Patologia della vite
APPUNTI PRESI A LEZIONE + SCHEMI MENTALI PER DIFFERENZIARE MALATTIE
Lo studio di questi appunti è sufficiente per ottenere il massimo all’esame (senza acquistare il libro).
Prof. GUARNACCIA. A.A. 2023/2024
La patologia vegetale è una disciplina fondamentale e multidisciplinare che studia le malattie
delle piante e i metodi per contenerle, contribuendo in modo significativo alla sicurezza
alimentare, alla disponibilità di cibo e alla protezione dell'ambiente. Le malattie delle piante,
causate da agenti biotici o abiotici, possono avere conseguenze devastanti, come dimostrato
da carestie storiche e perdite economiche e sociali attuali. La ricerca moderna si concentra
sullo sviluppo di metodi di difesa sostenibili e ambientalmente sicuri.
Piante e Malattie: Concetti Fondamentali
Il Concetto di Malattia
• Una pianta è sana quando svolge le sue funzioni fisiologiche al meglio delle potenzialità
genetiche.
• Una pianta si ammala quando la capacità delle sue cellule o parti di essa di svolgere una o
più funzioni è impedita da un fattore biotico o abiotico.
• Agenti causali (patogeni):
◦ Biotici: virus, batteri, funghi, piante superiori parassite, alghe verdi.
◦ Abiotici: carenza/eccesso di sostanze nutritizie, luce, acqua, inquinanti nell'aria o nel
suolo, temperature estreme, carenza di ossigeno, tossicità da agrofarmaci, pratiche
colturali scorrette, acidità/basicità del suolo.
• Distinzione:
◦ Individuo malato: reazione dell'organismo all'azione patologica, malattia come
conseguenza di azioni e reazioni prolungate nel tempo (patogeno-ospite-ambiente).
◦ Individuo danneggiato: alterazione improvvisa di struttura e/o funzione causata da un
fattore irritante discontinuo, i cui effetti si esauriscono rapidamente.
• Triangolo della malattia: L'interazione tra Pianta (Pi), Patogeno (Pa) e Ambiente (Am)
determina la malattia di origine biotica.
• Piramide della malattia: L'aggiunta del fattore Tempo (T) al triangolo rende il fenomeno
dinamico.
• Sintomi: Cambiamenti visibili che la pianta manifesta a causa della malattia.
• Mezzi di diffusione dei patogeni: Insetti, strumenti, macchine, materiale di propagazione,
acqua.
• Meccanismi di azione dei patogeni:
◦ Produzione di enzimi, tossine, regolatori di crescita e altre sostanze.
◦ Sottrazione di sostanze nutritizie all'ospite.
◦ Blocco del trasporto di acqua o linfa (crescita nello xilema o floema).
Tipi di Malattie
• Classificazione in base a:
◦ Sintomi causati: marciumi radicali, avvizzimenti, maculature fogliari, ruggini, carboni,
ecc.
◦ Organo colpito: malattie radicali, del fusto, fogliari, ecc.
◦ Tipo di pianta colpita: malattie delle orticole, frutticole, floricole, tappeti erbosi, ecc.
• Vantaggio della diagnosi: L'identificazione dell'agente causale fornisce indicazioni su
diffusione e metodi di difesa.
La Patologia Vegetale come Disciplina
Cosa Studia?
• Organismi e fattori ambientali che causano malattie.
• Meccanismi di induzione delle malattie.
• Metodi per prevenire o contenere le malattie e limitare i danni.
"La patologia vegetale rappresenta per le piante ciò che la medicina rappresenta per l’uomo
e la medicina veterinaria per gli animali."
Natura Multidisciplinare
• Impiega conoscenze da botanica, micologia, batteriologia, virologia, anatomia e fisiologia
vegetale, genetica, biologia molecolare, biochimica, orticoltura, agronomia, chimica del suolo,
scienze forestali, chimica, fisica, meteorologia.
• Contenere le malattie significa:
◦ Migliorare qualitativamente e quantitativamente le produzioni.
◦ Garantire un ambiente e paesaggio migliore.
• Contributo significativo a:
◦ Sicurezza alimentare.
◦ Disponibilità di cibo.
◦ Protezione dell'ambiente.
• Perdite: Il mancato contenimento porta a perdite di produzione, aumento dei costi, calo della
qualità. Piante malate possono produrre cibo contaminato (es. micotossine).
• Evoluzione dei metodi di contenimento:
◦ Fino al secolo scorso: uso prevalente di mezzi chimici con effetti collaterali negativi.
◦ Oggi: ricerca focalizzata su metodi ambientalmente sicuri, come miglioramento genetico
(tradizionale e ingegneria genetica), silenziamento genico, sviluppo di agrofarmaci
innovativi, lotta biologica.
• Sfide per l'agricoltura che cambia:
◦ Ridurre le perdite.
◦ Migliorare la qualità.
◦ Proteggere l'ambiente.
Importanza della Difesa delle Colture
• Senza difesa: le produzioni si dimezzerebbero.
• Nonostante la difesa: un terzo della produzione è perso a causa di parassiti animali e
vegetali.
• Industria agrochimica: Continua a investire in R&D nonostante l'aumento dei costi e
l'inasprimento della normativa.
Fattori Umani e Globalizzazione
• Come le persone influiscono:
◦ Globalizzazione dei mercati.
◦ Concentrazione della produzione di semi e materiale di propagazione.
◦ Diversificazione delle produzioni.
◦ Adozione di nuove tecniche colturali.
◦ Cambiamenti climatici.
•
• Semi come vettori: Possono trasportare patogeni (funghi, batteri, virus) dalla pianta madre
alla figlia, diffondendoli su lunghe distanze.
◦ Tracheofusariosi della lattuga: Diffusione dal Giappone (1967) agli USA (California 1993,
Arizona 2003), Taiwan (1998), Italia (2002), Portogallo (2005).
◦ Peronospora del basilico (agente: peronospora belbahrii, oomicete obbligato):
Diffusione dall'Uganda (1930) alla Svizzera (2001), Italia (2003), Belgio, Francia (2004),
Israele, Nuova Zelanda, Argentina, USA.
Breve Storia della Patologia Vegetale
• Antichità: Perdite significative di raccolto descritte in testi storici (Omero, Teofrasto,
Democrito). Le malattie erano temute.
◦ Omero (1000 a.C.) cita proprietà terapeutiche dello zolfo.
◦ Democrito (470 d.C.) consiglia estratti di olio contro le malattie delle piante.
• In Italia:
◦ Inizio XVII secolo: Riconoscimento di sintomi di fitoplasmi o virus da parte di botanici.
◦ Seconda metà XIX secolo: Studi di micologia e microbiologia si diffondono con l'uso del
microscopio.
◦ Istituzioni chiave:
‣ 1869: Regio Istituto Superiore Forestale, Vallombrosa (Firenze).
‣ 1871: Laboratorio di Botanica Crittogamica, Pavia.
‣ 1887: Regia Stazione di Patologia Vegetale, Roma.
‣ 1905: Laboratorio Sperimentale di Fitopatologia, Torino.
◦ Pubblicazioni:
‣ 1883: Atti dell'Istituto Botanico e Laboratorio Crittogamico dell'Università di Pavia.
‣ 1892: Rivista di Patologia Vegetale.
Perdite e Conseguenze delle Malattie delle Piante
• Conseguenze:
◦ Riduzione delle produzioni (qualitativa e quantitativa).
◦ Limiti ai tipi di piante coltivabili.
◦ Produzione di sostanze tossiche (es. micotossine).
◦ Perdite economiche.
◦ Danni all'ambiente e al paesaggio.
• Caso Studio: Carestia in Irlanda (1845-1850)
◦ Contesto: Nel 1840, metà degli irlandesi dipendeva dalla patata come fonte nutrizionale
principale. Si coltivavano 2 varietà di patata ad alta resa.
◦ Causa: Una malattia fungina, la Peronospora della patata, causata da Phytophthora
infestans, che attacca foglie e tuberi.
◦ Fattori di diffusione:
‣ 1. Introduzione improvvisa del patogeno.
‣ 2. Piante ospiti uniformi e tutte suscettibili.
‣ 3. Condizioni ambientali favorevoli.
◦ Conseguenze:
‣ Attacchi violentissimi e perdite di produzione per 5 anni (1845-1850).
‣ Un milione di morti per fame e malattie.
‣ Un milione e mezzo di emigrati.
‣ La popolazione irlandese scese da 8 milioni nel 1845 a 5.5 milioni nel 1860.
‣ Rivolte popolari, incarcerazioni, case bruciate.
La Patologia Vegetale a Livello Mondiale
• 1968: Fondazione della International Society for Plant Pathology (ISPP).
◦ Riunisce circa 80 società nazionali e regionali.
◦ Rappresenta quasi 50.000 ricercatori.
Emergenze Fitosanitarie
• Definizione: Malattie delle piante con effetti economici, sociali e/o ambientali significativi,
causate spesso da patogeni emergenti.
• Patogeni emergenti: Spesso invasivi e inclusi tra gli organismi da quarantena.
• Caratteristiche di un patogeno emergente:
◦ 1. Ampia distribuzione geografica o vasta cerchia di piante ospiti.
◦ 2. Identificazione recente o caratterizzazione nuova.
◦ 3. Mutata patogenicità verso una particolare pianta ospite.
• Influenza di perturbazioni ecosistemiche: Operazioni colturali, incendi, siccità, tornadi
possono influenzare virulenza dei patogeni e suscettibilità delle piante.
• Riscaldamento globale: Può esaltare l'effetto di patogeni (aumento sopravvivenza invernale,
tasso di riproduzione/moltiplicazione, insediamento su nuove piante ospiti).
Conseguenze Economiche, Sociali e Ambientali delle Malattie
della Vite
• Importanti avversità storiche in Europa:
◦ Mal bianco, fillossera, peronospora della vite: Principali fattori di abbandono della
coltura in aree marginali.
◦ Mal dell'esca: Citato dall'antichità e tuttora in espansione.
• Metà '800: L'introduzione del portinnesto americano per contenere la fillossera portò in
Europa oidio e peronospora.
◦ La vite europea si rivelò molto suscettibile.
◦ Divennero il principale ostacolo alla viticoltura.
◦ Strategie di difesa: Zolfo e rame permisero di contenere le malattie.
◦ 1915: Crollo della produzione di vino da 43 milioni di ettolitri (1914) a poco più di 20
milioni di ettolitri.
◦ Anni '50: Miglioramento significativo con la scoperta dei primi fungicidi di sintesi,
ampliando le possibilità di lotta.
La diagnosi accurata delle fitopatie richiede l'attenta osservazione di sintomi e segni, un
campionamento corretto e un'analisi di laboratorio sistemica, seguendo fasi precise e, se
necessario, i Postulati di Koch, per distinguere tra agenti biotici e abiotici e garantire trattamenti
efficaci.
Sintomi e Diagnosi delle Fitopatie
1. Sintomi
• Definizione: Cambiamenti visibili sulla pianta (parte aerea e radicale) che esprimono una
malattia, intesa come malfunzionamento di un organismo che causa un danno progressivo.
• Sintomo Convergente: Causato da patogeni diversi, produce sintomi uguali.
• Sintomo Divergente: Causato dallo stesso patogeno, produce sintomi diversi in base a fattori
intrinseci (specie, varietà, età) ed estrinseci (temperatura, umidità, composizione terreno).
1.1. Sintomatologia
• Modificazioni Cromatiche:
◦ Clorosi/Giallumi: scomparsa della clorofilla.
◦ Arrossamento: accumulo di antociani (es. carenza di fosforo).
◦ Altre: mosaici, striature, variegature, clorosi internervali, rotture di colore, maculature
anulari, imbrunimenti.
• Necrosi e Alterazioni Degenerative: macchie, antracnosi, marciumi (molli e secchi), carie,
cancro, mummificazione, avvizzimento, suberosi, rugginosità.
• Distacco di Parti: spaccature, filloptosi (foglie), antoptosi (fiori), carpoptosi (frutti), vaiolatura,
impallinatura.
• Modificazioni di Forma o Dimensione: accartocciamento, arrotolamento, bollosità, erinosi,
tumori, galle, nanismo e gigantismo, fasciazioni, rizomania.
• Variazioni di Turgore.
1.2. Sintomi Specifici per Organo
• Foglia: macchie, ticchiolature, necrosi (anche marginali), modificazioni cromatiche, mosaici,
malformazioni, striature, galle. Riduzione di fotosintesi e traspirazione.
◦ Esempi: Oidio (Erysiphe necator), Peronospora (Plasmopara viticola).
• Floema e Xilema: riduzione flusso nutrienti e H2O.
• Radici: riduzione assorbimento → avvizzimento, imbrunimento, marciume, lesioni (es.
marciumi radicali e del colletto).
• Frutti, Tuberi, Rizomi, Bulbi: marciumi (secchi, molli), mummie, scabbia.
◦ Esempi: Black rot su grappolo, Muffa grigia su grappolo (Botrytis cinerea).
• Semi: decolorazioni, shrivelling (raggrinzimenti).
• Stelo: Damping off.
• Tutta la pianta: avvizzimento.
• Fusti legnosi: cancri, gommosi o resinosi (es. imbrunimento settoriale del legno da Eutypa).
• Altri patogeni citati: Pseudomonas syringae pv actinidia.
1.3. Malattie con Tessuti Anormali
• Iperplasie: accrescimento anormale e disordinato di tessuti.
• Metaplasie: cambiamento di tessuti.
• Ipoplasie: accorciamento internodi, pianta a rosetta, alterazione dimensione (nanismo).
2. Segni
• Definizione: Strutture o prodotti del patogeno visibili nei tessuti o sulla superficie della pianta.
Manifestazione esterna del parassita.
• Esempi: fruttificazioni esterne (conidi, sporangi, oospore), strutture di diffusione.
3. Sindrome
• Definizione: L'insieme di più sintomi che si possono manifestare sulla pianta.
4. Diagnosi delle Fitopatie
• La sola presenza di sintomi non è sufficiente per una diagnosi accurata.
• Richiede conoscenza della funzione della pianta colpita.
• Campionamento corretto: primo passo fondamentale.
• Osservazione in campo: Distingue cause biotiche da abiotiche.
◦ Cause Abiotiche: non si diffondono, agiscono contemporaneamente su più piante
(distribuzione uniforme, regolare), seguono filari, zone di consumo o aree trattate (es.
carenza di boro, fitotossicità da diserbo, stress idrico).
◦ Cause Biotiche: si moltiplicano da pianta a pianta (focolai iniziali, diffusione a macchia
d'olio, distribuzione irregolare), legate a umidità, corsi d'acqua, vettori (es. peronospora,
marciumi radicali, Flavescenza Dorata).
4.1. Fasi della Diagnosi
1. 1a Fase: Anamnesi:
◦ Identificazione di specie e cultivar, età, fase fenologica.
◦ Localizzazione della malattia sull'ospite, incidenza e distribuzione in campo (es. a
macchia d'olio, lungo canali, a caso).
◦ Condizioni ambientali, eventi climatici, caratteristiche del suolo.
◦ Quadro delle operazioni colturali (lavorazioni, concimazioni, irrigazione, potatura,
trattamenti).
2. 2a Fase: Prelievo Campioni per Laboratorio:
◦ Campioni significativi e rappresentativi, inclusi campioni sani di riferimento.
◦ Piante o parti a diverso stadio di malattia (evitare manipolazioni a mani nude per sospette
virali).
◦ Stoccaggio separato sani/malati in sacchetti di nylon in borsa termica.
◦ Conservazione in frigo per breve tempo e recapito a laboratorio.
3. 3a Fase: Analisi dei Campioni e Identificazione della Causa:
◦ Analisi a occhio nudo o lente (per malattie note).
◦ Incubazione in camera umida ed eventuale esame microscopico (es. peronospora).
◦ Isolamento del patogeno su substrati selettivi e riconoscimento.
◦ Malattie virali: inoculazione piante indicatrici (es. Vitis).
◦ Sospetto fattore abiotico: analisi chimica per sostanze tossiche.
4. 4a Fase: Verifica dei Postulati di Koch (per malattie sconosciute o nuove):
1. Il parassita è costantemente associato alla malattia.
2. È isolabile e coltivabile in vitro.
3. Inoculato, riproduce fedelmente i sintomi.
4. È reisolabile e confrontabile con l'originale.
◦ Per parassiti obbligati: riproduzione malattia con inoculo raccolto in natura.
◦ Identificazione a livello specifico.
4.2. Complicazioni Diagnostiche
• Presenza di più agenti patogeni, saprofiti e parassiti secondari.
• Convergenza o divergenza di sintomi.
5. Campionamento e Preparazione per il Laboratorio
• Il campionamento deve essere effettuato da persona esperta per osservare l'andamento della
malattia e raccogliere informazioni.
• Cosa osservare: diffusione, variabilità dei sintomi, localizzazione sull'ospite.
• Preparazione del campione:
◦ Porre i campioni in sacchetti/contenitori separati (in base a variabilità sintomi e
abbondanza).
◦ Sacchetti in PE (forato) o carta.
◦ Non comprimere eccessivamente il campione.
◦ Per viaggi lunghi: scatola rigida per immobilità del materiale.
◦ Accompagnare con precisa anamnesi dell'alterazione e degli interventi fitosanitari.
◦ Minimizzare il tempo tra raccolta e arrivo in laboratorio.
◦ Si consiglia trasporto celere e confezioni esterne rigide.
6. Metodi di Diagnosi in Laboratorio
• Prime fasi: schedatura, individuazione tessuti da analizzare, pulizia con acqua, disinfezione
della superficie (soluzione di acqua sterile e alcol al 70% o ipoclorito all'1%).
• Fasi successive: posizionamento su supporto rigido disinfettato, separazione tessuti alterati/
sani, posizionamento in capsula su substrato (generico o selettivo, 1-5 prelievi).
• Prelievo dei tessuti colpiti:
◦ Prelevare porzioni di tessuto superficiali.
◦ Se l'alterazione è sottocuticolare, eliminare la parte esterna.
◦ Utilizzare bisturi o pinzette piccole.
◦ Cambiare frequentemente la lama del bisturi per assicurare un taglio netto.
• Numero di ripetizioni dell'isolamento: dipende dall'insicurezza del risultato, dal numero di
tessuti diversi, dalla quantità di campioni e dalla diversità di sintomi/segni.
• Caratteristiche desiderabili dei metodi di diagnosi: specifico, sensibile, riproducibile, poco
costoso.
7. Identificazione del Patogeno
• Conferma della Patogenicità del Microrganismo Isolato:
◦ Verifica dei Postulati di Koch:
‣ 1. Microrganismo associato alla malattia in tutti i frutti interessati.
‣ 2. Isolabile in coltura pura.
‣ 3. Isolato puro inoculato sulla stessa specie/varietà riproduce i medesimi sintomi.
‣ 4. Reisolabile in coltura pura dai frutti inoculati.
• Osservazioni Pratiche Generali:
◦ Microrganismo che cresce troppo velocemente in piastra potrebbe essere un inquinante.
◦ Non sempre opportuno lavare il campione prima dell'isolamento.
◦ Informarsi su eventuali interventi chimici pre-isolamento (es. in cella di conservazione-
essiccatoio) che potrebbero inibire lo sviluppo del parassita.
• Identificazione in funzione delle caratteristiche morfologiche:
◦ Riconoscimento in capsula (forma, colore micelio, disposizione fruttificazioni).
◦ Riconoscimento con microscopio ottico (morfologia micelio e fruttificazioni).
◦ Osservazione diretta del tallo del fungo (senza isolamento in purezza):
‣ Goccia schiacciata: campione schiacciato, strutture liberate, più veloce.
‣ Goccia sospesa: campione non schiacciato, strutture integre, migliore per studio
morfologico.
7.1. Tipologie di Substrato per Diagnostica Micologica Classica
• PDA (Potato Dextrose Agar): non selettivo, crescono anche i contaminanti.
• Selettivi per Oomiceti: inibiscono altri microrganismi, impedendo che i patogeni siano coperti
da funghi più aggressivi.
• V8: a base di succo vegetale, utile per osservare la sporulazione.
• Scelta del substrato: basata sul patogeno sospettato. Lo stesso patogeno può comportarsi
diversamente a seconda del substrato (es. Botrytis cresce su PDA ma sporula su V8).
8. Distribuzione in Campo
• A macchia d'olio: espansione concentrica da un punto iniziale, densità dei sintomi maggiore
al centro (es. marciumi radicali, damping off).
• A macchia: es. Dollarspot, Brown patch (Sclerotinia homeocarpa, Rhizoctonia bare patch).
• Fuoco di infezione.
• Sui bordi, vicino a corsi d'acqua, vicino a piante selvatiche.
• Distribuzione omogenea o a macchie circolari.
• Osservare la presenza di specie o cultivar diverse con gli stessi sintomi.
9. Carenze Nutrizionali vs. Malattie
• Possono colpire gli stessi organi e produrre alterazioni visibili simili, specialmente su
infiorescenze e grappoli giovani (fase fioritura-allegagione).
• Esempio: carenza di boro (frequente su suoli calcarei e sabbiosi) vs. Peronospora (causata
da pioggia, umidità).
10. Altre Alterazioni Simili
• Accartocciamento (virus): nervature verdi, la pianta vegeta ancora.
• Flavescenza Dorata (FD) (fitoplasma): foglie rigide e fragili, nervature ingiallite/arrossate,
grave deperimento della pianta.
Fisiologia e Patologia Vegetale
Sommario: Le piante possono subire danni da cause biotiche (parassiti) e abiotiche (fattori
ambientali e chimici). I parassiti sono classificati in obbligati e non obbligati, e il parassitismo è
una forma di simbiosi antagonistica. I funghi, organismi eterotrofi con diverse modalità
riproduttive (asessuata tramite conidi e sessuata tramite spore), sono tra i principali patogeni. I
fattori abiotici includono stress termici, idrici, e carenze/eccessi nutrizionali, oltre a inquinanti e
danni meccanici. La diagnosi e la gestione richiedono la comprensione delle specificità di ogni
agente causale e delle risposte della pianta.
1. Cause Biotiche: Parassiti e Patogeni
1.1 Parassiti
I parassiti si distinguono in due categorie:
• Obbligati: Vivono esclusivamente su tessuti vegetali vivi e difficilmente coltivabili in
laboratorio.
• Non obbligati: Alternano fasi parassitarie e saprotrofiche.
◦ Saprotrofi facoltativi: Prevalentemente parassiti, ma possono vivere su materia organica
morta.
◦ Parassiti facoltativi: Prevalentemente su materia organica morta, ma possono insediarsi
su un ospite vivo.
• Il parassitismo è una simbiosi parassitaria (antagonistica), dove un organismo (parassita)
trae vantaggio e l'altro (pianta/ospite) svantaggio.
• Contatto stretto:
◦ Epifiticamente: Sulla superficie esterna.
◦ Endofiticamente: All'interno, talvolta con strutture parassitarie specifiche (es. austori).
1.2 Patogeni vs. Parassiti
• Patogeno: Fattore in grado di causare una malattia (accezione più ampia del parassita). Può
essere un parassita, un virus, o un fattore abiotico (meteorico, tossicologico, ecc.).
• Malattie infettive: Quelle parassitarie e virali sono trasmissibili.
• Patogenicità e suscettibilità: Attributi qualitativi (presenza/assenza).
• Virulenza e resistenza: Attributi quantitativi, dipendono da genotipo del patogeno, ospite e
condizioni ambientali.
1.3 Specializzazione Parassitaria
Capacità di causare malattia su:
• Specializzazione d'ospite: Determinati ospiti (es. Plasmopara viticola solo sulla vite,
parassita specializzato).
• Specializzazione d'organo/tessuto:
◦ Radici (Armillaria)
◦ Parte aerea (peronospora, mal bianco)
◦ Frutti (Penicillium)
◦ Fiori
◦ Epidermide (mal bianchi)
◦ Legno (agenti di carie)
◦ Floema (fitoplasmi)
• Parassiti po
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