AUSTRIA
Federalismo
L’Austria è uno stato federale simmetrico e uniforme: le singole entità hanno delle competenze fra di loro
uguali, non del tutto, ma in buona parte. Le differenze sono fattuali, ma giuridicamente non sono tali da dire
che ci troviamo di fronte ad un federalismo asimmetrico. Si tratta di un federalismo storico, perché molto
del federalismo austriaco deve la sua esistenza a delle autonomie precedenti che c’erano all’interno
dell’impero austro-ungarico, di cui mantiene la struttura federale
Ma il federalismo dell’Impero austro-ungarico era basato non solo sulla storia, ma anche sulla diversità
etnica e nazionale (federalismo di tipo etnico e plurinazionale), basato sulle diverse nazionalità che
componevano l’impero: c’erano dei territori come la Boemia e l’Ungheria che avevano un’autonomia molto
forte, altri meno come la Slovenia e la Croazia. Quindi, c’erano delle minoranze che sono state ridotte per
costruire dei Laend.
Il federalismo di oggi è molto diverso da quello dell’impero austro-ungarico: quello attuale è un federalismo
solo territoriale: questa caratteristica di pluralismo etnico e nazionale non c’è, se non qualche rimasuglio:
nel senso che in Carinzia, Stiria e Burgenland ci sono minoranze degli stati confinanti (slovene, ungheresi,
slovacche, ceche). Mentre non ci sono minoranze italiane perché è in Italia che ci sono minoranze tedesche,
in quanto parte dell’impero austro-ungarico è passata all’Italia: Trento (Trentino Alto Adige) e Trieste (Friuli
Venezia Giulia).
È formata da 9 stati membri chiamati laender, come in Germania (la realtà tedesca è molto più importante
di quella austriaca: è uno stato più popoloso, più ricco, più determinante per le sorti dell’Unione Europea).
L’Austria presenta un federalismo più attenuato rispetto a quello tedesco, nel senso che l’autonomia dei
singoli laender è meno forte rispetto a quella della Germania.
In Austria ci sono dei laender, per esempio quello della Bassa Austria o dell’Alta Austria (esempio: Stiria,
Tirolo, Carinzia, Salisburgo), che sono estremamente più grandi rispetto agli altri più piccoli, come il
Voralberg, il Burgenland e soprattutto la città-stato di Vienna. C’è, quindi, una differenziazione di fatto;
ma dal punto di vista giuridico i laender sono piuttosto uniformi, cioè hanno tendenzialmente le stesse
competenze.
L’Austria ha 10.000.000 di abitanti, quindi è uno stato medio-piccolo (basti pensare che confina con la
regione tedesca della Baviera che ne ha 12).
La Costituzione ancora oggi vigente è quella del 1920, anche se ha avuto importanti revisioni. Le costituzioni
che si susseguono negli anni ‘20 e ‘30 sono costituzioni di un nuovo stato frutto della dissoluzione
dell’impero austro-ungarico (il quale comprendeva anche la Slovenia, la Croazia, quella che oggi è la
Repubblica Ceca, la Slovacchia).
In realtà, nonostante vi sia un federalismo fondamentalmente simmetrico, l’eccezione attiene al fatto che,
per motivi storici legati all’impero austro-ungarico, ma soprattutto a un diritto secolare, consuetudinario, ci
sono delle materie che sono diverse tra Tirolo e Bassa Austria, tra Tirolo e Stiria. Quest’eccezione ha fatto sì
che una delle dottrine più importanti sull’asimmetria (cioè sulla differenziazione negli stati federali e
regionali) sia di un austriaco, il prof. Peter Pernthaler, il quale ha pubblicato un’importante opera che parla
di Austria: “Lo stato federale differenziato”. Sottolinea come ci siano nel Tirolo delle consuetudini e dei
diritti civili diversi da quelli che ci sono negli altri lender austriaci, per arrivare alla conclusione che ovunque
ci sia uno stato federale, ci sarà un po’ di differenziazione: dove c’è autonomia (anche se uniforme) c’è
anche un minimo di differenziazione. Esempio: solo nel Tirolo (questo vale anche per il Sud-Tirolo o Alto
Adige) c’è un istituto di diritto civile particolare, che si chiama “maso chiuso”, per cui una fattoria viene
ereditata al 100% dal primogenito maschio (storicamente per salvaguardare piccoli appezzamenti di terreno
si favoriva l’unità produttiva della fattoria, del maso per non frazionarla in più unità che avrebbero portato
al fallimento dell’impresa agricola, e ciò a scapito di alcuni diritti individuali). È un istituto di origine
germanica, in cui si vede il privilegio dell’interesse collettivo al territorio, alla produttività.
Formazione del governo austriaco →
In questo momento in Austria c’è l’ennesimo governo di coalizione perché è tato impossibile formale
dei governi di maggioranza, a causa:
o la legge elettorale, che è di tipo proporzionale;
o una tradizione politica abbastanza divisa tra forze socialiste, cristian-democratiche, liberali e oggi
anche verdi
L’Austria ha una forma di governo parlamentare, per cui ci deve essere la fiducia tra il governo e il
parlamento: il governo ha bisogno della maggioranza parlamentare, che in pratica non c’è mai per un solo
partito, e infatti, in Austria, il sistema dei partiti prevale sulle decisioni dei singoli Governi locali. I partiti
austriaci hanno una forza maggiore rispetto a quelli presenti in Germania, proprio per quel carattere di
compromesso che fa sì che ci debbano essere dei governi di Coalizione.
Le elezioni del 2017 sono state vinte da Sebastian Kurz, ma il partito popolare di cui era leader non aveva
la maggioranza in Parlamento e quindi si è alleato col partito liberal-populista, che però per uno scandalo
interno è stato sfiduciato (il leader del partito è stato coinvolto in uno scandalo legato alle slot-machine). Si
è votato nuovamente nel 2019, ha vinto di nuovo il partito popolare, e si è dovuto alleare con il partito
emergente dei verdi. E quindi adesso c’è questa strana coalizione. Il Presidente della Repubblica (che è
direttamente eletto dal popolo), Alexander Van der Bellen, è un verde.
Il Presidente della Repubblica è una figura carismatica, importante perché eletto direttamente dal popolo,
ma non ha alcun potere di guida dell’esecutivo, che invece ha il cancelliere (primo ministro), infatti, in
Austria si ha un presidenzialismo apparente, perché, per una serie di circostanze, chi comanda è il governo
e non il Presidente, anche se eletto dal popolo.
Il Cancelliere è importante all’interno dell’Austria ma meno di quello che lo è la Merkel in Germania. In
pratica è un primus inter pares, tra i diversi ministri, che però è lui che sceglie.
Il federalismo si nota dall’esistenza di un Parlamento bicamerale (art. dal 70 in poi della Costituzione
austriaca), come anche in Germania: →
o camera a elezione diretta che si chiama Nationalrat (in Germania: Bundestag) Il Nationalrat, la
camera rappresentativa eletta dal popolo, ha più potere del Bundesrat: ad esempio per la questione di
fiducia è responsabile solo il Nationalrat.
o seconda camera che è il Bundesrat, che, come in Germania, non è eletto direttamente ma è composto
→
dai rappresentanti dei laender, che esprimono la volontà del territorio da cui provengono in maniera
meno intensa rispetto alla Germania, in cui c’è proprio una responsabilità da parte del rappresentante
→
di recarsi nel Bundesrat e prendere la posizione che gli impone il suo governo locale in Austria è un
dovere meno stringente, non è un dovere giuridico, ma politico. La responsabilità è di partito.
Un altro organo che nasce in Austria, grazie ad un austriaco, negli anni ’20 (negli Stati Uniti era nato già
prima ma con un altro nome) è la Corte Costituzionale austriaca (e anche quella della Cecoslovacchia),
sulla base della dottrina di Kelsen. Anche qui l’eredità federale è molto forte in quanto la Corte costituzionale
austriaca nasce soprattutto per risolvere problemi di distribuzione di competenze fra governo centrale e i
diversi lender; col passare del tempo acquisisce anche la competenza sulla costituzionalità delle leggi federali
e dei lender. SVIZZERA
La Svizzera è uno stato federale formato da 26 stati membri chiamati cantoni, molto antico, che non fa
parte dell’Unione Europea, (però mantiene relazioni strette con l'UE attraverso una serie di accordi bilaterali
che regolano vari aspetti delle relazioni tra i due, come il commercio, la cooperazione in materia di ricerca
e l'accesso al mercato interno dell'UE. Questi accordi consentono alla Svizzera di beneficiare di certi privilegi
dell'UE senza dover aderire all'Unione nel suo complesso).
Il suo è un federalismo storico: per espansione, per aggiunta, in quanto nasce solo sulla base di tre Cantoni.
Anche se viene chiamata “Confederazione Elvetica”, è in realtà una Federazione. Il Federalismo le permette
di regolare al meglio le diversità al suo interno, attraverso il riconoscimento delle varie nazionalità, sempre
però dando un certo potere al Centro. La Svizzera non ha omogeneità linguistica (come l’Austria), in
quanto ci sono quattro lingue ufficiali: tedesco (in grande maggioranza, 70%), francese (25%), italiano (4%)
e romancio (1%). Invece, l’Austria è omogenea dal punto di vista linguistico, però tantissimi austriaci sono
di origine NON tedesca (dal punto di vista linguistico), e si vede dagli stessi cognomi dei politici o dei
calciatori, (molti calciatori austriaci sono di origine ceca, ungherese, italiana. Uno degli attori de “Il
commissario Rex” è Tobias Moretti, di origini italiane. Vienna ha più del 50% di cognomi non tedeschi,
anche se ormai sono di lingua tedesca). Il federalismo svizzero è influenzato dalla diversità linguistica.
Anche in Svizzera c’è stata una grande immigrazione, e lo si può notare attraverso le lenti dello sport: la
nazionale svizzera è composta per la maggior parte da persone non di origine svizzera, ma da albanesi,
croati, serbi, spagnoli, portoghesi che si sono naturalizzati svizzeri.
L’organizzazione costituzionale e linguistica svizzera risponde al principio di territorialità, per cui la
maggior parte dei cantoni hanno una sola lingua ufficiale: il cantone di Berna, Basilea, Zurigo hanno solo il
tedesco; il cantone di Vaud ha solo il francese; il canton Ticino ha solo l’italiano. Poi ci sono pochi cantoni
bilingui: il cantone Vallese e il cantone di Friburgo in cui soprattutto tedesco e francese. E un solo cantone è
trilingue: il cantone di Grigioni in cui si parla romancio, t
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