sensualità e la bellezza esteriore per dedicarsi alla
riflessione cristiana e all’amore di cristo.
- Penitente sulla condizione precedente dei suoi legami con beni materiali
- Tiene in grembo teschio rivolto verso lo spettatore
- Candela che lei sta guardando, quasi finita perché ha fiamma molto lunga
- A fianco ci sono dei libri che rappresentano il sapere e la cultura -> rappresentano
come la religione ci può rendere più colti
Figure illuminate che sembrano emergere da un'indefinitezza spaziale: nuova idea dello spazio
infinito e sconosciuto
la Sirenetta Disney
Riprende anche
- Ariel vuole il tempo perché vuole vivere e morire, non vuole essere una sirena
eterna
- Ariel tocca la candela nel quadro: simbolo del tempo 3
Nelle pubblicità si può giocare:
1. Sull’ambiguità dell’immagine, non così ovvia -> simboli meno riconoscibili
2. Scegliere opere subito riconoscibili -> gamma più ampia di persone che possono comprendere il messaggio
→
Impressionismo chiude moderno e apre contemporaneo Van Gogh, Cezanne, Gauguin che ci introducono alla contemporaneità
Data simbolo 1492 -> scoperta dell’America e morte di Lorenzo De’ Medici
9. Campagna di Dior Pubblicità per il profumo Poison di Dior
-L’immagine è di tipologia classica: c’è una donna fatale che con
la sua bellezza attira l’uomo, ma prima lo fa innamorare poi lo
conduce alla sofferenza
Il teschio mi porta a identificare la figura femminile che attira,
ammaglia, ma è un pericolo
-Si guarda allo specchio con un atteggiamento narcisista: lei non sa che la sua bellezza
scomparirà.
C’è un’anamorfosi: immagine in cui l’artista usa l’illusione ottica per mostrare in una sola
immagine due immagini differenti -> Si intravede un teschio
“All is vanity”= vanità nel senso di vuoto, ma anche vanità come atteggiamento superficiale
la differenza sta nell’atteggiamento delle due figure
1. Noi vediamo la vanità, lei no.
2. Ha uno sguardo che non guarda se stessa, e prende coscienza del sentimento di malinconia
che fa si che interrompa la sua azione e guardare verso lo spettatore.
10. Campagna Nature morte di Brigitte Niedermair “The Last Supper”:
Brigitte Niedermair è una fotografa tedesca che diventò famosa grazie a era
considerata scandalosa e eretica infatti abolirono l’affissione
↓
Si ispira a “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci:
-i 12 nel tavolo è un’iconografia dell’ultima cena, ma qua sono tutte
donne tranne 1, che è la figura di giuda.
-Ciò rivendica, anche nell’ambito della chiesa, la totale parità fra l’uomo
e la donna (gesù può essere anche una figura femminile)
-L’importante è il valore simbolico dell’immagine, non è realistica, le
gambe non sono combaciate alla parte superiore
-Le figure sono tutte sbiancate
-Sono tutte immagini a cui sono associati dei pezzi di carni macellate: è un tema che ha radici
antiche, ad esempio nelle nature morte
↓es.
life”
1.”Still di Peter Claesz: 2. Bue macellato,
Rembrandt:
lui si occupa della natura qua c’è un essere umano
morta e inserisce spesso carni
3. Natura morta: bancone di un macellaio, Goya (il dettaglio l’occhio aperto e
i denti che si vedono fanno si che l’animale macellato sembri ancora vivo -
immagine forte, sembra di essere in vita e in morte insieme - provo pietà)
c’è un sentimento di vita e morte ma che non ha riferimenti religiosi 4
11. Campagna per Gucci Hallucination 2018, di Ignasi Monreal
Ignasi Monreal prende ispirazione da opere di artisti del passato che crearono delle immagini
surreali per mostrare questo mondo allucinogeno che è proprio dello stile di Gucci.
1. “Trittico delle delizie”
si ispira al di Bosh
lui immagina una sorta di Trittico delle delizie con temi del
fantastico: esalta la fantasia creativa di gucci
2. “Ophelia”
si ispira alla di Millais. Immagine di Ophelia quando viene portata
via e trascinata dalle acque
↓
nel caso di Ignasi Monreal l’abito e la collana sono di gucci.
3. sonno della ragione genera mostri”
si ispira al “il di Goya. l’uomo ha la
stessa posa di quello di Goya, e alle sue spalle c’è una nuvola con gli angeli
UN UNIVERSO DI SIMBOLI CHE SI RISPECCHIANO: PERCORSO
ICONOGRAFICO SUL TEMA DELLA MALINCONIA E DELLA VANITAS
iconografia = soggetto dell’opera - descrizione dell’immagine
iconologia = linguaggio dell’immagine
LETTURA ICONOGRAFICA DELL'IMMAGINE: È costituita da elementi che ritornano e che si
possono riconoscere come identificativi di un tema, un soggetto, della rappresentazione di un
→
sentimento essi valgono per tutti gli artisti, funzionano come una sorta di dizionario nel quale a
ogni definizione corrisponde un significato universalmente valido
LETTURA ICONOGRAFICA DELL’IMMAGINE: Usare i lemmi di un medesimo linguaggio non
→
significa creare le stesse formule espressive ogni artista media i significati universalmente
codificati attraverso il suo stile originale, ci offrirà una visione del tema iconografico filtrata dal suo
linguaggio
= Lo stesso soggetto fatto da artisti diversi non sarà mai uguale, dunque lo stile dell’artista
influisce sull’interpretazione iconografica dell’opera.
Malinconia Vanitas
e sono due temi che caratterizzano l’eta moderna:
1. c’è una continuità di questa iconografia dall’età moderna al contemporaneo.
2. vediamo come persiste e come si trasforma anche, ciò ci fa comprendere il passaggio
dall’arte moderna a quella contemporanea
4.2 LA MALINCONIA DI DURER: UN COMPLESSO SISTEMA ICONOGRAFICO E ICONOLOGICO
Melencolia uno
1514
Incisione del di Albrecht Durer (rinascimento)
È una delle opere più ricche di simboli di tutta la tradizione artistico occidentale
Il sentimento esistenziale che rappresenta è la malinconia: l’opera è un’allegoria,
una personificazione di un concetto astratto (la malinconia)
Poche figure: una donna angelo, un putto alato e un cane ossuto
Molti oggetti: una scala, una bilancia, una clessidra, una campana e il quadrato
di Giove, strumenti da carpentiere (chiodi, righello, seghetto), una sfera, un
poliedro irregolare 5
La personificazione della malinconia è la donna alata: è un soggetto già usato nei secoli
precedenti a livello iconografico:
-La melencolia doveva essere rappresentata seduta (perché il sentimento malinconico affligge chi
lo prova) con la testa appoggiata a una mano molle, e gli occhi chiusi perché sopraffatta da un
sentimento che le impediva di agire.
↓ ma qua
ui rappresenta la malinconia diversamente da prima: c’è uno sguardo molto intenso che guarda
-L
lontano, una mano carica di tensione, e un viso completamente in ombra, sopraffatto dal senso di
oscurità che porta la malinconia.
↓
prende un iconografia che aveva un accezione negativa, e la trasforma in un messaggio nuovo:
l’artista non è più un esecutore che ripete iconografie, ora c’è una libertà creativa che prima non
c’era, si vuole andare oltre.
Simboli
- Clessidra = richiamo esplicito allo scorrere del tempo
- Bilancia = indica ciò che è giusto, indica un equilibrio fra le parti. →
Ma in latino sta a significare “ponderare” = riflettere su qualcosa per dare il giusto peso c’è
l’idea di equilibrio tra la parte razionale e la parte irrazionale - tra geometria e malinconia
SIMBOLEGGIANO LA GEOMETRIA E LA MISURAZIONE DELLO SPAZIO ATTRAVERSO
STRUMENTI CREATI DALL'UOMO:
- Quadrato di Giove = simbolo di perfezione geometrica e elemento razionale; è collegato alla
sfera perfetta (che rappresenta il cosmo nella sua perfezione) Durer aggiusta la
Giove è il pianeta che crea un equilibrio quando si trova con Saturno:
malinconia con la ragione. (I numeri nel quadrato di Giove danno sempre lo stesso risultato.)
- Compasso = elemento/conoscenza razionale.
La figura non lo usa perché è sopraffatta da un sentimento riflessivo che ferma ogni azione
pratica, è il momento che precede la creatività.
Il compasso è una novità perché unisce il typus geometriae ( tipo razionale-poco emotivo) e il
typus acadiae (tipo che si abbandona alla malinconia-solo chi sente questo vuoto è creativo)
→ Unisce ragione e sentimento/razionalità e irrazionalità: unione di 2 opposti, di due diversi
modi di pensare e di sentire
- Poliedro = a differenza della sfera e del quadrato di Giove, di perfetto ha gran poco.
→
è un oggetto che non si può misurare, ma è nella materia infatti sul poliedro c’è una figura:
una macchia che sembra un “fantasma” : segno del passaggio dell’artista nella materia, nel
mondo.
- Sfera bianca: immagine di purezza e perfezione
Figure
- →
Tutto ciò porta a una figura contraddittoria abbiamo una figura malinconica, mossa da un
sentimento indefinito, ma allo stesso tempo ha in mano degli oggetti di conoscenza, di sapere,
che misurano.
- Si scopre l’uomo inteso come figura singola e le cose cambiano: questo sentimento di
malinconia inizia a appartenere all’essere umano, non può farne a meno.
↓
L’artista è colui che crea perché è mosso da quel sentimento di grande malinconia verso il mondo
-> ciò spinge alla creazione artistica, perché è dove c’è il vuoto che siamo in grado di creare.
-> Introduce la figura dell’artista moderno: colui che crea partendo da una tensione interiore
La donna è afflitta da tristezza e malinconia, dovuta alla lotta tra realtà e desiderio: è qua che
nasce la spinta alla creazione artistica
Sentimento che porta nell’uomo una tristezza riflessiva, percepisce il vuoto: da un lato usa
elementi della ragione/della misura
- Ali = sono una novità assoluta di Durer: contrastano con la pesantezza del copro della donna:
contrasto tra pesantezza e leggerezza delle ali da angelo (definita anche donna angelo)
- Fiori = servivano per curare la malinconia
- Cane = natura-essere animale: il cane non ha coscienza come l’essere umano, che cerca di
reagire
- Angelo: è la rappresentazione di chi esegue e non si pone tante domande: è una figura che è
indifferente alle domande che sorgono nella figura malinconica 6
Tempo e spazio sono elementi che caratterizzano l’opera, e l’arte moderna: sono
iconograficamente espressi nell’immagine
c’è il tentativo di rappresentare il tempo e lo spazio nella bidimensionalità dell’opera. (tempo:
simboleggiato nella clessidra)
Grazie alle novità portate, quest’opera, diventa una sorta di manifesto dell’artista
La chiama Melancolia 1 perché nella sua idea originaria queste incisioni dovevano essere 3 e
questa doveva rappresentare il primo stadio della malinconia, quello legato alla dimensione
terrena (spazio temporale), e dovevano essere un dono per Massimiliano I
- Melancolia 2 doveva essere un allegoria della matematica: un primo passaggio a oltrepassare la
materia e entrare in una dimensione di riflessione più libera
- Melancolia 3 doveva essere un allegoria della religione: senso di vuoto nei confronti del divino
Ma si ferma alla 1 perché in quanto artista non può rappresentare qualcosa che è immateriale: la
matematica e la religione non si possono rappresentare.
Dal punto di vista iconologico: crea una visione fondata sulla dialettica degli opposti: ordine e
caos, luce e ombra. Infatti l'incisione in bianco e nero è dominata dal contrasto illuministico, come
a indicare un insuperabile condizione di precarietà dell'uomo, in bilico tra la luce della conoscenza
(la geometria, la matematica che gli permettono di misurare la realtà che lo circonda) e le zone
d'ombra della sua anima e dell'universo (che rimane caotico quanto gli abissi della mente umana)
4.3 TRAFORMAZIONE E PERSISTENZA DELLA MALINCONIA DALL’ETA MODERNA AL XX
SECOLO
Cos’era la malinconia prima della rivoluzione:
L'iconografia della malinconia andava sotto il nome di typus acediae: il malinconico versava una
sorta di blocco fisico e apatia mentale che lo rendeva schiavo del proprio eccesso della bile nera
Il sogno del dottore, Albrecht Durer, incisione del 1498-99
- l’opera rientra ancora nella tipologia classica: rappresenta il typus acediae (il
classico uomo malinconico, accidioso, con occhi chiusi- la sua accidia e
l'incapacità di superare la tristezza lo avrebbero condotto a un attaccamento
morboso ai beni terreni, per superare l'ansia del tempo che corrode ogni cosa)
-alcuni elementi anticipano la sua successiva reinterpretazione del soggetto: la
presenza di una sfera, simbolo di perfezione e il forte contrasto chiaroscurale
- c’è una tentazione data da questa figura femminile
Melancolia, Virgil Solis, incisione del 1539
- Solis imita i grandi artisti che lo precedono, ma questi imitano spesso goffamente
(è il classico artista di maniera)
- prende l’opera Melancolia 1 e la fa: con gli occhi chiusi e la mano molle: lo
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