LEZIONE 7 OTTOBRE
Queste sono due immagini a microscopio
elettronico, sezione trasversale di due cellule,
colorate in seguito artificialmente; sulla
sinistra abbiamo una cellula procariote e sulla
destra una cellula eucariote.
Differenza tra cellula eucariote e cellula
procariote nelle immagini?
A sinistra non distinguiamo nessuna divisione,
ma tutto sembra in confusione; a destra invece
abbiamo un’organizzazione strutturale dove
tutto è in ordine. Quindi visivamente la
differenza è che nella cellula eucariote
vediamo la presenza di strutture organizzate:
come per esempio il nucleo che contiene le
informazioni genetiche della cellula.
Il mondo procariote però è capace di stupirci
perché vedremo la presenza in una cellula procariote di una struttura che assomiglia molto al nucleo
eucariote. Questa è sempre un’immagine a microscopia elettronica
dove però la cellula procariote è stata sezionata in
lunghezza; in realtà qui vediamo due cellule batteriche
in fase di divisione, si è già formato il setto che separerà
le due cellule ma momentaneamente sono ancora
attaccate ma a breve si sarebbero separate. Anche in
questo caso si evidenzia nel citoplasma una zona più
chiara (perché ha una densità di elettroni più bassa) che
sarebbe il materiale genetico sparso all’interno della
cellula. Vediamo inoltre un rivestimento più esterno e
spesso, che si vede bene perché nel preparare
l’immagine a microscopio elettronico la cellula è stata in
parte disidratata e quindi si è un po’ ritirata ma, questo strato qui non si modifica dato che è un guscio
il quale viene definito parete cellulare. Poi vediamo un’altra linea sottile al di sotto che è la membrana
citoplasmatica.
BATTERI E ARCHEA
A livello del mondo procariote batteri e Archea pur avendo delle uguaglianze strutturali, hanno anche
delle differenze notevoli:
- Differiscono a livello di parete e di membrana cellulare;
- I batteri sono sensibili agli antibiotici; quasi nessun antibiotico agisce sugli Archea;
- Andando a studiare i processi di macrobiosintesi all’interno della cellula vedremo che i
meccanismi di sintesi delle proteine e degli acidi nuclei degli Archea assomigliano a quelli
eucarioti;
- I batteri comprendono microrganismi patogeni per animali e per piante, gli Archea no;
- Tra gli Archea, che si trovano ovunque, ci sono dei gruppi particolari con meccanismi
metabolici particolari tipo ipertermofili e metano geni;
Qui vediamo uno schema di cellule batteriche, le
dimensioni di una cellula procariote sono dell’ordine di
qualche micron, quindi sono molto piccole ed è per
questo che possono essere osservati solo con strumenti
appositi. Nel 99% dei casi abbiamo queste dimensioni in
cui le cellule eucariotiche sono più grandi di quelle
procariotiche, ma esistono delle eccezioni per esempio
nel caso dell’Epulopiscium Fischelsoni che è un batterio
il quale ha delle dimensioni superiori a delle cellule
eucariotiche perché arriva anche a 0,5 mm.
Perché è così raro trovare batteri di queste dimensioni?
La sopravvivenza di qualunque essere vivente è molto legata alla
sua capacità di scambio con l’ambiente esterno, da cui ha bisogno
di prendere sostanze nutrizionali e contemporaneamente di espellere tutti i prodotti di rifiuto. Questo
concetto è valido per tutti gli organismi complessi, in cui sono presenti organi deputati a compiere
questi lavori, ma nel caso di una cellula procariote, l’unico sistema di scambio con l’esterno è
attraverso la superficie, cioè attraverso la membrana citoplasmatica, per cui diventa estremamente
importante il rapporto superficie/volume. Il volume è legato alla massa e alle dimensioni della
cellula, inoltre maggiore è il volume, maggiore sarà la quantità di sostanze nutrizionali necessarie al
microrganismo e maggiore sarà anche la quantità di sostanze da espellere.
Prendendo in considerazione una forma sferica con il
raggio di 1 µm, si possono facilmente calcolare
superficie e volume attraverso le formule classiche e
come mostrato nell’immagine di fianco, vediamo che il
risultato del rapporto superficie/volume è uguale a 3.
Se il raggio viene raddoppiato da 1 a 2 µm, il rapporto
superficie/volume si dimezza e diventa 1,5. Questo
accade perché la superficie cresce con il quadrato del
2 3
raggio (r ) mentre il volume con il cubo (r ), quindi il
volume cresce più rapidamente rospetto alla superficie.
Perciò possiamo intuire che ci sia un limite alle
dimensioni della cellula dovuto proprio a questo
rapporto superficie/volume, ovvero una cellula troppo
grande non riesce ad attuare facilmente scambi con
l’esterno, così questo è il motivo per cui non esistono
cellule batteriche giganti.
Le cellule come quella presente nell’immagine, non si trovano solitamente libere in natura ma in
nicchie ecologiche particolari, ad esempio, nel caso di Epulopisciu, questa si trova in genere
nell’organo di un pesce, perché è lì che ha trovato il suo ambiente ideale per poter scambiare sostanze
nutrizionali che le permettono la sopravvivenza.
È possibile osservare la forma delle cellule batteriche attraverso l’utilizzo di un semplice microscopio
ottico. Essenzialmente ci sono quattro forme comuni (anche se in natura ci sono microrganismi
batterici con forme peculiari diverse da queste
canoniche):
1. Forme sferiche, chiamate Cocchi;
2. Forme a bastoncino, chiamate Bacilli;
3. Forme a virgola, che prendono il termine di
Vibrioni;
4. Forma a “cavatappi”, chiamata Spirillo;
La forma della cellula è tipica di ogni specie batterica,
ad esempio, sappiamo che Bacillus subtilis o
Escherichia Coli hanno forme bacillari, lo Streptococco ha invece una forma sferica. Dobbiamo
sempre tenere presente che queste forme e morfologie sono fortemente influenzate dall’ambiente in
cui il microrganismo vive, perché se abbiamo un bacillo che viene tenuto in un ambiente povero,
questo diventa molto soffer
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