Estratto del documento

Semiotica generale

Interazioni

Cos'è un'interazione?

L'interazione è un'azione, un'influenza reciproca (forze bidirezionali) tra due o più elementi, forze, ecc. Nelle interazioni biologiche intervengono le interazioni deterministiche e causali, ma anche quelle finalistiche. Le interazioni sociali fanno parte delle interazioni finalistiche, quelle che intervengono nei processi causali volgendo l'ia un fine (sopravvivenza individuale e della specie). Un'interazione sociale è una relazione tra due soggetti in cui ciascuno modifica i propri comportamenti in rapporto a quelli dell'altro, anticipandoli o rispondendovi; i soggetti agiscono intenzionalmente e ogni azione viene interpretata dagli altri soggetti in base alla sua probabile intenzione o finalità.

Parlare è un'interazione sociale ma anche un'interazione simbolica. Un'interazione simbolica è un'interazione sociale che si sviluppa grazie ai segni. La semiosi non esiste solo nel mondo umano, e si discute se la comunicazione animale si fondi o meno su segni propriamente detti.

Cosa è la semiotica

La semiotica è la scienza che studia i segni e le forme di comunicazione; se si cerca il termine semiotica su un vocabolario comprendiamo che deriva dal greco semeyon “segni” e semeyotikos “relativo ai segni”. La semiotica ha dunque una lunga storia, ma la necessità di delineare i contorni di una vera e propria disciplina scientifica con questo nome è stata sostenuta nella seconda metà dell’Ottocento da un filosofo americano, Charles Sanders Peirce e nel primo decennio del Novecento da un linguista svizzero, Ferdinand de Saussure.

Segnale

Non c'è cosa, immagine, configurazione percepibile che non possa diventare un segnale. Il processo per la quale un utente collega un senso a un segnale è definito da Charles Morris “rapporto di semiosi”, le azioni che vengono svolte per stabilire un rapporto semiotico è un rapporto semico. Esso può essere produttivo quando a un utente a cui è presente un senso produce un segnale, può essere ricettivo quando da un segnale l'utente deve attribuirgli un senso.

Riflessione sul segno in antica Grecia

La riflessione sul segno ha la sua culla in Antica Grecia, quando la sua nozione circolava in relazione ad arti quali la medicina, la fisiognomica e la divinità del futuro. Fin dai tempi antichissimi la realtà si presenta all'uomo come una trama di segni che bisogna saper leggere, decifrare. Aristotele, filosofo greco del IV secolo a.C. e autore di molte opere riguardanti vari campi del sapere, utilizzava i termini semeyon (segno) e symbolum (simbolo).

Simbolo

Un simbolo è qualcosa che si connette a qualche altra cosa. Symbolum erano dei coccetti, chiamati ostraca, che venivano utilizzati per le votazioni alle assemblee di Atene e altre città greche. Chi aveva diritto di voto riceveva un ostraco che veniva successivamente spezzato. Al momento della votazione se il pezzetto collimava col pezzetto di coccio tenuto dal presidente dell’assemblea o del controllore dei votanti, allora si poteva votare, altrimenti no. Già nell'antichità symbolum viene usato per indicare le parole che noi adoperiamo, parole con il significato che noi che ascoltiamo riconosciamo in loro oppure che noi che parliamo vogliamo gli venga attribuito. Il termine symbolum viene usato da Aristotele in questo senso.

Accanto a Symbolum, Aristotele adopera come sinonimo, come parola alternativa di significato molto simile, il termine Semeyon. Anche 'semeyon' aveva un valore molto generale ed è quello che i latini useranno per la parola sygnum, segno. Un Semeyon è un indicatore molto generale: una pietra che segna un confine, un segnale che dà inizio ad una manifestazione, uno squillo di tromba... e lo adopera per chiamare in modo generale anche le parole.

Dalla parola 'semeyon' deriva la parola semiotica. Tra i vari usi della parola 'semeyon' c'era un uso particolare, quello dei medici. I medici già nello stesso secolo di Aristotele, ma già dalla fine del quinto secolo avanti Cristo, come per esempio Ippocrate, adoperano 'semeyon' per indicare i sintomi di una malattia. Tutt'ora in medicina viene usato il termine 'semeiotica' (con maggiore attinenza al greco) per indicare quel settore della medicina che si occupa dei sintomi come base per elaborare la diagnosi di una malattia.

Accanto al termine 'semiotica', già i medici e già nel latino del Medioevo e nel latino dell'età moderna, hanno adoperato un altro derivato di semeyon, semiologia. Le due parole, semiotica e semiologia, sono sinonime. Semiotica è legata soprattutto all'opera di Peirce, semiologia piuttosto all'opera di Saussure. Oggi è largamente preferito nel mondo l'espressione 'semiotica' per indicare questa disciplina.

Definizione di segno (scolastica)

Nel Medioevo la Scolastica (il sapere filosofico, teologico e scientifico) diede come definizione di segno “qualcosa che sta per qualcos’altro”. Vi sarebbe una relazione di “rinvio” fra qualcosa di materialmente percepibile (A) e qualcosa percepibile solo dai sensi o afferrabile con la mente che si rende accessibile solo grazie a quell’evento (B). Chiamando A espressione e B contenuto possiamo affermare che il segno è un’entità a due piani formata da un'espressione e un contenuto.

Distinzione segni propriamente detti

Una prima utile distinzione dei segni ci è proposta da un manuale di logica del Seicento, Logica di Port-Royal, che differenzia i segni in naturali e artificiali. I segni artificiali sono quelli prodotti dall’uomo. I segni naturali (macchia sulla pelle per una patologia, fumo che rivela la presenza di un fuoco, reazioni spontanee del viso umano...) vengono definiti dal semiologo argentino Luis Prieto, “indici”. Questi eventi non sono significativi di per sé ma solo in quanto qualcuno in grado di leggerli attribuisca loro un certo valore.

Es. (Se va a fuoco qualcosa in cucina non abbiamo un evento di rilevanza semiotica fin quando qualcuno non nota il fumo e modifica il suo comportamento.) Eventi del genere richiedono l’applicazione di conoscenze culturali per assolvere una funzione comunicativa. Es. (Se vedo del fumo di notte, d’estate, in spiaggia, penso ad un falò, visto che so che si possono fare cose del genere.) Vi è un’attiva opera d'interpretazione della sua natura fisica in base a:

  • Circostanze date.
  • Esperienza culturale pregressa del soggetto.

Struttura concettuale inferenziale

Quando attribuiamo un significato a qualcosa, applichiamo una struttura concettuale inferenziale del tipo “se...allora”. Ogni volta che trattiamo qualcosa come fosse un segno ha luogo una pratica interpretativa.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 28
Appunti esame Semiotica generale Pag. 1 Appunti esame Semiotica generale Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Semiotica generale Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Semiotica generale Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Semiotica generale Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Semiotica generale Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Semiotica generale Pag. 26
1 su 28
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher communicationxxx di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Gargani David.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community