Neurofisiologia → →
Recettori percepiscono stimoli trasduzione dello stimolo in segnale elettrico codifica
→ →
dello stimolo trasmissione ed elaborazione centrale risposta.
Meccanocettori
Termocettori
Nocicettori
Recettori elettromagnetici (per la luce, sulla retina)
Chemocettori
Ogni recettori è sensibile al proprio tipo di stimolo e a nessun altro: l'informazione sulla
modalità dello stimolo è intrinseca alla via utilizzata (principio della linea attivata).
La trasduzione trasforma l'energia di un dato stimolo in segnale elettrico: lo stimolo altera la
permeabilità della membrana (es: apre o chiude canali ionici) generando un potenziale
d'azione. L'ampiezza del potenziale è relativa all'intensità dello stimolo.
Adattamento: con stimolo prolungato la risposta del recettore inizialmente è elevata, poi
decade. Recettori ad adattamento lento (tonici) mantengono l'attivazione per tutta la durata
dello stimolo - trasmettono info sugli attributi spaziali, sono propriocettivi, vestibolari,
nocicettori, barocettori, chemocettori del circolo sanguigno - recettori ad adattamento rapido
(fasici) si attivano solo all'inizio e alla fine di uno stimolo - danno info sulle variazioni di uno
stimolo.
Sommazione spaziale: stimoli più forti reclutano più fibre.
Sommazione temporale: stimoli più forti provocano potenziali d'azione a frequenze maggiori
- il limite massimo della frequenza è 1000 Hz a causa del periodo refrattario assoluto (1 ms).
Caratteristiche dei recettori
Campo recettivo
Densità di innervazione periferica
Acuità sensoriale, capacità di discriminare 2 stimoli
Soglia sensoriale (fisiologica e psicologica)
Velocità di conduzione delle fibre sensoriali, dipende dal diametro assonale e dalla
mielinizzazione
Fibre A, mielinate
Fibre C, amieliniche
Divergenza: nella stessa via amplifica il segnale, in vie diverse porta qualità diverse
dell'informazione.
Convergenza: da multiple fibre su un solo neurone serve a raggiungere l'attivazione del
neurone post-sinaptico, da più neuroni serve a integrare info diverse.
Uno stesso segnale può attivare una via e inibire quella antagonista, attraverso l'inibizione
reciproca con interneurone.
Circuiti riverberanti/oscillatori: a feedback positivo, ri-eccitano il neurone input; il segnale di
output può durare molto più dell'input. Il circuito si ferma per affaticamento sinaptico.
Alcuni circuiti emettono segnali continui per
eccitabilità intrinseca dei neuroni, con potenziale di membrana di default sopra la soglia;
circuiti riverberanti senza affaticamento sinaptico.
Alcuni circuiti emettono output ritmici (es: centri respiratori del tronco, central pattern
generators spinali). Stimolazione in questo caso aumenta frequenza ed intensità dei
segnali.
Onde eccitatorie senza controllo possono attivare indiscriminatamente i circuiti
riverberanti del cervello, collegati a tutto il resto (crisi epilettiche). Questo non succede a
causa di
circuiti inibitori che modulano;
affaticamento simpatico che spegne i circuiti automaticamente.
MECCANOCEZIONE
Tatto, pressione, vibrazione, prurito, posizioni statiche e di movimento (propriocezione).
Terminazioni nervose libere (Aδ) rilevano tatto e pressione - ma anche prurito, solletico e
dolore, ma con fibre C - dagli strati superficiali della pelle.
Afferenti di Meissner
Fibre Aβ, a rapido adattamento (passaggio di oggetti), 40% dell'innervazione della mano.
I terminali formano i corpuscoli di Meissner, vicini alla superficie della pelle, sensibili alle
deformazioni del tessuto cutaneo.
Afferenti dei dischi di Merkel
Fibre Aβ, a lento adattamento (contatto continuo di oggetti), ricevono info dalle cellule di
Merkel, nell'epidermide. Hanno la maggiore risoluzione spaziale dell'organismo, sensibili
a punte, spigoli, curvature.
Afferenti del Ruffini
Fibre ad adattamento molto lento, su cellule negli strati profondi della pelle, legamenti,
tendini. Sensibili allo stiramento cutaneo, contribuiscono alla propriocezione.
Afferenti del Pacini
Fibre ad adattamento molto rapido, in profondità nel derma o sottocute. Sensibili alle
vibrazioni trasmesse dall'oggetto alla pelle, servono ai movimenti fini.
Varie fibre ai terminali piliferi
Fibre Aβ, Aδ, C, con terminali che circondano il follicolo pilifero, sensibili alla flessione
del pelo, ad adattamento rapido.
Tutti i tipi di recettori sono stimolati da vibrazioni.
Dimensioni del campo recettivo determinano l'accuratezza spaziale delle sensazioni,
misurabile tramite capacità di discriminazione tra 2 punti, variabile in varie parti del corpo.
Capacità di discriminazione favorita dall'inibizione laterale, che aumenta il contrasto.
In blu il segnale in assenza di inibizione laterale, in rosso quello con.
Neuroni sensoriali di ogni ganglio dorsale innervano uno specifico dermatoma.
L'attività del cervello è mantenuta da segnali del tronco:
mantengono i circuiti cerebrali in stato basale di attività;
inducono l'escrezione di sostanze neuromodulatorie.
La struttura centrale è la formazione reticolare del ponte e del mesencefalo, con
funzione attivante, e del midollo allungato, con funzione inibitoria. L'attività della
formazione reticolare dipende dagli stimoli sensoriali.
La secrezione di sostanze neuromodulatorie avviene dai nuclei:
locus coeruleus, tra ponte e mesencefalo, per la noradrenalina;
nuclei del raphe, tra ponte e bulbo, per serotonina;
substantia nigra, parte dei gangli della base, per la dopamina;
nuclei gigantocellulari della formazione reticolare, per l'acetilcolina.
Sistema colonna dorsale - lemnisco mediale (o bulbo-talamo-corticale), trasmette info
somatosensoriali (sensibilità profonda) alla corteccia. →
Neuroni di I ordine sensoriali pseudounipolari con corpo nei gangli dorsali neuroni di II
→ → →
ordine nel bulbo decussazione neuroni di III ordine nel nucleo VPL talamo corteccia
somatosensoriale primaria.
I neuroni di I ordine risalgono sulle colonne dorsali del midollo spinale nel tratto gracile
(mediale, per arti inferiori) e cuneato (laterale, per arti superiori); fanno sinapsi nei nuclei
gracile e cuneato del bulbo. Quelli di III ordine passano attraverso la capsula interna.
Il nucleo VPL del talamo riceve input somatosensoriali e invia proiezioni alla corteccia
corrispondente.
Corteccia cerebrale: 6 strati (neocorteccia) organizzati cito-architettonicamente in colonne e
strati - aree di Brodmann.
Corteccia somatosensoriale primaria (SI): giro postcentrale, aree di Brodmann 1, 2 e 3; ha
organizzazione somatotopica con homunculus, riceve input nello strato 4 dai nuclei VPM e
VPL del talamo. Le aree 3b e 1 ricevono input cutanei, la 3a stimoli propriocettivi, la 2 stimoli
tattili e propriocettivi.
Corteccia somatosensoriale secondaria (SII): area di Brodmann 40, riceve input da tronco
encefalico e da SI.
La mappa somatotopica della corteccia sensoriale non è fissa, si può avere ri-mappatura
funzionale dopo per esempio amputazioni.
Corteccia somatosensoriale associativa: aree 5 e 7 di Brodmann, elaborazione superiore,
riceve da SI, talamo, cortecce visiva e uditiva. Lesioni unilaterali provocano amorfosintesi -
incapacità di riconoscere oggetti percepiti dalla parte opposta del corpo.
Il sistema colonne dorsali - lemnisco mediale presenta divergenza ad ogni sinapsi.
Lesioni bilaterali di SI:
incapacità di localizzare sensazioni sul corpo;
incapacità di giudicare il livello di pressione sul corpo;
incapacità di valutare il peso, la forma, la trama degli oggetti.
Segnali corticofugali dalla corteccia a talamo, tronco e midollo spinale, sono inibitori,
diminuiscono l'attivazione dei nuclei subcorticali, aumentando il contrasto e mantenendo i
sistemi in range fisiologico.
NOCICEZIONE E TERMOCEZIONE
Primo dolore acuto, più rapido, con fibre Aδ, secondo dolore diffuso, più lento (dopo un sec,
dura molto), con fibre C.
Nocicettori: terminazioni nervose libere negli strati superficiali della pelle e alcuni tessuti
interni. Stimoli dolorosi meccanici (es: spasmi), termici o chimici (es: ischemia).
I nocicettori non mostrano adattamento, anzi mostrano iperalgesia.
Lo stimolo della temperatura ha dei range sotto e sopra cui diventa stimolo doloroso. I
termorecettori non nocicettivi aumentano il firing fino al livello massimo, quelli nocicettivi
sono silenti fino alla soglia e poi si attivano. In media si ha dolore con T>45° (danno
tissutale).
La trasmissione del dolore si ha tramite:
tratto neo-spino-talamico, con fibre Aδ, verso i nuclei VP del talamo e la corteccia
somatosensoriale;
tratto paleo-spino-talamico, con fibre C, verso i nuclei intralaminari del talamo e
subcorticali.
In entrambi i casi le fibre decussano subito nel midollo spinale - via spino-talamo-
corticale - ed inviano collaterali alla formazione reticolare del tronco.
→
Neuroni di I ordine con corpo nei gangli dorsali neuroni di II ordine con corpo nella
→ →
radice dorsale del midollo decussazione neuroni di III ordine nel nucleo VPL del
→
talamo corteccia somatosensoriale.
Nel tratto neo-spino-talamico la prima sinapsi si ha nella lamina I delle corna dorsali del
midollo spinale, poi il fascio decussa e sale nella colonna ascendente anterolaterale.
Nella corteccia somatosensoriale si ha poi il riconoscimento discriminativo e della qualità
del dolore. Una minima parte delle fibre va alla formazione reticolare, sistema attivante
dell'eccitabilità cerebrale.
Nel tratto paleo-spino-talamico la prima sinapsi si ha nelle lamine II e III (sostanza
gelatinosa) delle corna dorsali, con contatti sinaptici intermedi nella lamina V prima della
decussazione. Le fibre ascendenti arrivano soprattutto a formazione reticolare, tetto del
mesencefalo e materia grigia periacqueduttale -> nuclei intralaminari e VL del talamo,
ipotalamo, regioni subcorticali. Questo fascio è responsabile della "sofferenza" associata
al dolore; la formazione reticolare e i nuclei intralaminari fanno parte del sistema di
arousal del SNC, ecco perché è impossibile dormire con dolore cronico.
Le fibre nocicettive nel midollo si estendono verso l'alto e verso il basso per alcuni
segmenti: tratto di Lissauer. →
C'è un sistema endogeno (discendente) di analgesia: corteccia cingolata e insula
→
amigdala e ipotalamo materia grigia periacqueduttale e aree periventricolari di
→ →
mesencefalo e ponte nucleo del Raphe e nucleo reticolare paragigantocellulare
complesso inibitorio del dolore nelle corna dorsali del midollo (feedback negativo). I
neurotrasmettitori sono serotonina, encefalina (opioide endogeno), che silenziano il firing dei
nocicettori.
Ci sono anche gli endocannabinoidi, che agiscono a livello di midollo e di cervello, riducendo
il rilascio di GABA e glutammato.
Uno stesso stimolo nocivo può essere sentito come più o meno forte a seconda del
contesto, quindi la percezione del dolore è modulata dal SNC.
Effetto placebo: risposta fisiologica positiva alla somministrazione di un rimedio inerte,
coinvolge opioidi endogeni. Contrario l'effetto nocebo.
Controllo a cancello del dolore:
assenza di stimolo = no segnali dolorifici ascendenti, attivo interneurone inibitorio;
stimolo = fibra C inibisce l'interneurone inibitorio;
stimolo meccanico = modulazione del dolore a causa di interazione funzionale tra
nocicettori e meccanocettori, la cui attivazione inibisce l'attivazione dei neuroni di II
ordine delle vie dolorifiche - premere o massaggiare zona dolorosa riduce il dolore.
Dolore riferito: derivante da organi interni, percepito come cutaneo, perché stimoli dolorifici
viscerali sono recepiti da neuroni di II ordine nelle lamine V, che ricevono anche stimoli
cutanei.
Gli organi interni di solito hanno solo nocicettori, ma alcune aree sono prive (parenchima del
fegato, alveoli polmonari, cervello).
Il dolore dagli organi interni ha doppia componente:
parietale, localizzato sulla zona interessata;
viscerale, riferito, elaborato dal SNA.
Iperalgesia: in seguito a danno tissutale stimoli leggeri sono percepiti come molto dolorosi.
Sensibilizzazione periferica (iperalgesia primaria): data da sostanze infiammatorie
rilasciate nel sito danneggiato, che interagiscono con recettori nocicettivi abbassando la
loro soglia di attivazione.
Sensibilizzazione centrale (iperalgesia secondaria): aumentata eccitabilità dei neuroni
del corno dorsale del midollo, data per esempio da stimolo doloroso ripetuto (windup).
Fenomeno reversibile, ma con patologie croniche può sviluppare dolore neuropatico
(percezione di dolore in assenza di stimoli).
Allodinia: stimolo non doloroso è percepito come doloroso.
Perdita sensoriale dissociata / sindrome di Brown-Sequard: emilesione del midollo spinale
che provoca perdita di funzioni motorie, percezioni tattili e propriocezione se ipsilaterale,
perdita di percezione del dolore e della temperatura se controlaterale.
Cefalea: dolore riferito alla superficie della testa proveniente dal cranio o dai seni nasali
(lesioni dei seni, del tentorio, delle meningi, dei vasi sanguigni).
Se è di origine intracranica superiore al tentorio del cervelletto il dolore è alla parte anteriore
del cranio, se è di origine intracranica inferiore al tentorio il dolore è occipitale, se è di origine
extracranica origina da spasmi dei muscoli di collo e testa, da irritazione dei seni e da deficit
visivi, quindi il dolore è sul viso.
Sindrome dell'arto fantasma: in caso di amputazione i pazienti hanno l'illusione che l'arto sia
ancora presente, con percezione di dolore, che può diventare cronico. Questo è dato da
plasticità maladattativa delle mappe somatotopiche sensoriali. Sollievo dal dolore si ha
quando la visione normalizza percezioni aberranti e comando motori indirizzati all'arto
mancante.
Sensibilità termica
Terminazioni nervose libere, fibre C, per il caldo
Corpuscoli di Krause, fibre Aδ, e terminazioni nervose libere, fibre C, per il freddo
Poi ci sono i nocicettori termici, recettori vanilloidi (TRPV1), della famiglia dei transient
receptor potential, canali cationici che se attivati generano potenziale d'azione
immettendo nella cellula Na+ e Ca++.
I recettori per la temperatura hanno adattamento rapido e poi progressivamente più
lento: rispondono bene a cambiamenti improvvisi di temperatura, mantengono
l'attivazione anche a T costante.
La stimolazione delle fibre è chimica, la temperatura provoca alterazioni del metabolismo
delle fibre termo-sensibili.
Le vie di trasmissione sono parallele a quelle nocicettive.
VISTA
Punto focale dipende da distanza della sorgente luminosa e curvatura della lente. Maggiore
curvatura della lente = maggiore capacità di rifrazione, misurata in diottrie. Lunghezza focale
di 1 metro = capacità di rifrazione di 1 diottria.
Lo strato più interno dell'occhio è la retina, che contiene i fotorecettori.
Esternamente alla retina si ha lo strato coroide / epitelio pigmentato / tratto uveale, che
contiene i vasi sanguigni. Medialmente forma il corpo ciliare, che controlla il cristallino e
produce l'umor acqueo, posteriormente prosegue con il coroide, anteriormente forma l'iride
con la pupilla.
Lo strato più esterno dell'occhio è la sclera, tessuto fibroso che anteriormente forma la
cornea, trasparente per far passare la luce.
Tra cornea e pupilla c'è la camera anteriore, piena di umor acqueo, che è continuamente
prodotto dai corpi ciliari (2-3 microlitri/min) e sostituito e che determina la pressione
intraoculare (10-20 mmHg) - difetti nel drenaggio provocano il glaucoma. Per essere drenato
l'umor acqueo entra nel canale di Schlemm, in comunicazione con le vene extraoculari
(dette vene acquose perché contengono quasi solo umor acqueo).
Tra cristallino e retina si ha la camera posteriore, piena di umor vitreo, che mantiene la
forma dell'occhio.
Sul fondo della retina si hanno la fovea e il disco ottico / papilla, attraverso cui cellule
gangliari e vasi sanguigni retinici (da arteria e vena oftalmica) escono formando il nervo
ottico. Il disco ottico non contiene fotorecettori, è un punto cieco.
La macula lutea è una regione circolare vicino al centro della retina con pigmento giallo (filtra
le radiazioni UV), ha la più elevata acuità visiva, che è al massimo al centro, sulla fovea. La
degenerazione maculare provoca la perdita della vista.
Lo scopo delle varie componenti è di mettere a fuoco l'immagine sulla retina. Cornea e
cristallino devono essere trasparenti - il cristallino opaco è detto cataratta.
L'occhio ha 4 superfici di rifrazione: aria - cornea, cornea - umor acqueo, umor acqueo-
cristallino, cristallino - umor vitreo. La cornea è quella che devia di più la luce. Le immagini
esterne sono proiettate sulla retina come da una lente convessa, rovesciate sottosopra e da
destra a sinistra.
Accomodazione: cambiamenti nella forma del cristallino, se gli oggetti sono lontani si
assottiglia, se sono vicini diventa più rotondo. Permessa dai muscoli del corpo ciliare e dalle
fibre zonulari. Il potere rifrattivo del cristallino può aumentare nei giovani da 20 a 34 diottrie.
Quando è completamente rilassato è quasi sferico. Il rilassamento del cristallino è dato dalla
contrazione dei muscoli ciliari e dalla riduzione quindi dei legamenti sospensori. I muscoli
ciliari sono sotto il controllo del parasimpatico (nervo oculomotore).
Presbiopia: diminuita capacità di accomodazione del cristallino.
La messa a fuoco è ottenuta anche dalla contrazione della pupilla, controllata dai muscoli
dell'iride, varia da 1,5 a 8 mm. Con apertura pupillare piccola aumenta il campo visivo, con
apertura grande il campo è ristretto.
Astigmatismo: l'immagine
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