Strategia competitiva
La strategia: definizione e articolazioni, attività e risultati ai diversi livelli
Strategia = Disegno (business o corporate model) che definisce un sistema di attività aziendali orientato a risultati e obiettivi comuni. Risultati e obiettivi hanno sia una natura economico-finanziaria sia sociale.
Obiettivo della strategia: ricerca di un posizionamento unico e vantaggioso. Disegno: ex ante, emergente.
Attività: il cuore di questo corso, coerenti sia internamente che esternamente.
Risultati: economico-finanziari, competitivi, sociali.
Obiettivi: definiti in base alle aspettative dei diversi interlocutori rilevanti (non solo gli azionisti).
Incident: Ford e il modello T
Piano e posizionamento
Piano: obiettivi di produzione, che viene pianificata in modo sempre maggiore (2.000.000 di auto all’anno) e non obiettivi di vendita.
Posizionamento (quota di mercato): posizione dominante/leader del mercato, quasi monopolio.
Pattern, disegno o business model: standardizzazione, bassi costi, catena di montaggio, economie di scala, economie di apprendimento, economia di saturazione della capacità produttiva, integrazione verticale che permette di avere meno costi. A fronte di meno costi, il prezzo di vendita si abbassa per ottenere più quote di mercato e vendite. Vendo anche ai miei operai: siccome ho meno costi posso aumentare i salari e questo permette all’operaio di comprare l’auto.
Cultura aziendale, orientamento strategico di fondo: l’auto non è più un bene di lusso e faccio sì che gli operai (che comprano l’auto che producono) si sentano parte della classe media. Ascensore a livello sociale: entrano gli operai, immigrati che si sentono parte della classe media. Scuola di inglese: gli immigrati entrano a far parte della nazione, volontà di identificazione con la società americana. Identificazione forte da parte delle persone con l’azienda.
Bisogni da soddisfare e sistema di attività nei diversi ambienti
- Customer value proposition: Cosa offro al cliente? (Ambiente competitivo). Un prodotto affidabile, semplice, di un unico colore, poca manutenzione, guida di istruzioni (il cliente è capace di riparare l’automobile), prezzo basso.
- Stakeholder value proposition: Che bisogni ha il lavoratore? Soddisfazione del lavoratore: ambiente sociale, ascensore sociale, sentirsi parte della società e della classe media.
- Shareholder value proposition: Che bisogni ha l’azionista? Ford unico azionista con un guadagno di 264mila dollari al giorno.
Quali attività vengono svolte?
Attività correnti
- Controllo/ispettiva degli atteggiamenti del personale, valori e cultura dei dipendenti
- Formazione e istruzione linguistica della lingua inglese dei dipendenti
- Produzione e assemblaggio del modello T
- Vendita del modello T
- Approvvigionamento
Attività di set-up
- MRA e scouting: ha cambiato il sistema delle attività.
- Aggiunta di un nuovo modello
- Progettazione sviluppo del modello T: solo una volta, poi per 20 anni non l’ha più fatta.
Attività e risultati economico-finanziari
I tipi di attività classificate secondo la tradizionale catena di valore di Porter, che rappresenta l’azienda come una catena di 9 attività generatrici di valore. Elenca e poi classifica le attività in:
- Attività primarie
- Attività di supporto: supportano le attività primarie
Il Margine (punta della freccia) è il valore generato dalle attività, in termini di ROI. Noi utilizzeremo un modello più specifico rispetto al sistema di Porter. Suddividiamo le attività in:
- Attività correnti
- Attività di set-up
Posizionamento strategico attuale vettore strategico
Definiscono il vantaggio competitivo attuale. Permettono il rinnovamento/cambiamento delle attività correnti.
Permettono la produzione e vendita dei prodotti catalogo. Consentono il passaggio dal PSA al Posizionamento oggi Strategico Futuro.
Generano costi e ricavi. Generano costi e investimenti oggi, ma sono le premesse per futuri ricavi e costi.
- Si fanno in continuazione, attività continuative: produzione, vendita, formazione, manutenzione ordinaria, controllo qualità…
- Non si capitalizzano i costi
- Si capitalizzano i costi per le attività di set-up, ad esempio: aggiunta di un nuovo modello, acquisizione di una fabbrica, manutenzione straordinaria…
Le diverse attività devono rafforzarsi a vicenda: coerenza interna ed esterna. Coerenza esterna (con i diversi ambienti): bisogni clienti, lavoratori, azionisti. Coerenza interna: tra il sistema delle attività (coerenza interna tra attività correnti e attività di set up). Esempio: attraverso le vendite miglioro la produzione, e viceversa. C’è una coerenza tra produzione e vendite.
Risorse e attività
Le attività dell’impresa presuppongono l’utilizzo e sviluppo delle risorse che questa possiede:
- Resource-based view (RBV):
- L’impresa è un portafoglio di risorse che sostengono il suo vantaggio competitivo
- La strategia cerca di sviluppare le risorse dell’impresa (risorse = quantità stock) che le consentono di cogliere le opportunità presenti nell’ambiente esterno
- Questo approccio può essere complementare al ABV (Activity Based View)
- Per sostenere il vantaggio competitivo, le risorse devono essere competenze distintive:
- Sono di valore, sono rilevanti: soddisfano i fattori critici di successo del settore
- Sono difficilmente imitabili (o acquistabili o riproducibili) da parte dei concorrenti
La dinamica risorse – attività: Utilizzo le risorse (input) per svolgere le attività. Senza attività e senza apprendimento non ho risultati (economico-finanziari). Spirale virtuosa che mi permette di accrescere le mie competenze (vantaggio competitivo) e conseguire i risultati.
I livelli della strategia
Strategia a livello aziendale: Corporate level strategy
Strategia a livello business: Business level strategy
Un business è un sistema di attività:
- Disegno del sistema “attività – risorse” a livello centrale
- Disegno di sviluppo dell’impresa nella sua interezza
- Governabile come un tutto unitario
I livelli della strategia in una impresa multi-business
Risultati tipici di business e aziendali:
Livello aziendale:
- Risultati economico-finanziari e reddituali: ROE, solidità, liquidità
- Risultati sociali: Soddisfazione degli attori sociali (stakeholder): turnover dei dipendenti, reputazione presso le banche, soddisfazione degli azionisti
Livello business:
- Risultati reddituali: ROI
- Risultati competitivi: quote di mercato: assolute o relative, fedeltà e grado di soddisfazione dei clienti
L'analisi del sistema competitivo
Perché è importante l’analisi del settore? Prima di fare strategia competitiva (decidere dove andare), dobbiamo capire il territorio/l’ambito, i motivi per cui l’ambiente è redditizio o non redditizio (redditività media di settore), attrattivo o non attrattivo, dove siamo noi e dove sono i nostri competitors. È lo starting point dell’analisi strategica. Attività oggettiva svolta dalle aziende di consulenza.
Tre variabili dell’analisi
- Struttura del settore sistema competitivo
- Condotta delle aziende strategia competitiva
- Performance
Settore = insieme di aziende in concorrenza tra loro. Il settore è un insieme di aziende che vivono all’interno di un preciso confine. La configurazione del settore ha un forte impatto sulla redditività aziendale (Porter): I risultati da una parte nascono dalla configurazione dell’ambiente competitivo e dall’altra parte dalla strategia che l’azienda adotta in quel determinato ambiente competitivo.
L’analisi di settore è orientata
- All’analisi della redditività di un dato settore, cioè delle aziende in competizione tra loro, in un determinato periodo di osservazione
- All’analisi della variabilità (varianza) della redditività nel corso del tempo e tra un’azienda ed un’altra, nel medesimo periodo
Come si realizza l’analisi di settore?
Quattro direttrici di analisi dei settori/quattro modelli:
- Analisi delle Cinque Forze competitive (Porter)
- Analisi della Catena di fornitura (modello della Supply Chain)
- Analisi dei beni complementari (complementors) rete del valore
- Analisi dei raggruppamenti strategici
Il modello delle cinque forze di Porter
Non bisogna confondere le forze con gli attori in gioco (fornitori, clienti, potenziali entranti…). Le forze sono:
- Potere contrattuale
- Minacce o non minacce
- Rivalità o cooperazione
- Competizione sui prezzi (ROI medio crolla)
- Ci sono potenziali nuovi entranti?
- Ci sono produttori di beni sostitutivi che minacciano il settore?
Le forze sono centrifughe (forza blu) se sono di bassa intensità, o centripete (forza rossa) se sono di alta intensità. Guardare le forze vuol dire capire l’intensità delle stesse e capire se c’è:
- Potere contrattuale nei confronti dei clienti
- Potere contrattuale nei confronti dei fornitori
- Minacce da parte di produttori di beni sostitutivi
Esempio: Settore degli ascensori
Quattro aziende detengono circa i 2/3 del mercato globale. La domanda di nuovi ascensori è in crescita e 2/3 delle nuove unità sono installate in Cina. I margini dei servizi di manutenzione sono il 25-35%, contro il 10% sulle nuove installazioni (una volta che installi l’ascensore con un’azienda, fai anche le successive manutenzioni con la stessa azienda). I leader del mercato ottengono più di due terzi dei loro redditi operativi dalle manutenzioni. Prodotto differenziato: a seconda della casa, dai piani, dalle caratteristiche… Tenere il prezzo basso per le prime installazioni = barriera all’entrata per i nuovi entranti. Si inizia a guadagnare con le manutenzioni. Il settore degli ascensori è redditizio perché le forze sono centrifughe. La redditività operativa è alta: intorno al 20%. Varianza bassa: redditività costante nel tempo.
Determinanti relazioni con potenziali entranti
Relazioni con potenziali entranti = barriere all’entrata + ritorsione attesa. A parità di barriere, il timore di entrare in un settore, frena i potenziali entranti: rischio di una ritorsione degli attori già presenti nel settore. La presenza di monopoli o oligopoli naturali (anche solo presunti) frena i potenziali entranti: Esselunga o Walmart sembrano essere in una condizione di monopolio naturale nel settore della grande distribuzione. Questo fa sì che nessuno voglia entrare.
Esempi di barriere all’entrata
- Barriere legali e governative
- Livello di investimento minimo (capital requirements)
- Economie di scala
- Accesso a canali e distributori
- Immagine
- Brevetti
Esempio: Nel settore farmaceutico il ruolo dei brevetti è centrale nella difesa delle posizioni competitive da nuovi entranti e nella creazione di valore.
Relazioni, rivalità e collaborazione tra produttori di beni simili
(Stesse variabili dei rapporti di sostituzione). Oltre alle rivalità tra i competitors, si possono verificare anche rapporti di collaborazione (di collusione a volte), per esempio per impedire l’accesso a nuovi entranti (es: ascensori, tutti e quattro i leader del settore mantengono i prezzi bassi). Insieme è possibile erigere barriere all’entrata.
Esempi rivalità interna al settore
- Tasso di sviluppo del settore
- Concentrazione del settore
- Diversità tra competitors
- Possibilità di differenziazione del prodotto
- Eccesso di capacità produttiva e barriere all’uscita
- Condizioni di costo e ruolo economie di scala
Esempio: Nel settore del car rental vi è un basso grado di differenziazione tra i principali player e la competizione si gioca spesso sulla convenienza di prezzo.
Determinanti rapporti di sostituzione
Esempi prodotti/tecnologie sostitutive:
- Presenza di prodotti sostituti o tecnologie sostitutive
- Rapporto in termini di valore per il cliente/prezzo dei diversi sostituti
- Propensione del cliente alla sostituzione (trend)
- Switching costs
Esempi:
- L’introduzione dell’alta velocità nella tratta Milano-Roma ha cambiato la competizione nel trasporto aereo.
- Le nuove tecnologie come la messaggistica istantanea hanno totalmente sostituito lettere e cartoline, riducendo fortemente le vendite di prodotti postali.
Determinanti forza contrattuale dei clienti
Esempi forza clienti:
- Volumi di acquisto
- Sensibilità ai prezzi
- Opportunità di sostituzione/numero di concorrenti
- Switching costi dei clienti
- Product differentiation
Esempi:
- La Grande Distribuzione ha un potere contrattuale rilevante in molti settori dei consumer goods.
- Nel settore farmaceutico chi paga è diverso da chi sceglie e da chi utilizza. Le case farmaceutiche lavorando a stretto contatto con i medici specialisti (chi sceglie) si trovano spesso in posizioni di forza rispetto alle altre due categorie.
Determinanti forza contrattuale fornitori
Esempi forza fornitori:
- Sostenibilità dei fornitori e numero di fornitori
- Prodotti standardizzati
- Ruolo delle economie di scala nel settore di fornitura
- Impatto sul costo del settore cliente
- Presenza di sostituti nel settore di fornitura
Esempi:
- L’unicità dei sistemi frenanti di Brembo è apprezzata dai più importanti produttori di macchine e moto di lusso. Molto diverso da quanto accade per buona parte dei componenti per il settore automotive.
- La presenza di molti produttori di batterie al litio e le poche differenze in termini di prestazioni tra i diversi produttori portano ad un livellamento dei prezzi.
Valutazione intensità delle forze in relazione alla redditività del settore
Ad ogni affermazione si assegna un valore da 1 a 5 che esprime l’intensità della forza in relazione alla redditività del settore. Se l’intensità è forte, riduce la redditività del settore.
Clienti
- Grado di concentrazione dei clienti in pochi attori di grande dimensione. Esistono oligopoli lato clienti?
- Disponibilità di valide alternative per i clienti
- Importanza dei prodotti del settore per il valore percepito dagli end users (i clienti dei clienti). Le caratteristiche e le funzionalità dei prodotti del settore rappresentano un importante criterio di selezione per gli end users?
- Ruolo degli switching cost sostenuti dai clienti. Prevalenza di contratti di fornitura a breve o lungo termine? Bassa o alta onerosità delle clausole per l’interruzione imprevista dei contratti?
- Necessità di investimenti specifici effettuati dai produttori di settore nei confronti del cliente. Presenza o assenza di programmi di fedeltà messi in atto dai produttori del settore? (effetti di lock-in)
- Minaccia di integrazione a monte da parte dei clienti
Concorrenti
- Grado di concentrazione dei produttori e variabilità in competenze, risorse e performance tra essi
- Stadio del ciclo di vita del settore (introduzione, sviluppo, maturità, declino)
- I costi fissi sono alti o bassi?
- I costi di conservazione (deperibilità) e di immagazzinaggio sono alti o bassi?
- Le barriere all'uscita (disinvestimento) sono alte o basse?
- Opportunità di differenziazione tra i produttori di beni simili
- Esiste capacità produttiva in eccesso non sfruttata?
Potenziali entranti
- Presenza di economie di scala
- Requisiti di capitale e altre barriere all'entrata (considerare ad esempio le competenze tecniche necessarie, l'accesso alle forniture, etc.)
- Ruolo delle barriere di regolamentazione (normative)
- Switching costs sostenuti dai clienti
- Facilità nell'accesso ai canali distributivi. Ad esempio, prevalgono accordi di esclusiva oppure esistono alternative percorribili?
- Importanza dei brand. Quanto valgono i brand del settore? Sono i brand a guidare la scelta del prodotto per i clienti?
- Vulnerabilità degli incumbents e loro difficoltà nell'innescare meccanismi di reazione
Prodotti sostitutivi
- Elevata competitività del prezzo di prodotti sostitutivi rispetto a quelli del settore
- Elevate performance (o qualità) dei prodotti sostitutivi rispetto a quelli del settore
- Propensione del cliente alla sostituzione (trend)
- Switching costs sostenuti dai clienti nell'acquisizione di prodotti sostitutivi
Fornitori
- Grado di concentrazione dei fornitori. Esistono oligopoli lato fornitori?
- Disponibilità di valide alternative di fornitura
- Importanza delle forniture per il valore percepito dagli end users. Le caratteristiche e le funzionalità delle forniture rappresentano un importante criterio di selezione per gli end users?
- Ruolo degli switching costs sostenuti dai produttori nel cambio fornitore
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