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COS’É L’ESTETICA

1750,

L’estetica è una disciplina che è nata nel quando Baugmarten pubblica il testo “Aesthetica”

testo dedicato alla conoscenza sensibile:

l’estetica vuole de nire cos’è il bello si

occupa del bello.

→ →Baumgarten

≠ Cartesio elimina il corpo come fonte di errore dice che è il nostro corpo che ci

fa sentire, percepire, vedere le cose belle (il corpo è fonte di una conoscenza diversa, materiale,

che non potrà mai risolversi in chiarezza totale ma mantiene sempre un’opacità)

- l’esperienza del bello ha a che fare con i sensi e il corpo = percezione attraverso i sensi

corporeità

- Esperienza resa possibile dalla nostra (sensibilità)

corpo e la ragione,

- mette in comunicazione molto stretta il in cui una cosa

indispensabile per l’altra

Deriva da “aisthetis” e “aisthanomai”

Coinvolgimento determinante della materialità

QUESTIONE DEL BELLO

Il bello c’è sempre stato, è un concetto storicamente determinato, che cambia a seconda delle

epoche storiche. identi cato con 2 connotazioni,

Il bello può essere inteso in maniera soggettiva o oggettiva:

Armonia (oggettivo)

1. = la gura è l’esito di una proporzione, ha a che fare con un oggetto che

è armonico e dunque diciamo che è bello (modo oggettivo)

Emozione

2. = quello che sento quando guardo una cosa, anche se non so cosa sto guardando,

mi appartiene come sensazione (es esperienza dell’alba —> la vedo e dico che è bella)

Queste 2 esperienze, un bello oggettivo e un bello soggettivo, sono accomunate dal fatto che le

vivo grazie ai sensi = la percezione sensibile è alla base di tutto

SUBLIME →

È quel bello che ci piace ma nello stesso momento non ci piace, ci spaventa provo percezioni

diverse contemporaneamente, è l’insieme di 2 contraddittorietà.

perturbante

→ Il sublime mi porta al termine (cosa che da senso di inquietudine che sempre ci

tiene in gioco e ha a che fare con l’inconscio) mostruoso,

→ Il limite dell’immagine viene sempre più spostato no ad arrivare al che diventa

una nuova categoria di sublime

→ il sublime scon na nell’estetica del brutto, che diventa + interessante del bello

Quindi l’estetica cerca di comprendere le ragioni della nostra predilezione per il brutto:

- Dal romanticismo (seconda meta dell’800) inizia a evidenziarsi il concetto di brutto, che diventa una forma di sublime

- Il sublime diventa la tematica principale dell’estetica e viene esplorato in vari modi perché si cerca qual’è il limite

dell’immagine, che si sposta sempre di più no ad arrivare al mostruoso (diventa una nuova forma di sublime ).

- Il sublime va a con nare nell’estetica del brutto, nel quale esploriamo immagini considerate brutte: sublime. ( x es la

letteratura gotica riguarda le storie di mostri e fantasmi che diventano sempre più amate e, di conseguenza, una

moda)

- Il brutto diventa così più interessante del bello: le esperienze di macabro rappresentano il nuovo bello.

L’estetica ha a che fare con bello e brutto, cerca di comprendere le ragioni della nostra predilezione

per il “brutto”

3 campi più esplorati dell’estetica:

estetica del cinema →

1. sia come estetica di trasformazione del mio modo di vedere il mondo

grazie a un lm, sia come alcuni registi hanno una propria estetica che si riconosce nei lm 1

fi fi fi fi fi fi fi fi fi

estetica del virtuale →

2. parte dal fatto che in realtà il nostro stare al mondo è sempre in

coglimento di virtualità della realtà = essere un corpo dentro a un corpo virtuale si occupa

del rapporto tra percezione e virtuale

estetica della moda →

3. la moda è un tentativo di dar forma a una bellezza destinata a svanire

e cambiare, e di apparire quel che non si è, trasmettere un idea di sé

Estetica della fotogra a essa ci insegna a vedere le cose in un altro modo.

IMMAGINE

Ha tanti signi cati:

PICTURE- IMAGE →

1. picture sottolinea che è su un supporto materiale

image rimane anche senza il supporto sico

(il ritratto non ha valore mimetico, non è ben riuscito se è uguale alla mia

faccia, bensi quando cattura la mia unicità)

IMMAGINE ONIRICA →

2. immagine mentale creata x es. da un romanzo, ci sembra di

vedere ciò che viene raccontato

IMMAGINE COME OGGETTO DELL’IMMAGINAZIONE →

3. ciò che immagino e che non può

avere ricaduta sulla realtà

IMMAGINE CHE CREIAMO CON LE METAFORE →

4. immagine costruita dal linguaggio, che

ci permette di facilitarne la comprensione

IMMAGINARIO INDIVIDUALE E COLLETTIVO →

5. immagini che fanno parte della cultura di

cui noi facciamo parte

ORIGINI DELL’ESTETICA

1750 “Aesthetica”

Baumgarten nel pubblica il testo da cui nasce l’estetica

Siamo:

- dell’illuminismo

nell’epoca = momento storico in cui si vuole capire meglio come funziona la

ragione + c’è anche attenzione alle potenzialità conoscitive del corpo.

- corrente dell’empirismo:

c’è la cercano di capire con che modalità il mio corpo recepisce

informazioni dal mondo (tramite i sensi) e come la ragione li mette in ordine e li rende

conoscenza/concetti

La mente è una tabula rasa che attraverso le conoscenze si riempie di segni.

arrivano in 2 modi:

1. in modo logico-matematico

2. in piccole percezioni cose che non ci appaiono chiare e

distinte, ma le vediamo e sappiamo che ci sono: queste

percezioni sono il materiale dell’esperienza estetica

Baumgarten dice che l’estetica è la scienza della coscienza sensibile:

- è un ambito di conoscenza, che non è una conoscenza prettamente razionale, è una

conoscenza di tipo diverso che non si può misurare nettamente

- è una conoscenza inferiore legata al corpo, non alla ragione

l’estetica indica quell’insieme di conoscenze che, essendo legate ai sensi, non sono mai chiare e

distinte.

MONDO ANTICO

In tutte le arti riusciamo a capire cosa venga considerato bello anche senza teorie esplicite. Gia

nel pensiero greco-arcaico:

Omero → bello associato alla luminosità: il bello ha a che fare con la dimensione visiva -> ciò che

brillando attrae il mio sguardo, il luminoso si mostra prima e attrae lo sguardo

Pitagora → la bellezza è rappresentata dall’armonia numerica, la proporzione e la simmetria

Esodio e Gorgia → la bellezza viene intesa come arma di seduzione e persuasione dell’animo

dell’uomo 2

fi fi fi

Nel mondo antico, l’arte non esiste, x loro indica la capacità di costruire oggetti tramite l’utilizzo di

strumenti nel rispetto di regole e norme. Non implicava necessariamente nessun tipo di creatività

o fantasia per questo non hanno una vera e propria teoria estetica.

3 TEMI DELL’ANTCHITÀ:

TECHNÉ →

1. per il mondo antico l’arte è la capacità tecnica = l’insieme di regole che ti

permettono di produrre qualcosa quando le applichi.

L’artista è colui che ha la capacità tecnica di realizzare oggetti, colui che seguendo le regole

riesce a fare un buon prodotto —> la fantasia era messa in secondo piano, ma nessuno arriva

alla creatività senza prima acquisire la tecnica.

MIMESIS →

2. creare delle copie (ma prende signi cati ≠ in base agli autori)

CATARSI →

3. e etto di scioglimento della tensione

ETÀ CLASSICA

Tutti i loso del mondo antico hanno un idea di bello legato ai criteri di armonia, proporzione

numerica e equilibrio.

PLATONE →

Ideò la teoria meta sica delle idee il mondo sico è copia del mondo delle idee (che sono la

verità)

dato che è una copia, non verità, il mondo sensibile, dobbiamo allontanarci.

l’artista che copia con la mimesis il mondo produce un opera bella ma che

è una copia della copia, quindi mi allontana dalla vera bellezza, dalla verità.

Nella “Repubblica” dice che bisogna cacciare gli artisti dal mondo, l’unico arti9sta tollerabile è il

poeta perché a etto da follia

lui non condanna l’arte, ma il suo carattere di mimesis che ci inganna.

Il bello per Platone

Il bello è l’idea prima, che corrisponde al vero e al buono, appartenente al mondo delle idee, ma

presente sensibilmente in questo mondo per guidarci alla verità (idea di bello rappresentata dal

sole e da cui tutte le altre idee derivano)

- il bello per lui è ciò che immediatamente ci attrae

- è l’idea prima da cui tutte le altre idee derivano

“Simposio”

Nel dice che la bellezza sta in questo mondo per riportarci verso il vero bello (che è il

bello dell’idea), attraverso una gradualità:

Bellezza sica →

1. prima ci attraggono le persone belle, vogliamo possederle, e una volta che

lo abbiamo fatto ci rendiamo conto che la loro bellezza è destinata a s orire. Ci rendiamo

conto che la vera bellezza è quella morale, non sica

Bellezza morale →

2. è la bellezza interiore, ma anch’essa non è perfetta

Bello in sé →

3. quindi il bello è presente in vari modi/livelli nel mondo e noi ne siamo attratti

perché stiamo cercando di tornare al bello in se, per ascendere alla verità

→ è la cosa più vera tra le cose false.

Le immagini per Platone è la cosa non è la cosa è l’essere del

Platone dice che ogni immagine e contemporaneamente =

non essere

- Es: l’immagine di un cane è un cane, ma non è un cane quello che vede -> è e non è contemporaneamente

2 ACCEZIONI DELLA MIMESI:

Mimesi icastica

1. (positiva): imitazione di realtà -> viene realizzata per far capire, è

dichiaratamente una copia 3

fi fi fi ff ff fi fi fi fi fi

Mimesi fantastica

2. (negativa): imitazione di apparenze -> artista che allontana dalla verità

Per lui la mimesis è la copia, ciò che è copia ed abbandonare; mentre per Aristotele è creazione di

“poetica”.

una vera somiglianza, ne parla nella

ARISTOTELE

Lui pensa che tutte le cose che esistono abbiano in se già una parte di verità, sono l’unione di

materia e forma. (inseparabili tra loro, ma la più importante è la forma)

Tutte le cose che sono, sono dei sinoli:

- la forma è importante, è la parte visibile che ci fa conoscere la cosa, ci dice la verità

della cosa

- la materia non de nisce di cosa sto parlando, è la forma, che è attualizzazione di una

potenzialità la materia possiede una potenzialità, cioè il poter diventare altro

Ogni cosa è materialità che prende una certa forma + la stessa materia però può diventare anche

altro

I sinoli sono insieme di materia + forma e potenza + atto

L’artista →

x Aristotele è colui che legge nella materia la potenzialità per diventare qualcos’altro

quindi lui giudica positivamente l’artista.

MIMESIS

Per Aristotele, la mimesis e' il vero scopo dell'arte perché crea il piacere nella visione, attraverso

una verosimiglianza che attrae.

In “Poetica” ci insegna come scrivere una bella tragedia:

Per Aristotele la tragedia bella è la creazione di una verosimiglianza attraverso la mimesis, che

permetta allo spettatore di immedesimarsi e essere coinvolto nelle vicende.

→ la verosimiglianza crea una distanza che permette di non farci travolgere da ciò che vediamo,

però da quella vicinanza che permette di immedesimarci riesce a creare un coinvolgimento

catarsi

totale dello spettatore che lo porta alla

Quindi a ne vicenza noi siamo soddisfatti

↓ qualsiasi sia il nale.

Quindi la mimesis è essenziale e grati ca.

È un elemento fondamentale. copia impara

Non è solo l’artista che crea delle copie = in realtà l’essere umano gli altri e

copiando —> copiamo ciò che vogliamo imparare -> noi siamo per natura portati a copiare,

quindi vedere verosomiglianze ci soddisfa .

Per Aristotele lo scopo del piacere estetico è la conoscenza

la tragedia deve suscitare due emozioni:

1. pietà: per la so erenza dell’eroe

2. paura : quando ci si identi ca molto nella vicenda

→ Entrambe hanno l’e etto di renderci partecipi

IMMAGINE

Per Aristotele la conoscenza passa attraverso l’immagine, poiché la distanza della

rappresentazione permette di capire meglio il senso di quello che sto vedendo perché non sono

travolto dai sentimenti. →

L’anima non pensa mai senza immagini la mia anima guarda la forma per conoscere, la

conserva, e poi la ritira fuori quando abbiamo un oggetto

sconosciuto e vogliamo conoscerlo (tira fuori l’immagine

mentale e paragona) 4

ff fi fi fi fi ff fi

Per lui la mente è un catalogo di immagini.

EPOCA ELLENISTICA

PLOTINO →

Riprende la loso a di Platone ma introduce l’idea di emanazione parla del mondo cosi, non in

↓ termini di copia della idee.

qualcosa che si forma discendendo direttamente dalla cosa (dall’idea)

-> l’idea discende nel mondo

sensibile sovrasensibile:

propone una teoria del bello che parte dal per raggiungere il

- Per lui la bellezza del mondo non è copia dell’idea di bellezza, è il lato visibile del sovrasensibile

- la bellezza del mondo non è copia dell’idea di bellezza, è emanazione -> cio che vedo nel

mondo porta con se parte della verità dell’idea stessa, la contiene

Arte e cose sono gradini verso la verità: svolgono la stessa funzione

→ Se in Platone vi era la s ducia verso l’arte, in Plotino arte + artefatto rendono concreta la

bellezza.

In “Enneadi” dice che le arti portano con se la bellezza

CICERONE →

Per lui la mimesis va intesa come una libera interpretazione c’è la fantasia dell’autore che la

esegue (no intesa negativamente come Platone)

→ quando l’artista crea una copia mette del suo, inserisce la propria libertà espressiva

→ mimesis = estrema libertà dell’artista: ciò porta alla fantasia come elemento positivo nella

creazione

L’artista è colui che usa la propria fantasia per creare un nuovo modo di costruire le cose cose

BAUDELAIRE visione estetica, la sua idea di bellezza →

Crea saggi in cui esplicita la propria scrive della

capacità di trovare del bello laddove nessuno lo vede.

Lui valorizza la bellezza già s orita/decadente → vorremmo che fosse qualcosa che non

cambia mai ma ci rendiamo conto che ci sono

solo bellezze destinate a passare

↓ →

La bellezza è un insieme di desiderio di eternità e consapevolezza di fuggevolezza ogni

bellezza ha in se qualcosa di eterno e qualcosa di transitorio.

MEDIOEVO

Il mondo medioevale non enuncia mai un pensiero estetico a causa della posizione predominante

del sistema religioso che poneva al centro di ogni disciplina il rapporto con Dio la questione del

bello viene controllata dalla Chiesa.

- maggior esponente è Umberto Eco

ICONOCLASTIA → dibattito sul poter rappresentare Dio nelle immagini

→ alla ne ciò viene promosso e si usano le immagini per trasmettere gli

insegnamenti della Chiesa →

Gli unici centri sono religiosi e crolla l’alfabetizzazione quindi c’è un uso preponderante

dell’immagine servono a trasmettere punti fermi alla base della moralizzazione che la Chiesa

vuole portare avanti

UMANESIMO E RINASCIMENTO 5

fi fi fi fi fi

Il medioevo nisce in seguito a una serie di eventi storici e sociali, che determinano la decadenza

del potere della Chiesa e dall’altra parte l’ascesa della borghesia.

C’è l’idea di ANIMA MUNDI tutte le cose del mondo sono in comunicazione tra loro perché

hanno un anima in comune (l’anima del mondo)

→ le cose sono tutte la stessa cosa ma in forme diverse e c’è un

modo di trasformare una cosa in un altra (tutte le cose sono

sotterraneamente collegate)

L’Umanesimo e Rinascimento si innamorano del mondo antico (c’è la ricomparsa di tante cose

andate perdute) c’è un imitazione degli antichi

↓ imitatio

a ermazione piena e positiva della che diviene fondamentale strumento per imparare

"dagli antichi”.

2 TIPI DI IMITAZIONE:

Imitazione degli antichi →

1. (visione più laica) si cerca di nuovo di identi care una regola

numerica della bellezza (es sezione aurea)

Imitazione della natura →

2. (visione più spirituale) parte dall’idea per cui la vera perfezione

della bellezza si trova solo nella natura perché è espressione della creazione divina

C’è la consapevolezza che per creare il bello servono delle regole:

- si scrivono libri con le regole tecniche per fare arte

- →

si aprono le accademie delle belle arti a inizio 600 insegnano le regole che aiutano l’artista a

esprimere il proprio genio.

L'artista è conoscitore delle regole e allo stesso tempo capace di trasgredirle

L’arte è una via di accesso all'idea, cioè alla forma ideale e perfetta di una cosa.

BAROCCO

È un'epoca dominata dal trionfo della fantasia nelle arti + c’è anche un'anima prettamente

razionalista che anticipa il classicismo 700esco.

Gli autori esplicitano 3 concetti fondamentali:

Nuovo modo di pensare il bello →

1. il vero bello non è cio che è armonico, è ciò che è unico

e singolare in questo senso il vero bello può essere anche brutto

- bello è ciò che crea un e etto spettacolo, deve coinvolgere lo

spettatore -> ciò esalta il movimento e la dinamicità delle forme

barocche (a volte ci sono modi dissacranti di ra gurazione)

GUSTO →

2. è la capacità innata di distinguere il bello dal brutto, non solo buono dal cattivo ->

può essere anche educata perché in base alle esperienze e alla cultura impariamo

a considerare belle cose che prima pensavamo brutte

GENIO → →

3. è colui che è dotato di ingegnosità non ha solo il sentimento e la fantasia che gli

permette di cogliere cose importanti, ma anche di rappresentarle -> il genio non è

solo colui che ha una tecnica perfetta, è colui che attraverso questa tecnica riesce

anche a creare qualcosa che risulta signi cativo anche per gli altri.

Nasce l’ANAMORFOSI = (sfoggio di tecnica) Il pittore pone nel quadro una gura che non è

immersione

visibile in modo immediato ciò crea l’e etto di dell’immagine (e etto sorpresa)

—> riescono a fare ciò proprio perché hanno capacita tecnica eccezionale

Tutto ciò che è particolare, irripetibile, diventa interessante per il barocco

MODI DI DEFINIRE IL BELLO NEL SEICENTO BAROCCO: 6

ff fi ff ff

fi fi fi ffi ff

Je ne sai quoi →Il

1. (Dominique Bouhours) bello ha quel non so che che io non so de nire ma

mi è provocato da quella cosa li ( l’e etto estetico che mi fa è soggettivo -> in epoca classica

era un criterio oggettivo)

Agudeza →

2. (Baltasar Graciàn) ritiene che l’arte sia fondamentale per conoscere la verità, che

si a da al concettismo, che si serve dell’agudeza = capacità di creare sottili concetti legata a

una capacità ingegnosa uni cante

—> trovare relazioni tra concetti lontani, creando un e etto meraviglia

Wit →

3. capacità di creare e cogliere connessioni brillanti

L’ingegniosuta è il principio generale che permette all’agudeza e al t di esistere

LOCKE E LEIBNIZ

Per loro l’origine della conoscenza sensibile è da rivalutare

LOCKE →

Per lui la nostra conoscenza proviene solo dall’esperienza del sensibile la nostra mente è

tabula rasa che, progressivamente, si riempie di sensazioni che diventano poi l’idea

alcune sensazioni non sono traducibili in conoscenza certa ma producono e etti, anche se non le

comprendo al 100% —> Queste piccole sensazioni sono la base dell’esperienza estetica

( colpiscono i sensi senza però essere del tutto comprensibili )

→ Bello come impatto sensibile e non interamente razionale

LEIBNIZ

Per lui, a di erenza di Locke, le idee esistono già nella mente, anche a livelli inconsci.

→ Riconosce che ci sono piccole percezioni non sempre misurabili che accompagnano le

percezioni chiare e distinte -> in uenzano l’esperienza

→ quindi il piacere estetico può nascere da un’esperienza non del tutto chiara

→ lui è visto come il maestro di Baugmarten : prepara il terreno per la nascita dell’estetica

moderna 700 - IL SECOLO DELL’ESTETICA

Gli autori di rilievo dal 1750 in poi sono Baugmarten e Winckelmann.

Baumgarten da inizio all’estetica moderna ( la scienza della conoscenza sensibile )

→ dice che non è conoscenza solo quella che si rifà alle esperienze chiare e distinte, ma si può

avere conoscenza anche di esperienze di altro tipo

È una conoscenza inferiore

In questo ambito di percezioni confuse, di cilmente descrivibili, rientra l’esperienza del

bello —> il bello è sempre legato a una conoscenza sensibile.

Quindi anche il mio corpo mi da conoscenza -> siamo un corpo materiale con sensibilità

grazie a cui si coglie il bello.

Winckelmann ritrova nel mondo greco la forma ideale di bello, inteso come fusione di forma

e passione, al quale è necessario tendere nelle sue diverse declinazioni

→ per Winckelmann è fond

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucrezia calmonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Negri Federica.
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