LEZIONE 1→ interazioni tra molecole, amminoacidi
Le macromolecole svolgono attività fondamentali per i processi vitali di un organismo.
Alcune macromolecole detengono l'eredità, ovvero il genoma che contraddistingue ogni
organismo. I complessi processi che avvengono dentro una “unità elementare vitale” cioè
dentro una cellula, sono il risultato di specifiche interazioni tra molecole.
2 organizzazioni cellulari fondamentali:
● cellula procariotica: (batterica) → mancanza di compartimentazione intracellulare
● cellula eucariotica: nucleo + organelli + componenti cromosomali + mitocondri con
proprio genoma (negli animali) + cloroplasti con proprio genoma (nei vegetali)
Legami covalenti ripartiti per energia di legame
e legami non covalenti:
L’importanza dei legami più deboli nei sistemi
biologici è maggiore rispetto a quelli più forti e
stabili, perché consentono dinamicità che meglio
asseconda i processi biologici fondamentali. Ad
es: il trascrittoma, cioè la forma del DNA
trasformato in RNA, poichè i fattori che si
approcciano ad esso si legano attraverso legami
di questo tipo, assemblando un apparato
molecolare che si adatta alla molecola per
svolgere la sua funzione e poco dopo aver agito
dissolversi.
legami a H (di natura elettrostatica)
★ interazioni dipolo-dipolo= la capacità di
★ attrazione in questo caso è efficace solo
quando le molecole sono vicine (tra basi
complementari nella doppia elica del
DNA si formano 2/3 legami di questo
tipo)
attrazione ione-dipolo= spiega la
★ solubilità delle sostanze saline in acqua
e nei liquidi polari
interazioni di Van der Waals
★
I protoni dei gruppi ossidrilici (-OH) e dei gruppi
amminici (-NH ) sono buoni donatori di elettroni all’interno dei legami a H.
2
Il DNA sta insieme basandosi sulla cooperatività di tanti eventi di interazione/ attrazione.
Esiste una distanza ottimale alla quale avviene una giusta interazione tra 2 molecole, infatti
comprimendo la distanza tra 2 molecole si viene a creare una repulsione reciproca tra gli
orbitali. Questa distanza non è fissa ma dinamica, infatti l’avvicinamento o il distaccamento
può determinare la conclusione di un processo come ad esempio l’interazione tra un enzima
e un altra molecola, inducendolo a stoppare la sua azione.
Gli amminoacidi
E’ importante conoscere le strutture al fine di riconoscere come agiscono nei processi e
poterli disegnare. L’ossatura di una proteina deriva dalla progressiva polimerizzazione
basata sul legame peptidico (nascono quindi come molecole lineari), che porta al
ripiegamento e all’assunzione di forme tridimensionali (es: globulare). Questo legame non
preclude nessuna associazione di amminoacidi, come risultato si ottiene un numero enorme
di combinazioni e di altrettante funzioni e strutture. La forma ad di alcune proteine
Ⲁ-elica
espone le catene laterali degli amminoacidi poiché saranno loro che leggeranno la sequenza
del DNA. I foglietti disponendosi ravvicinati, possono creare un canale attraverso il quale
,
può passare un soluto (es: canali ionici) o determinare un compartimento intracellulare.
LEZIONE 2→ DNA: polifosfodiestere
I sostituenti esposti dagli anelli aromatici sono i protagonisti delle interazioni (deboli) tra
nucleotidi. Il resto del nucleotide è importante per il riconoscimento della base
complementare; le altre parti hanno lo scopo di venir lette da proteine che leggono la
sequenza.
Nucleotide dell’RNA con ribosio con gruppo ossidrilico sul C2
Nucleotide del DNA con ribosio senza gruppo OH sul C2 (desossi-)
I carboni del ribosio e le loro funzioni:
attacca la base
⇢C1 discrimina i 2 acidi nucleici
⇢C2 fondamentale nella polimerizzazione degli acidi nucleici
⇢C3 non tanto fondamentale
⇢C4 fondamentale perché ha un gruppo ossidrilico che nei nucleotidi è esterificato ad un
⇢C5
gruppo fosfato (componente acida).
Basi azotate:
pirimidiniche: hanno un
➢ anello a 6 termini; in questo
tipo di basi variando il
sostituente in posizione 4, 2 e
5, si hanno basi differenti
(citosina con gruppo
amminico primario, timina e
uracile con gruppo osso)
puriniche: hanno 2 anelli
➢ condensati, uno a 5 e uno a 6
termini, (adenina e guanina),
differiscono per i sostituenti in
posizione 4 e 2 dell’anello a 6
termini
Questi composti sono quelli fondamentali ma hanno delle varianti poiché reagiscono
chimicamente. La timina e la guanina, ad esempio, si possono trovare oltre che in forma
chetonica, anche (ma con meno probabilità) in forma enolica, questo interferisce con il
riconoscimento della base stessa da parte di proteine che le devono leggere. L’adenina e la
citosina invece si possono trovare in forma amminica oppure imminica.
Nei nucleotidi l’acido fosforico va a formare
un legame estere (debole), diventando un
gruppo fosfato; l’idrolisi di questo legame è
probabile, perché favorita energeticamente.
La pirofosforolisi è esattamente l’opposto
della formazione del legame fosfodiestere
ed avviene attraverso attacco nucleofilo di
un pirofosfato inorganico al fosfato di un
legame fosfodiesterico.
Invece il legame N-glicosidico che collega
l'azoto della base azotata al C1 del ribosio è
molto forte, per questo strappare basi al
DNA richiede grande energia o catalizzatori
(depurinazione catalizzata da enzimi).
La reattività dei gruppi fosfato
potenzialmente legati allo zucchero non è
la stessa. Il primo (PⲀ) rimane attaccato
allo zucchero, mentre P e P vengono
rilasciati come pirofosfato e da questa
reazione si ricava l’energia sufficiente per
la polimerizzazione dei nucleotidi.
Nucleosidi= base + zucchero (senza
gruppo fosfato)
La formazione del legame fosfodiestere (su cui si basa la
polimerizzazione) avviene attraverso l’attacco nucleofilo
dell’ossidrile al fosfato in posizione Questo attacco
Ⲁ.
può avvenire solamente ad un nucleotide trifosfato
(infatti gli unici possibili precursori sono nucleotidi
trifosfato, gli altri non sono adatti alla polimerizzazione).
La catena che si viene a formare è polarizzata, infatti
negli acidi nucleici si riconoscono le estremità 5’ (che
espone il fosfato) e 3’ (con -OH libero) e la direzione di
formazione è sempre 5’ → 3’. Non ci sono vincoli alla lunghezza della polimerizzazione e
questo spiega il perché di cromosomi con un
numero altissimo di basi in alcuni organismi
complessi; non ci sono vincoli nemmeno
nell’assortimento delle basi nel filamento singolo.
Formazione di legami H tra le basi complementari
La distanza tra di esse è di pochi Armstrong. Al
variare del pH le interazioni si modificano e le basi
si distaccano, come ad esempio in ambiente
alcalino dove il soluto tende a strappare protoni ai
gruppi donatori. Giocando con l'orientamento
reciproco può
avvenire (con
bassa frequenza)
l’appaiamento di
basi non
coppie di Hoogsten, tipo: A-A o A-T e T-C.
complementari,
Queste alterazioni sono possibili in vitro.
Le regole di Chargaff impongono che la quantità di purine
deve sempre equivalere a quella delle pirimidine.
I filamenti che si appaiano nel DNA sono in posizione antiparallela.
Intercalazione=
Il fenomeno dell’interposizione di composti (solitamente cancerogeni perché perturbano la
stabilità della doppia elica) è raro per via della sovrapposizione delle basi ad una distanza
molto ravvicinata, ma in modo da non respingersi reciprocamente.
Le basi devono essere complanari cioè devono
giacere sullo stesso piano, per poter essere
correttamente appaiate, se sono distorte o
ruotate non possono dare luogo all’impilamento
corretto.
Esistono 3 strutture ipotizzate per la
spiralizzazione della doppia elica. Nei sistemi
biologici (nella realtà) si trova solamente la
struttura B, in condizioni particolari si può
riscontrare la A, mentre la struttura Z è
biologicamente impossibile.
B→
Nella struttura prevalente il centro della
doppia elica (dove giacciono i legami H tra le
basi) è piena e compatta, non cava, le uniche
parti cave sono i solchi formati dai legami
N-glicosidici. Ci sono 10 coppie di basi a giro
d'elica, per un totale di 34 Å di lunghezza, quindi una base dista dall’altra 3,4 Å. I piani delle
basi sono paralleli (l’angolo di roll è nullo), ma l’orientamento no, infatti una base rispetto
all’altra è ruotata di 36°, il che ottimizza l'impilamento, minimizzando la repulsione reciproca.
A→
Il suo asse longitudinale è esterno rispetto alle interazioni delle basi appaiate, quindi la
struttura è cava; questa può verificarsi nell’ibrido DNA-RNA. Ha 11 coppie di basi a giro
d'elica. Il passo è rimpicciolito quindi le interazioni sono sfavorite; una base rispetto all’altra è
ruotata di 34° e dista 2,3 Å. Complessivamente questa struttura è più stabile ma ha un
assetto poco accessibile. L’angolo di roll è 19° e determina la curvatura dell’elica.
Z→
La struttura ha un orientamento delle basi rispetto al ribosio che non è sempre quella
canonica, di tipo anti, ma può essere anche di tipo sin (base non esposta all'esterno della
catena), il che distorce completamente le caratteristiche della spirale, che è sinistrorsa (si
avvolge in senso opposto= antiorario), più compatta e più corta delle altre. Ha 12 coppie di
basi a giro d'elica. L'angolo di roll può essere sia negativo che positivo, con un valore di -9°
per le coppie di basi puriniche e +7° per le pirimidiniche.
LEZIONE 3→ Proprietà chimico-fisiche del DNA:
● idrolizzabile da acidi e resistente agli alcali
● densità
● intercalazione
● denaturazione: esiste un punto di temp critico oltre il quale perde la sua integrità
Il pH dell’ambiente intracellulare eucariotico è neutro e non comporta alcun rischio di idrolisi
per la molecola di DNA, ma nel momento in cui la molecola viene sottoposta ad ambienti
non neutri, è osservabile che questa è più resistente agli alcali (dai quali non viene
idrolizzata) rispetto che agli acidi.
L’unico effetto che produce un pH alcalino al DNA è la denaturazione reversibile. I ponti H
della molecola necessitano della protonazione dei gruppi amminici, quando questi vengono
meno non vi è più attrazione e si rompono. Invece l’RNA in soluzione basica si idrolizza.
In ambiente acido invece va incontro ad idrolisi: in primo luogo si scindono i legami
fosfodiesterici, a lungo termine si idrolizzano anche i legami N-glicosidici.
MECCANISMO DI IDROLISI sul DNA
In presenza di un acido, quindi di protoni liberi, l’ossigeno che deriva dal fosfodiestere tra il
3’ della base precedente e il fosfato che connette la base seguente, va a reagire con i
protoni liberi. A questo punto il fosfato viene ad essere disponibile per l’interazione con l’O di
una molecola d’acqua, che va a concludere l’idrolisi, portando alla formazione di un ossidrile
libero e un fosfato attaccato al C5 della base del nucleotide seguente. Questo meccanismo
è catalizzato da tutti gli enzimi con attività nucleasica sul DNA, lasciano degli OH sul fosfato.
MECCANISMO DI IDROLISI sul RNA
In presenza di una base capace di attrarre il protone, l’O dell’ossidrile sul C2 reagisce col
fosfato del fosfodiestere; si crea un intermedio in cui il fosfodiestere è un ciclo abbastanza
instabile, tale che una molecola d’acqua lo può scindere e liberare un gruppo fosfato sul C3
dello zucchero (si ottiene un 3’ fosfato).
fase: il fosfodiestere lineare tra 2 nucleotidi diventa un diestere ciclico (O- reagisce con P
1
creando un legame covalente dell'intermedio di reazione), ovvero un composto instabile
fase: questa struttura si risolve spontaneamente reagendo con l’acqua basica, aprendo
2
uno dei 2 esteri sul ribosio. Questa reazione viene considerata una pirofosforolisi, perché un
pirofosfato, ovvero 2 gruppi fosfati concatenati tra loro (diestere), sono in grado di effettuare
una lisi del legame fosfodiesterico. Il DNA è una molecola stabile, tanto che, anche in un
sistema di cellule morte le tracce biologiche, (come saliva) contengono intatto il DNA, ma
diventa instabile in presenza di pirofosfato; eliminando il pirofosfato si ha una condizione
stabile.
Conserviamo il DNA in sistemi tampone (=coppia acido-base coniugata che riesce a
mantenere un pH costante) per evitare l’idrolisi. Si utilizza spesso in ambito biologico il
tampone fosfato (contiene solo monofosfati).
Densità 3
è di circa 1.7g/ . La tecnica per determinare la densità è la centrifugazione all’equilibrio o
isopicnica in gradienti di densità. Si usano i gradienti di CsCl (cloruro di cesio). Permette di
isolare in purezza il DNA da una miscela composta da tutte le macromolecole cellulari.
Questa tecnica prevede:
- rompere le cellule
- mettere un lisato crudo sopra una soluzione caratterizzata da un gradiente di densità
(molto denso infondo e meno denso man mano che si sale)
- sottoporre a centrifugazione
Il DNA si separa dal resto perché è più denso delle proteine; inoltre la sua densità ha una
minima variabilità in funzione della sequenza e dello stato di conformazione, quindi questa
tecnica permette anche di isolare forme più o meno compatte di DNA.
Intercalazione
Uno dei più noti agenti intercalanti è “l'etidio di
bromuro” una molecola planare, idrofobica,
composta da 3 anelli aromatici condensati, con un
ulteriore ciclo ortogonale, connesso attraverso un
singolo legame. Grazie a questi cicli l'etidio
bromuro “ricalca” la forma delle basi complementari
e, grazie ai suoi sostituenti amminici è anche in
grado di reagire con i sostituenti della basi.
Il processo di intercalazione di questo composto
non è ben tollerato dalle cellule infatti è altamente
cancerogeno perché alterando la struttura del DNA, va a perturbare la corretta esecuzione di
eventi come duplicazione e trascrizione. E’ una molecola che è facilmente permeabile
attraverso le membrane.
Inoltre è una molecola fluorescente, irraggiandolo con una radiazione ultravioletta, viene
eccitata ed emette a sua volta una radiazione a lunghezza d'onda minore, ma visibile. Il DNA
normale assorbe ma non emette le radiazioni, mentre con l’etidio di bromuro le riflette.
Gli intercalanti possono interferire anche con il superavvolgimento della molecola di DNA.
Lo spettro di assorbimento del DNA
In rosso il tracciato dell’assorbimento del
DNA riscaldato (quindi denaturato). In blu il
tracciato di assorbimento del DNA nativo.
E’ possibile vedere qual è la lunghezza
d’onda alla quale il DNA ha la massima
capacità di assorbimento delle radiazioni=
260 nm. La capacità di assorbire questa
radiazione è proporzionale all’aumento
della temperatura fino ad un certo punto,
dove raggiunge un valore che rimane
costante anche continuando a riscaldare.
Questa transizione, cioè incremento di
assorbimento viene definito effetto ipercromico.
Questo avviene perché scaldando, si va ad
aumentare l’energia cinetica della molecola;
quando l’energia comincia ad essere
paragonabile e poi superiore a quella che tiene
insieme la doppia elica, vengono rotti i legami H
tra le basi complementari, causando la
separazione dei filamenti. Avendo il doppio
filamento aperto, ognuno espone le basi e quindi
si ha un maggior accesso alla radiazione da parte
di tutte le basi, non si schermano più a vicenda ma è massimizzata la probabilità di
intercettare la luce. Grazie allo studio di questa transizione si può capire la stabilità e la
complessità delle sequenze di DNA.
Forza ionica = parametro legato alla concentrazione di sali disciolti nella soluzione.
La T di denaturazione si innalza all’incremento dei sali presenti, perché questi stabilizzano la
doppia elica. Per confrontare 2 curve bisogna mantenere costante la concentrazione salina!
Nella curva sigmoide di denaturazione la temperatura di melting rappresenta un flesso.
Sulle ordinate→ assorbimento degli ultravioletti
Sulle ascisse→ T= temperatura; Da cui si può
ricavare la T di melting (fusione) corrisponde
alla T alla quale il 50% della doppia elica è
stata denaturata.
Ogni curva rappresenta un DNA esposto ad
una soluzione con differente concentrazione
salina (di un sale completamente dissociabile),
con maggiori conc. verso dx. Tutte le curve
hanno un punto di flesso diverso, cioè ogni
DNA si denatura a T diverse (sempre più alte). I sali ritardano la denaturazione del DNA; ad
alti sali la doppia elica è più stabile, perché:
- gli ioni interagiscono con i sostituenti liberi delle basi
- lo ione con carica positiva trova un partner efficace nel fosfato dello scheletro per
creare un’interazione stabilizzante che rende più difficile aprire la doppia elica
Infatti, nel grafico è visibile un progressivo spostamento del punto di fusione a T sempre >.
EFFETTO DELLA COMPOSIZIONE IN BASI
Con DNA contenenti sequenze differenti si possono
costruire queste “rette sperimentali".
Sulle ordinate→ contenuto di Guanina e Citosina (si
usano queste 2 perché è la coppia di basi che dà il
maggior contenuto di stabilizzazione, cioè maggior
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