martedì 29 novembre 2022
Citologia
Generalità
- Citologia: studio della cellula
- Istologia: studio dei tessuti, i tessuti fondamentali sono 4, con i relativi sottotipi:
epiteliali, connettivi, muscolare e nervoso. Le cellule si di erenziano in base al
tessuto che compongono. Il DNA è uguale in tutte le cellule del medesimo
organismo, ma come si spiega che una cellula nervosa sia diversa da una
epiteliale, nonostante il DNA sia sempre identico come qualità e quantità? Alcuni
geni sono espressi, altri geni sono repressi.
Le cellule si associano a formare tessuti: le varie funzioni delle cellule si
• sommano e si ottiene la funzione del tessuto
I tessuti si associano a formare organi: le varie funzioni dei tessuti si sommano e
• si ottiene la funzione dell’organo
Gli organi sono riuniti in apparati: le varie funzioni dei vari organi giusti cano la
• funzione dell’apparato che formano. Gli apparati svolgono le principali funzioni
organiche: respirazione, digestione. Si usa anche il termine “sistema” come
sinonimo di “apparato”, ma il termine “sistema” è da privilegiare quando è
presente per la maggior parte lo stesso tessuto: es. sistema nervoso
- L’Anatomia si divide in Anatomia normale non patologica, Anatomia Comparata
dove prendiamo in analisi specie diverse, Anatomia Sistematica che si occupa di
sistemi e apparati e Anatomia Topogra ca che raggruppa organi e strutture, non
in funzione di apparati e sistemi, ma in funzione di dove si trovano: ad esempio
nella testa sono presenti il cervello e l’occhio che fanno parte di apparati diversi.
- Le di erenze tra specie aumentano quando passiamo dal livello microscopico al
livello macroscopico. Ad esempio nell’anatomia macroscopica si studia la
morfologia, la tipogra a per esempio del rene e in specie diverse troveremo
di erenze signi cative. A livello microscopico, sempre prendendo in
considerazione uno stesso organo, a grandi linee si riscontreranno gli stessi dati
(le di erenze saranno molte meno). Di conseguenza in citologia e istologia le
di erenze tra diverse specie sono poche.
- COSA È LA MATERIA VIVENTE? Tutto ciò che è capace di riprodursi. Gli esseri
viventi possono essere acellulari (virus e prioni) o cellulari (procarioti e eucarioti). I
procarioti (principalmente batteri) sono cellule meno evolute mentre gli eucarioti
1
ff
ff ff
ff fi fi fi ff fi
sono cellule più evolute e si dividono in unicellulari (come protozoi) e pluricellulari
(ovvero metazoi e meta ti).
Qual è la di erenza tra virus e cellule? I virus sono visibili solo al microscopio
elettronico, possiedono un solo acido nucleico (dna o rna) e soprattutto sono
incapaci di vita autonoma. Le cellule sono visibili già tramite microscopio ottico,
possiedono due acidi nucleici e sono capaci di vita autonoma infatti possiedono un
sistema energetico ed enzimatico
Ma quale è la di erenza tra procarioti ed eucarioti? Le di erenze sostanziali stanno
nel fatto che i procarioti sono decine di volte più piccoli e meno voluminosi, non
possiedono un nucleo ben de nito perche sprovvisti di involucro nucleare che
separa il dna dagli altri costituenti cellulari. Inoltre mancano di organuli
citoplasmatici provvisti di membrana (sistema membranoso intracitoplasmatico o
interno) e non possiedono gli istoni, ossia le proteine legate al dna.
La cellula eucariota a di erenza di quella procariota è provvista di membrane
interne, dunque viene da pensare che questo renda la cellula più evoluta perché è
più specializzata. In particolare in tutte le cellule avvengono numerosissime e
continue reazioni chimiche che obbediscono ad una stessa regola: “tutte le reazioni
chimiche che avvengono nella materia vivente, nella cellula ma anche al di fuori di
essa (ambiente extracellulare), avvengono in presenza di un enzima”. L’enzima è
una proteina, che si lega al substrato che deve reagire e consente la trasformazione
del substrato in prodotto di reazione. In ne si stacca ed è pronto per un’altra
reazione uguale. È importante la speci cità degli enzimi per un determinato
substrato ( gurativamente come la chiave speci ca per una serratura speci ca).
Queste reazioni, solitamente non sono isolate e se ne hanno numerosissime;
dunque serve per ognuna di esse un enzima speci co. Se nella cellula ci sono
membrane, questi enzimi ci si poggiano “in la”, favorendo la velocità delle reazioni
(come nel caso delle cellule eucariotiche). Se si parla di cellule procariotiche, non
essendoci questo “ordine” dato dalla membrana, una speci ca reazione biochimica
avverrà solo quando il substrato incontrerà casualmente il suo speci co enzima
(“nel moto browniano delle sostanze”). Inoltre la cellula eucariotica è più evoluta
perché è compartimentalizzata, ovvero sono presenti varie parti preposte a diverse
funzioni.
I MICROSCOPI
(I virus possono vivere solo all’interno di un’altra cellula, se essi infettano una cellula
procariota si chiamano “fagi”. I virus non sono visibili al microscopio ottico, mentre
cellule e batteri sono visibili)
Esistono vari tipi di microscopi:
2
fi ff ff fi ff fi fi fi fi fi fi ff fi fi fi
• Microscopio Luce: utilizza un fascio di luce (si vede nucleo e citoplasma)
• Microscopio Elettronico: utilizza un fascio di elettroni (vedo cosa c’è all’interno del
citoplasma, ovvero l’ultrastruttura.
Il microscopio luce (risoluzione 0,25 micrometri) si divide in:
1. Microscopio ordinario (ottico convenzionale) : utilizza luce ordinaria in campo
chiaro su un preparato ssato e colorato
2. Microscopio a luce polarizzata (a interferenza) : sfrutta il fenomeno della
rifrangenza dei preparati
3. Microscopio a uorescenza: utilizza la luce ultravioletta e i componenti del
preparato vengono analizzati tramite la uorescenza emessa.
4. Microscopio a contrasto di fase (phaco): mette in risalto le di erenze di spessore
delle strutture cellulari. Permette l’osservazione di cellule viventi.
Ormai la frontiera microscopica si è spostata da un livello morfologico ad un livello
molecolare, ossia ci si chiede che molecole ci sono piuttosto che la struttura di una
cellula, si ricerca quindi la localizzazione o l’immunolocalizzazione. Esempio:
L’ormone aldosterone è presente nella cellula? Dove si trova? Ottengo in laboratorio
degli anticorpi anti-aldosterone?
Il microscopio elettronico vede cellule morte e si divide in:
1. Microscopio a scansione (SEM): non prevede sezioni, adatto per l’osservazione
dei rilievi e delle super ci, è utilizzato principalmente a scopo didattico
2. Microscopio a trasmissione (TEM): prevede sezioni (<1 micron), fascio di
elettroni viene assorbito o schermato dalle strutture cellulari, risoluzione a 0,4
nanometri
Allestimento del preparato:
Fase 1): Fissazione: sia nella microscopia luce che nella elettronica, impedisce
l’insorgenza di processi putrefattivi e artefatti. Bisogna cercare di ottenere qualcosa
che sia il più possibile simile al vero, ovvero un ssativo ideale.
Fase 2) Colorazione: vengono inserite nel campione delle sostanze colorate che
una volta legatesi alle diverse strutture biologiche, si comportino come da ltri
interni che mostrino le caratteristiche costitutive del preparato.
3 fl fi fi fl fi ff fi
Le cellule di eriscono tra loro per forma, dimensione e numero
Che forma hanno le cellule e da cosa dipende?
- dall’ambiente e quindi da ciò che c’è intorno, per esempio se l’ambiente è il
sangue che è liquido, esso esercita la stessa pressione in tutti i punti della cellula
che sarà quindi di forma sferica. Contatto cellula-cellula: di erenza tra tessuto
epiteliale (prismi a 6 facce) e connettivo (cellule a contatto con matrice)
- dalla funzione di un determinato tessuto: (tutte le cellule hanno le stesse funzioni
però le cellule che appartengono ad un certo tessuto si specializzano in quelle
funzioni particolari) es. tutte le cellule possiedono actina e miosina, ma alcune
cellule si specializzano nella loro contrazione—> bre muscolari, cellule a forma
allungata.
- Inoltre la morfologia della cellula ci suggerisce la funzione
- La forma sferica è tra tutte le figure quella che ha la minore superficie esterna. Per
esempio la diversa forma nei globuli rossi favorisce lo scambio (l’ematosi) e può
permettere anche al globulo di passare nei capillari presenti negli alveoli
polmonari (anche in altre parti del corpo). Qualche volta il diametro del capillare è
più piccolo di quello del globulo rosso, pur essendo una delle cellule con le
dimensioni minime (4-5 micron) ma nonostante questo si allunga ulteriormente per
ottenere la massima possibilità di scambio. I globuli bianchi invece non hanno
questa problematica perché sono sferici.
- Quali sono le altre caratteristiche delle cellule?
- La plasticità : tutte le cellule hanno proteine contrattili e sono dotate di un’
adattabilità della forma. Le cellule nervose ad esempio hanno dei prolungamenti
per portare a distanza uno stimolo (eccitazione e propagazione), per questo
l’impulso si genera e si propaga.
- Le dimensioni: Si va da un globulo rosso che ha una dimensione fra i 4 e i 5
micron, fino normalmente ai 50- 60 micron. La cellula più grande è l’ovocito che
arriva circa a 150. La sua grandezza è dovuta alla presenza del vitello, il materiale
nutritizio.
- Numero di cellule: Le cellule possono morire con morte programmata detta
apoptosi, ma ci sono anche altri processi come l'autofagia (le cellule vicine
fagocitano la cellula morta). Una legge che dice che se un animale è grande, non
è grande perché ha grandi cellule è grande perché ha più cellule. Le cellule di un
elefante hanno le dimensioni delle cellule di un topolino, seppur i due animali
abbiano grandezze differenti.
4
ff fi ff
Composizione chimica della cellula e della materia extracellulare
Parlando di protoplasma ossia di materia vivente, essa è composta per l’80% da
acqua, 15% di proteine, 2% di lipidi, 1% di acidi nucelici, glucidi e sali minerali. Il
protoplasma è pertanto una soluzione acquosa di elettroliti e di molecole organiche
di varia natura. L’acqua è la sostanza maggiormente abbondante in un organismo
perché tutto avviene in essa: ad esempio le reazioni chimiche e biochimiche sono
reazioni enzimatiche, che avvengono in presenza di un enzima speci co che si
rapporta al substrato come il modello “chiave-serratura e questo avviene
nell’acqua. La disidratazione, detta lio lizzazione, è un processo di conservazione:
tolta l’acqua gli enzimi non funzionano, i batteri non agiscono. Ci sono delle
sostanze disciolte nell’acqua che possono essere:
• come la stessa acqua, i ad esempio (sodio,
Inorganiche: sali minerali ioni
potassio, calcio, fosforo) o anche in forma di (fosfato, carbonato ecc). Altri
sale
sono elementi presenti in piccole quantità e sono chiamati oligoelementi.
Nonostante siano presenti in piccole percentuali sono comunque importanti
poiché tali ioni conferiscono ai liquidi dell’organismo una pressione osmotica pari
a quella esercitata da una soluzione di cloruro di sodio de nita siologica. Dalla
concentrazione ionica e dal ph dipendono tantissime proprietà cellulari come il
trasporto attivo e la catalisi enzimatica. Per questa ragione esistono dei sistemi di
controllo dell’omeostasi ionica.
• sostanze di piccole dimensioni come e
Organiche: sono ormoni vitamine.
Spesso queste piccole molecole organiche se disciolte nella soluzione idro-
elettrolitica costituiscono i monomeri di macromolecole organiche (proteine,
carboidrati, acidi nucleici). Ad esempio le proteine sono polimeri perché sono
formate da tanti monomeri che si chiamano aminoacidi. Queste sostanze:
aminoacidi, monosaccaridi, nucleotidi si trovano sotto forma monomerica
disciolte nella soluzione. Le grandi molecole organiche (macromolecole) come
polisaccaridi, proteine o peptidi, acidi nucleici sono particelle in sospensione
(miscela di sostanze eterogenee costituita da un componente allo stato solido
nemente suddiviso e disperso in un liquido)
Dal punto di vista sico la materia vivente è una sospensione colloidale. Essa è
• soluzione vera, solvente
formata da una composta da acqua che fa da ed
soluto.
elettroliti e piccole molecole organiche che rappresentano il In questa
colloidi.
sono immersi i grossi polimeri organici come glucidi, proteine, ecc., detti
fase disperdente mentre i
La soluzione vera costituisce la colloidi costituiscono
la fase dispersa della sospensione colloidale.
5
fi fi fi fi fi fi
Le particelle colloidali sono in grado di adsorbire (gel) o cedere (sol) acqua,
rendendo l’ambiente più o meno uido. Il protoplasma e la sostanza extracellulare si
trovano dunque allo stato di sol/gel reversibile. In fisica si parla di stato di sol
(=quando c’è molta acqua) e di stato di gel quando ce n’è poca. L’acqua si trova in
un stato di sol/gel reversibile. La diffusione è favorita se è in uno stato di sol perché
nel gel c’è meno acqua. Ad esempio il patogeno è più veloce nel sangue che nei
tessuti.
Glucidi
Sono composti ternari costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno e comprendono
monosaccaridi come glucosio e fruttosio, oligosaccaridi (formati da pochi
monosaccaridi) e infine polisaccaridi che si distinguono in omopolisaccaridi (costituiti
da unita identiche di monosaccaridi come nel caso della cellulosa e del glicogeno) e
in eteropolisaccardii (come acido ialuronico). I glucidi rappresentano la principale
fonte energetica di cellule vegetali e animali, alcuni sono anche sostanze di
sostegno e strutturale perche costituiscono membrane e pareti cellulari. Il tipico
glucide con funzione di riserva e fonte energetica in una cellula animale è il
glicogeno che cede molecole di glucosio (glicogenolisi) quando serve, alzando cosi
la glicemia del sangue, e lega nuove molecole di glucosio (glicogenosintesi) quando
la glicemia si alza.
Glicoproteine sono componenti glucidici che si legano alle proteine. Costituiscono
una componente essenziale nelle membrane plasmatiche e hanno una
funzione recettoriale (la parte glucidica è nella membrana mentre “l'alberello
glucidico” si affaccia all’esterno).
Proteine
Le proteine concorrono alla composizione di tutte le strutture viventi, svolgendo tra le
più importanti funzioni vitali. Si tratta di eteropolimeri costituiti da unita di base
chiamate amminoacidi. Le proteine costituite esclusivamente da amminoacidi (che
costituiscono la catena proteica) sono chiamate proteine semplici, mentre le proteine
che contengono altre molecole come ioni metallici o vitamine (costituiscono il gruppo
prostatico) sono dette proteine coniugate. Per es. l’emoglobina è una cromoproteina
perché è una proteina coniugata con una parte proteica che si chiama globina
formata da quattro catene uguali a due a due e una parte prostetica che è un
pigmento, il gruppo eme. I monomeri che costituiscono le proteine sono gli
amminoacidi, i quali sono costituiti da un carbonio centrale che lega almeno un
gruppo funzionale acido (gruppo carbossilico) e un gruppo funzionale basico (gruppo
amminico). Le proteine in soluzione acquosa possono trovarsi in forma di cationi o
anioni perche potrebbero legare un radicale basico o uno acido, in questo caso il pH
6 fl
di una proteina ci indica se essa ha carica positiva o negativa. Gli amminoacidi si
legano per mezzo di legami peptidici e questi legami si instaurano specificamente tra
il carbonio del gruppo carbossilico di un amminoacido e l’azoto del gruppo amminico
di un altro amminoacido.
La funzione propria di ogni molecola proteica è definita dalla sua conformazione
spaziale, la quale è definita dalla disposizione degli amminoacidi. Le configurazioni
spaziali potenzialmente acquisibili sono 4:
• Struttura primaria: è lineare, corrisponde alla semplice sequenza aminoacidica
• Struttura secondaria: di forma elicoidale o planare (alfaelica e beta foglietto)
dovuta a ìd un gran numero di legami deboli (a H) tra i legami peptidici
• Struttura terziaria: di forma globulare, dovuta sia a interazioni forti come ponti
disolfuro ma anche interazioni deboli come forze di Van der Waals tra i residui
amminoacidi della stessa catena.
• Struttura quaternaria: globulare complessa, molecola costituita dall’unione tramite
legami deboli di più strutture terziarie.
Lipidi
I lipidi sono composti organici presenti negli organismi e caratterizzati da un elevata
solubilità in solventi organici (grasso) e insolubilità in acqua. Distinguiamo poi tra
lipidi semplici e lipidi complesso:
i lipidi semplici derivano per la maggior parte dalla esterificazione di acidi grassi con
alcoli. Per esempio dall’esterificazione del glicerolo si ottengono i gliceridi che
costituiscono la classe principale dei lipidi semplici e si suddividono in base al
numero di funzioni alcoliche esterificate: monoglideridi, digliceridi e trigliceridi. Questi
ultimi costituiscono la forma principale di riserva energetica in molti organismi, di fatti
la loro combustione produce il doppio dell’energia liberata dagli zuccheri. Hanno un
carattere prevalentemente idrofobico.
I lipidi complessi sono caratterizzati dalla presenza di una parte idrofila che
attribuisce a questi composti un carattere anfipatico (presenza nella stessa molecola
di zone polari e zone apolari). Questa proprietà caratterizza molecole che verranno
poi utilizzate nella costruzione di diverse strutture cellulari poiche in grado di
interagire completamente sia con l’acqua sia con componenti idrofobiche. Tra i lipidi
complessi si distinguono i fosfolipidi che hanno
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Citologia
-
Appunti Istologia
-
Appunti di Citologia per esame
-
Appunti esame di Citologia e istologia